Pino Daniele alle Capannelle "Suono con tutte le mie band"


Dopo le polemiche del concerto inaugurale a Napoli, quello dell’Ippodromo sarà un concerto vero, dove ci sarà spazio solo per la musica

 

Ora è il momento di lasciar parlare la musica. Al debutto napoletano del tour di Pino Daniele, la sera dell´8 luglio, è successo di tutto: i fischi a Gigi D´Alessio, le polemiche col Comune che non aveva fatto granché per l´evento, poi Bassolino, poi la Prestigiacomo.
Tanto fumo politico da oscurare il vero significato del concerto e del tour. Ora non ci saranno più cortine fumogene, equivoci, polemiche. A partire da Roma sarà solo e unicamente un concerto. Pino Daniele ha deciso di festeggiare tre decenni e più di musica riunendo al suo fianco tutti i musicisti che lo hanno accompagnato.
È una scusa, intendiamoci» racconta il musicista napoletano, «non mi sono mai piaciute le celebrazioni. È un pretesto per documentare il lavoro fatto e per ritrovare gli amici con cui ho lavorato negli anni». È un messaggio non da poco, considerando che l´ambiente musicale napoletano si è sempre distinto per essere molto rissoso.
Ora tira un vento nuovo, tutti si vogliono bene, hanno voglia di ritrovare le antiche energie e il pubblico mostra di apprezzarlo. A Napoli ci sono state autentiche ovazioni quando sul palco sono saliti Tony Esposito, James Senese, Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo e Joe Amoruso, ovvero il dream team del neapolitan power, quelli che registrarono tra l´altro il disco Vai mo´, se non il più bello poco ci ci manca tra quelli incisi a suo tempo da Pino Daniele.
E il fascino della reunion è innegabile. Sono tutti cresciuti, maturati, suonano meglio di allora, e riascoltare “Je so pazzo”, “Terra mia”, e altri gioielli d´epoca suonati da questa band fa il suo effetto. A Roma non ci saranno duetti e ospiti speciali, ma ci saranno tutt´e tre le band storiche di Pino, oltre ai musicisti citati ci saranno Gigi De Rienzo, Alfredo Golino e tanti altri. Una vera festa alla carriera, in fondo, la gratificazione di un artista deciso a raccogliere quello che ha seminato.
«L´idea è venuta anche da quello che sta succedendo a Napoli» dice Pino, «è emergenza continua. L´immagine della città è distrutta. Noi non siamo politici, siamo artisti, ma la nostra parte possiamo farla, cercando di sensibilizzare la gente, ma anche mostrando una parte bella della città, qualcosa di cui essere orgogliosi».
Ed è la storia della canzone napoletana moderna, un repertorio da cui tutti hanno attinto, e che portò Napoli fuori dalla provincia culturale con un linguaggio che era fortemente napoletano, ma così aperto al mondo da risultare universale.

 

di Gino Castaldo

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Informazioni su Giorgio

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II / "PinoDanielomane" / appassionato di musica, qualsiasi genere essa sia

Pubblicato il 11/07/2008 su Concerti, Musica, Notizie, Spettacoli, Tour. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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