Il blues di Pino Daniele e le anime della musica

24 04 2012

Gran teatro Geox esaurito per il live del compositore napoletano

 

Trentacinque anni di carriera per dimostrare come uno scugnizzo napoletano possa suonare «o’ blues» meglio di tanti bluesman Statunitensi pescati a caso nel Delta del Mississippi. Trentacinque anni in musica ben spesi, a giudicare dalla folla concerto di sabato al Gran Teatro Geox di Padova e, non in secondo piano, dalla musica proposta. Pino Daniele è un grandissimo musicista. Di quelli che pensano prima a suonare e comporre, poi a tutto il resto. E così davanti ad un Gran Teatro Geox sold out, il musicista napoletano ha costruito un live di grande compattezza, declinato a seconda delle anime della sua musica.

Il pubblico lo chiama fuori con cori da stadio “Pino Pino Pino”, lui esce alle 21.30 precise, camicia nera e pantaloni neri; a tracolla una Fender candida come i suoi capelli. Le prime canzoni sono solo chitarra e voce, ed ecco venir fuori la prima anima di Daniele, “Invece no”, “Amore senza fine” e “Quando”. Poi si aggiunge Gianluca Podio alle tastiere e il colore cambia ancora in “Se mi vuoi” e “Putesse essere allero”. Alla fine si aggiunge la batteria e tutta la band (e che band) e brani dell’ultimo album “Terra madre” come “Coffee time” e “’O fra” hanno il tiro jazz dei Weather Report. Su “A testa in giù” Pino Daniele, prende la parola per una rara volta per ringraziare il pubblico di essere venuto al concerto e “ringrazio anche questa straordinaria band, suonare in tour con musicisti di questo talento non mi era mai successo in carriera”. E presenta il batterista Omar Hakim, la pianista Rachel Z, e il bassista Solomon Dorsey. Altro set ed è il momento del piano e voce. Emozioni in testa per “Se tu fossi qui” e “Napule è”, cantata ad una solo voce dal pubblico (e pensare che è una canzone di “Terra mia”, anno 1977).

Poi si ritorna con la band, che tira fuori l’anima funky dalle canzoni del musicista, e si arriva ad una versione elettrica, quasi acida, di “Che male c’è”. Cambia ancora una volta l’anima del live e Daniele si siede su uno sgabellino mettendosi al collo la chitarra acustica. “I still love you” dell’ultimo album, il capolavoro “Je so’ pazzo” e “Io per lei”, sembrano scritti lo stesso anno, ben vestiti di arrangiamenti blues. La scaletta ufficiale finisce con la sensuale “Che dio ti benedica”, i bis sono più elettrici: “Nun me scuccià” e “Niente è come prima”, annunciata con “questa è l’ultima che facciamo”. Due ore di concerto senza un attimo di pausa. Il pubblico è tutto in piedi, ma ascolterebbe il “nero a metà” ancora per molto.

 

di Francesco Verni





«Un musicista che suona lo devi far suonare!»

18 04 2012

La grande madre è un progetto libero dalle logiche commerciali delle major

RadioItalia.itPino Daniele è l’artista con cui Radio Italia SoloMusicaItaliana è nata: nel 1982 il suo secondo album venne riprodotto a ciclo continuo per le prove tecniche di trasmissione dell’emittente e nel 2000, quando la radio si trasferì da Milano a Cologno Monzese, fu ancora un brano del cantautore ad inaugurare la programmazione in diretta dalla nuova sede. Anche per questo motivo, non poteva mancare all’appuntamento con le interviste di Mario Volanti in occasione dei 30 anni di Radio Italia.

Pino Daniele ha iniziato la sua carriera nel pieno degli anni ’70, quando «la musica era vista come impegno sociale, fenomeno di aggregazione e mezzo di cambiamento. Eravamo tutti figli della Beat Generation, ogni città aveva la sua scuola: Milano, Genova, Roma… a Napoli eravamo un gruppo di amici musicisti che a volte suonavano insieme e poi si organizzavano anche da soli. C’erano molte opportunità per un ragazzo che voleva suonare ed aveva qualcosa da dire. Siamo stati molto fortunati, perché si poteva guadagnare e vivere facendo il musicista ed il mercato era pronto ad investire su nuovi talenti, oggi è diverso».

La popolarità arrivò con la gavetta: «Il mio primo disco non vendette nulla, con il secondo, che conteneva Je so’ pazzo, si è smosso qualcosa e con il terzo è arrivato il successo» e ben presto il cantautore napoletano diventò un maestro di contaminazioni musicali apprezzato dal pubblico internazionale, ma soprattutto dai più grandi artisti del pianeta: «Ho imparato moltissimo da tutti i musicisti con cui ho calcato il palco, ho avuto la fortuna di incontrare Pat Metheny, Al Laurence Di Meola, Gato Barbieri e Wayne Shorter, tutti grandi uomini che hanno una vita straordinaria e comunicano grande serenità e voglia di capire quello che ci circonda, ma uno dei momenti più belli è stato l’anno scorso con Eric Clapton a Cava de’ Tirreni».

Quest’anno Pino ha deciso di rendersi indipendente dalle case discografiche e produrre da solo l’album La grande madre: «Più che “disco” lo chiamerei “progetto” perché, oltre al CD, contiene spartiti, materiale cartaceo con appunti musicali, riflessioni scritte e la mia biografia. Volevo fare qualcosa di particolare ed importante per quelli che mi seguono ed ascoltano la mia musica, ma soprattutto per me; anche prima facevo quello che volevo ma dovevo sempre fare i conti con le major e col mercato».

Mario Volanti ha sottolineato come la voce di Pino Daniele sia unica e sia rimasta tale nonostante il passare degli anni e lui s’è detto d’accordo: «Avverto qualche minimo cambiamento, ma la mia voce resta quella anche ad una certa età… i capelli no! Ma ho visto B. B. King suonare divinamente a 88 anni, se non mi cacciate io resto con voi ancora qualche anno».

Pino Daniele parteciperà al live che Radio Italia regalerà ai suoi ascoltatori il 14 maggio in Piazza del Duomo a Milano per il suo 30esimo compleanno: «Il live per me è tutto. Noi avevamo solo la musica per comunicare, le nuove generazioni comunicano con strumenti diversi ma, anche oggi, nei live gli artisti continuano a comunicare. Un musicista che suona lo devi far suonare!».

 

Radio Italia per Corriere.it





Radio Italia LIVE Il Concerto, Pino Daniele tra gli ospiti

13 04 2012

 

Pino Daniele sarà nel cast di “Radio Italia LIVE – Il Concerto” l’evento unico, inedito e originale con cui Radio Italia festeggerà i suoi 30 anni. L’appuntamento è per lunedì 14 maggio alle 20 in Piazza del Duomo a Milano, per un live completamente gratuito con un cast d’eccezione: Laura Pausini, Tiziano Ferro, Gianni Morandi, Pino Daniele, Biagio Antonacci, Max Pezzali, J Ax, Negrita, Modà, Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo, tutti accompagnati dalla “Sanremo Festival Orchestra” diretta dal Maestro Bruno Santori.
La straordinaria serata sarà inaugurata da Luca Ward, voce ufficiale di Radio Italia, e verrà presentata da Enrico Ruggeri e Belen Rodriguez, che condurranno artisti e pubblico attraverso tre ore di grande musica italiana dal vivo. “Radio Italia LIVE – Il Concerto” sarà trasmesso in diretta contemporanea su Radio Italia, Video Italia e Radio Italia Tv, in streaming sul sito radioitalia.it, e vivrà in tempo reale anche sulle nostre pagine ufficiali di Facebook e Twitter (con hashtag #RI30) e sulle app gratuite “iRadioitalia” per iPhone ed iPad.





"A 57 anni non faccio musica per cellulari"

22 03 2012

Pino Daniele pubblica per la prima volta da indipendente il nuovo album "La Grande Madre"

Pino Daniele si è staccato dalla major Sony ed è diventato indipendente con il cd "La grande madre" (pubblicato da Blue Drag e distribuito da Indipendente/Mente), anticipato dal singolo "Melodramma". "Non importa se le radio non trasmettono il brano – spiega -. Ho fatto un lavoro valido e in libertà. Ho 57 anni, non mi metto a fare canzoni per cellulari". Il cantautore parte in tour dal 24 marzo con una scaletta di 30 canzoni.

"La grande madre" restituisce un cantautore più gioioso nell’approccio alla musica quasi come fosse un bambino, entusiasmo che francamente si era perso negli ultimi album. Notevoli la parte strumentale di “The Lady Of My Heart” e “Wonderful Tonight” non a caso cover di Eric Clapton, uno dei brani migliori. Pino attraversa il melodramma (già nel singolo "Melodramma"), ma anche il blues, venature rock e il jazz che ama da sempre. Finalmente il ritorno alle atmosfere delle lingua napolatana con "O Frà". Meno convincenti “Niente è Come Prima” e "La Grande Madre" perché non si comprende bene dove vogliano arrivare. “Searching For The Water Of Life” è dedicato a Save the Children, a supporto della campagna Every One contro la mortalità infantile. "La grande madre" è un album di buona fattura con un ricco booklet di testi, fotografie e persino spartiti musicali. Un regalo ma anche un segno di rispetto non solo per i fan ma anche per l’artista stesso che viene valorizzato non solo dal contenuto ma anche dalla forma del prodotto.

Perché la volontà di far tutto da solo sia nella produzione che nella distribuzione del disco?
La strada indipendente consente di realizzare prodotti artistici di spessore. Maggiore libertà nella proposta nei brani a prescindere dai vincoli ‘radiofonici’. Ho lanciato come singolo ‘Melodramma’ e non mi interessa se le radio lo diffondono. So comunque che a Linus piace molto, Radio Capital lo mette e il proprietario di Rds è come fosse un fratello ma non gli ho chiesto nulla. Ho 57 anni e ho fatto una trentina di album, non mi metto certo a fare canzoncine da cellulare.
C’è dell’astio nei confronti dell’ultima etichetta discografica?
Ho lavorato tantissimi anni con Sony ma ultimamente non credevano molto in me. Dovevo pubblicare un album "Acustic Jam" ma a loro non interessava nulla: ‘Se vuoi pubblicarlo fallo ma non ti appoggiamo’. Così ho deciso di rivolgermi altrove. Oggi sono il presidente della mia etichetta discografica e voglio puntare sull’unico artista che ho (ride, ndr).
Tra i brani c’è una collaborazione con Eric Clapton, "Wonderful Tonight", com’è nata?
Abbiamo fatto un concerto assieme e poi abbiamo parlato di musica. Aveva questa canzone bellissima e ci abbiamo lavorato. Non riuscivo a cantarla in inglese e gli ho proposto di inserire delle frasi in italiano, era molto divertito e ha accettato quest’ultima versione del suo brano.
Cosa lega tutte e undici le canzoni di "La grande madre"?
Il concetto del viaggio. Il fatto di continuare un percorso cambiando sì delle cose ma non snaturandosi. La musica è un modo per comunicare.
E’ cambiata la musica in questi anni?
Moltissimo. Ai miei tempi si ascoltavano dei fatti di cronaca e si scriveva su quanto stava accadendo. Oggi le cose sono cambiate perché c’è tanto smarrimento. Ci sono stati cambiamenti drastici nei media, nello spettacolo e certi valori ormai non ci sono più. Anche se sono pessimista di natura sono e devo essere fiducioso per il futuro. Anche per mia figlia che ha quindici anni e canta…
Tua figlia ti farà concorrenza?
Non lo so però vedo che ha un approccio diverso rispetto a quando avevo la sua età. Oggi c’è Internet, la condivisione immediata di musica e ci sono anche i talent show la cui logica è quella della gara e dell’essere uno migliore dell’altro. Noi badavamo più al contenuto.
Cosa dovranno aspettarsi i tuoi fan dal tour?
Nel tour racconto la mia storia e lo faccio mettendo in scaletta più brani possibili, circa una trentina. Per quelli più famosi farò un medley. Comunque la maggior parte delle canzoni saranno in napoletano. Non faremo uno show americano anche perché non so ballare (ride, ndr). Per le tappe in America, Parigi e Londra ho pensato ad un’altra scaletta con più brani in inglese come ad esempio "The Desert in My Head" che ho cantato con Noa.

 

di Andrea Conti





"Grande madre" il ritorno indipendente di Pino Daniele

20 03 2012

 

Pino Daniele rappresenta meglio di altri le sofferenze di un artista nella crisi, con la deriva «talentistica» e la caduta di Profilo di alcune majors discografiche. Bloccato nei budget, costretto a vendere le canzoni un tanto l’una manco fossero patate, e visibilmente a disagio, ha finalmente scelto l’indipendenza. Il risultato non è il «prodottino» di cui si discute in tv,ma un album inedito che tiene alta la dignità della musica popolare: nella versione fisica di La grande madre, che esce oggi, c’è un autentico scatto di orgoglio cantautorale. Il box contiene spartiti musicali, foto, testi, biografia. Una riapertura a chi ama i contenuti, a lungo trascurato come figlio di un dio non abbastanza modaiolo.
Ma è poi la musica a far la Differenza rispetto ad uncerto appannamento dell’ultimo Daniele. In12brani, c’è una dedicata esplorazione di varie sue anime chitarristiche: uno strumentale, The Lady of My Heart; la cover in italiano di Wonderful Tonight di Eric Clapton con cui l’artista ha stretto una collaborazione. Searchingfor th eWater of Life è un brano in inglese a favore dell’organizzazione Save the Children, Coffee Time una immaginifica fuga jazzy che ritorna in ’O Fra dove si riscopre la «parlesia», quel gramelot napoletano frutto di lontane contaminazioni con la lingua di zingari rumeni dediti all’arte di strada. E poi brani più tradizionali in italiano comeMelodramma o Due Scarpe, mentre La grande madre è una dedica appassionata ai suoni contaminati dall’Africa.
«Il disco, e il tour, seguono Pino Daniele e non il mercato – dice lui orgogliosamente -. Il rischio me lo prendo io. Pensi che per Melodramma alcune radio hanno obiettato che ci sia la parte strumentale». I soliti problemi da analfabetismo marketing, ma Pino è convinto che si riaprano spazi d’ascolto in programmi dedicati: «Tornerà la tensione informativa. Porto l’album in giro, lo venderemo noi, faremo il vinile. Chi segue questo tipo di musica lo prenderà, pure gli spartiti ormai si trovano solo su internet. Preferisco avere un atteggiamento Sulla musica ancora più solenne, invece che star dentro a binari prefigurati».
Pensa ai concerti all’Apollo Di New York e all’Università di Boston, è ottimista:«Non è vero che la musica non ha più interesse. Stanno cambiando i supporti, le opportunità, ma da lì a dire che la cultura non serva a niente ce ne corre. Noi che abbiamo una storia, un nome, dobbiamo stimolare la gente ancora di più. Ora c’è un’aria intorno che rende possibili questi ragionamenti».

di Marinella Venegoni





Pino Daniele, ritorno da indipendente

19 03 2012
ARRIVA LA GRANDE MADRE IL NUOVO ALBUM DEL "MASCALZONE LATINO" DOVE RACCONTA DELLE RADICI DELLA SUA TERRA, DEL SUD E HA QUALCOSA DA DIRE SUL MONDO DELLO SPETTACOLO DI OGGI: «NON MI CI RICONOSCO TROPPO MA HO LA FORTUNA DI COMPORRE PERCHÉ NE SENTO L’ESIGENZA»

Il Sud del mondo, le radici, l’Africa, il blues e il rock più appassionato e viscerale. Tutto questo è La grande madre, il nuovo album di Pino Daniele, in uscita domani, martedì 20 marzo.

Il primo album da indipendente, pubblicato dalla sua etichetta Blue Dragon e distribuito da Indipendente/Mente e al quale il "mascalzone latino" teneva come non mai: «Io e il mio team siamo stati liberi di agire come volevamo per la grafica, la musica, qualsiasi cosa». Un cd ricchissimo fin dal booklet, con i testi e gli spartiti di tutti gli undici brani presenti (tutti scritti da lui tranne Searching for the water of life, le fotografie di diversi appuntamenti negli Stati Uniti e anche un’autobiografia («Penso che sia utile – ha spiegato – perché sul web si trovano tante cose ma non si sa mai se siano veritiere o meno così ho deciso di riportare la mia biografia originale»).

Un lavoro particolarmente melo-rock, come è scritto alla fine della biografia? «Non ho pensato al genere in maniera ossessiva – ha risposto il "cantautore con la chitarra", come ha amato definirsi anche lui – ho la fortuna di comporre musica per una mia esigenza personale e non per stare dietro al mercato discografico. Certo io ho aggiunto tutti i colori che mi sono tipici e che derivano da tutta la mia esperienza musicale».

Tra i brani presenti spicca anche la cover di Eric Clapton, Wonderful Tonight, è nata, per caso, durante il concerto dello stesso luglio a Cava dei Tirreni? «Proprio lì, nei camerini – racconta divertito -. In inglese, però, mi ero reso conto che non riuscivo a cantarla così ho deciso di tradurla, lasciando comunque alcune parti in italiano».

Nel brano che dà il titolo all’album si racconta: «menomale che si alza un po’ di vento, che si alza un po’ di vento dall’Africa», si riferisce alla Primavera d’Araba? Cosa ne pensa? «La gente ha fatto benissimo a ribellarsi alla repressione di soggetti folli, certo non ne poteva più di rimanere sottomessa». Vede delle analogie con la situazione italiana? «La nostra storia e la nostra cultura sono completamente diverse. Certo anche noi dovremmo ripartire proprio da lì, dal nostro patrimonio culturale e anche dal mondo dello spettacolo in cui io al momento non mi riconosco molto. Anche perché è come se si vendesse musica allo stesso livello della carta igienica. …».

Andrà in tv almeno per promuovere il disco? «Solo nelle trasmissioni musicali, per far sapere che è uscito un album e che andremo in tour». Una lunga tournèe che partirà sabato 24 marzo da Cesena

 

di Silvia Danielli





Esce «La Grande Madre» il nuovo cd di Pino Daniele

19 03 2012

 

Pino Daniele ha voluto festeggiare il giorno del suo cinquantasettesimo compleanno presentando il nuovo cd intitolato "La grande madre", in uscita domani.
«Mi piace ancora cantare, usare la voce in un certo modo – ha puntualizzato l’artista – Mi sento un musicista dalla voglia di sperimentare e cerco di divertirmi facendo musica. In fondo so di essere un chitarrista che canta e mi fa stare bene con me stesso perchè la qualità paga sempre».
Questo nuovo lavoro di Pino Daniele contiene dodici nuove canzoni, compresa "Searching for the water of life" con il testo scritto da Katleen Hagen che l’artista ha voluto donare a Save the Children per la campagna Every One per dire basta alla mortalità infantile.
«Queste sono le cose che hanno un valore – ha confidato – Ho subito sposato questo progetto perchè a me va bene se può aiutare anche un solo bambino».
Del disco fa parte anche "Wonderful tonight" di Eric Clapton. «Con Eric Clapton ho avuto una esperienza meravigliosa dal vivo a Cava dei Tirreni – ha rivelato – Non riuscivo a fare il testo in inglese e così l’ho scritto io in italiano: ci siamo messi a ridere, è stata una cosa talmente spontanea che ho deciso di metterla su disco».
"La grande madre" segna la svolta di Pino Daniele che si è messo in proprio, lasciando le grandi case discografiche. "La grande madre" è pubblicato da Blue Drag e distribuito da Indipendente/Mente.
«È una bellissima strada per chi la può fare – ha commentato – Dopo anni di lavoro con le major, questa è l’alternativa per realizzare prodotti artistici, di qualità, per lavorare su qualcosa che volevo fare da tempo nella massima autonomia, senza dare spiegazioni a nessuno. Il cofanetto contiene un libretto con spartiti, foto, ma soprattutto c’è il mio amore per il blues, con le sonorità anni settanta e ottanta. Sono un po’ più libero e rischio in prima persona. "Electric jam" doveva aveva un seguito "Acoustic jam" che la mia precedente casa discografica non me l’ha mai fatto uscire perchè non era commerciale».
Questa nuova realtà è per Pino Daniele da non sottovalutare. «Il fatto di avere l’America dentro, il rock-blues e il jazz, è per me insuperabile – ha ammesso – Scrivere in napoletano, in italiano o in inglese è ormai un concetto superato, e l’essere completamente libero mi ha dato più stimoli, come poter interpretare il primo singolo "Melodramma" che a me piace molto».
Pino Daniele va in tour e sabato prossimo, 24 marzo, tiene la prima data a Cesena per continuare in tutta Italia.
«La scaletta è molto particolare, direi speciale – ha anticipato – Racconto un pò la mia storia attraverso i pezzi, anche popolari, che sono soprattutto da ascoltare perchè io non so ballare ma mi piace suonare. Sono andato in crisi perchè non sapevo cosa togliere. È un concerto da ascoltare, con più attenzione ai testi, in cui proporrò i brani nuovi di questo disco ma soprattutto vecchi, con i colori del mio solito repertorio. Suono anche brani strumentali».
Pino Daniele continua il tour il 29 marzo a Catania, il 31 e il 1 aprile a Napoli, il 6 a Roma, il 19 a Firenze, il 2 a Padova, il 24 a Mantova, il 3 maggio a Reggio Emilia, il 5 a Bologna, il 7 a Torino, il 10 a Bergamo, il 13 e il 25 a Milano, il 20 a Brescia, il 28 a Genova, poi in Svizzera il 16 a Zurigo, il 22 a Ginevra, il 26 a Lugano e negli USA il 7 giugno a New York, il 9 a Boston e il 10 a Washington.

 

www.laprovinciadivarese.it





Pino Daniele torna con un nuovo album

19 03 2012

Esce domani “La Grande Madre”. Tour al via il 24 marzo da Cesena. Tappe in Usa

La musica di Pino Daniele riparte dalla ‘grande madre’ del Mediterraneo e dai colori di tutti i Sud del mondo. Per il suo nuovo capitolo discografico, il cantautore con la chitarra, o anche il chitarrista che canta, come anche oggi si è definito lui stesso durante la presentazione milanese dell’album ‘La grande madre’, ha deciso di ripartire dalla note del blues e del rock fatto a modo suo. L’album, in uscita domani e anticipato in radio dal singolo ‘Melodramma’, contiene undici brani inediti con testi e musiche dello stesso Pino Daniele ad eccezione di ‘Searching for the water of life’, dedicato all’associazione internazionale Save The Children (a sostegno della campagna ‘Every one’) e il cui testo porta la firma di Kathleen Hagen.

Per la prima volta nella sua carriera il ‘mascalzone latino’ della seicorde partenopea, ha deciso di intraprendere la strada dell’indipendenza, senza avvalersi di nessuna major del disco. "La strada indipendente é bella per chi se la può permettere – racconta Daniele – ed é un’alternativa valida per riuscire a confezionare dei prodotti artistici senza dover rendere conto ad addetti ai lavori che magari arrivano dal ramo commerciale.

Volevo realizzare un prodotto che, da appassionato di blues e rock, non trovo più in giro". Tra le tracce che compongono l’album c’é anche quella intitolata ‘Wonderful tonight’, cover di un pezzo firmato in origine da un altro chitarrista con il vizio del microfono, ovvero quell’Eric Clapton con il quale Daniele ha suonato di recente a Chicago. "Suonare con lui è stata un’ esperienza meravigliosa – dice l’autore della nuova ‘Due scarpe’ – e incontrare certi personaggi un qualche modo ti cambia la vita.

Non riuscivo a cantare la canzone in inglese e così ho deciso di scrivere un testo in italiano". Sul fronte della musica suonata dal vivo, Pino Daniele è pronto per ripartire anche con un tour teatrale, con inizio a Cesena il 24 marzo e che lo porterà anche su diversi palcoscenici all’estero, tra i quali New York, Boston e Washington nel prossimo mese di giugno. "Mi capita spesso di sentirmi un pesce fuor d’acqua – ha raccontato a proposito della situazione discografica e dell’attualità nazionale – e non mi ritrovo in quelli che sono molti cambiamenti dei media e del mondo dello spettacolo". La presentazione del nuovo album, per Daniele ha coinciso anche con il giorno del suo compleanno: "Oggi compio 57 anni e non ricordo nemmeno più quanti album ho scritto. Non posso pensare di cominciare a scrivere musica per i telefonini o pensata solo per la programmazione delle radio". Per la nuova lista di canzoni riassunte in ‘La grande madre’, Daniele è tornato anche ad usare la parlata napoletana (la ‘parlesia’). "La nostalgia é un sentimento che ogni tanto ti frega – dice a proposito – quindi non vado a cercare per forza di cose il napoletano che ho usato in passato. Quando ho delle buone idee che vanno in quella direzione, però, non mi dispiace riscoprire quel mio lato".

 

di Carlo Mandelli





Pino Daniele in anteprima a Senigallia, un successo

19 03 2012

Foto di Emanuele PaganiPino Daniele si è esibito in anteprima sul palco del teatro La Fenice. Il cantautore napoletano apre il concerto con le note di Invece no, e prosegue con Amore Senza Fine e Quando, mentre alle sue spalle compare un megaschermo.

Il primo inedito che Pino Daniele presenta al pubblico è Niente è come prima, poi per tutto il concerto i vecchi successi si alternano ai dodici brani de La Grande Madre, il suo ultimo album in vendita da martedì.

Quella presentata a Senigallia è stata un’anteprima assoluta. "Ogni tanto mi viene voglia di riscoprire canzoni del passato e per questo durante lo spettacolo abbiamo scelto di alternare vecchi brani a quelli inediti – ha detto il cantautore – questo concerto rappresenta un viaggio tra il vecchio ed il nuovo. La Grande Madre è un disco molto suonato dove emerge l’impegno di ogni singolo membro della band".

Il concerto termina con la cover di Wonderfoul Tonight, una canzone di Eric Clapton. Il pubblico richiama Pino Daniele sul palco e il cantautore si congeda con Nun me scuccià.

 

di Francesca Morici





Pino Daniele-Clapton un’ alleanza blues

29 06 2011

 

Pino & EricPino Daniele che suona «Cocaine» ed Eric Clapton che ricama «Napule è». «Una cosa che parla da sola», dice Pino nei camerini prima del concerto-evento a due. Più che un duello è un’ alleanza di chitarre in nome del blues e di Open, associazione che si occupa dei bimbi malati di cancro all’ ospedale Pausilipon di Napoli. «Clapton è il numero uno della chitarra: suonare con lui è come per un pilota guidare con Schumacher», confessa il padrone di casa, che ammette di aver conservato per anni nella custodia del proprio strumento un articolo in cui Clapton lo lodava. Un’ amicizia e un rispetto nati sulle sei corde e le dodici battute della musica del diavolo: lo scorso anno Slowhand aveva invitato il collega al Crossroads Festival di Chicago. Ora la restituzione del favore. «È venuto gratis. Altrimenti non ci saremmo riusciti». Perché non Napoli? «Per fortuna! Pensate se fossimo stati oggi a piazza Plebiscito…», e il pensiero va alla munnezza in strada. Soli sul palco, con le rispettive chitarre (Fender azzurra per l’ inglese, Suhr bianca per il napoletano), i due aprono con «Boogie Boogie Man» e «Napule è». Quindi, accompagnati dalla band dell’ inglese e dalle tastiere di Gianluca Podio, si dividono il palco: Pino in due momenti con i suoi successi («Je so’ pazzo», «Quando», «’ O Scarrafone», «Io per lei», «Yes I Know My Way») e Clapton con un’ infilata di classici. Assieme fanno anche «Per te», «Wonderful Tonight» e, prima di salutare i 15 mila, «Layla». Il blues tornerà nel prossimo disco di Pino. «Certamente. Ma sto lavorando anche a qualcosa di rock e con un’ orchestra». Per la prima volta da indipendente, senza una multinazionale del disco alle spalle. «Non vedevo l’ ora. Non corro più il pericolo di avere a che fare con uno che lavorava alla Coca-Cola».

 

di Andrea Laffranchi








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