Moglie di…E allora?


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Pino e Fabiola

Quando lo ha conosciuto nel 1992, a casa di Massimo Troisi, Fabiola faceva la modella. Da allora lei e Pino Daniele non si sono piuù lasciati, si sono sposati e hanno avuto tre figli. Lui ha continuato a fare dischi e concerti, lei a occuparsi della famiglia. E del caratterino del marito. Iscrivendosi a un corso di boxe.

 

 

Pino daniele è antipatico, lo dice lui stesso. La giovane moglie, Fabiola Sciabbarasi, no. E se lui parla poco e controvoglia, lei è un fiume in piena. Romana, 39 anni, diploma da operatrice turistica ed ex modella (sfilando ha partecipato anche a quattro edizioni di Fantastico, una con Celentano e tre con Baudo), la signora Daniele è la madre di tre dei cinque figli del cantautore napoletano, che proprio trent’anni fa pubblicava il primo album, Terra mia, e che il 23 aprile, dal Teatro Politeama di Palermo, ha dato il via al suo nuovo tour legato alla pubblicazione dell’album Il mio nome è Pino Daniele e Vivo Qui. Fabiola ha fissato l’appuntamento per questa intervista in un salone di bellezza del quartiere Trieste, a Roma, la città dove vive da anni assieme al marito.

E’ andata a sentirlo a Palermo?
Certo. Per scaramanzia, al primo concerto di una nuova tournèe, vado sempre.

Come vi siete conosciuti?
A Roma, nel 1992, a casa di Massimo Troisi, all’epoca fidanzato con la mia amica Nathalie Caldonazzo.

Lo conosceva di fama?
Poco. Sapevo che faceva il cantante, ma niente di più. Non faceva parte della mia cultura musicale, conoscevo a stento Quando. Con me, all’inizio non si è giocato la carta del personaggio famoso e delle sue canzoni…

Fabiola SciabbarasiNon c’è stato un colpo di fulmine, allora?
No. Io avevo 24 anni e mi ero appena separata dal primo marito, e anche lui stava nella stessa situazione. Non avevamo tanta voglia di nuove storie, siamo rimasti solo amici per quasi un anno.

E poi?
Poi io e Pino abbiamo capito che non c’era solo amicizia. E dopo un po’ siamo andati a vivere insieme.

Chi ha preso la decisione?
Pino, per deformazione professionale, dice che ha fatto tutto lui. Sa, i poeti…In realtà abbiamo deciso insieme.

Lei ha continuato a lavorare?
Per un po’, si. Poi, dopo tre anni di relazione, durante la sfilata di Piazza di Spagna, ho provato un po’ di nausea…Ero incinta. Pino, da buon meridionale, mi ha detto: “Per lavoro siamo entrambi costretti a viaggiare. Adesso uno dei due deve fermarsi”.

Facile intuire chi si sia fermato. Le è costato?
No, è stato logico e naturale. I figli vanno seguiti come si deve. Io e lui, però, siamo sempre insieme. C’è grande complicità.

Claudia Mori è il manager di Adriano Celentano, Patti Scialfa canta e suona con il marito Bruce Springsteen… Ha mai pensato di lavorare per lui o con lui?
No, mai. So suonare solo il clacson e, quando canto, faccio ridere. A me piace la moda.

E’ rimasta legata a quel mondo?
Tramite le amicizie. Come quelle con Martina Colombari, che purtroppo vedo poco, perchè anche lei è diventata mamma, ma che sento spesso al telefono. Per rispondere meglio alla domanda di prima, mi è venuta in mente Yasmin, la moglie di Simon Le Bon. Lei faceva la modella e non si è certo messa a cantare perchè il marito era uno dei Duran Duran.

Avrete altri figli?
No. Tre vanno bene.

I suoi progetti da adesso in poi?
Famiglia e basta.

Mai sentita “casalinga disperata”?
Nooo… Sono serena e non ho rimpianti. Certo, non mi dispiacerebbe avere un piccolo spazio tutto per me. L’idea di posare e sfilare mi piace sempre.

Lo farebbe ancora?
Ogni tanto, sì. Conciliandolo con le esigenze della famiglia, però. Jerry Hall, l’ex moglie di Mick Jagger, ha 50 anni e lo fa splendidamente.

E suo marito che ne pensa?
“Perchè no?”, dice. Da napoletano geloso, però, credo pensi sia meglio di no. Quando ho gli ho detto che avrei posato per Vanity Fair, mi ha chiesto che tipo di foto avrei fatto: “Vestita, vero?”.

Ha mai posato nuda?
No. Un pò di “carne” l’ho mostrata solo quando sfilavo in costume a Firenze, al Pitti Mare.

L’aspetto peggiore di vivere accanto a un uomo famoso come suo marito?
Suonerà banale, ma è di sicuro la curiosità, spesso eccessiva, che c’è anche intorno ai nostri figli. A Sabaudia avevamo una casa bellissima: l’abbiamo venduta perchè c’erano sempre paparazzi sulla spiaggia. Era opprimente.

Che vita fate?
Non siamo mondani, ma a me piace stare con gli amici. Pino è pigro, un orso buono. Fosse per lui, la sera sterebbe sempre a casa. Di giorno, però, segue molto i figli. E poi, di solito, il pomeriggio va in un negozio di strumenti dove si sente a suo agio. E prova tutto quello che vuole.

A Napoli andate mai?
Solo se ha un concerto, o altri impegni di lavoro. Fa parte della sua vita, ma Pino certe cose del passato le evita.

Perchè?
Perchè è una città che logora. E’ possessiva, passionale, esagerata. Il fan napoletano è diverso da chiunque altro: ti deve toccare, sentire… E questo, dopo un po’, toglie il fiato.

Che rapporto ha con gli altri due figli di suo marito?
Ottimi, ormai sono adulti. All’inizio non è stato semplice, ma oggi siamo una bella famiglia. Alessandro e Cristina (nati dal matrimonio di Pino con Dorina Giangrande, corista dell’album d’esordio Terra mia, ndr) vivono a Romae vedono spesso i loro fratellini Sara, Sofia, Francesco.

Suo marito vede mai il fratello?
Poco. Nello vive a Napoli, fa la sua vita. Sappiamo che canta (ha appena pubblicato un nuovo disco, Aspettando… ‘o soul, ndr).

I due fratelli non hanno rapporti?
Solo formali.

Pino & Fabiola - Matrimonio

Che carattere ha, davvero, suo marito?
E’ buono ma anche impulsivo, scontroso, passionale. Spesso mi dice: “Tu sei la parte gentile di me. Tu mi addomestichi”.

Succede spesso?
Sì. Non è giusto essere sempre negativi. Quando deve fare una conferenza stampa, per esempio, poco prima gli faccio una specie di ipnosi: “Buono. Tu sei buono e non ti arrabbi”.

Funziona?
Insomma…

Nel marzo 2001 suo marito insultò Umberto Bossi (“E’ un uomo di merda”), che poi lo querelò. Com’è finita?
Siamo ancora in causa. A volte non riesco a frenarlo, ma non sempre.

Per quale motivo si arrabbia più di frequente?
Ha “tollerenza zero” per ignoranza e maleducazione.

Mai avuto crisi?
Mai. I problemi sono solo quelli di salute e lavoro.

Le dà fastidio essere considerata sempre e soltando “la moglie di”?
No, anche perchè è vero. E poi i pettegolezzi li lasciamo fuori dalla porta di casa.

Lui quanto si infastidisce quando gli dicono che erano più belle le canzoni di una volta?
Ci ha fatto l’abitudine, è un giudizio che lo fa sorridere. Pino è in continua evoluzione, perchè dovrebbe fare sempre le stesse cose?

Quando scrive le sue canzoni le chiede un parere?
Si. Gli dico sempre quello che penso. Mi dice il suo manager che sono l’unica che può farlo senza essere cacciata via.

In questi anni è stata lei a rifargli il look?
Certo. Dai capelli a tutto il resto, sono stata io a farlo diventare più sobrio. Così, piano piano, è diventato più sensibile a queste cose. Oggi si cura di più.

E lei?
Anch’io mi curo di più. Da qualche mese faccio anche boxe, sport fatastico per sfogarsi. Il mio istruttore dice che ho talento. A Pino gliel’ho detto: “Attento, non mi far arrabbiare”.

 

 

di Andrea Scarpa – Foto di Priscilla Benedetti

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Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, appassionato di Musica, PinoDanielomane, grafica e di fotografia musicale.

Pubblicato il 17/05/2007 su Interviste. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Che dire… Pino, vergognati. Non vieni a napoili perchè ti facciamo schifo.. non parli con tuo fratello (il TUO sangue)… ti sei fatto spupazzare da tua moglie come le pareva, che ti ha perfino cambiato il look… forse forse, ho capito di chi è la colpa se non sei più il Pino di un tempo… io ho sempre sostenuto che Pino Daniele fosse morto nel 1993, e guarda caso oggi scopro che è l’anno in cui sei andato a vivere con tua moglie… TI SEI FATTO METTERE LA GONNA IN TESTA !

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  2. ugo punzolo….sii nu’ poveraccie. per non dire altro, lota!

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  3. Credo che il sig. Ugo rappresenti proprio la parte peggiore della mentalità gretta e provinciale da cui Pino Daniele si tiene a debita distanza. Napoli si ama, ma il napoletano si riesce perfino ad odiare…da napoletana dico questo. Si vergogni e provi ad ascoltare la musica di Pino Daniele ad occhi chiusi. E poi, a casa sua puo’ farsi mettere tutte le gonne in testa che vuole…..saranno pure fatti loro!

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