Pino Daniele-Clapton un’ alleanza blues

29 06 2011

 

Pino & EricPino Daniele che suona «Cocaine» ed Eric Clapton che ricama «Napule è». «Una cosa che parla da sola», dice Pino nei camerini prima del concerto-evento a due. Più che un duello è un’ alleanza di chitarre in nome del blues e di Open, associazione che si occupa dei bimbi malati di cancro all’ ospedale Pausilipon di Napoli. «Clapton è il numero uno della chitarra: suonare con lui è come per un pilota guidare con Schumacher», confessa il padrone di casa, che ammette di aver conservato per anni nella custodia del proprio strumento un articolo in cui Clapton lo lodava. Un’ amicizia e un rispetto nati sulle sei corde e le dodici battute della musica del diavolo: lo scorso anno Slowhand aveva invitato il collega al Crossroads Festival di Chicago. Ora la restituzione del favore. «È venuto gratis. Altrimenti non ci saremmo riusciti». Perché non Napoli? «Per fortuna! Pensate se fossimo stati oggi a piazza Plebiscito…», e il pensiero va alla munnezza in strada. Soli sul palco, con le rispettive chitarre (Fender azzurra per l’ inglese, Suhr bianca per il napoletano), i due aprono con «Boogie Boogie Man» e «Napule è». Quindi, accompagnati dalla band dell’ inglese e dalle tastiere di Gianluca Podio, si dividono il palco: Pino in due momenti con i suoi successi («Je so’ pazzo», «Quando», «’ O Scarrafone», «Io per lei», «Yes I Know My Way») e Clapton con un’ infilata di classici. Assieme fanno anche «Per te», «Wonderful Tonight» e, prima di salutare i 15 mila, «Layla». Il blues tornerà nel prossimo disco di Pino. «Certamente. Ma sto lavorando anche a qualcosa di rock e con un’ orchestra». Per la prima volta da indipendente, senza una multinazionale del disco alle spalle. «Non vedevo l’ ora. Non corro più il pericolo di avere a che fare con uno che lavorava alla Coca-Cola».

 

di Andrea Laffranchi





Pino Daniele and Eric Clapton Headline Benefit Concert In Italy

26 06 2011

WHERE'S ERIC 

 

 

  The Eric Clapton Fan Club Magazine

 

 

Daniele - ClaptonOn 24 June, musical superstars Pino Daniele and Eric Clapton teamed up for a benefit concert to aid children’s causes at Stadio di Cava De’ Tirreni in Italy. Proceeds from the sold out event will fund a CT Scanner for the Pediatric Oncology Hospital Pausilipon in Naples and the work of the charitable foundation, Open Onlus, which is committed to fighting childhood tumors and cancers. One fan in attendance told Where’s Eric!, "It was definitely worth the trip from Rome! At the beginning, Pino came on stage alone, said a few words and introduced EC. The two of them then played Boogie Boogie Man and Napul’è on their Strats. Eric walked off and the the band went on stage to perform a rich and solid set of Pino’s biggest hits: Je So Pazz, A Me Me Piace ‘O Blues, Quando, Che Male C’è, Quando, O Scarrafone and others (not exactly in this order). Then, Eric came back for a short but very strong solo set, preceded by a very cool instrumental jam including Key To The Highway, Hoochie Coochie Man, Crossroads (2010s Crossroads Festival arrangement), Wonderful Tonight and Cocaine (Pino joined for these last two, singing in Italian the second verse of Wondeful Tonight). Then, there were some other Pino solo songs, like Sara, Io Per Lei and the gorgeous closing with Yes I Know My Way, turned into another stunning jam. I have to highlight Steve Gadd’s solo on the last, moving. The encore was nothing but perfection, THE one I have been waiting for for years, plugged back in. Yes, LAYLA! Eric sang it very well and made a fabulous job with the solo, both after the third chorus and during the coda. Pino enriched it with great guitar tremolo playing, deeply resembling Duane’s or Derek’s slide work. Willie Weeks even helped on the backing vocals, sharing EC’s mic. Just perfect.

Another long-time WE! follower said, "Clapton gave a really inspired Crossroads and an agressive Cocaine between softer but Italian melodies. A nice evening in a wonderful land."

Band Lineup
Eric Clapton – guitar / vocals
Pino Daniele – guitar / vocals
Chris Stainton – keyboards
Gianluca Podio – keyboards
Mel Collins – saxophone
Willie Weeks – bass
Steve Gadd – drums

SET LIST – 24 JUNE 2011
01. Boogie Boogie Man – Pino Daniele and Eric Clapton, no band
02. Napule è – Pino Daniele and Eric Clapton, no band
03. Toledo – Pino Daniele and band
04. Je So’ Pazzo – Pino Daniele and band
05. A Me Me Piace ‘o Blues – Pino Daniele and band
06. Dimentica – Pino Daniele and band
07. Dubbi Non Ho – Pino Daniele and band
08. Che Male C’è – Pino Daniele and band
09. Sara Non Piangere – Pino Daniele and band
10. Chi Tene ‘o Mare – Pino Daniele and band
11. Quando – Pino Daniele and band
12. Per Te – Pino Daniele, Eric Clapton and band
13. Key To The Highway – Eric Clapton and band
14. Hoochie Coochie Man – Eric Clapton and band
15. Crossroads – Eric Clapton and band
16. Wonderful Tonight – Eric Clapton, Pino Daniele and band
17. Cocaine – Eric Clapton, Pino Daniele and band
18. ‘O Scarrafone – Pino Daniele and band
19. Il Sole Dentro Di Me – Pino Daniele and band
20. Nun Me Scuccià – Pino Daniele and band
21. Io Per Lei – Pino Daniele and band
22. Yes I Know My Way – Pino Daniele and band
23. Layla – Eric Clapton, Pino Daniele and band

 

Were you at the concert? Tell Where’s Eric! about it! Send your review, the complete set list and even photos to info@whereseric.com. All fan reviews will become a permanent part of the 2011 Tour Archive on whereseric.com. Photos will be added to the 2011 Gallery and will also become a permanent part of the website.





In 16mila per Pino Daniele ed Eric Clapton, il trionfo del blues

26 06 2011

angri.info

 

Daniele - ClaptonVenerdì 24 giugno, ore 18, lo Stadio Comunale di Cava de’ Tirreni apre le porte ad un concerto che da anni si bramava. Eric Clapton e Pino Daniele rappresentano un connubio perfetto che coinvolge una vasta gamma di spettatori.  Per un giorno Cava sembra invasa da inglesi e americani. Ammirano i portici, si gustano un gelato e sbirciano le vetrine dei tanti negozi che contornano il Corso Umberto.
Tuttavia, per quanto numerosi, rappresentano una piccola fetta del pubblico:  da ogni angolo della Campania la gente accorre numerosa, il Napoletano in primis. Non sono pochi quelli che decidono di sfidare il caldo torrido per accaparrarsi i posti migliori. Finalmente il sole tramonta e anche la gente comincia ad affluire in maniera più copiosa. Nel lasso di un’ora, lo stadio si satura, ma l’affluenza rimane costante fino a metà concerto.
Quando due grandi musicisti collaborano insieme per beneficenza, il successo, in effetti, non può non essere che assicurato. Infatti l’evento, organizzato da Blue Drag e F&B Previsti, Concert For Open Onlus – In Aid Of Children, devolve gran parte dell’incasso al centro di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Pausilipon di Napoli per aiutare i bambini malati di cancro, attraverso l’acquisto di una tac. Un’idea sensazionale nata un anno fa a Chicago al Crossroads Guitar Festival, dove proprio il chitarrista britannico incontrò per la prima volta il cantante napoletano. Amore a prima vista, musicale intendo.
Progetto che prende vita proprio sul palcoscenico dello stadio, che in passato fu calcato da band e solisti internazionali, del calibro di Prince, Sting, dei Dire Straits e dei Pink Floyd. Passate da poco le 21, Pino fa il suo ingresso in scena acclamato da migliaia di persone che lo applaudono e gli intonano cori. Poco dopo è il turno di Clapton. Per lui tutti in piedi. Ma dopo la breve introduzione e i ringraziamenti di rito, lo spettacolo inizia. È pura magia. Le chitarre sospirano. Ma nel firmamento cavese non splendono solo due stelle, anzi con loro ne brillano altre quattro. Si tratta di una band d’eccezione, composta da Steve Gadd alla batteria, dal bassista Willie Weeks, da Christopher Stainton al piano, Hammond e Keyboards e da Gianluca Podio al piano e Keyboards.
I due chitarristi duettano inizialmente con “Boogie Boogie Man”, ma poi “Slowhand”, come viene soprannominato dagli inglesi, lascia la scena ai successi del bluesman napoletano. “Napule è”, “Dubbi non ho”, “A me me piace ‘o blues”, “Yes I Know My Way” e tutti gli altri grandi successi fanno letteralmente impazzire la folla. Più tardi tocca a Clapton sfoggiare il suo prezioso repertorio, mentre Pino si gode lo spettacolo in disparte dietro la band. Si inizia da brani illustri come “Key to the Highway”, “Crossroads”, “Hoochie Coochie Man”. Poi, il chitarrista partenopeo rientra sul palco e ricomincia il duetto. “Cocaine” manda in visibilio il pubblico. Tutti cantano o almeno partecipano al ritornello. È uno spettacolo indescrivibile. Nel finale, c’è ancora tempo per una piccola sorpresa: “Layla” delizia il pubblico del Lamberti già in estasi da ben due ore.
Un regalo unico nel suo genere per la città di Cava, dato che i due artisti non si esibiranno in altre città italiane. Un dono prezioso per tutti i presenti, che si augurano di ascoltare ancora una volta insieme questi due stili così diversi di fare musica, ma convergenti.

 

di Dario Baldi





Notte rock : successo per il live cavese di Pino Daniele ed Eric Clapton

25 06 2011

Il Mascalzone latino al Simonetta Lamberti: «Meno male che siamo a Cava. Vi immaginate a piazza Plebiscito?»

Un grande concerto con una piccola anteprima: «Ho voluto fare il concerto qua – dice Pino Daniele prima di salire sul palco – per far vedere un’altra immagine della Campania, ben diversa da quella che si vede da un po’ di tempo a questa parte. Meno male che siamo venuti a Cava. Vi immaginavate di essere oggi in piazza del Plebiscito? Come avremmo potuto fare anche solo le prove in quella situazione?». Poi è solo musica. Sono da poco passate le 21 quando Pino Daniele sale sul palco dello Stadio Simonetta Lamberti. Le luci si spengono e in un attimo cala il silenzio sulle oltre 15mila anime accorse all’evento benefico per raccogliere fondi per migliorare l’assistenza clinica dei bambini malati di cancro del centro di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Pausilipon di Napoli. Ma è solo un attimo, basta la prima nota di «Boogie Boogie Man» e l’arrivo della leggenda Clapton per provocare un boato di quelli che griffano le grandi notti di musica.

Eric Clapton, colui che ha riscritto le coordinate della musica del diavolo dalle cantine beat blues londinesi, accompagna con la sua Fender Strat azzurra il Mascalzone latino, ricamando di insert e arpeggi un pezzo, che richiama alla memoria «On the road again», classico dei Canned Heat. Due chitarre, solo due chitarre a fraseggiare lungo i sentieri caldi e tortuosi del blues. Lo show ha inizio. Sul palco alle spalle dei musicisti, sei grandi led luminosi verticali iniziano a diffondere giochi di luce. Daniele e Clapton si guardano, sorridono, c’è intesa, c’è divertimento e il popolo del Simonetta Lamberti è tutto con loro. Un’umanità affamata di musica che mai avrebbe immaginato di ascoltare un giorno uno degli ultimi grandi classici della canzone partenopea «Napul’è», griffata dalla chitarra di Slowhand. I telefonini si illuminano come lucciole in un grande prato buio, sostituendo il «lavoro» che un tempo era affidato agli accendini. L’ingresso della super band composta da alcuni dei più grandi musicisti del mondo come Steve Gadd (batteria), Willie Weeks (basso), Christopher Stainton (piano, organo hammond e tastiere), dall’ex King Crimson e Camel Mel Collins (sax), ai quali si affianca Gianluca Podio (piano e tastiere) suscita ancor più entusiasmo.

Tutti insieme partono con la strumentale «Toledo» per proseguire con «Je so’ pazzo» in versione swingata con un solo di grande impatto all’organo Hammond di Stainton e con «A me m’ piace o blues» con Mel Collins in grande spolvero. Clapton però non c’è, ha lasciato la scena al «fratello blues» napoletano che propone «Dimentica», «Dubbi non ho», Che c’è di male», «Sara» e una bella versione di «Chi tene ’o mare» con le spazzole di Steve Gadd sul rullante a simulare il canto delle onde del Golfo. Il canzoniere di Daniele brilla come non mai, il risultato è sempre ottimo e in qualche momento eccellente («Quando», «Yes I Know My Way» e «Nun me scuccià»). Le esecuzioni sono così ben fatte grazie all’apporto dei super musicisti che persino qualche canzone fragile dell’ultima produzione del bluesman napoletano acquista luce nuova. Il pubblico, a un certo punto, invoca la leggenda di Ripley che accontenta tutti, ritornando sul palco e sfoderando una sequenza di brani che sono di diritto nella storia della musica: la Crossroad» del papà del blues Robert Johnson è da togliere il fiato così come Wonderful Tonight» e «Cocaine» di J. J. Cale impreziosita dal duetto di chitarre dei due musicisti.

La voce di Slowhand è quella di un tempo, accarezza come il velluto e corrode come un sorso di Jack Daniel’s, il trascorrere degli anni sembra averla resa ancor più affascinante, la sua chitarra suona come sempre, come quando apparentemente acerba accompagnava uno degli alfieri del British blues, John Mayall. Manca ancora un piccolo tassello per completare il mosaico del grande evento. «Layla» uno dei manifesti sonori di un’epoca, una delle più belle e drammatiche song della storia del rock, scritta da Clapton (anche se per la verità il fraseggio è di Duane Almann) per Patty Boyd, moglie di George Harrison, di cui si innamorò. Intanto il ritorno live di Pino Daniele è annunciato per la primavera 2012, in concomitanza con la pubblicazione del nuovo disco di inediti, con il quale Daniele entra nel novero degli artisti che dicono addio alle major discografiche. Ad affiancare l’artista e la sua etichetta Blue Drag, infatti, ci sarà Indipendente/Mente. A Napoli doppio appuntamento, 31 marzo e primo aprile del 2012.

 

di Carmine Aymone





Pino Daniele ed Eric Clapton: Storica notte di chitarre e magie

25 06 2011

 

Daniele - Clapton

Due chitarre sole al comando. Che grondano di blues con il vigore di un «Boogie woogie man» d’altri tempi, anzi di due, il mascalzone latino e quello inglese che si danno la mano, anzi no, perché hanno tutti e due una chitarra da carezzare come la più amata e bella delle donne.
Che rilanciano la leggenda della città nata con il canto delle sirene ed oggi sepolta sotto la munnezza, esposta al pubblico ludibrio dei roghi-fuochi fatui del nostro disonore. «Napule è ‘na carta sporca e nisciuno se ne ‘mporta», e da quanti anni ce la cantiamo e ce la suoniamo, e per fortuna che c’è il balsamo di Eric Clapton che raddoppia le note di Pino Daniele, la sua flemma che cerca un approccio razionale al canto di speranza e disperazione che «saglie piano piano e tu saje che nun si sulo» perchè lo intonano tutti i diciassettemila dello stadio Simonetta Lamberti, tornato ad antichi fasti.
«Per fortuna che, quando abbiamo capito che avere il San Paolo era impossibile, abbiamo optato per Cava – ragionava prima dello show il Nero a metà – se fossimo riusciti a ottennere piazza del Plebiscito ci saremmo trovati a suonare in mezzo alla munnezza».
Ma un assolo di Manolenta squaglia il sangue nelle vene, come un gol di Maradona, e Napule stanotte è qui, è una festa esorcismo, è una band di «mille culure». Quando Clapton torna dietro le quinte, arrivano uno a uno Steve «motore» Gadd (il più applaudito) alla batteria, Willie «calore» Weeks al basso, Chris «colore» Stainton alle tastiere, Gianluca «melodia» Podio al pianoforte, Mel «re cremisi» Collins al sassofono, e basterebbe il suo ritorno a far segnare questa serata negli annali danieliani.
Ma Pino ci dà dentro, ne ha di emozioni in serbo: lo strumentale «Toledo», «Je so pazzo» con quel «Masaniello è crisciuto» che ora rimanda al neosindaco De Magistris, «A me me piace ‘o blues» e tutti sul prato e gli spalti a ridere, sudare, cantare, ricordare, zompare con l’organo Hammond di Stainton. E sona mo’, Pino, sona ancora.
E vai mo’, Pino, e vai ancora. E Pino va, trova l’appeal pop di «Dimentica», «Dubbi non ho», «Che male c’è», «Sara non piangere», prima di affondare il coltello nella piaga della nostra saudade, della nostra «appocundria»: «Chi tene ‘o mare, o ssaje, nun tene niente». Tenera, e calda, e sudata, emozionante come poche, è la notte con il pianoforte di Podio e il tenore di Collins a scandire la malia amara di «Quando» e rilanciare il coro «Massimo, Massimo, Massimo» di osservanza troisiana.
Clapton torna sul palco, tra tanti brani del nuovo amico ha voluto dividere «Per te», pensoso dialogo chitarristico che poi lo lascia al centro del palco per distillare un breve set di purissimo blues: «Key to the highway», «Hoochie Coochie man» e «Crossroads», storie di incroci fatali, anime vendute al diavolo, figli del sacerdote profano Robert Johnson.
Basterebbe qui per restarci nel cuore e nell’anima, come una vecchia canzonaccia o un amore che non sappiamo dimenticare, ma il repertorio in agguato è da batticuore, che te lo godi e lo dedichi a chi non c’è, per un motivo o per l’altro. «Wonderful tonight», e Pino ne ha persino tradotto una strofa: oltre allo strumento, con Eric ora incrocia anche la voce, e che vuoi di più per questa notte letteralmente piena di meraviglie, come «Cocaine», uno dei riff più celebrati della storia del rock. Manolenta maneggia l’argomento con la flemma di un lord, il lazzaro davvero felice manolenteggia alla sua maniera, virando verso la corrente del Golfo.
Poi Pino rimane da solo, una voce, una chitarra e «’O scarrafone», quando riparte con la band è tempo di «Il sole dentro di me» e di «Io per lei», ma soprattutto di «Nun me scuccià» e «Yes I know my way» e la strada del mascalzone latino si incrocia di nuovo con quella del mascalzone very british, e rocka e rolla sulle strade di «Layla», che Eric scrisse per Patty Boyd, rubata al suo amico George Harrison. Clapton non si scompone, tocca la Fender come il mago dei maghi, Daniele trova come entrare in una trama chitarristica che appartiene all’immaginario collettivo planetario, e tutto appare spontaneo, sincero, lontano anni luce dall’intronata routine del cantar leggero. Tu chiamale, se vuoi, emozioni da sogno di una notte di inizio estate.

 

di Federico Vacalebre





Strepitosi gli "Uomini del Blues"

25 06 2011

la Città di Salerno

Delirio al "Lamberti" di Cava per il concerto di Daniele e Clapton.

Pino Daniele & Eric Clapton«E’ come per un pilota guidare con Shumacher». Pino Daniele sintetizza così l’emozione di stare sul palco del "Simonetta Lamberti" accanto ad una leggenda del blues-rock, Eric Clapton. L’acqua e il fuoco – Daniele è del segno dei Pesci, Clapton dell’Ariete – hanno incrociato per la seconda volta le loro chitarre – «la prima volta fu per poco. Suonai a Chicago al Festival Crossroads», ha detto Daniele prima dell’e sibizione – per un concerto evento, unica data in Italia.
Lo spettacolo ha messo insieme l’anima più mediterranea del "nero a metá" e quella più sanguigna di "slowhand". Sei mesi di lavorazione per un concerto «fuori dai canoni e dalle regole». Certo, spiega Daniele «non ci siamo inventati niente, ma abbiamo fatto una cosa vera: cioè stabilito che con la musica si poteva fare della solidarietá» (l’incasso sará devoluto alla Open Onlus di Napoli – ndr). 
Oltre venti pezzi con Clapton e Daniele che hanno aperto con una vibrante "Boogie boogie man" e una strepitosa "Napule è". «La scaletta l’ho costruita seguendo un mio criterio di sintonia – spiega Pino Daniele – Volevo aprire con un po’ di pezzi miei melodici che andassero verso una direzione più rarefatta per poi far ripartire lui con il suono rock blues più intenso. Insomma un modo per dargli la spinta».
E Clapton? «Ha voluto scegliere lui i pezzi da suonare e poi, mano a mano che provavamo la scaletta, era lui a dirmi "suoni in questo pezzo piuttosto che in quell’altro". Suonare con uno come lui – confessa Daniele – è più semplice di quanto si immagina».
La polemica. Cava de’ Tirreni anziché Napoli. «Meno male che abbiamo deciso di farlo qui» confessa il musicista napoletano. Il concerto nasce «con l’idea di dare una immagine della Campania diversa da quella che solitamente viene ripresa dai media. Immaginatevi cosa sarebbe stato oggi farlo in piazza del Plebiscito. Come facevamo a provare? Il "San Paolo" è stato un problema da subito. Poi è cambiata la giunta, è cambiato il sindaco, e se all’ultimo minuto decidevano che non si poteva fare?»

Il pubblico. Sedicimila persone arrivate da tutta Italia. Davanti ai cancelli anche lo storico percussionista di Pino Daniele, Tony CeStadio Simonetta Lambertircola che invano chiede di entrare: «Sono amico di Pino, diteglielo che sto qui». Ma nulla da fare, senza biglietto non c’è verso. Fuori ai cancelli i bagarini – dicono gli organizzatori – vendono i tagliandi anche a seicento euro. Una vera e propria follia. Ci sono i fans di Daniele ma soprattutto quelli di Clapton. Tantissimi i chitarristi, come Arturo che è arrivato fin qui da Siracusa solo per ascoltare il suono della Fender di "mano lenta".
Un suono killer che ha freddato intere generazioni. Che dopo "Slowhand", album del ’77, ha costretto i genitori ad acquistare quella micidiale Stratocaster, nera con battipenna bianco, e cercare di emulare il suono di quello che Chuck Berry definì "the man of the blues".
Il concerto. E’ Pino Daniele a salire sul palco accolto dal boato del "Simonetta Lamberti". Poche parole per presentare Eric Clapton. Camicia blu e Fender, questa volta azzurra e bianca. Due chitarre solitarie per un boogie che giá disegna quello che sará il clima della serata. Dopo il doppio intro, arriva la super band. Mitico Steve Gadd alla batteria, Willie Weeks al basso, Christopher Stainton alle tastiere, Mel Collins al sassofono e Gianluca Podio al piano, amici di vecchia data.
Il sound barcolla tra jazz e blues e Daniele si lascia coinvolgere. Del resto lo dice anche lui: «A parte le cose che ho scritto e quelle che continuo a scrivere, io ho cercato nella chitarra un grosso aiuto, che mi permettesse, anche in momenti come questo, di non fare solo il cantante». Rivedute e corrette arrivano nel primo set senza Clapton, una "Je so’ pazzo" e "A me me piace ’o blues". Clapton porta in dote "Crossroads" e in due "Wonderfull tonight" e "Cocaine". Finale con "Layla".
Le novitá. Il nuovo album di Daniele uscirá il prossimo 21 marzo, due giorni dopo il suo compleanno. Una festa che lo libera dalla major che lo ha accompagnato finora. E poi la tournèe che partirá il 24 marzo da Cesena; il 1 aprile sará a Napoli. In molti ora sperano che il concerto di ieri diventi un dvd.





Pino Daniele e Eric Clapton insieme sul palco

25 06 2011

sky.it

In 16mila hanno acclamato i due musicisti, in concerto allo stadio di Cava dei Tirreni per un’iniziativa benefica. Hanno suonato tutti i loro più grandi successi, accompagnati da una band internazionale.

 

 

 

Il boato di sedicimila persone ha accolto, venerdì sera Pino Daniele ed Eric Clapton in concerto allo Stadio Simonetta Lamberti di Cava dei Tirreni, teatro di altri memorabili eventi, dai Pink Floyd a Sting, da Pat Metheny ai Dire Straits.
Uno stadio gremito di persone di ogni età per un evento che ha coniugato la musica alla solidarietà dal momento che i fondi raccolti saranno devoluti per migliorare l’assistenza clinica dei bambini malati di cancro del Centro di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Pausilipon di Napoli.
Per la prima volta insieme, i due chitarristi e voci uniche hanno suonato tutti i loro più grandi successi, ad un anno esatto dal loro primo incontro artistico avvenuto a Chicago in occasione del Crossroads Guitar Festival. Accompagnati da una superband internazionale – Steve Gadd alla batteria; Willie Weeks al basso; Christopher Stainton al piano, hammond e keyboards; Mel Collins al sassofono, e Gianluca Podio al piano e keyboards – il duo Daniele-Clapton ha da subito emozionato la platea con "Boogie Boogie Man" e "Napul’è". Poi Pino Daniele ha infiammato il pubblico con la versione strumentale di "Toledo" e poi di "Je so’ pazzo" in chiave blues e "A me me piace o blues", accompagnato da tutta la band e dal sax di Collins. Sull’emozionante "Quando" Daniele ha cantato accompagnato solo da piano a cui si è aggiunto il sax di Collins. Lo stadio si è illuminato di un tappeto di luci, tra accendini, flash di macchine fotografiche e cellulari, mentre tutti gli spettatori cantavano ogni singola nota della canzone.
Dopo altri successi del cantautore, è tornato sul palco anche Eric Clapton e le loro chitarre hanno intonato insieme "Per te". A questo punto è stata la volta del chitarrista, cantante e compositore britannico che da solo, inondato da una scenografia di luci gialle, ha riscaldato gli spettatori con "Key to the highway", "Hoochie Coochie" e, infine, tra luci rosse con stelle gialle e bianche ha concluso con il graffiante "Crossroads". Altri duetti Daniele – Clapton, poi, di nuovo solo il cantautore italiano che ha snocciolato successi come "’O scarrafone" e "Io per lei".
Infine, dopo poco più di due ore di vera musica, il gran finale, insieme, con "Layla" in una versione molto particolare con Daniele alla chitarra, ritornello cantato da Clapton e Weeks, assolo di Clapton e in coda, lunga parte strumentale dove Š entrato il piano di Podio. "Suonare con Eric Clapton, per un musicista – ha detto Pino Daniele – è come guidare con Michael Schumacher per un pilota. Ho voluto fare un concerto diverso dal solito, andando fuori dagli schemi e dalle regole. Non ci siamo preoccupati di inventare, ma solo di far incontrare due musicisti per un evento benefico che possa aiutare le persone. Questa è la vera cosa fantastica e non c’è altro da dire".





Daniele e Clapton, la notte degli uomini in blues

24 06 2011

Quindicimila biglietti già venduti a Cava, emozioni alle stelle nelle prove: due chitarre per «Cocaine» e «Napule è»

Pino DanieleEric ClaptonSe a me me piace ’o blues è anche, se non soprattutto, perché esiste Slowhand. Non so se ce la farò questa sera, in uno stadio che sento mio, dove ho suonato tante volte, ad annunciare a Cava de’ Tirreni ”signori e signore, guaglioni e guaglione, mister…. Eric Clapton”. Mi piacerebbe farlo solo per godermi l’emozione che porto dentro e l’inevitabile boato di risposta delle migliaia che si assieperanno nel Simonetta Lamberti e che non vedono l’ora di vedere Dio. Non voglio essere blasfemo, ma così lo chiamano i fans: «God», senza bisogno di altre parole. Per anni ho conservato nella custodia della più fedele delle mie chitarre un articolo in cui l’ex Cream diceva di amare la mia musica. Poi, un giorno, me lo sono trovato al telefono che mi invitava a partecipare a Chicago al ”Crossroads Festival”, incrocio della crema dei chitarristi blues e rock del mondo. E dopo quel sogno in cui ho fatto l’americano, ecco questo sogno verace di una notte di inizio estate: il mascalzone latino sul palco di Manolenta, due chitarre pronte a jammare. Che cosa faremo insieme non lo sappiamo ancora, abbiamo appena fatto le prime prove e, sembriamo due bambini scatenati, anche se non abbiamo più l’età. Decidiamo cose del tipo: ”Tu entri su questo pezzo”, ”io entro in quel pezzo del ritornello”, ma poi restiamo sul palco pronti a piazzare un accordo, un assolo, una zampata vincente, ma anche una seconda chitarra ritmica per il piacere di condividere l’uno la musica dell’altro. Abbiamo provato «Layla», chi come me è cresciuto con quel disco di Derek and the Dominos, sa che cosa ho sentito dentro, sa come ha fatto ’o core quando è arrivato il momento di far garrire quel riff, di aggiungerci la saudade di un ex scugnizzo. E che dire di «Cocaine», uno dei ritornelli più famosi della storia del rock? La band è eccezionale, Clapton ha portato con sé Willie Weeks al basso e Christopher Stainton al pianoforte, l’organo Hammond e le tastiere. Io, oltre al mio fido Gianluca Podio al piano e alle tastiere, ritrovo la batteria di Steve Gadd e il sassofono di Mel Collins. Ma, soprattutto, la voglia di fare musica e basta: non registreremo niente, non ci saranno dischi, dvd o trasmissioni televisive a raccontare la serata. Certo, appena finito il concerto ci sarà già qualche filmato su YouTube, ma quella è una storia che riguarda i fans e le nuove possibilità offerte dalla rete. Per noi conta solo il piacere di guardarci negli occhi e di attaccare a suonare, per vedere, non poi così di nascosto vista la platea che avremo davanti, l’effetto che fa. Vuoi mettere il piacere di dividere «Napule è» con il bianco che ha fatto suo il blues? Vuoi mettere dichiararti «Boogie Woogie Man» insieme con lui? Davvero non so ancora che cosa faremo stasera, se alla fine ci sarò anche io su «Layla» o su «Cocaine», se lui farà con me… No, non è vero, so benissimo che cosa faremo questo sera: faremo blues e ballate latine, lui il primo e io le seconde, con qualche licenza di rispettosa invasione di campo. Faremo quello che siamo, due uomini in blues, che cercano di fare bene il loro lavoro: suonare innanzitutto, e cantare. E non accadrà solo per il nostro piacere, che già sarebbe un motivo più che sufficiente, né solo per quello del pubblico. Lo facciamo per raccogliere fondi che saranno spesi in beneficenza, a Napoli. Non sapete come mi sento privilegiato, guagliò: suono con Eric Clapton e faccio qualcosa di utile alla mia città, di questi tempi così scamazzata. Napule è… Cava de’ Tirreni stanotte. E che il dio del blues sia con tutti noi.

 

 

di Pino Daniele





Nel ’95 con Pino su quel palco, una vera magia

24 06 2011

Colleghi, anzi amici «Ho collaborato con i più grandi ma il rapporto amoroso tra Pino e il suo pubblico era unico»

Pat MethenyAnch’io ho suonato allo stadio di Cava de’ Tirreni e ricordo una serata fantastica, così come fu tutto il resto del tour con Pino Daniele. Era il 1995, con noi c’erano Victor Bailey, Rita Marcotulli… Non registrammo niente, e forse fu un peccato, è sempre difficile trattare con le case discografiche. Esistono, però, diversi bootleg, qualcuno devo averlo recuperato anche io. Furono concerti bellissimi, divertenti, assieme a un musicista cui mi legano diversi fattori, artistici, musicali, di vita: siamo più o meno coetanei, Pino e io, condividiamo la passione per la chitarra e la ricerca, siamo curiosi, non ci piacciono le etichette, le barriere, le frontiere. Quella notte a Cava fu speciale: per l’affetto, la devozione, il calore che circondavano il palco e arrivavano dal prato, dalle gradinate come mai era successo nella mia carriera. Io ho suonato con ogni genere di artista, tra i più popolari e di successo degli ultimi venti-trent’anni, ma la gente accorsa per Daniele manifestava una forma di tensione amorosa tutta particolare, con le canzoni intonate in cori potentissimi, da togliere il respiro: un fenomeno difficile da spiegare quando sono tornato negli Stati Uniti. Qualcosa di fantastico, che credo non mi capiterà più, una fortuna che potrebbe rendermi invidiabile agli occhi di molti colleghi. In questo mestiere ho scelto di essere aperto, disponibile alle collaborazioni, anche perché in questo modo si entra in contatto con personaggi di oggi tipo, senza limiti e generi prestabiliti. Tutto mi potrà accadere in futuro, ma credo che una notte come quella a Cava sia uno dei punti fermi della mia storia dal vivo, uno di quei momenti che non si dimenticano. E capisco benissimo perché il signore della chitarra Clapton si sia concesso questo regalo. E so benissimo quale regalo Eric e Pino faranno al pubblico.

di Pat Metheny





Una chitarra per due Eric Clapton e Pino Daniele insieme sul palco

24 06 2011

 

Manca poco che cose del genere non si vedranno più. Troppo entusiaste. Troppo autentiche. Basta con i soliti pregiudizi: che bisogno avevano Eric Clapton e Pino Daniele di suonare un concerto insieme, loro due da soli con una band stellare, dopo decenni di carriera? Qualche soldo in più? Ma dai. La visibilità? Siamo seri. Nessun altro motivo che la passione, sia chiaro, la passione vissuta e forse anche disillusa di due musicisti che hanno avuto tutto o quasi dalla loro storia. E così stasera saliranno sul palco dello stadio Lamberti di Cava de’ Tirreni per suonare un concerto unico che ha uno scopo benefico (assistenza dei bambini malati di cancro Pino Daniele & Eric Claptondell’Ospedale Pasilipon di Napoli attraverso l’associazione Open Onlus) e che sarà comunque benefico anche per chiunque ami la musica come si suonava una volta, improvvisata, talvolta sbavata e imperfetta ma comunque emozionante perché irripetibile. Pino Daniele ed Eric Clapton suoneranno i loro pezzi strafamosi e già questo vale il biglietto (15mila già venduti) perché ’O scarrafone e Cocaine o Quando quando e Tears in heaven non hanno mai diviso un palco prima di ora. Ma poi si incroceranno davvero, uno alla chitarra a destra e l’altro a sinistra, per suonare insieme pezzi imprevedibili con l’aiuto di musicisti che sono in grado di mantenere alta la tensione dietro a qualsiasi assolo. In fondo Steve Gadd alla batteria, Willie Weeks al basso, Cristopher Stainton alle tastiere, Mel Collins al sax e Gianluca Podio al piano vanno comunque per la loro strada mentre le chitarre si incrociano, si divertono, piangono o sospirano. Tengono insomma stretta la tessitura della musica, esattamente come si faceva quarant’anni fa durante i concerti o come ancora fanno quei pochi che non riescono a riprodurre sul palco lo stesso spartito del disco tale e quale. In poche parole, un concerto che è un evento. E che sarà ripreso dai giornali di tutto il mondo. Vabbé, direte, ma a chi è venuta un’idea del genere? Tutto è nato da Eric Clapton che l’anno scorso ha voluto Pino Daniele in scena al Crossroads Festival di Chicago, in sostanza il crocevia dei migliori chitarristi blues del mondo. Ha ascoltato suonare questo cantante chitarrista napoletano, uno che al motivetto facile facile ha sempre più spesso preferito focalizzarsi sulla qualità musicale, sulla ricerca strumentale o stilistica più che su quella melodica. E allora Clapton, lui sempre così asciutto nei giudizi, si è lasciato sfuggire un «ma dobbiamo suonare insieme un’altra volta» che adesso si realizza finalmente. C’è voluto un bel po’ di tempo, giusto un anno. E anche un grande sforzo logistico perché lo stadio di Cava de’ Tirreni, provincia di Salerno, non è proprio dietro l’angolo e Blue Drag e F&P Group (in collaborazione con Veragency e Anni 60) si sono rimboccati le maniche per eliminare tutti gli ostacoli e far sì che stasera a parlare sia solo la musica. In poche parole, come cantano i vecchi bluesman del Delta, «let the music do the talking», lasciate che le canzoni facciano il loro dovere.

 

di Redazione “IlGiornale.it”








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