The Eric Clapton Fan Club Magazine
On 24 June, musical superstars Pino Daniele and Eric Clapton teamed up for a benefit concert to aid children’s causes at Stadio di Cava De’ Tirreni in Italy. Proceeds from the sold out event will fund a CT Scanner for the Pediatric Oncology Hospital Pausilipon in Naples and the work of the charitable foundation, Open Onlus, which is committed to fighting childhood tumors and cancers. One fan in attendance told Where’s Eric!, "It was definitely worth the trip from Rome! At the beginning, Pino came on stage alone, said a few words and introduced EC. The two of them then played Boogie Boogie Man and Napul’è on their Strats. Eric walked off and the the band went on stage to perform a rich and solid set of Pino’s biggest hits: Je So Pazz, A Me Me Piace ‘O Blues, Quando, Che Male C’è, Quando, O Scarrafone and others (not exactly in this order). Then, Eric came back for a short but very strong solo set, preceded by a very cool instrumental jam including Key To The Highway, Hoochie Coochie Man, Crossroads (2010s Crossroads Festival arrangement), Wonderful Tonight and Cocaine (Pino joined for these last two, singing in Italian the second verse of Wondeful Tonight). Then, there were some other Pino solo songs, like Sara, Io Per Lei and the gorgeous closing with Yes I Know My Way, turned into another stunning jam. I have to highlight Steve Gadd’s solo on the last, moving. The encore was nothing but perfection, THE one I have been waiting for for years, plugged back in. Yes, LAYLA! Eric sang it very well and made a fabulous job with the solo, both after the third chorus and during the coda. Pino enriched it with great guitar tremolo playing, deeply resembling Duane’s or Derek’s slide work. Willie Weeks even helped on the backing vocals, sharing EC’s mic. Just perfect.
Another long-time WE! follower said, "Clapton gave a really inspired Crossroads and an agressive Cocaine between softer but Italian melodies. A nice evening in a wonderful land."
Band Lineup
Eric Clapton – guitar / vocals
Pino Daniele – guitar / vocals
Chris Stainton – keyboards
Gianluca Podio – keyboards
Mel Collins – saxophone
Willie Weeks – bass
Steve Gadd – drums
SET LIST – 24 JUNE 2011
01. Boogie Boogie Man – Pino Daniele and Eric Clapton, no band
02. Napule è – Pino Daniele and Eric Clapton, no band
03. Toledo – Pino Daniele and band
04. Je So’ Pazzo – Pino Daniele and band
05. A Me Me Piace ‘o Blues – Pino Daniele and band
06. Dimentica – Pino Daniele and band
07. Dubbi Non Ho – Pino Daniele and band
08. Che Male C’è – Pino Daniele and band
09. Sara Non Piangere – Pino Daniele and band
10. Chi Tene ‘o Mare – Pino Daniele and band
11. Quando – Pino Daniele and band
12. Per Te – Pino Daniele, Eric Clapton and band
13. Key To The Highway – Eric Clapton and band
14. Hoochie Coochie Man – Eric Clapton and band
15. Crossroads – Eric Clapton and band
16. Wonderful Tonight – Eric Clapton, Pino Daniele and band
17. Cocaine – Eric Clapton, Pino Daniele and band
18. ‘O Scarrafone – Pino Daniele and band
19. Il Sole Dentro Di Me – Pino Daniele and band
20. Nun Me Scuccià – Pino Daniele and band
21. Io Per Lei – Pino Daniele and band
22. Yes I Know My Way – Pino Daniele and band
23. Layla – Eric Clapton, Pino Daniele and band
Were you at the concert? Tell Where’s Eric! about it! Send your review, the complete set list and even photos to info@whereseric.com. All fan reviews will become a permanent part of the 2011 Tour Archive on whereseric.com. Photos will be added to the 2011 Gallery and will also become a permanent part of the website.

Venerdì 24 giugno, ore 18, lo Stadio Comunale di Cava de’ Tirreni apre le porte ad un concerto che da anni si bramava. Eric Clapton e Pino Daniele rappresentano un connubio perfetto che coinvolge una vasta gamma di spettatori. Per un giorno Cava sembra invasa da inglesi e americani. Ammirano i portici, si gustano un gelato e sbirciano le vetrine dei tanti negozi che contornano il Corso Umberto. 

«E’ come per un pilota guidare con Shumacher». Pino Daniele sintetizza così l’emozione di stare sul palco del "Simonetta Lamberti" accanto ad una leggenda del blues-rock, Eric Clapton. L’acqua e il fuoco – Daniele è del segno dei Pesci, Clapton dell’Ariete – hanno incrociato per la seconda volta le loro chitarre – «la prima volta fu per poco. Suonai a Chicago al Festival Crossroads», ha detto Daniele prima dell’e sibizione – per un concerto evento, unica data in Italia.
rcola che invano chiede di entrare: «Sono amico di Pino, diteglielo che sto qui». Ma nulla da fare, senza biglietto non c’è verso. Fuori ai cancelli i bagarini – dicono gli organizzatori – vendono i tagliandi anche a seicento euro. Una vera e propria follia. Ci sono i fans di Daniele ma soprattutto quelli di Clapton. Tantissimi i chitarristi, come Arturo che è arrivato fin qui da Siracusa solo per ascoltare il suono della Fender di "mano lenta".

Se a me me piace ’o blues è anche, se non soprattutto, perché esiste Slowhand. Non so se ce la farò questa sera, in uno stadio che sento mio, dove ho suonato tante volte, ad annunciare a Cava de’ Tirreni ”signori e signore, guaglioni e guaglione, mister…. Eric Clapton”. Mi piacerebbe farlo solo per godermi l’emozione che porto dentro e l’inevitabile boato di risposta delle migliaia che si assieperanno nel Simonetta Lamberti e che non vedono l’ora di vedere Dio. Non voglio essere blasfemo, ma così lo chiamano i fans: «God», senza bisogno di altre parole. Per anni ho conservato nella custodia della più fedele delle mie chitarre un articolo in cui l’ex Cream diceva di amare la mia musica. Poi, un giorno, me lo sono trovato al telefono che mi invitava a partecipare a Chicago al ”Crossroads Festival”, incrocio della crema dei chitarristi blues e rock del mondo. E dopo quel sogno in cui ho fatto l’americano, ecco questo sogno verace di una notte di inizio estate: il mascalzone latino sul palco di Manolenta, due chitarre pronte a jammare. Che cosa faremo insieme non lo sappiamo ancora, abbiamo appena fatto le prime prove e, sembriamo due bambini scatenati, anche se non abbiamo più l’età. Decidiamo cose del tipo: ”Tu entri su questo pezzo”, ”io entro in quel pezzo del ritornello”, ma poi restiamo sul palco pronti a piazzare un accordo, un assolo, una zampata vincente, ma anche una seconda chitarra ritmica per il piacere di condividere l’uno la musica dell’altro. Abbiamo provato «Layla», chi come me è cresciuto con quel disco di Derek and the Dominos, sa che cosa ho sentito dentro, sa come ha fatto ’o core quando è arrivato il momento di far garrire quel riff, di aggiungerci la saudade di un ex scugnizzo. E che dire di «Cocaine», uno dei ritornelli più famosi della storia del rock? La band è eccezionale, Clapton ha portato con sé Willie Weeks al basso e Christopher Stainton al pianoforte, l’organo Hammond e le tastiere. Io, oltre al mio fido Gianluca Podio al piano e alle tastiere, ritrovo la batteria di Steve Gadd e il sassofono di Mel Collins. Ma, soprattutto, la voglia di fare musica e basta: non registreremo niente, non ci saranno dischi, dvd o trasmissioni televisive a raccontare la serata. Certo, appena finito il concerto ci sarà già qualche filmato su YouTube, ma quella è una storia che riguarda i fans e le nuove possibilità offerte dalla rete. Per noi conta solo il piacere di guardarci negli occhi e di attaccare a suonare, per vedere, non poi così di nascosto vista la platea che avremo davanti, l’effetto che fa. Vuoi mettere il piacere di dividere «Napule è» con il bianco che ha fatto suo il blues? Vuoi mettere dichiararti «Boogie Woogie Man» insieme con lui? Davvero non so ancora che cosa faremo stasera, se alla fine ci sarò anche io su «Layla» o su «Cocaine», se lui farà con me… No, non è vero, so benissimo che cosa faremo questo sera: faremo blues e ballate latine, lui il primo e io le seconde, con qualche licenza di rispettosa invasione di campo. Faremo quello che siamo, due uomini in blues, che cercano di fare bene il loro lavoro: suonare innanzitutto, e cantare. E non accadrà solo per il nostro piacere, che già sarebbe un motivo più che sufficiente, né solo per quello del pubblico. Lo facciamo per raccogliere fondi che saranno spesi in beneficenza, a Napoli. Non sapete come mi sento privilegiato, guagliò: suono con Eric Clapton e faccio qualcosa di utile alla mia città, di questi tempi così scamazzata. Napule è… Cava de’ Tirreni stanotte. E che il dio del blues sia con tutti noi.
dell’Ospedale Pasilipon di Napoli attraverso l’associazione Open Onlus) e che sarà comunque benefico anche per chiunque ami la musica come si suonava una volta, improvvisata, talvolta sbavata e imperfetta ma comunque emozionante perché irripetibile. Pino Daniele ed Eric Clapton suoneranno i loro pezzi strafamosi e già questo vale il biglietto (15mila già venduti) perché ’O scarrafone e Cocaine o Quando quando e Tears in heaven non hanno mai diviso un palco prima di ora. Ma poi si incroceranno davvero, uno alla chitarra a destra e l’altro a sinistra, per suonare insieme pezzi imprevedibili con l’aiuto di musicisti che sono in grado di mantenere alta la tensione dietro a qualsiasi assolo. In fondo Steve Gadd alla batteria, Willie Weeks al basso, Cristopher Stainton alle tastiere, Mel Collins al sax e Gianluca Podio al piano vanno comunque per la loro strada mentre le chitarre si incrociano, si divertono, piangono o sospirano. Tengono insomma stretta la tessitura della musica, esattamente come si faceva quarant’anni fa durante i concerti o come ancora fanno quei pochi che non riescono a riprodurre sul palco lo stesso spartito del disco tale e quale. In poche parole, un concerto che è un evento. E che sarà ripreso dai giornali di tutto il mondo. Vabbé, direte, ma a chi è venuta un’idea del genere? Tutto è nato da Eric Clapton che l’anno scorso ha voluto Pino Daniele in scena al Crossroads Festival di Chicago, in sostanza il crocevia dei migliori chitarristi blues del mondo. Ha ascoltato suonare questo cantante chitarrista napoletano, uno che al motivetto facile facile ha sempre più spesso preferito focalizzarsi sulla qualità musicale, sulla ricerca strumentale o stilistica più che su quella melodica. E allora Clapton, lui sempre così asciutto nei giudizi, si è lasciato sfuggire un «ma dobbiamo suonare insieme un’altra volta» che adesso si realizza finalmente. C’è voluto un bel po’ di tempo, giusto un anno. E anche un grande sforzo logistico perché lo stadio di Cava de’ Tirreni, provincia di Salerno, non è proprio dietro l’angolo e Blue Drag e F&P Group (in collaborazione con Veragency e Anni 60) si sono rimboccati le maniche per eliminare tutti gli ostacoli e far sì che stasera a parlare sia solo la musica. In poche parole, come cantano i vecchi bluesman del Delta, «let the music do the talking», lasciate che le canzoni facciano il loro dovere.





