Pino Daniele: «Il televoto? La musica non è una competizione»


Il cantautore partenopeo presenta il suo nuovo lavoro «Electric Jam» e dichiara:«L’emozione non fa fatturato»

Coglie l’occasione della presentazione del suo nuovo lavoro, Pino Daniele, per ribadire le sue convinzioni contro una musica attuale troppo legata al business ei ricavi facili. «Ormai conta solo apparire, il contenuto non interessa e l’emozione non fa fatturato. – sostiene il cantautore partenopeo presentando «Electric Jam», un cd con sei pezzi nuovi in chiave elettrica, che comprende anche il duetto con J-Ax «Il sole dentro di me» – Negli ultimi anni la società ha subito una trasformazione violenta, siamo in balia di un consumismo sfrenato, i giovani passano i pomeriggi nei centri commerciali perchè dovunque si è adottato lo stile di vita americano e l’arte interessa sempre di meno, anche in Italia che è un Paese cresciuto sull’arte». Nel frattempo Pino, che suona nel disco con musicisti come Nathan East e Vinnie Colaiuta, e prepara un «gemello» acustico in novembre, «Acustic Jam», inizierà il suo tour, che partirà da Milano a fine marzo per toccare Genova, Udine, Torino, Saint Vincent, Firenze, Ferno, Cesena, Zurigo, Bergamo e Monaco di Baviera.

«Sono 33 anni che artisticamente faccio quello che voglio, a Sanremo sono andato come tutor di Silvia Aprile perchè c’era un progetto – racconta Daniele – È stata un’esperienza positiva, non ho dovuto cambiare il mio modo di essere artista. Paolo Bonolis mi aveva dato tutte le garanzie del caso. Resta il fatto che a me non piace considerare la musica come una competizione e il televoto premia inevitabilmente chi sta in tv da un anno e ha già un pubblico abituato a televotarlo. Una bella canzone è un’altra storia. Non per niente Battiato, Fossati, De Gregori, De Andrè sono stati sempre fuori da questi circuiti». La questione televoto porta inevitabilmente a parlare di programmi come «X Factor» e «Amici». «Intanto sono gli unici due programmi musicali in onda sulle reti italiane. Non discuto che siano fatti bene e che rivelino dei nuovi talenti ma, ripeto, non mi piace l’idea della musica come competizione». Pino Daniele è stato il testimonial della campagna per la raccolta differenziata. «È stato un fatto positivo aver lavorato per Bassolino e Bertolaso, un lavoro che sta dando buoni frutti. Il problema è che Napoli come altre città europee ha adottato modelli di vita che non permettono alla tradizione di rinnovarsi. Quando ho cominciato c’erano la scena napoletana, quella romana, quella milanese e quella genovese, ognuna con le sue peculiarità. Certo bisogna anche saper cambiare, non si può rimanere sempre uguali. Di Highlander ce n’è uno solo ed è Gianni Morandi».

Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 24/03/2009 su Concerti, Discografia, Interviste, Musica, Spettacoli, Tour. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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