PINO DANIELE – NERO A META’ (UNICA DATA) | IL 1° SETTEMBRE ALL’ARENA DI VERONA UN UNICO IMPERDIBILE CONCERTO-EVENTO

 

Sulle note dello storico album “NERO A METÀ” con i musicisti della formazione originale del 1980 più l’orchestra sinfonica ed ospiti speciali

OGGI AL VIA LE PREVENDITE

Il 1° settembre nella suggestiva cornice dell’Arena di Verona, PINO DANIELE regalerà al pubblico un unico evento musicale, ideato sulle canzoni diNERO A METÀ, il suo storico terzo album (pubblicato nel 1980), quello della consacrazione, che ha riscosso grande successo di pubblico e critica.

Sul palco dell’Arena di Verona, andrà in scena uno spettacolo imperdibile in cui saranno protagoniste le canzoni più belle di Pino Daniele, da “Quanno chiove”, al brano che dichiara la sua passione di sempre “A me me piace ‘o blues”, ed altre melodie che il tempo ha poi consegnato alla storia della musica italiana.

In quest’unica occasione, il richiamo del sound inconfondibile di quell’uomo “nero a metà”, diventato indubbiamente il marchio di fabbrica di Pino Daniele, porterà sul palco la band originale del 1980: James Senese (sax), Tony Cercola (bongos), Agostino Marangolo (batteria), Gigi De Rienzo(basso), Ernesto Vitolo (piano e tastiere) e Rosario Jermano (percussioni), con l’aggiunta di 50 elementi dell’Orchestra Sinfonica Roma Sinfonietta” diretta dal M° Gianluca Podio.

Ad arricchire ulteriormente lo spettacolo ci saranno ospiti speciali! Saliranno sul palco colleghi ed amici di Pino che hanno accompagnato, arricchito e stimolato il suo percorso artistico; la serata si preannuncia un evento indimenticabile…

Oggi, sabato 15 marzo, hanno inizio le prevendite onlinesu www.ticketone.it, nei punti vendita e nelle prevendite abituali Unicredit e Ticketone (per info: www.fepgroup.it).

Il concerto-evento “Nero a metà” è prodotto e organizzato da 55AVE Entertainment e F&P Group in collaborazione con Radio Italia, la radio ufficiale dell’evento.

“Nero a metà” (EMI Italia), omaggio a Mario Musella e prima autodefinizione in musica, vede l’album tra i più venduti di quell’anno ed ancora oggi nella classifica Rolling Stone Italia dei “100 album più belli di sempre”.

Questa la tracklist dell’album: “I say i’ sto ccà”, “Musica musica”, “Quanno chiove”, “Puozze passà nu guaio”, “Voglio di più”, “Appocundria”, “A me me piace ‘o blues”, “E so cuntento ‘e sta’”, “Nun me scoccià”, “Alleria”, “A testa in giù” e “Sotto ‘o sole”.

Storia ed emozioni con Pino Daniele

   (30 dicembre 2013)

Quattro ore di spettacolare concerto al Palapartenope per il cantautore e i suoi numerosi ospiti musicali

 

“Nun te fa fottere a memoria, Napule è tutta n’ata storia”: nelle parole del “pazzariello” (“o capitano“ Angelo Picone) che si fa largo tra il pubblico è racchiusa l’essenza dell’evento che Pino Daniele ha allestito al Palapartenope per 5 serate (sono ancora disponibili biglietti per il 4 e 5 gennaio).
Era nato lo scorso anno come una sorta di “Pino Daniele and friends”, viaggio attraverso la memoria della esaltante carriera del nostro “Musicante”, ma da questa seconda edizione si è trasformato nella esaltazione e celebrazione di Napoli, della nostra città che, unica al mondo, ha saputo partorire negli ultimi 50 anni, un numero così elevato di artisti, creativi e musicisti. Non c’è bisogno di andare troppo indietro con la memoria, alle canzoni che hanno esportato la nostra città in ogni angolo del mondo; non c’è bisogno di scomodare i “Padri” della nostra musica (Bovio, E.A. Mario. Murolo e Carosone per esempio) basta solo riunire gli artisti degli ultimi 50 anni per affermare la superiorità artistica e culturale della nostra genìa, l’inimitabile velocità di pensiero dei napoletani (come ha affermato Maradona nella sua ultima intervista televisiva), l’inconfondibile cifra artistica della nostra città.

Il Palapartenope è esaurito e, grazie alle nuove capriate in acciaio, è anche aumentata la sua capienza (ufficialmente 3.500 posti a sedere, ma crediamo che ci fossero almeno mille spettatori in più). Chi meglio della “Nuova compagnia di canto popolare“ poteva aprire la serata con una acclamatissima versione di “Tammurriata nera”, la voce di Fausta Vetere è inimitabile, il coinvolgimento è totale e quando Pino Daniele li raggiunge sul palco per una toccante versione di “Terra mia” il coro del pubblico è toccante ed emozionante.

Con Tullio De Piscopo e Rino Zurzolo attacca con “Je so pazzo” e poi “Che soddisfazione” (cassa rullante e spazzole); si alternano sul palco con Gigi De Rienzo ed Antonio Onorato e insieme a Lina Sastri dedicano all’indimenticato e indimenticabile Massimo Troisi “O ssaje comme fà ‘o core“ (tra recitato e cantato) per poi riproporre “Assaje” che Pino scrisse per l’attrice in occasione del film “Mi manda Picone”. Cambia la scena e sul palco si materializzano Tony Esposito, la sua band e Clementino che regala alcune strofe di “Animals”, poi arriva una coinvolgente rilettura di “Kalimba de luna” prima di vedere di nuovo sul palco Pino Daniele insieme a Jenny Sorrenti («ho iniziato come suo chitarrista») che propongono una particolare versione di “Voglio di più”; James Senese e i Napoli Centrale interpretano “Acquaiò l’acqua è fresca”, poi insieme alla chitarra di Pino rielaborano “Viecchie, mugliere, muorte e creature” e infine i due storici amici da soli emozionano la platea con “Chi tene o mare”.

Altro gruppo storico della nostra città sono gli Osanna di Lino Vairetti che prima assaltano la platea con “L‘uomo” e poi insieme al “padrone di casa“ si tuffano in una potente e coinvolgente versione de “ll mare”. Per Tullio De Piscopo il Palapartenope ha un occhio particolare. “Andamento lento” diventa un coro imponente e quando insieme agli ‘A67 propongono una versione rappata di “Stop Bajon” con l’ovazione finale è quasi scontata; poi arriva Eugenio Bennato che interpreta alla sua maniera “Lazzari felici” mentre Pino Daniele aggiunge la sua chitarra al coinvolgente “Ritmo di contrabbando“ del “musicologo flegreo“.

Agostino Marangolo, Ernesto Vitolo, James Senese e Rosario Jermano sono il nucleo storico dei primi due dischi dell’uomo in blues e a loro è riservato il segmento più corposo del concerto quello che piopaie “E so cuntent e stà”, “Musica musica”, “A me me piace o blues” e “Quann chiove”. Li raggiunge sul palco Teresa De Sio che insieme a Pino ripropone “Voglia e turnà” prima di inventarsi una versione durissima di “Aumm Aumm” con un violino metal che ha stupito tuti i presenti. Con Joe Amoruso e il coro del pubblico esegue “Quando“, poi per la prima volta si esibisce con suo fratello Nello sulle note di “Je sto vicino a te”; con Toni Cercola, Corrado e Marco Sfogli (Nccp) riprende “Appucundria”; con Enzo Gragnaniello canta “Cu‘mme”, assumendo l’eredità vocale di Roberto Murolo, e poi lascia il palco al suo compagno delle elementari insieme a Raiz e gli Almamegretta eseguono “‘Na bella vita” e “Sanacore”.

Il finale offre alcuni degli interventi più inaspettati: Clementino e Pino Daniele offrono la più bella versione finora ascoltata di “O vient” (la hit del rapper nolano); la super band (Zurzolo, Amoruso, De Piscopo, Esposito)  interpreta ‘”O scarrafone”, che nelle loro mani acquista una caratura fin qui nascosta, mentre per completare la serata si aggiungono Raiz e Clementino che insieme a loro inventano una versione freestyle di “Yes I know my way”. Alla fine tutti gli artisti salgono sul palco per l’unico bis, l’immancabile “Napule è” con l’intero Palapartenope in piedi a tributare la meritatissima standing ovation dopo quasi quattro ore ininterrotte di musica, storia ed emozioni.

 

di Gigi Avolio

La notte dei Lazzari felici, il trionfo di Daniele & Co

  (29 dicembre 2013)

Un concerto grosso che segue il filo rosso della nuova canzone napoletana, dagli anni ’70 alla generazione rap

 

Lazzari felici, musicanti senza permesso, uomini in blues, in folk, in (prog) rock, in jazz, in soul. Combattenti e reduci che non hanno mai messo via le armi, pardon gli strumenti, e suonano ancora come dio comanda. Musica marìola che «s’arrobba ‘a vita e sona sapenno ca è fernuta». Nostalgia canaglia: come non confessarla quando, dopo l’entrata in scena del pazzariello e dopo che la Nccp arringa la folla del Palapartenope con la sua «Tammurriata nera», Pino Daniele, padre padrone della cinque serate di «Napul’è – Tutta n’ata storia», divide con Fausta Vetere il canto di «Terra mia»: «Comm’è triste, comm’è amaro/ assettarse pe’ guardà tutt’e ccose/ tutt’è parole ca niente pònno fa’/ Si m’accido ie agg’jettato chellu ppoco ’e libertà/ ca sta’ terra, chesta gente ’nu juorno m’adda da’». Questa terra e questa gente sanno di essere stati traditi non una, ma mille volte: la Campania Felix è diventata prima Gomorra e oggi Terra dei Fuochi. «Terra mia, terra mia/ tu si’ chiena ’e libbertà/ terra mia, terra mia/ i mo’ sento ’a libbertà». Pasquale Ruocco ci ricordato quante bugie che dicono le canzoni, ma a volte è bello consegnarsi a quelle bugie, a volte ricarica l’anima e il cuore e le pile. E la libertà, se è davvero partecipazione gaberiana, è qui, con gli artisti sotto la tenda del circo: perplessi, confusi e felici. Non sembra vero nemmeno a loro, di essere tutti qui, insieme: al mucchio selvaggio della prima edizione, dicembre 2012, se ne sono aggiunti ancora degli altri, qualcuno non era mai salito su di un palco con l’altro, qualcuno ha messo da parte antichi rancori, qualcuno non nasconde i lucciconi agli occhi.
L’elenco è infinito ci sono i compagni del supergruppo ritrovato (James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Tullio De Piscopo), Teresa De Sio, Lina Sastri, Clementino, Eugenio Bennato, gli Almamegretta con Raiz, Enzo Gragnaniello, Jenny Sorrenti, gli Osanna, gli ’A67. E strumentisti del calibro di Tony Cercola, Antonio Onorato, Ernesto Vitolo, Agostino Marangolo, il coordinatore Gigi De Rienzo, Rosario Jermano, Elisabetta Serio. C’è persino un abbraccio in famiglia, con Pino e Nello Daniele uniti dalle note di «Je sto vicino a te»: un’altra prima volta in assoluto.
Il canzoniere (trentasette-trentotto pezzi in scaletta) è da mille e una notte, insieme a quello del Nero a metà («I so pazzo», «A me me piace ’o blues», una deliziosa «Appocundria» cesellata anche dalle chitarre di Corrado e Marco Sfogli, «’O scarrafone») ci sono i successi personali dei suoi amici/ospiti, e poi i duetti, gli incroci, le sorprese, le session, i cambi di formazione, i momenti acustici, le esplosioni elettriche, in finale torrido e funkyssimo. L’album di famiglia scorre inesorabile, mettendo da parte quanto già regalato l’anno scorso: si trattava di un esperimento che piacerebbe considerare ora come nuova tradizione, magari solo per il piacere di vedere la De Sio e Daniele insieme tra «Quanno chiove» e «Voglia è turnà». i commoventi duetti di “Cu”mme” con Gragnaniello e “‘O vient’” con Clementino.
Il Pino della nuova Napoli sa farsi comprimario, gioca a entrare ed uscire dai brani dei colleghi, si gode le loro riletture del suo repertorio, riduce ed allarga la sua band, scatena la sua chitarra tra toni latini, gipsy, arabi, blues, rock, jazz, delicati, potenti, veraci, internazionali. Con Lina Sastri ricorda i tempi di «Assaje» e Massimo Troisi («’O ssaje comme fa’ ’o core»), a Eugenio Bennato chiede «Ritmo di contrabbando» ed una chitarra battente per il cammino dolente di tutti i «Lazzari felici».
E fa male, ma è anche balsamo sulle ferite, pensare alle promesse tradite, agli ideali perduti con i capelli, agli amori andati, accompagnati negli anni da queste canzoni, da questi artisti, dal loro prendersi e perdersi, dal loro unirsi e dividersi, farsi movimento, ma non riuscire mai, come tale, a imporre davvero una superiorità artistica altrimenti ineludibile. «Chi tene ’o mare, ossaje, nun tene niente», soffia James nel suo sassofono. «Il mare», lo ricordano gli Osanna, «sta sempe lla’/ tutto spuorco chino ’e munnezza/ e nisciuno ’o vo’ guarda». Gli uomini che, come diceva quel brano, hanno avuto «la tessera del partito» si guardano intorno, hanno portato con sé figli che «quel» partito non sanno nemmeno che cosa sia. È anche per loro, forse, che ripetono, come in un coro verdiano a bocca chiusa: «Lasciatelo parlare, ha tante cose da dire/ ha capito che la lotta non deve finire/ sta alzando le mani verso il sole/ in cerca di calore». Ma il passato è futuro che cambia tempo e ritmo, come «Andamento lento» che De Piscopo consegna al crossover degli ’A67; come «Yes I know (my way)» e «Rosso napoletano» di Tony Esposito che si vestono del rap di Clementino; come «Na bella vita», il reggae messo in piedi dagli Almamegretta e Enzo Gragnaniello. La lunga notte dei lazzari felici è un assalto al cielo del suono newpolitano: anarchico, irrisolto, clamorosamente emozionante. Il calore è ghiaccio bollente, qui, stanotte: «Napule è – Tutta n’ata storia». Sarà anche retorica, ma certe storie non si possono raccontare diversamente, come nel bis finale corale che riprende “Napule è”.
Dopo i primi due tutto esaurito, si replica stasera, poi il 4 e il 5 gennaio.

 

di Federico Vacalebre

La festa di Pino Daniele & Friends, trionfo al Palapartenope

Apre la Nuova Compagnia di Canto Popolare con “Tammurriata nera”, il cantautore appare sul palco alle 21.43 e attacca “Terra mia”. Decine di musicisti in scena ed emozionanti duetti: 39 canzoni per tre ore di concerto

 

Il pubblico di Napoli lo attendeva da un anno. I tre sold out al Palapartenope sui cinque concerti previsti (il 28, 29 e 30 dicembre e 4 e 5 gennaio) sono una prova. Pino Daniele incanta per tre ore il pubblico della la sua città che, tra fedelissimi e neofiti occupa ogni poltrona disponibile, tra spalti e platea.
Per lo show inaugurale, si contano quasi quattromila persone, di tutte le età: vengono da tutta la Campania, ma anche da Puglia, Lucana, Lazio. L’occasione, del resto è ghiotta: più che ad un semplice concerto, stanno ad assistere ad un “Pino Daniele & Friends”, amici di vecchia data e nuovi, che sul palco duettano col padrone di casa.
Non manca nessuno: Joe Amoruso, Eugenio Bennato, Tullio De Piscopo, Teresa De Sio, Tony Esposito, Enzo Gragnaniello, Lina Sastri, James Senese, Rino Zurzolo, A67, Almamegretta e Clementino. Sono annunciati uno per uno, dall’orchestrina di Angelo Picone, che alle 21.30 apre ufficialmente il concerto. Mezz’ora di ritardo sulla tabella di marcia, poiché proprio i fan, arrivati in gran numero, hanno rallentato l’ingresso al Palapartenope. Qualcuno si è presentato già nel primo pomeriggio, per assistere al primo sound check. La coda iniziava addirittura dal cinema Med, tagliando trasversalmente viale dei Giochi del Mediterraneo e rallentando il traffico. Le persone in attesa sono state incanalate dagli agenti della polizia municipale, senza tensioni ed eccessivi ingorghi.
Finalmente è tutto pronto: la folla saluta ogni ospite con un boato da stadio e attende impaziente il suo beniamino. Si accendono i tre maxischermi dalla forma ondulata alle spalle del palcoscenico e il sipario si apre con la Nuova Compagnia di Canto Popolare che esegue “Tammurriata nera”.
Poi, alle 21.43, finalmente arriva lui, Pino Daniele, accolto da un lungo applauso, sulle note di “Terra mia”. La sua scaletta prevede 39 brani, alcuni molto rari in un live, come “Il mare”, del 1979 (che eseguirà con gli Osanna). Un vero e proprio concerto omaggio ai fan di tutte le età. Inizia il primo set: sul palco salgono Tullio De Piscopo e Rino Zurzolo per “Je so pazzo” ed “Che soddisfazione”. È poi la volta di una prima chicca, assieme a Lina Sastri. L’artista intona infatti con Pino “O ssaje come fa ‘o core”, una poesia di Massimo Troisi, accompagnata da Gigi De Rienzo al basso e Antonio Onorato alla chitarra.
Non c’è un attimo di pausa. Immediatamente dopo arrivano Tony Esposito alle percussioni ed Elisabetta Serio alle tastiere. Pino sale e scende dal palco per introdurre i suoi compagni di musica. Parla poco, ma con calore: “Era da anni che desideravo condividere con voi questo concerto speciale, con gli amici di una vita”. Qualcuno dalle file centrali grida “Pino grazie di esistere!”, mentre parte l’intro di “Assaje”. Esposito esegue anche il suo evergreen “Calimba de luna”, accompagnandosi con una speciale chitarra elettrica, che sulla cassa armonica ha anche un bonghetto.
E, dopo un primo freestyle con Clementino, il nuovo che avanza, è la volta di Jenny Sorrenti. “Tanti anni fa – incomincia Pino – Quando iniziai a viaggiare con la mia chitarra, chiesi ad una giovane cantante di poterla seguire. Ora è qui, ed è un piacere suonare con lei stasera”. Le luci si fanno soffuse per “Voglio di più”. Segue “Nessuno è più forte di chi non ha nulla”.
Siamo quasi a metà concerto. Un nuovo scossone scuote il Palapartenope quando si presenta James Senese con i Napoli Centrale. Canta “Acquaiò l’acqua è fresca” (fuori scaletta) e duetta con Pino “Viecchie, mugliere, muorte ‘e criature” e “Chi tene ‘o mare”.
È poi il momento del “prog” degli Osanna di Lino Vairetti. Il suono di “Bourée” dei Jethro Tull dà il la a “L’uomo”, per poi passare al “Il mare”. Torna poi sul palco in gilet rosso Tullio De Piscopo per uno “stand alone” con “Andamento lento” e un duetto, immediatamente successivo, con gli “A67″.
E, dopo il segmento con Eugenio Bennato (“Lazzari felici” e “Ritmo di contrabbando”) inizia una sessione speciale (quella che gran parte del pubblico dirà di aver apprezzato di più a fine concerto). Sul palco convergono James Senese, Agostino Marangolo, Rosario Jermano alle percussioni, ed Ernesto Vitolo. La formazione esegue “Musica musica” e “A me me piace ‘o blues” . Gli spettatori non resistono: cantano, ballano sul posto, qualcuno sotto il palco si alza per esultare (il concerto è rigorosamente seduti). E quando parte “Quanno chiove” si commuove e segue la melodia dalla prima all’ultima parola. Sull’ultima strofa sale sul palco Teresa De Sio, che canta “Voglia ‘e turnà”.
L’ultima parte del concerto inizia sulle note di “Quando”. Al piano c’è Joe Amoruso. Le sorprese non sono finite:  “Siamo a un momento importante – dice Pino – Sta per venire una persona molto importante per me, con cui non ho mai eseguito un brano”. E sul palco sale suo fratello, il più piccolo della famiglia, Nello Daniele, per eseguire “Je sto vicino a te”.
Iniziano gli ultimi set: Corrado e Marco Sfogli alla chitarra, Tony Cercola alle percussioni partono con “Appocundria”, segue Enzo Gragnaniello con “Cu ‘mme” e gli Almamegretta con “‘O buono e o malamente”. Ritorna un emozionato Clementino sul palco per duettare con “Zio Pino” la sua hit “‘O viento”. Il rapper, molto amato soprattutto dai teenager e non solo, regge molto bene il palco, anche se a fine esibizione confessa di “star ancora tremando”, dopo un’esibizione del genere.
Manca solo un brano, quello del bis. Il pubblico lo richiede a gran voce ed è accontentato. Tutti gli artisti invitati tornano sul palco: il finale, ad effetto, è tutto a squarciagola, con quattromila voci che eseguono “Napule è”.

 

di Paolo De Luca

"Napule è" Daniele & friends: i duetti, le sorprese, le collaborazioni

 (28 dicembre 2013)

 

Si inizia con un pazzariello e la Nccp per “Terra mia”. Gran finale corale per “Tutta n’ata storia”

Non c’è niente di eccezionale, forse, in un gruppo di musicanti e lazzari felici che si ritrova sopra lo stesso palco, eppure stasera, e domani, e dopodomani, e poi ancora il 4 e il 5 gennaio, al Palapartenope, ci sarà più d’uno spettatore commosso di fronte al mucchio selvaggio di «Napul’è – Tutta n’ata storia», nuovo rito di fine anno, concertone di Pino Daniele & Friends, mucchio selvaggio del neapolitan power di ieri e di oggi: in scena con il Nero a metà e con il suo ritrovato supergruppo (James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Tullio De Piscopo) la Nccp, Teresa De Sio, Lina Sastri, Clementino, Eugenio Bennato, gli Almamegretta con Raiz, Enzo Gragnaniello, Jenny Sorrenti, gli Osanna. Ed, ancora, Toni Cercola, Antonio Onorato, Ernesto Vitolo, Agostino Marangolo, Gigi De Rienzo, Nello Daniele, Rosario Jermano, Elisabetta Serio, gli ’A67. Un pazzariello aprirà la serata attraversando il rinnovato Palapartenope, poi, come vuole la storia (quella piccola, delle canzoni, quella grande, delle emozioni che accompagnano le canzoni), sarà la Nuova Compagnia di Canto Popolare a rompere il ghiaccio. La scaletta è top secret e le prove continueranno tutt’oggi, ma, a segnare ulteriormente il filo rosso che unisce radici ed ali, tradizioni e futuro, sarà «Tammurriata nera» ad aprire la serata, riportandoci nel crogiuolo di metà anni Settanta, quando Napoli riconquistò la centralità che le spetta da sempre nella scena musica italiana, e non solo, tra revival folk e nuova canzone. «Terra mia», che l’ensemble di Fausta Vetere dividerà con l’autore, sarà il primo di una lunga serie di colpi di teatro, di brividi caldi, di incroci, di jam session, di suoni nati e cresciuti lontani da qualsiasi calcolo di convenienza.
Lina Sastri, che pure passò per le fila della Nccp, ad esempio duetterà con l’Uomo in blues quella «Assaje» che lui le prestò per lanciarla nella colonna sonora di «Mi manda Picone», e poi, «’O ssaje comme fa’ ’o core», omaggio un po’ cantato e un po’ recitato a Troisi.
Teresa De Sio («anche io ho esordito nel mio primo lp con un suo pezzo, ”Nanninella”, ma non mi sono mai esibita con lui») avrà il supergruppo a disposizione per rileggere alla sua maniera «Quanno chiove» e poi troverà Pino al suo fianco al microfono per «Voglia ’e turnà». Eugenio Bennato, che con la De Sio visse gli inizi di Musica Nova, userà la chitarra battente per fare sua «Lazzari felici» e poi ospiterà la sei corde del padrone di casa in «Ritmo di contrabbando». Il supergruppo, pronto a comporsi e scomporsi, vedrà De Piscopo (per lui anche una versione rap’n’rock di «Stop bajon» con gli ’A67) usare un rullante come una gran cassa, Senese soffiare nel suo sax le suggestioni antiche di «’Io so’ cuntento ’e sta»). Gli Almamegretta ritroveranno Gragnaniello per il reggae di «’Na bella vita» prima di scatenarsi sulla tammurriata reloaded di «Sanacore». E poi ci sarà il rap di Clementino, i tamburi di Esposito, la voce ancora cristallina della Sorrenti, il prog rock degli Osanna, l’abbraccio in famiglia tra i fratelli Daniele sulle note di «Ie sto vicino a te» e…. tant’altro ancora.
«Non è un congresso di reduci, ma una festa della musica, della nuova canzone napoletana», spiega il Pino di una Napoli che, nonostante tutto, resiste, e che inviterà tutti sul palco per il finale corale di «Napule è» e «Tutta n’ata storia».

 

di Federico Vacalebre

DOMANI AL VIA AL TEATRO PALA PARTENOPE DI NAPOLI “NAPULE È – TUTTA N’ATA STORIA”! 5 serate-evento con la band storica e oltre 20 special guest!

LE PRIME TRE DATE SONO SOLD OUT!
ULTIMI BIGLIETTI DISPONIBILI PER LE DATE DEL 4 E 5 GENNAIO

Prevendite online su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali

 

Domani al via al Teatro Pala Partenope di Napoli NAPULE È – TUTTA N’ATA STORIA”, 5 serate-evento dedicate al progressive napoletano, con cui PINO DANIELE, dopo il grande successo dello scorso anno, tornerà a suonare nella sua città. Le prime tre date, domani, domenica e lunedì, hanno fatto registrare il SOLD OUT! Sono ancora disponibili gli ultimi biglietti per le date del 4 e 5 gennaio (online su www.ticketone.it e nei punti vendita e nella prevendite abituali di Go2 e Ticketone – per informazioni: www.fepgroup.it).

Una storia musicale e non solo, raccontata da PINO DANIELE insieme agli artisti che hanno reso grande il progressive napoletano e ai giovani artisti che oggi ne proseguono il cammino. Una scaletta pensata unicamente per il pubblico della sua città, accompagnato dalla sua band storicacomposta dai grandi musicisti napoletani con cui ha collaborato nel corso della sua lunga carriera: James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Tullio De Piscopo.

Questi gli amici e colleghi che l’artista inviterà sul palco per una nuova serie di indimenticabili serate di “NAPULE È – TUTTA N’ATA STORIA”(prodotto e organizzato da 55AVE Entertainment e F&P Group in collaborazione con Radio Italia, la radio ufficiale dell’evento – per info:www.fepgroup.it): Almamegretta, Clementino, Enzo Gragnaniello, Eugenio Bennato, Jenny Sorrenti, Lina Sastri, Napoli Centrale, Nccp, Osanna, Teresa De Sio, ed ancora Toni Cercola, Antonio Onorato, Ernesto Vitolo, Agostino Marangolo, Gigi De Rienzo, Nello Daniele, Rosario Jermano, Elisabetta Serio, ‘A67 e tanti altri. Uno spettacolo corale, ricco di sorprese ed emozioni uniche!

“NAPULE È – TUTTA N’ATA STORIA” sarà un regalo alla città di Napoli, ma anche un evento imperdibile per tutti gli amanti del rock-blues dal sapore mediterraneo, un “marchio di fabbrica” che PINO DANIELE è riuscito ad esportare in tutto il mondo e a far apprezzare da grandi artisti internazionali, come Eric Clapton, Wayne Shorter, Pat Metheny e tanti altri.

Pino Daniele: il concerto di Natale diventi appuntamento fisso

 (21 dicembre 2013)

Cinque sere al Palapartenope. «In scena il meglio di Napoli. Invito sindaco e assessori»

 

«Ritorno nelle festività Natalizie a cavallo col nuovo anno al Palapartenope per omaggiare la mia città e lo faccio con un gruppo di amici. Ormai questo evento è un appuntamento fisso, vorrei solo che le istituzioni, Comune, Regione, mi aiutassero a farlo crescere sempre di più perché potrebbe diventare anche un grosso polo attrattivo per il turismo». Pino Daniele è in gran forma. A Napoli, come ha raccontato ieri sul «Magazine» del «Corriere della Sera», torna sempre volentieri.
Ora si sta preparando al nuovo «Napule è -Tutta n’ata storia» che per il secondo anno consecutivo ritorna nella tensostruttura di Fuorigrotta: cinque serate evento (28, 29, 30, dicembre 2013 già sold out – 4, 5 gennaio 2014).

«Inviterò il sindaco De Magistris, gli assessori, voglio parlare con loro e coinvolgerli attivamente per far sì che questa grande festa mostri al resto dell’Italia e del mondo l’altra faccia della nostra città, quella positiva, ricca di arte: il lato buono che tutti ci invidiano. Un modo anche per attirare turismo, magari attraverso pacchetti viaggio creati ad hoc. Non voglio fare il sindaco, non lo saprei fare, voglio solo creare un qualcosa di bello per la mia città, coinvolgendo le istituzioni e gli artisti, alcuni storici altri recentemente saliti alla ribalta, nati all’ombra del nostro Vesuvio. C’è bisogno che le istituzioni aiutino e agevolino eventi come questi, nella promozione, nell’informazione».

Cosa che non sempre accade. Il 19 settembre del 1981, 200 mila persone accorsero in piazza del Plebiscito per ascoltare Pino Daniele e l’«all stars» di musicisti napoletani. Eppure sul Plebiscito in questi giorni è polemica: la piazza dopo il live di Springsteen di quest’estate è chiusa ai grandi eventi a pagamento. Il soprintendente ai beni architettonici Giorgio Cozzolino ha dichiarato che gli eventi invasivi ad alto impatto non sono i benvenuti. Anche se quotidianamente le pallonate dei ragazzi che giocano a calcetto indisturbati sotto gli occhi sbalorditi dei turisti e le scritte di improvvisati writers sul colonnato della Chiesa di San Francesco e sulle statue fanno più danni di un concerto dei Rolling Stones.
«Questi sono i paradossi della vita e spesso di una città come Napoli. Non entro nel merito della faccenda. Anche se è noto a tutti che questa piazza a me è molto cara. Dico solo che dovremmo lavorare tutti, facendo squadra, per il bene della città; proprio per questo, come ho già detto prima, voglio coinvolgere le istituzioni cittadine affinchè mi aiutino a far crescere quest’appuntamento».

Sul palco con Pino Daniele quest’anno oltre ai suoi fedeli compagni di viaggio (James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito, Tullio De Piscopo) ci saranno Almamegretta, Clementino, Enzo Gragnaniello, Eugenio Bennato, Napoli Centrale, gli Osanna (che hanno pubblicato proprio in questi giorni il doppio dvd «Osanna-Tempo»), Toni Cercola, Antonio Onorato, Ernesto Vitolo, Agostino Marangolo, Gigi De Rienzo, Nello Daniele, Rosario Jermano, Elisabetta Serio, gli ‘A 67.

«Ma soprattutto», sottolinea l’artista, «ci saranno le donne che l’anno scorso mancavano: tre grandi signore della nostra arte, Teresa De Sio, Jenny Sorrenti e Lina Sastri».
Come si articolerà lo show?
«Ad aprire le danze ci sarà la Nuova Compagnia di Canto Popolare, un pezzo di storia della nostra cultura. E poi pian piano ci alterneremo tutti, ciascuno portando in scena la propria arte. Ci sarà il rock progressive degli Osanna di Lino Vairetti, la ricerca musicale di Eugenio Bennato, la poesia di Enzo Gragnaniello, il combat rock degli ‘A 67, i suoni delle ‘‘anime migranti” Alma, l’hip hop di Clementino, la jazz fusion dei Napoli Centrale…».

Ormai manca solo un’esibizione di Pino Daniele al San Carlo.
«Mi piacerebbe, ma il San Carlo ha le sue regole. Ci vuole rispetto per salire su quelle tavole. Se mai dovessi andarci lo farò solo con un progetto unico, particolare, sicuramente con l’Orchestra».

 

 

di Carmine Aymone

Pino Daniele: "Insieme per 5 show, musica e cultura per chi ama la città"

Il cantautore al Palapartenope dal 28 dicembre con alcuni tra gli artisti più rappresentativi degli ultimi anni

 

Cinque date a cavallo del Capodanno, sul palco un piccolo esercito di musicisti: diversi per stile e per età, ma tutti napoletani. Una formula vincente che per il secondo anno consecutivo Pino Daniele riproporrà al Palapartenope dal 28 al 30 dicembre (date esaurite) e ancora il 4 e il 5 gennaio (biglietti disponibili da 25 a 46 euro).
Chiamando a raccolta alcuni tra i più rappresentativi musicisti napoletani degli ultimi decenni e mettendoli insieme sullo stesso palco: Almamegretta, A 67, Eugenio Bennato, Tony Cercola, Clementino, Nello Daniele, Teresa De Sio, Gigi De Rienzo, Enzo Gragnaniello, Rosario Jermano, Agostino Marangolo, Napoli Centrale, Nuova Compagnia di Popolare, Antonio Onorato, Osanna, Lina Sastri, Elisabetta Serio, Jenny Sorrenti ed Ernesto Vitolo. La band che accompagnerà tutti gli artisti è formata da Joe Amoruso (tastiere), Tullio De Piscopo e Tony Esposito (batteria e percussioni), James Senese (sax) e Rino Zurzolo (contrabbasso).

A questo punto, Daniele, non si tratta più di un semplice concerto. Come la definirebbe? Un viaggio nella storia della musica, un festival…
“Io farò le mie cose ed entrerò nelle cose degli altri. Sarà uno scambio continuo. No, non un semplice concerto. Ma neanche la parola festival mi piace. Vede, il fatto è che ogni tanto bisogna mettere un punto. Ora non è più come una volta: gli appassionati compravano i dischi e se li studiavano, si scambiavano le informazioni e intorno alla musica c’era un movimento. Oggi c’è Internet, i dischi non li compra più nessuno ma i concerti vanno forte. Così noi musicisti napoletani ogni anno ci incontriamo e invitiamo il pubblico. Nel segno della collaborazione. Nel segno di Napoli. Però facciamo tutti da soli, a nostre spese: nessuno ci aiuta”.
Intende le istituzioni?
“Sì, loro. Non ci hanno mai sostenuto, nessuno si è fatto sentire. Eppure cos’altro c’è a Napoli, chi è che fa cultura, chi altri riesce a mettere insieme tanta gente? Naturalmente la cosa ha i suoi costi e ce li accolliamo tutti noi: per fortuna, con lo sbigliettamento, riusciamo a recuperare. L’anno scorso sono venuti a vederci trentamila persone. Quest’anno potrebbero essere di più: abbiamo fatto aggiungere altri 400 posti al Palapartenope”.
E’ stato difficile mettere sullo stesso palco, per esempio, la Nuova Compagnia di Canto Popolare e Clementino?
“Ma no, le distanze tra questi artisti sono moltopiù brevi di quanto si possa pensare. E’ tutta gente entusiasta all’idea di suonare insieme. Tutti hanno un’identità napoletana profonda, un gusto per la melodia, per la tradizione. E tutti sono ben radicati nella storia musicale di questa città. Quest’anno poi c’è la novità degli Osanna: a rappresentare il progressive rock degli anni Settanta, un altro filone che può rientrare a pieno titolo nella nostra tradizione”.
Eppure si dice che gli artisti napoletani siano molto competitivi, che tra loro non si amino molto…
“Infatti abbiamo previsto uno spazio di due ore in cui ciascun musicista potrà sfogarsi a dire le cose peggiori dei suoi colleghi. Poi però si torna tutti a suonare…. no, scherzi a parte, questa è tutta gente che lavora duramente. Anche i più giovani, gli Almamegretta, Clementino…. gente che si impegna al massimo. E di cui nessuno vede gli sforzi, semplicemente perché i media non se ne occupano. Oggi la musica non muove più i soldi che muoveva una volta, quindi se ne parla molto meno. Dove sono i soldi oggi? Nel calcio? E allora via, tutti aparlare di pallone”.                                                                           Questo vale per i media. Ma il pubblico, anche a giudicare dalle presenze e a questi vostri concerti, continua a seguirvi con passione…
“Il pubblico sa che lo facciamo per Napoli e che rappresentiamo Napoli. Della nostra città si dovrebbe parlare per la sua cultura, la sua musica, e non soltanto per le cose negative”.
Come la Terra dei fuochi?
“Già. Ma sono anche le mode. Fino a qualche mese si parlava solo di spread. Ora c’è la Terra dei fuochi. Passerà anche questa”.

 

 

di Antonio Tricomi

A grande richiesta si aggiunge la quinta data per “NAPULE È – TUTTA N’ATA STORIA” il 5 gennaio!

 

A grande richiesta si aggiunge la quinta data per NAPULE È – TUTTA N’ATA STORIA”, con cui PINO DANIELE tornerà a suonare nella sua città il 28, il 29, il 30 dicembre, il 4 gennaio ed ora il 5 gennaio al Pala Partenope, per 5 serate-evento dedicate al progressive napoletano, quella corrente musicale e culturale che a partire dagli anni ’70 ha affermato Napoli come protagonista nel panorama della cultura pop contemporanea a livello internazionale.

Una storia musicale e non solo, raccontata da PINO DANIELE insieme agli artisti che hanno reso grande il progressive napoletano e ai giovani artisti che oggi ne proseguono il cammino. Una scaletta pensata unicamente per il pubblico della sua città, accompagnato dalla sua band storicacomposta dai grandi musicisti napoletani con cui ha collaborato nel corso della sua lunga carriera: James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Tullio De Piscopo.

Questi gli amici e colleghi che l’artista inviterà sul palco per una nuova serie di indimenticabili serate di “NAPULE È – TUTTA N’ATA STORIA”(prodotto e organizzato da 55AVE Entertainment e F&P Group in collaborazione con Radio Italia, la radio ufficiale dell’evento – per info:www.fepgroup.it): Almamegretta, Clementino, Enzo Gragnaniello, Eugenio Bennato, Jenny Sorrenti, Lina Sastri, Napoli Centrale, Nccp, Osanna, Teresa De Sio, ed ancora Toni Cercola, Antonio Onorato, Ernesto Vitolo, Agostino Marangolo, Gigi De Rienzo, Nello Daniele, Rosario Jermano, Elisabetta Serio, ‘A67 e tanti altri. Uno spettacolo corale, ricco di emozioni uniche!

I biglietti per la data del 5 gennaio sono disponibili dal 17 dicembre, alle ore 16.00, online su www.ticketone.it e nei punti vendita TicketOne e Go2. Sono ancora disponibili gli ultimi biglietti per le altre date, in vendita su www.ticketone.it e nei punti vendita e nella prevendite abituali di Go2 e Ticketone (per informazioni: www.fepgroup.it).

NAPULE E’–TUTTA N’ATA STORIA | A grande richiesta dopo il 28, 29 e 30 dicembre, si aggiunge la data del 4 gennaio!

4 serate-evento dedicate al progressive napoletano al Pala Partenope di Napoli insieme alla storica band e oltre 20 special guest!

Il 2 dicembre aprono le prevendite per la quarta data online su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali

 

A grande richiesta si aggiunge la quarta data per NAPULE È – TUTTA N’ATA STORIA”, con cui PINO DANIELE tornerà a suonare nella sua città il 28, il 29, il 30 dicembre ed ora il 4 gennaio al Pala Partenope, per 4 serate-evento dedicate al progressive napoletano, quella corrente musicale e culturale che a partire dagli anni ’70 ha affermato Napoli come protagonista nel panorama della cultura pop contemporanea a livello internazionale.

Una storia musicale e non solo, raccontata da PINO DANIELE insieme agli artisti che hanno reso grande il progressive napoletano e ai giovani artisti che oggi ne proseguono il cammino. Una scaletta pensata unicamente per il pubblico della sua città, accompagnato dalla sua band storica composta dai grandi musicisti napoletani con cui ha collaborato nel corso della sua lunga carriera: James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Tullio De Piscopo.

Questi gli amici e colleghi che l’artista inviterà sul palco per una nuova serie di indimenticabili serate di “NAPULE È – TUTTA N’ATA STORIA”(prodotto e organizzato da 55AVE Entertainment e F&P Group in collaborazione con Radio Italia, la radio ufficiale dell’evento – per info:www.fepgroup.it): Almamegretta, Clementino, Enzo Gragnaniello, Eugenio Bennato, Jenny Sorrenti, Lina Sastri, Napoli Centrale, Nccp, Osanna, Teresa De Sio, ed ancora Toni Cercola, Antonio Onorato, Ernesto Vitolo, Agostino Marangolo, Gigi De Rienzo, Nello Daniele, Rosario Jermano, , Elisabetta Serio, ‘A67 e tanti altri. Uno spettacolo corale, ricco di emozioni uniche!

I biglietti per la data del 4 gennaio saranno disponibili da lunedì 2 dicembre, alle ore 11.00, online su www.ticketone.it e nei punti vendita TicketOne e Go2. Sono ancora disponibili gli ultimi biglietti per le date del 28, 29 e 30 dicembre, in vendita su www.ticketone.it e nei punti vendita e nella prevendite abituali di Go2 e Ticketone (per informazioni: www.fepgroup.it).

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