LA PERFEZIONE DEL «PAZZO» – UN PINO DANIELE IN STATO DI GRAZIA INCANTA BARI


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Certi concerti sono talmente perfetti da non sembrare veri. Curati nei minimi particolari dall’ar rangiamento all’esecuzione dei brani, dai suoni ai contorni scenografici. Tanto che, a volte, viene voglia di implorare una piccola sbavatura. Però la grandezza di artisti come Pino Daniele sta proprio nell’av – vicinarsi il più possibile alla «limpidezza» della musica: «La luce e la musica hanno molto in comune», dice Daniele all’inizio del concerto esaltando la scenografia di Ivana Orsini formata da uno sfondo – pannello di piccole luci. Ma la musicalità è anche sapere inventare ogni volta qualcosa di nuovo e di inedito per sorprendere il pubblico e, forse, se stesso. Così, in un «tutto esaurito » al Teatroteam per la tappa barese del tour «Il mio nome è Pino Daniele e suono qui», il cantautore napoletano alla fine della prima parte del concerto si inventa una delizia uditiva di gran classe: due classici in versione minimale. Il primo, Je sò pazzo, cantato con il solo accompagnamento del contrabbasso dell’ottimo Rino Zurzolo, l’altro, Quando, pianoforte e voce. Potrebbe essere un nuovo percorso artistico di Daniele? Vedremo. Intanto, prima di dare inizio al concerto, Rosaria Renna (nota speaker pugliese del network radiofonico Radio Dimensione Suono) ricorda che parte del ricavato del tour di Daniele andrà in beneficenza al progetto «Save The Children Onlus» per il futuro di 8000 bambini del Sudan. Daniele, supportato dagli straordinari musicisti Rino Zurzolo (contrabbasso), Gianluca Podio (pianoforte), Phil Mer (batteria) ed Ernesttico (percussioni), viene accolto con un fragoroso applauso. Si parte in una dimensione acustica in cui scorrono alcuni classici del suo repertorio come Pigro, Anna verrà, Un cielo senza nuvole, Anima, Occhi che sanno parlare. E le parole servono anche per ammonire chi «confonde la musica con lo spettacolo», non prima di aver elogiato il pubblico del Team per l’ottima capacità di cantare e battere le mani a temp o. Ancora canzoni d’autore prevalentemente suonate in chiave jazz e bossanova come Dubbi non ho, Che male c’è, Mareluna e Resta, resta cu’ mmè, cui seguono le due preziose versioni «spogliate» Je so pazz o e Quando, in cui si lascia andare ad improvvisazioni vocali, mentre dal pubblico qualcuno urla: «Pino sei grande come Totò». Daniele torna sul palco in versione elettrica, con rock, funk, blues e un’imman – cabile base latinoamericana. Allo strumentale Toledo seguono Io vivo come te, i ritmi decisamente cubani di Isola Grande (evoca Carlos Santana) e di Narcisista in azione e due brani dell’ultimo album (Back home, Rum & Coca), fino al gran finale con Il blues del peccatore e l’i ntramontabile Yes, I know my way.

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Informazioni su Giorgio

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II / "PinoDanielomane" / appassionato di musica, qualsiasi genere essa sia

Pubblicato il 08/05/2007 su Tour. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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