Pino Daniele conquista il Blue Note


 

Parte da un luogo insolito, che rimanda all’età d’oro del jazz, il nuovo tour di Pino Daniele: una serie di appuntamenti dal vivo che come trampolino di lancio cavalcherà l’ottima accoglienza riservata all’ultimo cd, «Electric jam», uscito venerdì. Per battezzare le nuove canzoni e la formazione scelta per il giro d’Italia che seguirà, Pino (nella foto) ha voluto esibirsi al Blue Note, un club storico, dove per quattro sere si celebra il «tutto esaurito» – segnato già da settimane – e serve anche per la messa a punto del repertorio, del suono, dell’amalgama con i compagni di palcoscenico. Trecento persone ad ogni replica, con la prima di sabato sera in cui scorre anche un discreta emozione, davanti a un pubblico motivatissimo, che segue gran parte dei testi cantando all’unisono con l’artista, che, concentrato, non spende una parola per presentare i suoi materiali. Pino, vestito di nero, t-shirt e jeans, ha impostato la performance sulla sua chitarra elettrica e punta molto sugli spazi che si aprono intorno ad assoli frequenti e ispirati, in cui mostra di divertirsi nel dilatare l’architettura originaria delle sue composizioni. Circa cento minuti di musica di ottimo livello, in cui si intrecciano il passato remoto con le più recenti proposte, i classici alternati a tre titoli del nuovo cd (il singolo «Il sole dentro di me», «Io vivo fra le nuvole», «Dimentica»): Pino apre e chiude giocando la carta garantita dei suoi gioielli, «Quando», «Napule è» e «Yes I know my way», prima dell’unico bis, «Che Dio ti benedica». In mezzo è fluida e accattivante la scaletta disegnata per il debutto e che ritroveremo per i prossimi mesi nella date al Centro Nord, con un paio di digressioni all’estero (Zurigo e Monaco, rispettivamente il 14 e 21 maggio): «Nun me scuccià» e «A me me piace o’ blues» costituiscono un’eccellente piattaforma per le fughe alla chitarra, così come «Che male c’è» e «Io per lei» rappresentano la giusta concessione agli hit più gustosi del periodo pop, con «O’ scarrafone» divertente e divertita come non mai. Un bel viaggio, insomma, per un totale di diciassette esecuzioni noncuranti della scaramanzia o di superstizioni varie: in attesa del prossimo capitolo, «Acoustic jam», previsto per novembre, e, ancora prima, dell’annuncio della tappa napoletana (si sta lavorando a una sorpresa speciale per l’estate), gli applausi vanno ripartiti anche tra i musicisti: Alfredo Golino, batteria, Matt Garrison, basso, Gianluca Podio, piano e tastiere, sono una compagine che assicura qualità e quantità, probabilmente l’ideale per spazi chiusi, dove ascoltare e godere degli impasti sonori è importante quanto fare festa.

 

 

di Enzo Gentile

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Informazioni su Giorgio

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II / "PinoDanielomane" / appassionato di musica, qualsiasi genere essa sia

Pubblicato il 30/03/2009 su Concerti, Discografia, Musica, Recensione, Spettacoli, Tour. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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