Voglia di blues e di rock con il Pino Daniele formato «Electric jam»


 

Successo al Musa di Benevento

Un palco ed una platea allestita nel cortile di un museo delle tecnologie e delle macchine agricole: è l’ultima risposta all’assenza (ed all’inadeguatezza, e in qualche caso ai costi) degli spazi per la musica in Campania. Dopo i più grossi tour invernali, l’ultimo nell’ordine di tempo è stato quello di Tiziano Ferro, anche il giro di concerti open air di Pino Daniele non passa da Napoli , preferendo l’arena Musa di Piano Cappelle (Benevento). Sono in tremila e passa ad accogliere il mascalzone latino, che tornerà da queste parti il 24 luglio (reggia di Caserta) e il 20 agosto (area dei templi di Paestum). Saltata l’operazione bis in piazza del Plebiscito, almeno per ora, il capoluogo di regione resta a becco asciutto. Archiviato il tour-nostalgia con la superband, il nero a metà applica la voglia di blues latino mostrata in «Electric jam» al suo repertorio più recente, scatenandosi alla chitarra spesso e volentieri. Dopo l’uno-due iniziale vincente con «Quando» e «Napule è» arriva subito «Il sole dentro di me» e dall’ultimo mini-album ecco anche «Io vivo fra le nuvole» presentata come una dichiarazione di disagio esistenziale, «Dimentica» e il bis conclusivo di «Sesso e chitarra elettrica», sfogo in chiave di rock duro come mai. In mezzo ci sono «Sara», «Dubbi non ho», «Anima», «Mareluna», «Amore senza fine»: il repertorio pop del lazzaro felice è usato per ribadirne la portata melodica e, soprattutto, per far spazio ad assoli che trattano le canzoni come ballad su cui improvvisare, o quasi. Il Pino scatenato trova pane per i suoi denti soprattutto quando si ritrova uomo in blues e recupera «Nun me scuccià», antico sfogo-esorcismo accolto dal pubblico con ululati di gioia; «’O scarrafone» che ospita gli assoli della band in cui, al fianco dei rodati e sempre eccezionali Gianluca Podio al pianoforte e alle tastiere, e Alfredo Golino alla batteria, brilla il basso funkeggiante del giovane Matt Garrison; «Yes I know my way», all’ennesima, convincente, riscrittura cromatica. «Sesso e chitarra elettrica» è un ciclone che piacerebbe persino ai Bastard Sons of Dioniso, un baccanale di hard blues che ricorda il Daniele rockettaro della «Night of the guitars» divisa con gente come Randy California, Robby Krieger, Leslie West, Phil Manzanera… In forma anche vocalmente, il lazzaro felice confessa quel (poco) che resta dei suoi/nostri sogni e cerca di sfuggire al grigiore di questi anni di latta. La ricetta per lui è semplice, disperata: «Sesso e chitarra elettrica/ e una foto del Che/ stampata su una maglietta/ tutta sbiadita come me/ Ma se volume è potere/ io metto l’ampli a manetta/ e quello che viene viene/ Oramai non c’è più più fretta/ non c’è più fretta». Ps. Il 6 luglio dal Musa passerà con il suo «Gran concerto-Q.P.G.A» Claudio Baglioni, evitando, anche lui, Napoli.

 

 

di Federico Vacalebre

Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 26/05/2009 su Concerti, Musica, Spettacoli, Tour. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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