Napoli, monnezza, Saviano, ‘o blues Pino Daniele ricomincia da 30 anni fa


 

Alla fine, non è stato così difficile: è bastato che si prendesse un manager vero, all’altezza di una storia. Con l’entrata nella sua vita di Michele Torpedine, l’uomo che lanciò nel mondo Andrea Bocelli, torna a scoppiare il fenomeno Pino Daniele. E’ stato come togliere la polvere accumulata, in troppi anni di tormentata solitudine, su un monumento della canzone italiana. Pino è colui che 30 anni fa aveva modernizzato la canzone napoletana, dandole nuova vita e prospettive; è vero che dopo di lui il diluvio, ma il 16 maggio esce “Ricomincio da 30”, triplo – e meraviglioso, con nuovi straordinari riarrangiamenti – album dedicato a Massimo Troisi che ripercorre per intero la storia dell’artista, con ospiti come Al Di Meola, Chick Corea, Wayne Shorter, Giorgia e altri. Da lui stesso prodotto insieme con Humberto Gattica, personaggio di caratura internazionale che ha firmato i lavori di grandi nomi, dalla Dion a Bublé, contiene l’intero profilo dell’uomo del neapolitan power, più 4 inediti (in napoletano, italiano, inglese: il suo gramelot), il primo dei quali, «Anema e core», ha una frase rivelatrice: «Ho voglia di ricominciare/Senza farmi condizionare/Da niente e nisciuno…».
Al San Paolo con le vecchie band l’8 luglio
Ma il colpo d’ala, è già l’evento dell’anno: un concerto al San Paolo di Napoli, dal titolo «Vaimò 2008 Live», il prossimo 8 luglio, nel quale Pino suonerà con le tre formazioni che hanno fatto la sua storia; si ritroverà dunque a incrociare gli strumenti con Toni Esposito, Tullio De Piscopo, James Senese, Joe Amoruso, Zurzolo e altra gente con la quale ha fatto, negli anni, l’amore ma anche fiamme di litigi.
Suonare a Napoli per ricostruire…
Caro Pino, lei torna a scommettere su di sè, esce dai teatri, e soprattutto torna a Napoli. Era ora.
«Torpedine era l’unica persona che poteva portare avanti questo progetto, cercando di non creare un’operazione nostalgica. Ho una grande felicità, anche perché non avevamo lasciato assolutamente nulla, neanche di Senese e Napoli Centrale. E sì che tutto era partito con lui. Penso al “Be In”, un raduno tipo isola di Wight che venne fatto nei ’70 sul litorale napoletano di Licola pieno di tende, con Area, Osanna, Van Der Graaf Generator, chiunque. Fu una delle tappe di un grande movimento artistico che c’è stato fino al ’78-79: non era un fatto politico ma giovanile, la musica in quegli anni rappresentava la socialità, aveva spessore politico e comunicativo…».
Però lei torna a cantare a Napoli mentre la sua travagliata città continua ad affondare sotto la spazzatura…
Napoli non è solo spazzatura, in Sicilia non sono tutti mafiosi…
«Noi stiamo facendo tutto questo progetto per mostrare una parte positiva di Napoli: è come la voce di una generazione che ha ancora eco in certe mie canzoni. Voglio ricordare qui l’energia positiva della mia città, e mi preoccupa che vadano in concorso a Cannes due film come “Il divo” su Andreotti e “Gomorra” dal libro di Roberto Saviano: non vorrei che l’Italia, e Napoli, venissero guardate attraverso quella sola visuale».
«Gomorra» ha avuto una fortissima eco.
«E’ un libro bellissimo: ma tante cose brutte, un napoletano le rifiuta. Da quando sono nato – e sono 53 anni – sento l’omertà, e il silenzio. Sono 53 anni che è così, e allora? Anche in Sicilia sono solo e tutti mafiosi? Andiamo anche a vedere i segreti di New York e Parigi. Ma loro, mica ce li mostrano…».
Lei è sempre stato dalla parte di Bassolino…
«In questa situazione, è pericoloso schierarsi. C’è un problema grosso da risolvere: non mi interessa da che parte viene, purché ci sia una soluzione. Bassolino, ma anche Berlusconi, visto che è assai interessato alla tematica».
C’è voglia di legalità a Napoli, secondo lei?
«Sì. Ma la mia generazione deve cambiare mentalità, il pensiero ideologico non è più riportabile alla realta. La gente vuol essere amica delle aziende, vede Al Gore come si muove? Cambia il mondo e pure io, cerco di capire che cosa posso fare, sono meno politico e più chitarrista; sulla musica, ora, cerco di scrivere meno testo possibile».
Un incoraggiamento differenziato……
Anche «Vaimo’ 2008 Live», la kermesse di Pino Daniele e delle sue tre storiche band in scena l’8 luglio al San Paolo di Napoli, vuole contribuire ad amplificare l’educazione ecologica, e si occuperà del problema della spazzatura.
Rivela Pino Daniele: «Con l’Associazione degli imprenditori della Campania, abbiamo tenuto 6-7 mila biglietti del concerto legati alla raccolta dei rifiuti: in pratica, tu porti un certo carico di differenziata in un posto che verrà scelto e ti danno il biglietto per il concerto. E’ una scelta educativa».
Ma «Vaimò Live» ha pensato anche al futuro del neapolitan power: al concerto, farà da supporter la band che vincerà un concorso indetto per l’occasione. Daniele pare comunque abbastanza pessimista: «Pure molte posse si sono sciolte. Con la crisi del sistema discografico, sono venuti a mancare gli investimenti per promuovere nuovi talenti», dice.
Non solo il San Paolo…..
Inoltre, «Vaimò» prenderà dopo il debutto napoletano anche la strada di altre località: l’11 luglio Daniele e i suoi si esibiranno all’Ippodromo Le Capannelle in Roma, e il 21 settembre toccherà al Palasharp di Milano.

 

 

di Marinella Vengoni

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Informazioni su Giorgio

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II / "PinoDanielomane" / appassionato di musica, qualsiasi genere essa sia

Pubblicato il 14/05/2008 su Discografia, Interviste, Tour. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. masaniellojr

    ma come fà a parlare di napoli Pino Daniele che vive fuori da trent’anni
    e basta mangiare sulla città senza conoscerla , siete un rammarico totale!

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