Ricomincio da 30, omaggio a Troisi e alla mia Napoli


 Pino Daniele e il ritorno del supergruppo

 

Un triplo album con 50 brani

Quattro inediti, ospite Di Meola

Il 2 luglio lo show al San Paolo

De Piscopo e «l’intesa ritrovata»

 

«In un momento come questo, volevo fare una cosa per la mia città, volevo dire ai napoletani: io sto cca, dove sono sempre stato, con voi. Non sono un politico, ma un musicante, che altro potevo fare se non suonare con dei grandi musicisti napoletani?». È il nero a metà in persona a confermare la notizia anticipata da «Il Mattino». Pino Daniele ha ritrovato il suo supergruppo, la migliore formazione messa in campo dalla musica italiana: Tullio De Piscopo alla batteria, Tony Esposito alle percussioni, James Senese al sax, Rino Zurzolo al basso e Joe Amoruso alle tastiere. Le prime session hanno fatto faville, promettono amarcord e nuove meraviglie.

Pino & JamesPino ha appena superato la boa dei primi trent’anni di carriera (il 45 «Che calore» uscì nel ’76, il primo lp «Terra mia» l’anno successivo) e ha deciso di celebrare l’anniversario con un cofanetto antologico di tre cd in uscita a maggio. «Il titolo è un omaggio, forse anche scontato, a Troisi: ”Ricomincio da 30”. Massimo mi manca, ci sarebbe voluto il suo sorriso amaro, la sua capacità di sdrammatizzare per raccontare questi giorni amari e balordi, la nostra povera Napoli, la nostra povera Italia. Mi viene il Battiato di ”Povera patria”», commenta il cantautore.

«Ricomincio da 30» uscirà in maggio, anticipato dal primo singolo, atteso nelle radio ad aprile: è un pezzo dedicato alla storia di Pino e dei suoi amici ritrovati in cui torna lo slang anglo-partenopeo dei tempi d’oro, «Anema e core» il titolo provvisorissimo. Altri tre gli inediti in scaletta, cinquanta in tutto i pezzi da far entrare nel box edito dalla Sony Bmg, tra versioni storiche e nuove, registrate con i ritrovati «uomini in blues». Daniele ha chiesto a De Piscopo e agli altri mascalzoni latini di rileggere alcune perle del suo primo periodo, quello precedente al supergruppo e al capolavoro «Vai mò» del 1981, per evitare l’overdose di nostalgia canaglia. «Putesse essere allero», «Napule è», «Chiove», «Chi tene ’o mare», «Je so’ pazzo» e «I say ’i sto cca» nePino & Tulliolle registrazioni nello studio romano di via di Ripetta rivivono con le spazzole di De Piscopo e il contrabbasso di Zurzolo a tessere un’atmosfera da jam acustica. Il sassofono rovente di Senese, i tamburi esotici di Esposito, le tastiere liquide di Amoruso moltiplicano colori, ritmo e  armonie, lasciando pregustare l’evento unico in programma al San Paolo, probabilmente il 2 luglio: venerdì sono in programma i primi sopralluoghi nello stadio napoletano con i tecnici per le necessarie autorizzazioni. Si parte dall’idea di utilizzare una sola curva, ma potrebbe essere troppo poco per l’attesa dei fan: basta dare un’occhiata ai siti non ufficali (quello doc, http://www.vaimo2008.it, sarà on line da domenica) per rendersi conto delle aspettative. Anche senza aggiungere  il richiamo di eventuali ospiti internazionali: si è fatto il nome di Carlos Santana. A Natale un dvd potrebbe documentare il tutto.

Tra gli ospiti annunciati del disco la chitarra di Al Di Meola («Appocundria») e la voce jazzy di Chiara Civello, nella track list anche «Viento», «Terra mia», «Resta resta cu’mme», «Quando», «’Na tazzulella ’e cafè», «Yes I know my way», «Anna verrà», «A me me piace ’o blues», «’O scarrafone», «Che dio ti benedica»: le prossime sedute di registrazioni stabiliranno quali nelle versioni originali e quali riarrangiate da Pino con gli antichi compari.

Sembrano sopite le antiche ferite che portarono allo scioglimento della magnifica all star band made in Naples che toccò l’apice il 19 settembre 1981 davanti ai 200.000 di stadiopiazza del Plebiscito. «Ci siamo ritrovati come se nulla fosse successo», racconta Tullio De Piscopo: «Certo, le incomprensioni, la ruggine, gli errori ci sono stati, ma il feeling, per citare una canzone di Pino, quello non se ne va». L’operazione «Vai mò 2008» è scattata. Intanto in libreria è arrivato «Fortunato. Vita, morte e nessun miracolo di un tarallaro napoletano» (Pironti), in cui Massimo Andrei racconta la vita del più celebre tarallaro partenopeo. Il mascalzone latino gli dedicò uno dei pezzi dell’lp d’esordio, quello che faceva: «Fortunato tene ’a robba bella, ’nzogna, ’nzogna». «Era una bella faccia antica, di quella Napoli che non c’è più», ricorda Daniele. Ma almeno la Napoli-carta sporca di sempre ha ritrovato il suo cantore e gli uomini in blues.

 

di Federico Vacalebre

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Informazioni su Giorgio

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II / "PinoDanielomane" / appassionato di musica, qualsiasi genere essa sia

Pubblicato il 06/02/2008 su Collaborazioni, Concerti, Discografia, Notizie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. tony renis , gigi d’alessio , a quando un duetto con albano e romina ?
    pino, pino, che mi combini…
    Nick

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