Il nero a metà alla conquista di Harlem

3 10 2009

Daniele in concerto a New York

Il presentatore annuncia «the italian jazz blues icon Pino Daniele» urlando come faceva un tempo con James Brown, ma al posto di un basso funky partono le note di «Quando». Il nero a metà è sbarcato nel tempio della musica nera, l’Apollo di Harlem, nato nel 1860 come sala da ballo, da 75 anni casa del soul, del rhythm and blues, del rap. Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Gladys Knight, Michael Jackson e Lauryn Hill tra i tanti lanciati da questo palcoscenico dove Mr. Dynamite ha registrato uno dei dischi dal vivo più celebrati della cultura pop. La platea accoglie il mascalzone latino con una standing ovation e l’orgoglio di una comunità che si ritrova. In platea sono soprattutto italoamericani, spesso di nuova generazione, emigrazione intellettuale, cervelli in fuga, coppie che hanno contagiato i figli con le melodie di «zio Pino», dall’Italia (ma non solo) sono arrivati i fedelissimi di Pinodanieleonline.it. La band dell’«Electric tour» – Gianluca Podio al pianoforte e alla tastiera, Steve Ferrone alla batteria, al basso il giovane fenomeno Matt Garrison, figlio di quel Jimmy che accompagnò Coltrane – si allarga con la presenza eccezionale di Mino Cinelu, che incontrò già l’uomo in blues ai tempi, gloriosi, di «Bonne soirée». Le percussioni che furono al servizio di Miles Davis e dei Weather Report aggiungono colore a «Napule è» che i 1.500 spettatori intonano con il nodo alla gola di un coro a boccachiusa verdiano. Una coppia di colore si tiene per mano e sorride del proprio stentato dialetto, in platea applaudono jazzisti di fama come Omar Hakin e Rachel Z. «Chi tene ’o mare» è il canto di una chitarra latina, Daniele si sente ormai più musicante che cantautore, lo studio degli ultimi tre anni lo ha portato a una nuova maturità stilistica, sulle punte delle dita ritrova con nuova coerenza i canoni della rivoluzione del neapolitan power, l’incontro tra ritmo americano e melodia verace. Anche il suo repertorio più pop – «Il sole dentro di me», «Sara», «Che male c’è» – diventa l’occasione per jam session incandescenti, ma è il blues di «Nun me scuccià» a infiammare gli animi. «Dubbi non ho» e «Anima» precedono la sorpresa della serata, provata qualche giorno fa in una magica notte caprese alla Certosa di San Giacomo. Un  tappeto di tastiere accompagna la chitarra solista di Pino che stira le note di «Nessun dorma». Il pubblico è sorpreso, poi esplode in un boato, ma stavolta non canta, ritrova il Dna identitario in quelle note strumentali, in una rilettura che non vuole avere la forza iconoclasta – anzi è un omaggio – del Jimi Hendrix che rileggeva l’inno americano, ma ha un’innegabile forza d’impatto. «È stato Jack Bruce a darmi l’idea», racconterà a fine serata Pino: «L’ex Cream mi ha fatto sentire la sua versione dell’aria pucciniana, mi ha fatto capire quanto la mia musica fosse intrisa anche di quella lezione, come potessi provare a misurarmi con essa, a raccontarmi con essa». «Mare luna», «Amore senza fine», poi l’apoteosi con «’O scarrafone», «A me me piace ’o blues», «Yes i know my way» e il bis di «Che dio ti benedica». Il basso di Garrison strappa applausi a scena aperta, il lazzaro felice è felice davvero, ritrova qualche vecchio scat e la voce di dentro che lo fece megafono di una generazione che sognava una Napoli diversa. «È quello che sogno ancora» spiegherà dopo lo show «se Harlem ha cambiato faccia, lo può anche la nostra città». Nell’attesa, lui spera di poter portare a termine per la prossima estate il progetto di «Napoli international», ritorno in piazza del Plebiscito, «questa volta con i miei amici di mezzo mondo e miti del rock». Intanto, Massimo Gallotta, l’uomo che l’ha portato per la prima volta in America, come aveva fatto anche con Ennio Morricone alla vigilia dell’Oscar, progetta la sua «internazionalizzazione». Domani Pino si esibirà al Casinorama di Toronto, in primavera potrebbe ritornare in America, magari per un tour più esteso: «Mi piacerebbe, suonare è quello che so fare meglio. In posti come Miami o Boston mi verrebbe anche più facile jammare con qualcuno dei miei amici americani. Il prossimo disco? Ho cancellato l’”Acoustic jam” annunciato, da un lato mi sto divertendo troppo a suonare la chitarra elettrica, dall’altro… mi diverto troppo a stare sul palco per avere voglia di studio di registrazione».

di Federico Vacalebre





Pino Daniele sbarca all’Apollo Theater di New York (già sold out)

30 09 2009

                            

 

Fervono i preparativi per lo sbarco a New York di Pino Daniele che domani, giovedì 1 ottobre, terrà un memorabile concerto nello storico Apollo Theater (concerto che ha già registrato il tutto esaurito) prima di spostarsi nella città canadese di Toronto dove si esibirà domenica 4 ottobre.


Questi due appuntamenti vanno a chiudere il lungo “Electric Jam ’09 tour” (organizzato e prodotto da F&P Group e Blue Drag) che ha portato, dopo l’uscita del suo ultimo album “Electric Jam” (pubblicato a marzo da RCA/Sony Music), l’artista partenopeo in giro per tutta Italia.

Ad accompagnare Pino Daniele durante queste due tappe in Nord America ci saranno Stephen Ferrone alla batteria, Matt Garrison al basso, Gianluca Podio al piano e tastiere e Mino Cinelu alle percussioni.

In scaletta brani ormai diventati dei veri classici come “Quando” e “Napule è” che insieme a “Nun me scuccià”, “‘O Scarrafone” e “Yes I know my way” (solo per citarne alcuni) accompagneranno lo spettatore lungo tutta la trentennale carriera di Pino Daniele fino ad arrivare alle canzoni del nuovo album a partire da “il Sole dentro di me” (con la partecipazione di J-Ax), e “Dimentica”.

L’estate di Pino Daniele è stata segnata da grandi successi non solo in ambito discografico, con il disco di platino ottenuto con “Electric Jam” (Rca/Sony Music), ma anche al cinema grazie alla colonna sonora del film-documentario su Vittorio Mezzogiorno dal titolo “Negli occhi” firmata da Pino Daniele.
Il film-documentario, co-prodotto da Giovanna Mezzogiorno che ne è anche la voce narrante, è un viaggio nella vita e nella carriera del dell’attore scomparso prematuramente nel 1994. Il film, diretto da Daniele Anzellotti e Francesco Del Grosso e prodotto dalla Vega’s Project, è un collage di filmati di repertorio, di foto, di interviste inedite ad amici, familiari e colleghi del grande attore.





Daniele: «Raddoppio il disco elettrico»

14 09 2009

Il nero a metà chiude l’Mtv Day a Genova duettando con J-Ax un repertorio di brani rap: «Sono stufo di fare il cantante mi diverto di più suonando»

 

La strana coppia è servita. Chi avrebbe mai immaginato, infatti, di ritrovare Pino Daniele e J Ax uno accanto all’altro sullo stesso palco? E invece ieri sera all’Mtv Day di Genova la sorpresa ha preso tutti alle spalle. Viste le recenti collaborazioni discografiche, i più credevano di ascoltare il mascalzone latino e l’ex Articolo 31 solo in una o due canzoni, fra cui l’inevitabile «Anni amari» incisa assieme nell’ultimo album del rapper lombardo «Decadance», restituendo il favore di «Il sole dentro di me», e invece davanti al popolo del Porto Antico i due si sono divertiti tutto il set assieme passando da «Rap’n’roll» ad «Immorale», da «I vecchietti fanno o» a «Come Willy l’orbo». Con loro anche Grido, fratello di J-Ax e leader dei Gemelli Diversi, Marrakash, Guè e Pequeno dei Club Dogo. L’euforico epilogo di una maratona, conclusa tra i fuochi d’artificio dai neo ricostituiti Skunk Anansie e dai festeggiamenti per i 31 anni della conduttrice Elisabetta Canalis. Pino definisce l’Mtv Day come «una cosa bella, uno sguardo diverso alla ricerca di cose che mi piacciono». Domani sarà in concerto alla certosa di San Giacomo, a Capri, con il suo quartetto, con Gianluca Podio al piano, Matthew Garrison al basso e Michael Baker alla batteria, ma quella «sarà una cosa molto più rock». Intanto, l’Mtv Day si ferma qui, dall’anno prossimo, infatti, la festa dell’emittente cambierà nome e formula. O almeno così si dice. E l’exploit del nero a metà è quel che più resta di una serata impreziosita pure dalle presenze di Gossip, la trend band della diva lesbica, cicciona e postpunk Bethv Ditto. Zero Assoluto, Negrita, Lost, Bloody Beetroots. Al grido «siamo belli e non possiamo essere anche intelligenti», lo show ha tenuto il pubblico di Mtv incollato al video fin ben oltre la mezzanotte. Pino cosa l’ha colpita di J-Ax? «Mi piace quel che dice e come lo dice. Per me non è solo un discorso di energia, ma l’opportunità di entrare dentro altre mentalità musicali». Qui a Genova ha suonato soprattutto la chitarra. «Sono stufo di fare il cantante. Suonare mi diverte, offrendomi quella valvola di sfogo che apro quando partecipo ai festival rock o blues. Ecco perché quando Ax mi ha chiesto di venire qui con lui ho accettato subito». Senza pensarci. In quali altre occasioni si è divertito così? «Sicuramente con Zucchero a Viareggio. E poi con Eros Ramazzotti, con Jovanotti, ma ce ne sono molte di più. Certe cose non le puoi decidere a tavolino.  Accadono e basta». E spesso sono salti senza rete. «Io sono come sono e faccio quel che mi va di fare, non quello che mi chiedono gli altri». La colonna sonora del film «Negli occhi» di Giovanna Mezzogiorno, ad esempio, appena premiata con una menzione alla Mostra di Venezia. O il nuovo album. «Giusto. Anche se avevo annunciato che il mio prossimo album sarebbe stato acustico, alla fine ha vinto la chitarra elettrica e a febbraio pubblicherò un secondo capitolo di ”Electric jam”. Suonando qua e là per l’Italia,ho scoperto, infatti, che il suono più duro e più rock dell’elettrica mi consente di buttare fuori meglio l’energia che mi porto dentro in questo momento». Potendo portare all’Mtv Day la band dei sogni, oltre a J-Ax, chi avrebbe chiamato? «Nathan East o Alphonso Johnson al basso, Steve Ferrone o Steve Gadd alla batteria, Joe Sample e Gianluca Podio al piano, Brian Auger all’organo. Mica male, no?». Altri progetti? «Dopo queste ultime date dell’Electric jam ’09 tour” sono pronto a sbarcare in Nord America: l’1ottobre a New York, nello storico Apollo Theatre di Harlem, e il 4 ottobre a Toronto».

 

di Andrea Spinelli





Il 12 settembre per la prima volta sul palco dell’MTV DAY con J-AX A ottobre sbarca all’Apollo Theatre di New York

11 09 2009

                                  

Sabato 12 settembre per la prima volta sul palco dell’MTV DAY con J-AX
A ottobre sbarca all’Apollo Theatre di New York

 

Sabato 12 settembre PINO DANIELE salirà per la prima volta sul palco dell’MTV DAY a Genova come ospite d’onore di J-AX con cui duetterà nel brano “Anni Amari” (singolo del rapper milanese in rotazione radiofonica da oggi), seconda collaborazione tra i due artisti dopo “il Sole dentro di me”, singolo che ha presentato al pubblico l’ultimo album di PINO DANIELE “ELECTRIC JAM”. Pino non solo duetterà con J-AX ma lo accompagnerà suonando la chitarra durante tutto il set.

Subito dopo la parentesi genovese dell’MTV DAY, PINO DANIELE si preparerà per le ultime date del suo “Electric Jam ’09 tour” (organizzato e prodotto da F&P Group e Blue Drag), prima di sbarcare in Nord America per due imperdibili appuntamenti: il 1 ottobre a NEW YORK dove si esibirà nello storico Apollo Theatre e il 4 ottobre a TORONTO.

“ELECTRIC JAM ’09 TOUR”, la cui parte estiva ha avuto inizio il 26 giugno dall’Auditorium Parco della Musica di Roma, ha portato il “mascalzone latino” in giro per tutto lo stivale, dalla Villa Arconati di Castellazzo di Bollate (MI), alla Reggia di Caserta, dalla Piazza del Campo di Siena, al palco di Modena.
Gli ultimi tre appuntamenti del tour sono: il 15 settembre a Capri (NA), il 17 settembre a Messina e il 19 settembre a Palermo.

In scaletta brani ormai diventati dei veri classici come “Quando” e “Napule è” che insieme a “Nun me scuccià”, “‘O Scarrafone” e “Yes I know my way” (solo per citarne alcuni) accompagneranno lo spettatore lungo tutta la trentennale carriera di PINO DANIELE fino ad arrivare alle canzoni del nuovo album a partire da “il Sole dentro di me” (con la partecipazione di J-Ax), e “Dimentica”.

L’estate di PINO DANIELE è stata segnata da grandi successi non solo in ambito discografico, con il disco di platino ottenuto con “ELECTRIC JAM” (Rca/Sony Music), ma anche al cinema grazie alla colonna sonora del film-documentario su Vittorio Mezzogiorno dal titolo “Negli occhi” firmata da Pino Daniele.
Il film-documentario, co-prodotto da Giovanna Mezzogiorno che ne è anche la voce narrante, è un viaggio nella vita e nella carriera del dell’attore scomparso prematuramente nel 1994. Il film, diretto da Daniele Anzellotti e Francesco Del Grosso e prodotto dalla Vega’s Project, è un collage di filmati di repertorio, di foto, di interviste inedite ad amici, familiari e colleghi del grande attore.

 

 

Milano 11 settembre 2009
Ufficio Stampa Pino Daniele: Parole & Dintorni 0220404727 (Riccardo Vitanza – Jessica Gaibotti)





Intervista a Pino Daniele. All’Apollo Theater il prossimo primo ottobre

11 09 2009

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Il suo primo album "Terra mia" lo  ha realizzato a 22 anni. Passati con disinvoltura i "cinquanta", Pino Daniele arriva per la prima volta a New York con l’entusiasmo di chi intende affrontare una  platea insolita soprattutto per divertirsi. Nato come interprete della musica napoletana, Daniele si è ben presto lasciato sedurre dai ritmi blues afroamericani costruendo una musica "fusion" che il tempo ha giudicato di successo. All’Apollo Theater, il prossimo primo ottobre, l’artista partenopeo proporrà oltre tre decadi di ritmi inventati e una carriera in cui ha collaborato con Bob Marley, Wayne Shorter, Pat Metheny, Chick Corea, Richie Havens, Gato Barbieri, J-Ax.

Ma attenzione. Daniele non è un musicista arrivato alla fine di un percorso. Il suo ultimo album, "Electric Jam", è uscito lo scorso marzo. Al mini tour Americano seguirà quello europeo. E’ sul palcoscenico, dunque, che Daniele sfida un mercato dove vendere è sempre più difficile.

- Cosa ti aspetti dal concerto del primo ottobre all’Apollo Theater?

"Mi aspetto di suscitare emozioni. Per la mia prima volta mi presento a New York con la mia band e trovo giusto raccontare la mia storia, la mia vita attraverso la musica.  Seguirò un filone cronologico: dall’inizio carriera ad oggi. Quindi, partirò dai brani scritti in napoletano quando collaboravo con Massimo Troisi. Poi, i principali successi, testimoni della mia ampia produzione discografica. Ci saranno "Napul’è" che risale al 1978 e "Io per lei" di dieci anni più tardi. Quindi, i brani del mio ultimo Cd, "Electric Jam".

- All’Apollo Theater porterai qualcuno dei tuoi amici americani come un regalo-sorpresa per il pubblico?

"Vengo con I miei musicisti: Michael Baker alla batteria, Matt Garrison al basso e Gianluca Podio al piano e tastiere. Si, forse ci saranno anche sorprese".

- "Electric Jam" è uscito in primavera, ma non è un album finito. E’ un "work in progress" che concluderai… quando?

"La seconda parte dell’album uscirà nei primi mesi del prossimo anno. E forse faremo anche una versione acustica. Da tempo pensavo di fare un cd tutto basato sulla chitarra elettrica. "Electric jam" mi sta dando belle soddisfazioni e adesso lo voglio approfondire. Il mio percorso è sempre stato a metà strada tra classico e moderno. Sono partito dalla canzone napoletana che ho fuso con sonorità provenienti da culture e radici straniere. La mia musica ha un colore blues, rock, moderno, fuso con la melodia mediterranea. Ho collaborato con tanti musicisti americani, confrontandomi con linguaggi diversi. "Electric Jam" è un album fortemente blues, la canzone c’è, ma vi si suona intorno fino a farla sfumare. E si trasforma e si dissolve in un corpo strumentale".

- Da oltre 30 anni sui palcoscenici. Con il cambio generazionale, oggi, Pino Daniele ha bisogno di pubblicità per farsi conoscere?

"La pubblicità è fondamentale. Ma io scelgo i canali e aspetto il momento giusto per fare le cose che voglio fare. Venire a NY non è per me la realizzazione di un semplice sogno. A NY ci sono venuto molte volte. Negli anni Ottanta, ad esempio, ho suonato nei club cittadini con Gato Barbieri. Non voglio peccare di narcisismo, ma sono un italiano diverso da quello che gli italiani e gli italoamericani sono abituati a sentire".

- Jovanotti ha trascorso l’estate a NY, facendo concerti in piccoli club. Si tratta di un modo nuovo di fare marketing? O solo il desiderio di un artista di ricominciare dalle origini?

"Credo che Lorenzo, con cui in passato ho collaborato, abbia avuto voglia di confrontarsi proprio nel luogo dove nasce il suo tipo di musica. Lui fa una musica molto americana. E’ un altro italiano che vede la sua cultura fusa e trasformata insieme alle altre culture. Io e lui siamo un po’ cittadini del mondo, italiani che arrivano oggi negli Stati Unti, ma che l’America l’hanno già vissuta.  Per quanto riguarda la scelta dei piccoli club la reputo giusta. In passato ho fatto una cosa simile. Piccoli passi che mi permettevano di capire e rinnovare anche melodie antiche facendole diventare moderne".

- Pino Daniele è un artista politico?

"Se politico significa politica della gente, beh, allora sì. Ma non sono dipendente da partiti. Racconto la gente, i sentimenti, l’amore. E’ vero tuttavia, che artisticamente sono nato in un periodo in cui la musica faceva parte della politica e per un certo periodo sono stato un cantautore politico".

- In un tuo album il kefia palestinese è apparso in copertina. Faresti un concerto per la palestina oggi?

"Non so se oggi prenderei delle posizioni ben precise. La musica appartiene a tutti, la considero un patrimonio dell’umanità"

- Hai promosso una campagna sulla spazzatura a Napoli. Sei ambientalista?

"Si, le cause ambientaliste mi stanno particolarmente a cuore.  Se poi si tratta della mia città! Nonostante viva a Roma da anni per ragioni di lavoro, Napoli resta Napoli. Ho promosso quella campagna perchè la musica può anche essere uno strumento di informazione per un miglioramento sociale".

-  Hai un nuovo contratto con la BMG. Che ruolo stanno avendo gli Stati Uniti nei progetti tuoi e della tua casa discografica?

"Dal punto di vista discografico stiamo vivendo un momento di cambiamento. Ma la musica non è in crisi. Le case discografiche stanno assumendo un ruolo diverso rispetto al passato. Oggi, fanno da tramite per il supporto discografico. Per questo sono convinto che bisogna ricominciare  a ricostruire i concerti, che sono momenti di comunicazione straordinari. Dopo New York sarò a Toronto e da febbraio a Londra, Amsterdam e Parigi. Sono contento perchè suonare è quello che mi piace fare. E’ il mio mestiere. Credo che soprattutto oggi sia necessario suonare il più possible. Non bisogna dare alla gente quello che vuole, ma quello che si è".

- Ti senti vecchio?

"Uhmmm… Un po’ vecchio quando mi accorgo che ho i capelli bianchi o quando guardo la data di nascita sulla carta d’identità. L’importante è suonare con la voglia di dare, come ad esempio sanno fare grandi artisti come BB King".

- Carmen Consoli sfida il mercato proponendo brani in siciliano. Tu sembri soffrire del fatto che l’inglese non è la tua madre lingua. Porteresti per il mondo un concerto solo in napoletano?

"Ho esordito proponendo la canzone napoletana, ma alla fine l’ho fusa con l’inglese e l’italiano, ho fatto un gran miscuglio. Negli anni Settanta c’è stato il grande boom della musica angloamericana. Ma proprio fondendo le cose ho creato qualcosa di nuovo".

- Quale il brano a cui sei più legato?

"Decisamente "Napul’è" che ho scritto 20 anni fa e continuo a cantare. Non è mai passata di moda, neppure con il cambio generazionale".

- Stai preparando un video con J-AX. Di che si tratta?

"Veramente è lui che ha fatto un video e mi ha ospitato.  Uscirà a novembre, ma non ho l’ho ancora visto. Con J-Ax sono anni che ci conosciamo, poi ci siamo visti a Milano.  Lui ha cantato un brano all’interno di "Electric Jam" e io ho ricambiato la cortesia".

- Il tuo difetto peggiore?

"Sono un orso. Non troppo disponibile"

- Canti i sentimenti. Hai dedicato una canzone a tua figlia. Che rapporto hai con le donne?

"Ho scritto sempre canzoni per le donne. Vado più d’accordo con loro che con gli uomini.  Ho tre figlie femmine e due maschi. Poi scelgo le persone in base al mio modo di essere"

- I tuoi figli aspirano a diventare musicisti?

"Non sono portati troppo per la musica anche se la vivono dalla mattina alla sera. Studiano altre cose".

- E’ vero che non affidi i tuoi strumenti a nessuno?

"Verissimo. Ci sto attentissimo, sopratutto per non avere problemi tecnici. Non è una questione di sfiducia verso la gente, semplicemente mi piace curare le mie cose da solo".

 

di Lorenza Cerbini





Il noto cantautore partenopeo fa tappa nella città dei sassi con la tournee “Electric jam”

3 09 2009

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Pino Daniele, un uomo in blues sempre in cerca di nuovi approdi

Sono trascorsi oltre tre decenni dal suo primo disco. Da allora è cambiato un mondo, la società non è più la stessa ed è differente la colonna sonora dei nostri giorni. Lui, però, è sempre lo stesso. Almeno secondo la sua opinione. Ma il blues, Pino Daniele, ce l’ha sempre fisso in testa. E così anche l’idea di Napoli come capitale della musica mediterranea. Forse anche per questo, nei suoi dischi, inserisce quasi sempre qualcuno dei suoi vecchi brani cercando di rivisitarli in chiave moderna. Come in questo ultimo cd, “Electric jam”, titolo della sua tournèe che questa sera farà tappa a Matera, alle 21, nella Cava del Sole. «Bè si – dice alla Gazzetta Pino Daniele raggiunto al telefono – io sono fatto così. Sono molto legato al mio passato e nei miei concerti cerco di risvegliare la mia memoria proponendo oltre a brani inediti anche brani del passato”.

Come nasce questo “Electric Jam ? 
Nasce proprio dalla mia personale necessità di fare qualcosa di nuovo sotto il profilo musicale e di valorizzare il blues e la musica mediterranea. È un disco fortunato perchè sta riscuotendo un successo notevole e sono molto contento di questo risultato perchè quando la gente ti apprezza significa che stai facendo qualcosa di buono».

Come è cambiato Pino Daniele in questi 30 anni? 
Oggi, rispetto a 30 anni fa, quando registrai “Terra mia” è cambiato il mio rapporto con la musica. Credo di aver raggiunto una certa maturità per capire che le melodie restano per sempre nonostante i tanti tentativi per sviluppare un filone moderno. Ma in questo vengo molto aiutato dai miei collaboratori.

Oggi c’è ancora quella "Neapolitan power", la energia napoletana che spingeva musicisti come Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo verso una dimensione mediterranea, verso quel jazz rock fortemente popolare? 
In quegli anni c’era una dimensione molto diversa. C’era quella straordinaria esperienza che si chiamava “Napoli centrale”, per noi un vero e proprio laboratorio creativo. E c’era, fra gli altri, James Senese, con cui sono tornato a collaborare in tempi recenti. Poi, naturalmente, ognuno ha preso la sua strada. Ma molte cose restano e sono proprio dentro la musica.

Sei già stato a Matera, cosa ricordi di quel concerto? 
Ricordo che lo proponemmo allo stadio e trovammo un pubblico meraviglioso che spero di ritrovare domani (2 settembre, ndr) in questo posto, alla Cava del Sole, su cui il mio staff ha speso parole molto positive. Per noi musicisti, tuttavia, ogni città è importante e in ogni concerto ci misuriamo con quanto riusciamo a trasmettere al nostro pubblico.

In quella circostanza visitasti i Sassi di Matera? 
Se non mi sbaglio li attraversammo molto velocemente. Spero in questa occasione di avere il tempo per ammirare con maggiore attenzione questo patrimonio mondiale dell’umanità.

Come hai scelto i collaboratori di questo cd? 
Per la loro personalità musicale molto forte e molto vicina alla mia sensibilità. Da sottolineare che per il concerto di Matera e per un’altra data al posto di Michael Baker alla batteria ci sarà Alfredo Golino, mentre sono confermati Matthew Garrison al basso e Gianluca Podio alle tastiere.

Quando e con chi arriverà “Acoustic Jam”? 
Non lo so, per il momento non ci sto pensando. La tournèe è lunga e mi terrà impegnato fino ad ottobre. Poi voglio nuovamente entrare in studio per dare continuità a questo progetto e registrare “Electric jam 2”. “Acoustic jam” per il momento non è in agenda.





Oltre 15mila in Piazza del Campo ad applaudire Pino Daniele e J-Ax

30 08 2009

 

Oltre 15mila a Siena per applaudire Pino Daniele. Non delude il pubblico di Piazza del Campo lo spettacolo che per oltre due ore ha visto protagonista l´amatissimo cantautore napoletano. Alla sua inconfondibile voce si è aggiunta, a sorpresa, quella di J-Ax, che lo ha raggiunto da Milano per duettare con lui in brani quali ¨Il sole dentro di me¨,¨Anni amari¨e ¨Yes I know my way¨ . E´ dunque accaduto di nuovo che gli artisti si siano trovati d´accordo sul palco de ¨La città aromatica¨, la rassegna di eventi unici ad ingresso gratuito, prodotta dal Comune di Siena per volontà del sindaco Maurizio Cenni e diretta da Mauro Pagani, con Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A main sponsor e il contributo fondamentale della catena Royal Demeure e Siena Parcheggi. Pino Daniele ha regalato a Siena una notte magica: ¨Sono felice di essere in questa Piazza bellissima – ha dichiarato – ospite di una rassegna che ha il merito di essere stata dedicata a Demetrio Stratos, un artista straordinario scomparso troppo presto¨. Trent´anni di carriera ripercorsi e sul palco, insieme a Pino Daniele c´erano Alfredo Golino alla batteria, Matt Garrison al basso e Gianluca Podio al piano e tastiere. Un concerto omaggio, nel trentennale della sua scomparsa, che ha commosso ed emozionato il pubblico presente e visto la partecipazione straordinaria di Mauro Pagani, direttore artistico del festival. Le altre serate sono state dedicate alla danza con gli spettacoli di Francesca Selva e Motus e alla musica delle band senesi Cube e Profusion che si sono esibite con il direttore artistico, anticipando il concerto di Joh de Leo, ex voce dei Quintorigo. Quest´anno inoltre, al consueto prologo realizzato in collaborazione con la Fondazione Siena Jazz è seguita un´altra curiosa anticipazione, il 24 agosto, in piazza Duomo, con l´esibizione della Cambridge University Musical Society Chorus and Orchestra diretta da Mark Austin.





Pino Daniele: Quando la musica diventa cultura

12 08 2009

Due ore di grande musica ieri sera allo stadio comunale di Piazza Armerina con il concerto di Pino Daniele, quella grande musica che mancava da anni nella nostra città. Quella musica che trasforma un evento musicale in un evento culturale e che cancella in un sol colpo quei prodotti da sottocultura di cui spesso sono condite le feste popolari.

Non sono dell’opinione che in queste manifestazioni bisogna accontentare tutti perché ognuno ha i propri gusti e un proprio modo di percepire la musica, quando questo significa dover concedere spazio a spettacoli degradanti che impoveriscono e dileggiano la cultura.  E’ come se nelle scuole si decidesse di far studiare i libri di Liala anziché Alessandro Manzoni. E’ una festa ,si dirà, un momento dove ognuno sia spensierato e si diverta come meglio crede. Non è così. Occorre sempre tenere presente che la cultura è cibo per la mente di una collettività, permette di comprendere e di interpretare i fatti, di essere critici nei confronti della realtà e, in ultima analisi, di migliorare l’ambiente sociale in cui si vive.

Ogni qualvolta si concede qualcosa alla sottocultura e , parlando di musica,  si permette a certa gente di esibirsi, si inseriscono ostacoli nel processo di crescita di una collettività.

Ottimo il lavoro svolto fin qui svolto dall’assessore alle feste e tradizioni , Calogero Cimino che ha preparato un’estate armerina densa di eventi di grande spessore culturale e concesso poco spazio a quel tipo di manifestazioni demenziali che impoveriscono la mente, ma che, purtroppo, un certo tipo di pubblico gradisce. Unica nota stonata il sosia di Michael Jackson in piazza Falcone Borsellino , su cui preferisco non fare affermazioni per evitare querele.
Ritornando a Pino Danile e la sua Musica, quella con la M maiuscola, l’artista ha riproposto il suo repertorio in cui brillano brani come “Quando”, “Napule è”, “A me me piace ‘o blues”, “Yes I know my way”, “Nun me scuccià”. Da sottolineare la bravura assoluta del batterista Michael Baker che non ha certo fatto rimpiangere la capacità ritmica di Tullio De Piscopo. Comunque un grande successo.

 

 

di Nicola Lo Iacono





Tanti big al ”Concerto per Viareggio”

11 08 2009

Anche Pino Daniele e Venditti al ‘Concerto per Viareggio’

 

 

Una serata di solidarietà, “dalla A alla Z”: Alexia, Malika Ayane, Jeff Beck, Matteo Becucci, Mario Biondi, Andrea Bocelli, Solomon Burke, Pierluigi Collina, Carlo Conti, Beppe Carletti, Pino Daniele, Irene Fornaciari, Andrea Griminelli, J-Ax, Jury, Karima, Eric Lewis, Marcello Lippi, Noemi, Mario Schilirò, James Thompson, il coro Voci bianche del Festival Puccini, Antonello Venditti, Derek Wilson, Zucchero… e tanti altri.

Anche Pino Daniele, Antonello Venditti, Mario Biondi, Giorgio Panariello e uno dei leggendari chitarristi della storia del rock, Jeff Beck, parteciperanno al “Concerto per Viareggio” – in ricordo delle vittime dell’incidente ferroviario alla stazione della cittadina – che si terrà mercoledì 19 agosto, allo “Stadio dei Pini” di Viareggio, e a cui hanno dato già la loro adesione Alexia, Malika Ayane, Matteo Becucci, Andrea Bocelli, Solomon Burke, l’arbitro Pierluigi Collina, Carlo Conti, Irene Fornaciari, il flautista italiano Andrea Griminelli, J-Ax, Jury (X-Factor), Karima, il jazzista Eric Lewis, il commissario tecnico della Nazionale di calcio Marcello Lippi, Noemi, il musicista Mario Schilirò, il sassofonista James Thompson, il batterista Derek Wilson, il Coro Voci Bianche del Festival Puccini.

In collaborazione con il Comune di Viareggio, l’evento è sostenuto da un Comitato di personalità eccellenti della città, ed è organizzato dal produttore Mimmo D’Alessandro per la “D’Alessandro&Galli” e da Zucchero “Sugar” Fornaciari, che tengono “a ringraziare Jeff, Andrea, Pino, Antonello, Giorgio, Mario, e tutti gli altri che ad oggi hanno accettato subito di esserci: in queste ore, sono molti gli artisti ed i personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo con cui stiamo parlando perché siano a Viareggio mercoledi 19 agosto” .

I biglietti sono in vendita tramite il circuito di TicketOne.





Il settimo re di Napoli

3 08 2009

 

Pino Daniele infiamma la platea di Minturno

Anche Napoli ha i suoi Sette Re, e uno – indiscutibile – è Pino Daniele. A conferma di ciò ecco il pubblico di Minturno, in questa calda serata della prima domenica di agosto. È il calore napoletano trasferitosi nella residenza estiva, è l’eccentricità partenopea vestita da tifoseria calcistica. Stavolta però non si loda Maradona, ma Pino Daniele. È solo un altro re: pur sempre un loro sovrano.

L’Anfiteatro Romano è stracolmo, lo spazio pare quasi non contenere la voglia di blues che stasera è giunta numerosissima. Gli spalti sono bollenti, e non solo per il sole che nelle ore precedenti ha soggiornato qui. Pino Daniele entra in scena con "Quando", e l’incendio non può che divampare.
"In ogni concerto mi piace ricordare tutta la mia carriera", dice Pino. E quello di stasera è un vero e proprio excursus nel mondo del suo blues, delle sue note, della sua chitarra e dei suoi eccellenti musicisti.

Se il pubblico abbraccia ognuna delle note del cantautore, seguendolo a squarciagola in ogni successo passato e recente, la stretta più forte è quella tra la chitarra di Daniele, il basso di Matt Garrison e la batteria di Michael Baker. Un incontro perfetto tra eccellenti musicisti che ricorda al pubblico pagante – diviso equamente in tre generazioni – le sonorità tanto care al blues, quello vero. Lo stesso blues che in questo tour toccherà terre lontane, registrando sold out anche a New York e a Toronto.

"Io Vivo Fra Le Nuvole" è il nuovo brano che il Pino nazionale presenta come un’evasione, "perché a volte ho bisogno di fuggire – spiega – specie quando i tempi sono tempi strani come questi". Ogni parola è un applauso, come un vero monarca. Eppure di spettacolarità ce n’è poca sul piccolo palco dell’arena romana. Anche l’audio sembra non dare il massimo, specie quando il rumore della valvola di sfogo del fumo di scena ha la meglio sulla voce del cantante.

Piccoli errori di un’organizzazione non perfetta nella terra che fu del popolo aurunco, che non riescono tuttavia a togliere meriti alla serata. Specie se due ore di concerto hanno regalato un’intera carriera di successi, riarrangiati secondo le regole di questo "Electric Jam Tour".

E a voi… v’piac ‘o blues?

 

 

di Micaela De Bernardo