VAI MO’: Pino Daniele, torna la superband


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Pino“Je so pazzo”, “Napule è” e “Quanno chiove” sono le prime tre canzoni registrate da Pino  Danielee dalla sua superband, quella con Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e James Senese. E “Vai mò 2008” – il titolo provvisorio della reunion discografica – dovrebbe essere pure il titolo definitivo del progetto, la cui uscita è prevista a maggio. Seguirà il tour, con un concerto speciale a Napoli. Forse non a piazza Plebiscito, dove la mitica formazione suonò il 19 settembre 1981 lasciando a bocca aperta e col pianto agli occhi duecentomila spettatori. Ma se ne riparlerà domani, quando tutti e sei gli artisti si ritroveranno blindati a Roma nello studio di registrazione di via di Ripetta. Lì Pino e si suoi amici stanno incidendo il disco – si pensa a un cd triplo – che sarà una raccolta dei capolavori firmati da Daniele nei primi anni di carriera. Un juke-box che include “Je so pazzo”, “Alleria”, “Quanno chiove”, “Chi tene ‘o mare”, “Appocundria”, “A me me piace ‘o blues” e “Putesse essere allero”. Insomma, i titoli contenuti in “Terra mia” (l’esordio del 1977), nell’ominimo “Pino Daniele” (1979) e in “Nero a metà” (1980), dedicato a Mario Musella.

Ventisette anni fa la superbandera stato un fenomeno epocale, emozionale e culturale e chissà che il loro ritrvarsi non faccia bene a Napoli e alla sua vita sociale. Del resto, come sottolinea Tullio De Piscopo prendendo in prestito i versi di “A testa in giù”, «il feeling è sicuro, quello non se ne va. Stiamo davvero vivendo una bella esperienza – dice il batterista- ci siamo ritrovati con grande volontà, come se il tempo non fosse passato. In sala abbiamo già ricreato l’energia di una volta. Ci è bastato meterci agli strumenti e. . . zac. Poi ci aiutano i litri di caffè». A ribadire le parole di De Piscopo, quelle del pianista Joe Amoruso: «Ci sono un sacco di emozioni particolari. Qualcuna anche contrastante, perchè rimetti in gioco la tua vita: però è chiaro che siamo felici. Certo, non sappiamo bene a cosa andiamo incontro, a dove ci porterà quest’avventura. Ma c’è un gran desiderio di suonare insieme. Sembriamo ragazzini per quanto siamo entusiasti. Come noi, è euforico anche Michele Torpedine, il produttore dell’operazione, che quando ci ha visti schierati si è commosso. Non c’è stato ancora il cin-cin poichè siamo scaramantici – aggiunge Amoruso – si tratta di un progetto ambizioso, con un budget enorme. E’ giusto andarci con i piedi di piombo. Ciò non ci impedisce di prenderci in giro: una delle frasi che si dicevano allora, e che tuttora è intatta, è “non capiscopo, è assurzolo!”. Uno sfottòche usciamo se qualcosa non è chiaro e che storpia allegramente i congnomi di Tullio e Rino».

Il suono delle prime sedute in sala di registrazione è unplugged, anche perchè ogni singolo va risuonato a seconda dell’umore di oggi. Così “I say i’ sto ccà”: scomparsa la magica armonica a bocca a vantaggio del sax di Senese o della chitarra dello stessovai mo' Pino. Si deciderà strada facendo prima di stampara il master. Uguale rispetto sarà dato alle strutture originali delle canzoni, che saranno rivisitate nelle strumentazioni: laddove c’era un piano elettrico ce n’è uno acustico. «Sono cambiate le intenzioni ritmiche – spiega Amoruso – tanto che Pino magari vorrà eseguire un paio di brani da solo o inserire in scaletta qualche standard nelle versioni dell’epoca». Come porter rinunciare a “Sulo pe parlà”, “E’ sempre sera” e “Yes I Know My Way”? Prima dell’estate, quindi, i fan troveranno sugli scaffali quest’antologia che mette insieme la Napoli disordinata degli anni Settanta e le avvisaglie post-terremoto degli anni Ottanta. Mentre soltanto quando la lunga tournèe sarà conclusa – per i  concerti sono aperte trattative con star internazionali: una su tutte, Santana – si provvederà a montarne il dvd, che presumibilmente sarà nelle vestrine a Natale.

Anche Tony Esposito, che si è riavvicinato a Pino Daniele già da qualche anno, raconta che «in questi giorni si vive un’emozione straordinaria, come un viaggio nel tempo. Tutto è più raffinato, tutti siamo cresciuti. La dimostrazione è nel rendimento immediato in sala: le prove sono avvenute senza click, senza uso di computer, perchè il tempo non cancella l’intesa. Fra di noi, poi, c’è una complicità tutta partenopea, che assicura  grande cura dei brani. Anzi, sento poter dire che la musica che stiamo registrando è in linea con il recupero di certe atmosfere soft, calde. E’ finita l’epoca del Pc e i segnali evidenti sono il successo di Amy Winehouse e Mario Biondi. Tranne Pino, nessuno di noi ha visto nascere questi BandVaimobrani, ed è un esperimento importante quello che stiamo portando avanti. Non vedo l’ora di contribuire con il mio colore percussivo: avvenga con una congas o suonando una scatola di latta questo non conta. E poi Napoli ha bisogno di risaleire, noi possiamo essere il veicolo adatto. Sarebbe triste non onorare Andy Warhol: quando frequentavo la galleria di Lucio Amelio mi raccontavano che Warhol paragonava Napoli a New York. Città uniche in quanto luoghi multirazziali e multiculturali. Perciò Andy dedicò al golfo l’opera “Vesuvius”».

 

di Gianni Valentino

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Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 16/01/2008 su Concerti, Interviste, Musica, Notizie, Spettacoli. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Mai poi è stato pubblicato questo disco? Se sì, come si chiama?

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