Sanremo, sera di grande musica


 

Pino Daniele: «A luglio un nuovo show a Napoli, internazionale»

 

Il rapporto d’amore e audience tra Bonolissimo e i telespettatori continua, il suo Festival sta vincendo anche anche senza Benigni e Mina e, con gli ascolti, vanta la ritrovata centralità della canzone. Quelle dei Campioni sono poca roba, certo, ma la terza serata propone Proposte promettenti in compagnia di padrini d’eccezione e colleziona momenti da antologia televisiva. Si apre con il pianofortissimo, a tratti orgogliosamente ostico, di Giovanni Allevi, a conferma della contaminazione di linguaggi, sonori oltre che televisivi, scelta. Bonolis, che rende un sentito omaggio a Oreste Lionello, ormai ha trovato il ritmo giusto per i suoi sketch con Laurenti, e stavolta ci scappa anche un bacio sulle labbra. Gabriella Pession e Thyago Alves sono gioia per gli occhi di molti, ma la musica si impone protagonista. Cocciante coccola il suo clone Filippo Perbellini, poi regala un’intensa «Quando finisce un amore». Pino Daniele siede alla chitarra per accompagnare Silvia Aprile in «Un desiderio arriverà» che ha scritto per lei, canta «Quando» (con dedica a Troisi nel giorno del suo 56esimo compleanno) e «Napule è», ma prima, stimolato da Bonolis, parla della sua città, della fine della crisi dei rifiuti: «Non so se Bertolaso e Bassolino sono andati a cena insieme, ma insieme hanno fatto molto per la città. Ora non abbassiamo la guardia sulla raccolta differenziata». «Io faccio quello che faccio sempre, suonare, non è che qui mi adatto, io sono un disadattato», ragiona il nero a metà uscendo dall’Ariston: «Sono venuto perché Silvia è brava e merita e mi sono messo al suo servizio come autore, musicista, produttore del suo primo mini-cd, ma anche per mettermi in gioco, per non essere prigioniero di una depressione che circola tra tanti colleghi. Ho un disco rock, ”Electric jam”, che uscirà a marzo, e sarà seguito in settembre da un bis acustico. Cerco di divertirmi, ma anche di dare il mio contributo da cittadino. In luglio farò un altro concerto per Napoli, questa volta con ospiti internazionali. L’esperienza di piazza del Plebiscito continua. Ho parlato con Bertolaso, cerco di seguire la questione da vicino, dopo la discarica di Chiaiano in marzo dovrebbe aprire l’inceneritore di Acerra, lo show sarà occasione per continuare a informare sulla differenziata». In teatro, intanto, lo spettacolo continua. Roberto Vecchioni per una volta tradisce il Premio Tenco e coccola Chiara Canzian, figlia di Red dei Pooh, Zucchero non manda sola la figlia Irene e si porta dietro Maurizio Vandelli (Equipe 84), Dodi Battaglia (ancora Pooh) e Fio Zanotti per giocare alle cover con Irene che approfitta di un’esposizione superiore ai suoi rivali. Simona Molinari è deliziosa ed emozionata nel dividere la sua «Egocentrica» dal lieve sapore jazzy con Ornella Vanoni, che rende omaggio a Tenco («Vedrai, vedrai») e Reitano («Una ragione di più»), coppia improbabile, ma in sintonia con questo Festival in cui tutto si tiene. Mario Biondi e un mito chiamato Burt Bacharach spalleggiano il vocione da brivido di Karima, Massimo Ranieri divide il palco con la sensuale Barbara Gilbo, prima di mirare al cuore dell’Ariston con «Perdere l’amore». Canta Laurenti («My way»), canta il divo da due Oscar Kevin Spacey («Fly me to the moon»), commuove il supernonno Lelio Luttazzi (85 anni) al fianco della swingante Arisa prima del cesello di «Vecchia America», piace il Paoli tutor di Malika Ayane, voce rivelazione della nuova musica italiana con la sinuosità melodica di una «Come foglie» che sa di Negramaro, nel senso della band, visto che è firmata Giuliano Sangiorgi. Iskra Menarini, fuori quota per età ma anche fuoriclasse per ugola, si gode l’abbraccio di Lucio Dalla (che intona «4/3/1943» nella versione non censurata e fa cantare «Piazza grande» a Del Noce). Poi c’è ancora tempo per la versione reggae di «Time» dei Pink Floyd ad opera degli specialisti Easy Star All Time, quindi il verdetto del televoto, che recupera solo due dei sei bocciati, con Al Bano che s’impone, mentre Sal Da Vinci e Iva Zanicchi si disputano il secondo posto al fotofinish, mandando definitivamente a casa alcuni degli artisti più meritevoli (Nicolai-Di Battista, Afterhours e Tricarico). Perché Sanremo è Sanremo. Stasera si sceglie la canzone regina tra quelle delle Proposte, mentre saranno i 12 big supertiti a mettere sul tavolo l’aiuto di ospiti d’onore, spesso sorprendenti. Nell’elenco incontriamo Teocoli per Alexia-Lavezzi, i Tazenda per Carta, Syria per Dolcenera, Moro per Leali, Morandi per il trio N’Dour-Pupo-Belli, il soprano Dessì per Renga e tre leggende del rock, blues e jazz come Todd Rundgren, Nathan East e Dave Weckl per Patty Pravo. Non piacerà al Vaticano, ma Sanremo è un santo che fa piccoli miracoli come questo.

 

di Federico Vacalebre

Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 20/02/2009 su Collaborazioni, Concerti, Discografia, Interviste, Musica, Napoli, Notizie, Spettacoli, TV. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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