Bari – PINO DANIELE RITORNA AL PASSATO COL GRANDE BLUES NAPOLETANO


 

La passione e l’anima del SUD sono state le protagoniste indiscusse del nuovo attesissimo evento in musica svoltosi ieri nella location dell’Arena della Vittoria.
Dopo il debutto dello scorso 8 luglio a Napoli e la data di Roma, il “VAI MO’ TOUR” di Pino Daniele approda a Bari, lasciandosi alle spalle la scia di polemiche sollevate durante la data partenopea, su presunte incapacità organizzative e sulla scelta, poco gradita ai fans più affezionati, di Gigi D’Alessio tra gli ospiti.
21,45…è l’ora zero: si riparte da Bari, nessuna guest star, soltanto lui, Pino ed il suo tuffo nel passato, il ritorno dell’uomo in blues al dialetto napoletano al fianco degli amici fraterni (Tullio De Piscopo alla batteria, Tony Esposito alle percussioni, James Senese al sax, Rino Zurzolo al basso e Joe Amoruso alle tastiere), della storica band che fu protagonista, il 19 Settembre 1981, del megaconcerto da 200.000 persone a Napoli in Piazza del Plebiscito. Sul palcoscenico altri musicisti eccellenti: Alfredo Golino alla batteria, Gianluca Podio al piano, Mat Garrison al basso, Fabio Massimo Colasanti allo ztar e Juan Carlos Albelo al violino e armonica.
Ventitre brani compresi i bis, scelti tra le più note melodie dell’artista partenopeo, per due ore di concerto eseguito davanti ad un pubblico caloroso, che fin dalla prima canzone – “A testa in giù” – ha accompagnato Pino in coro cantando l’intero repertorio in scaletta.
Già dall’inizio dell’anno alcuni “rumors” annunciavano il ritorno in grande stile di Pino Daniele con la sua super band ed a maggio l’ufficialità con l’uscita del triplo CD antologico “ Ricomincio da 30”, il cui titolo chiaramente rievocativo, è interamente dedicato all’indimenticabile compianto amico Massimo Troisi. In scaletta 41 brani d’epoca, in parte riarrangiati, oltre a 4 inediti (Anema e Còre, L’ironia di sempre con la brava Chiara Civello, Acqua ‘e Rose e ‘O Munn va).
L’aspetto è mutato, i segni del tempi hanno lasciato traccia sui volti maturi della band , ma la passione è la stessa di un tempo. Sul palco si è dato spazio a musicisti geniali che confermano le loro immutate virtù creative, capaci di spaziare dal blues latino al jazz, con affondi radicati nella musicalità partenopea. Pino Daniele e la sua band storica hanno esibito con orgoglio quella “napoletanità” vera e genuina regalando ai fans più integralisti che auspicavano il ritorno alle origini, vere perle come “Je so’ pazzo”, “Mareluna”, “Pigro” ed “I say I sto ‘cca” (acustiche), “O’ Scarrafone”, una struggente ed appassionata “Quando”, insomma tante belle canzoni scritte venti anche trent’anni fa ed ancora attualissime nel sound e nei testi.
Un palcoscenico scarno e minimalista perché Pino, come spesso ha dichiarato parlando di se, lo si viene a sentire più che a vedere. Egli non “intrattiene” il pubblico con spettacolari concerti dal forte impatto scenico; eppure ieri l’abbiamo anche “visto” come non lo si vedeva da tempo. Più appassionato e sanguigno, calato nei panni dell’artista prima maniera che negli ultimi lavori aveva quasi abbandonato il dialetto napoletano
Pino è un artista fuori della mischia, spesso scomodo, protagonista e portavoce di pesanti denunce del disagio sociale della sua Terra oggi più nota per i rifiuti abbandonati lungo le strade che non per i fasti di un’antica e radicata tradizione culturale, teatrale e musicale.
La serata si conclude con due bis concessi subito dopo il successo pop di “Che Dio ti benedica”. Il palco è completamente accerchiato del pubblico dei fans, tutti rigorosamente in piedi… è il momento più emozionante della serata… tutta la band è al completo per interpretare una delle più belle canzoni dell’artista: “Napule è” …ancora, dopo ventisette anni,…mille culure!!!
Peccato che, al di la delle belle parole, anche Pino Daniele come molti altri artisti, si sono realizzati abbandonando Napoli ad un decadimento sociale che auspichiamo reversibile. La buona musica fa crescere la coscienza della gente, da informazione diretta senza filtri e può contribuire, in questo caso, a far emergere l’altra faccia del SUD dando voce a quella parte “migliore” e spesso più vera, che non vuole vedere la propria Terra abbandonata a se stessa e senza futuro.

 

 

di Angela Ronchi

Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 25/07/2008 su Concerti, Musica, Spettacoli, Tour. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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