«Vaimo’», la grande notte di Pino Daniele Una bordata di fischi fa stonare D’Alessio


 

Per Gigi amara presenza sul palco. La polizia sequestra
anche uno striscione insultante contro il cantante ex neomelodico

La scelta dei brani non poteva essere più strategica e martedì sera ha sortito il suo  effetto. Unico errore, forse evitabile, la presenza di Gigi D’Alessio, fischiato forse per la prima volta nella sua (seconda) vita. Erano almeno trentamila in piazza Plebiscito per festeggiare Pino Daniele. Ma, secondo gli organizzatori c’erano almeno altre ventimila persone all’esterno delle transenne. E nel pomeriggio Pino Daniele aveva detto che «i tempi sono cambiati per tutti ma io cercavo solo un pretesto per poter risuonare certe canzoni». Il boato di applausi che ha accolto James Senese sul secondo brano (“Quanno chiove”) ha stemperato una certa tensione che si era creata dietro le quinte prima del concerto. «Non mi piacciono le celebrazioni, specialmente quando parlano di me, abbiamo avuto molte difficoltà, è vero — aveva detto Pino Daniele nel pomeriggio — ma il momento è difficile. Anche Antonio (Bassolino, ndr) con me non ha fatto la sua parte. Ma era un momento difficile, aveva altri fatti per la testa e non potevo chiedergli nulla. Quando abbiamo deciso di fare questo concerto erano tutti nel momento più critico. Anche per questo la piazza non è gratis, come al solito. Non era il momento per il comune di sponsorizzare un evento come questo».

Ma pochi attimi prima di salire sul palco Pino Daniele ha inveito contro il giornalista  dell’Ansa colpevole, secondo il musicista, di non aver riportato correttamente le sue dichiarazioni. Dietro le quinte il pubblico delle grani occasioni. Dagli attori di “Un posto al sole”, al ministro Stefania Prestigiacomo, da Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara ad Antonio Bassolino. Ma il primo premio per il coraggio va a Milly Carlucci che ha affrontato, tra i fischi, i fan di Pino Daniele prima della diretta, per spiegare che non l’avrebbero più vista (applausi). Più complicato sarà stato per Pino Daniele gestire dal palco la pessima accoglienza riservata a Gigi D’Alessio. La fortuna, minima, di Gigi è stata che durante la presentazione dopo di lui è salita sul palco Irene Grandi e gli applausi che l’hanno salutata hanno in parte coperto gli insulti riservati a all’ex neomelodico. «Siamo stati qualche giorno insieme — ha detto Pino Daniele — ed è come se ci conoscessimo da tempo». Ma a nulla è servito. Le bordate di fischi sulla penultima canzone «O scarrafone» erano ormai un boato. Ospite era proprio Gigi D’Alessio. «Te ne vai o no?» cantava il pubblico che ormai superava i 50mila perché la piazza era stata aperta a tutti alle 23. La Rai ha inserito durante il brano un collagamento con Milly Carlucci che presentava i sindaci dei comuni virtuosi, forse per limitare i danni. Ma la frittata ormai era fatta. Il sospetto è che l’inserimento di D’Alessio nel cast sia stata una mossa sbagliata della Sony Bmg, etichetta in comune ai due artisti. E la notizia dell’ospitata di Gigi D’Alessio era già nota ai fan di Pino Daniele che si erano anche organizzati. Pochi attimi prima del concerto la polizia aveva sequestrato uno striscione con la scritta «Ho pagato per ascoltare un camorrista».

Per il resto la festa ha celebrato soprattutto i musicisti storici. James Senese, Tullio De Piscopo, Tony Esposito e tutti gli altri sono stati salutati da ovazioni ad ogni assolo, ad ogni presentazione. «Ho scelto la scaletta in base alle mie sensazioni ha detto Pino Daniele — e poi è una piazza. E quindi ho privilegiato quelle più famose e quelle con un certo ritmo». Se il pubblico è stato prevedibilmente un po’ freddo sulla nuova “Anema & Core” non si è risparmiato sui brani più vecchi. Ha applaudito e cantato anche gli Avion Travel coinvolti in “Terra mia”. «Per me rappresentano una assoluta novità — ha detto Pino Daniele — una cosa molto diversa da me e molto interessante. Una delle voci che è necessario ascoltare”. A metà concerto è parsa evidente, come aveva preannunciato anche Tony Esposito, una certa compattezza nelle esecuzioni delle vecchie formazioni che sembravano divertirsi molto nel corso del concerto. «Certe canzoni che ho scritto in passato ormai non possono tornare più — aveva detto Pino Daniele qualche ora prima del concerto — allora avevo ventisei anni. Arrivavo dall’istituto tecnico e passavo il mio tempo tra i vicoli del centro. Credevo che si potesse cambiare il mondo stando tutti insieme, credendo in una sola cosa. Poi la vita è cambiata. Non metto più le magliette con la faccia di Che Guevara, ma magari lo conosco meglio».

Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 09/07/2008 su Concerti, Musica, Napoli, Notizie, Spettacoli, Tour. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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