Daniele autore e chitarrista per D’Alessio


Nell’album «Questo sono io» Gigi duetta con la Tatangelo sulle note di «Sarai», scritta con il nuovo amico Pino «Un regalo, anzi un onore»

 

Attenti a quei due. Pino Daniele ci ha preso gusto a frequentare Gigi D’Alessio, i fischi che hanno accolto il nuovo amico in piazza del Plebiscito non gli hanno fatto cambiare idea, anzi. Sarà lui, come autore e come chitarrista, l’ospite d’onore del nuovo album di D’Alessio, «Questo sono io», in uscita il 24. Una notizia non proprio a sorpresa, visto che all’indomani della partenza, da Napoli, del tour di «Ricomincio da 30», il nero a metà aveva detto chiaramente di voler scrivere qualcosa per Gigi. Ma che è destinata a rinfocolare le polemiche di chi non vede di buon occhio la collaborazione tra il padre della canzone napoletana moderna e il divo uscito dalla mischia neomelodica. Una collaborazione iniziata sul palco e continuata in sala di registrazione: «Con Pino ormai siamo diventati davvero amici, abbiamo messo da parte tutte le incomprensioni che ci avevano divisi», commenta l’autore di «Non mollare mai». «Un giorno è venuto da me con un brano che aveva scritto, voleva che lo cantassi con Anna Tatangelo. Mi sono sentito felice, ancora di più quando mi ha dato carta bianca sul pezzo: lo firmiamo insieme, e se non è un onore questo…». «Sarai» è una canzone d’amore, «se la canta Pino sembra una sua ballata, quando la intoniamo io e Anna – sarà anche nel suo disco – è più vicina alle mie cose. È forte, commerciale, ha il valore delle cose semplici, che poi sono le più difficili. La melodia è di quelle illuminate dalla sua arte di lazzaro felice». I versi? «Amore che riposi sotto gli alberi d’estate, lo immaginavo eterno come poesie inventate… Sarai il mio unico amore che non ho vissuto, che non ho mai amato veramente». Ad impreziosire la canzone c’è anche la chitarra di Pino Daniele: «È venuto nella mia nuova sala di registrazione, gli è piaciuto l’arrangiamento che avevo preparato con Adriano Pennino e l’impasto delle voci D’Alessio-Tatangelo, così ha voluto aggiungerci il suo tocco da maestro, che nobilità anche un altro brano, ”Addo’ so’ nato aiere”, che poi è un omaggio alla sua lezione, oltre che un pezzo della mia vita per cui torno ad usare, e non avrei potuto fare diversamente, il dialetto napoletano», continua Gigi. «È il ricordo di quando, ragazzo, andavo da casa di mia nonna, in piazza della Borsa, al conservatorio, attraversando il centro storico». Ecco allora la sei corde di Pino accompagnarlo mentre intona: «Sotto a mezzo metro ’e cielo dei ricordi sento addore, dint’’o bar d’’o quartiere sulamente ciento lire se pavava nu cafè. Cammenanno pe’ sti viche dint’allaria se senteva tutte ’e juorne sulamente ’na canzone ’e nu guaglione ’e Santa Chiara, ”Napule è”». «Non potevo non metterci la mia chitarra», commenta Daniele, «con D’Alessio sono tornato anch’io indietro nel tempo, ricordando le prime volte in cui la mia musica usciva dalle radio e dagli impianti stereo e conquistava le strade della città. Un’emozione incredibile. Che ora mi piace dividere con lui e con Anna. Il disco che Gigi D’Alessio sta finendo è forte, un prodotto destinato alle classifiche, in qualche modo l’ho vissuto con lui, frequentando la sala di registrazione che si è fatto in casa». Come la prenderà chi ha fischiato in piazza del Plebiscito, convinto che non si possa mettere insieme il diavolo e l’acqua santa, il pop di presa immediata e la melodia newpolitana? «Quella contestazione forse era anche giusta», commenta D’Alessio, «almeno per i fan di Pino, abituati a considerarci come cane e gatto e costretti improvvisamente a prendere atto della nostra amicizia. Ora, però, dovrebbero aver capito che ci stimiamo davvero. Sono pronto ad accettare il loro giudizio sulla canzone, non il pregiudizio». «L’odio genera solo odio, e non credo che possa esistere brano o musicista il cui mestiere, bello o brutto che sia, possa motivare reazioni di odio, di rabbia, come quei fischi. Le mie scelte artistiche possono non piacere ma, anche al di là del rapporto con Gigi, noi napoletani dobbiamo imparare a lavorare insieme: l’unione fa la forza nell’arte come nella politica, nella cultura come nell’imprenditoria. Il cd e il dvd del mio tour partiranno da piazza del Plebiscito, dal piacere di mettere insieme tanti artisti partenopei. E da quel progetto ne nasceranno altri, non ho intenzione di rinunciare a battermi per rivendicare alla città di Napoli l’immagine che merita, che non è quella della munnezza». Intanto, già domani sarà nelle radio (e in vendita su tutte le piattaforme web e mobile) «Superamore», il primo singolo tratto dall’album di D’Alessio, il primo per la sua etichetta personale, la GGD Productions. Il testo è da favola rosa. L’album contiene dieci brani, frutto della collaborazione con musicisti del calibro di Neil Stubenhaus (già con Barbra Streisand), John Robinson (Madonna, Clapton), la London Symphony Orchestra, Humberto Gatica (Elton John, Michael Jackson, lo stesso Daniele). Tra gli altri brani «Giorni», inno alla speranza che sarà la sigla della nuova serie di «Amici», e «Babbo Natale non c’è», che troveremo anche nel nuovo film di Vincenzo Salemme, «No problem»: «Qualcuno dirà che è una sceneggiata napoletana, e se questo vuol dire che è scritta con il cuore in mano, è vero», chiude Gigi, «perché parla della lontananza dal mio figlio più piccolo, Luca, che ha cinque anni. Sotto questo aspetto il prezzo della separazione da mia moglie è stato, anzi è, altissimo».

 

di Federico Vacalebre

Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 02/10/2008 su Collaborazioni, Musica, Notizie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. alfonsotortora

    Questo è proprio il colmo!!!!

    Mi piace

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