«I fischi a Gigi mi hanno ferito è razzismo»


 

Pino: «Presto di nuovo insieme nel suo cd o in un pezzo scritto a quattro mani. E nel 2009 bis con ospiti internazionali»

 

Il giorno dopo piazza del Plebiscito Pino Daniele è stanco, ma soddisfatto, «non fosse per i fischi e il malinteso con Bassolino». Dice: «Con Antonio ci siamo chiariti subito, non avevo nessun appunto da fargli, anzi avevo dichiarato che in piena emergenza rifiuti mi era sembrato giusto non importunarlo con il problema del mio concerto senza casa», spiega il nero a metà. «La contestazione contro D’Alessio, invece, mi ha rattristato. Per non dire di quelle dichiarazioni dell’assessore Oddati: io mi sarei venduto al potere per un pugno di lenticchie? Le lenticchie mi piacciono, ma non sono un uomo di potere, ho soltanto provato a fare il mio mestiere, il musicista, nella mia città, mostrandone uno dei volti più belli in diretta su Raiuno. Sarà mica colpa mia se il ministro Prestigiacomo ha deciso di approfittarne per lanciare la campagna per la differenziata, se il sottosegretario Bertolaso è venuto in albergo a salutarmi, come Bassolino peraltro, e non ho mai visto il sindaco Iervolino? Ma Oddati da che pianeta viene?». Dal Comune si tende a minimizzare, esprimendo in una nota ufficiale «grande soddisfazione per la bella riuscita» dell’evento e sottolineando l’impegno profuso, e l’aver messo a disposizione «non solo la piazza più prestigiosa della città, ma anche l’apparato logistico in grado di ridurre al minimo ogni possibile disagio per l’organizzazione». Le dichiarazioni polemiche del mascalzone latino sul Comune «che non ha fatto niente», scaturirebbero da «una mancata conoscenza dei fatti»: il San Paolo, per farla breve, gli sarebbe stato negato da Aurelio De Laurentiis. «Che devo ribattere?», riflette Daniele, «sul presidente del Calcio Napoli ho già detto come la penso, ovvero nel peggior modo possibile. È uno scandalo che solo qui lo stadio sia vietato alla musica. Ma possiamo parlare di musica?». Parliamone, Pino: «La nuova canzone napoletana su Raiuno ha funzionato, a tal punto che spero di riuscire a bissare il format l’anno prossimo, solo con ospiti stranieri, più D’Alessio, naturalmente. Io sono testardo, chi lo ha fischiato ha mancato di rispetto anche a me, per non dire di quegli striscioni allucinanti. C’è una canzone nel suo prossimo disco, con un verso che parla di ”nu guaglione ’e Santa Chiara che canta ”Napule è”: se mi vuole, in voce o con la mia chitarra, io sono pronto. Ma potremmo anche scrivere qualcosa insieme, piaccia o non piaccia a quella parte del pubblico che mi vorrebbe imbalsamato come una reliquia, che ha preferito fischiare un ”nemico” piuttosto che ascoltarlo mentre cantava una canzone antirazzista». Il programma tv è andato bene, soddisfatti il direttore Del Noce e il capostruttura Raveggi: 2.909.000 i telespettatori, pari al 16,12 per cento di share, lo show è stato il secondo programma più visto della giornata. I paragoni saranno impropri, ma recentemente Vasco Rossi (1.829.000 spettatori su Raidue) e Zucchero (1.500.000 su Italia 1) hanno fatto peggio. Sul fronte dei numeri, si registra anche un forte riordino nei negozi di dischi di «Ricomincio da 30», il triplo lp alle spalle della tournée inaugurata a Napoli. Ma i numeri non placano le polemiche, il chiacchiericcio in politichese che ha soffocato l’eccezionale qualità musicale dell’evento. In più, il San Carlo fa sapere all’artista «di non aver avuto soldi dal Comune, ma solo servizi. E di aver pagato l’occupazione di suolo pubblico»: nessuna disparità di trattamento, insomma, si assicura. Franco Verde, consigliere comunale del Pd, spara su Oddati, colpevole di aver denigrato «il valore culturale espresso dall’arte» di Daniele solo perché inteso come «esaltazione del governo centrale». In sintonia il presidente dell’Ascom napoletana Antonio Pace: «Daniele è un grande esempio di attaccamento alla propria città, un esempio che tutti noi dovremmo seguire. Tutti dovremmo partecipare alla rinascita della città, indipendentemente dalle idee politiche». «Non mi sento un esempio, non voglio arrogarmi questo ruolo», spiega Pino, «ma so di aver messo nel concerto tutto il mio amore per la città. Mi sono sentito ricambiato dagli artisti che si sono esibiti con me e dall’affetto della piazza, esclusi i fischi per D’Alessio. Non è il momento delle divisioni, Napoli rinasce solo se unita. Bassolino e la Prestigiacomo insieme dietro il palco non sono un segno di inciucio, ma il segno che qualcuno sa che per risolvere l’emergenza serve l’impegno di tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Nelle istituzioni e fuori: noi, semplici musicanti, abbiamo dato il nostro contributo».

 

 

 

D’Alessio «Come stare a un derby»

«Come artista capisco quello che è successo, come uomo sono amareggiato». Gigi D’Alessio riflette a freddo sulla violenta contestazione che l’ha accolto in piazza del Plebiscito. «Che un fan che paga il biglietto per vedere Daniele non abbia piacere di trovare sul palco anche me ci può stare: in passato ce ne siamo dette di tutti i colori, o quasi, forse serviva più tempo per far ”digerire” l’amicizia che è nata tra noi dopo il chiarimento. Ma quei fischi, quei cori, quegli striscioni offensivi, oltre a me colpivano il padrone di casa, che non lo meritava. Io ho rischiato accettando il suo invito, ma anche lui invitandomi. Io lo rifarei, e Pino anche». Il rispetto e la collaborazione nati stemperano appena l’amarezza: «Non cambio mica mestiere, da uomo di spettacolo so di poter non piacere, ma sentirmi trasformato in un nemico pubblico mi sembra un’esagerazione. In tv, oltre che la mia umiliazione in casa, è passata una brutta immagine di Napoli e dei napoletani. E la musica, che doveva essere sovrana, insieme con il messaggio di riscossa della nostra città, è stata soverchiata dalle polemiche. I fischi contro di me hanno fatto titolo, le canzoni-capolavoro di Pino, i suoi musicisti e i suoi ospiti no. Era un concerto, non un derby, noi siamo colleghi, ora anche amici, mica rivali». «Quei ”buuu” hanno ferito anche me, si può non amare un artista, ma non si doveva rovinare quella che voleva essere una festa di Napoli e per Napoli», interviene Nino D’Angelo, festeggiatissimo in piazza: «Sarei voluto salire sul palco, spiegare che se eravamo tutti lì era per qualcosa di importante, che serve rimboccarci le maniche e rilanciare l’immagine di Napoli, non fischiare. Ma per qualcuno la pace siglata tra Pino e Gigi è stata un trauma. Forse serviva più tempo per accettare il dato di fatto. O, forse, c’è qualcuno a cui piace la guerra. E non la pace».

 

di Federico Vacalebre

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Informazioni su Giorgio

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II / "PinoDanielomane" / appassionato di musica, qualsiasi genere essa sia

Pubblicato il 10/07/2008 su Concerti, Interviste, Musica, Napoli, Notizie, Spettacoli, Tour, TV. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. bell’articolo.
    anche a me è parso che il concerto fosse un po’ “strumentalizzato”, con la Carlucci che leggeva comunicati di Berlusconi e cose del genere…
    ma in fin dei conti il concerto mi è piaciuto molto
    🙂

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  2. Grande musica, grande spettacolo e forte emozioni, sono napoletano vivo a Milano e quello spettacolo l’avrei voluto vivere di persona ma motivi di lavoro me lo hanno impedito, troppe parole si sono dette per i fischi al grande Gigi bisognava ignorare il cattivo gesto di quella minoranza presente in piazza. In ogni caso grande Maestro sarò al PALASHARP a settembre, ottima l’idea di replicare l’anno prossimo, facciamo in modo che piazza Plebiscito e Napoli tornino ad essere apprezzate nel mondo.

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  3. donatella14

    Io sono di Napoli ed ho avuto la fortuna di esserci!!!! E’ stato un evento straordinario a dir poco fantastico e vi posso pur garantire che i fischi a Giggi D’Alessio non provenivano da po che persone,bensì da tutta la Piazza e come los tesso protagonista di questo triste episodio ha affermato ognuno ha una sua fett di fan e di certo quelli di D’Alessio nn possono essere gli stessi di Pino Daniele che è tutt’altra musica.Quella di Daniele è arte!!!Cmq concordo con voi quando dite ke il tutto è stato strumentalizzato!!!!Ma sapete cosa vi dico che nonostante i mille interessi scatenati e polveroni alzati è stata una cosa di lusso ed io c sarò anche il 10 agosto a Villapiana (CS)!!Sient a me nu da rett a nisciun,ma si a suffrì cacc a curre(E vai col Pino pensiero!)

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  1. Pingback: Histoire d’O’(scarrafone), stracci e mazzate che volano in un piatto di lenticchie : Giornalettismo

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