Pino Daniele: chitarra elettrica e volontariato


Grandissimo spettacolo in uno degli appuntamenti più importanti dell’autunno torinese: dopo il tour di maggio torna Pino Daniele con l’Electric Jam Tour 2009.

 

La data del 3 dicembre non può essere più significativa: il 3 dicembre è infatti la giornata in cui la Consulta per Persone con Disabilità ormai da qualche anno organizza un concerto i cui introiti sono interamente devoluti in beneficenza per supportare le attività di volontariato. Apre lo spettacolo la consegna del "premio 3 dicembre" a Simona Atzori, affermata ballerina e pittrice, Tiziana Nasi, presidente del CIP Piemonte e Antonio Miletto, vicepresidente dell’HP Basket. Il jazzista partenopeo, da sempre sensibile a questo tipo di problematica, si presenta sul palco in ottima forma e offre un repertorio che dà appena uno sguardo ai nuovi lavori per valorizzare maggiormente i sucessi del passato, ma tutto quanto è rivisitato in chiave più moderna alla luce del nuovo sound che l’artista sta sviluppando: un’attitudine che si inizia a sentire nel penultimo lavoro, Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui, ed è portata agli estremi in Electric Jam, con qualche differenza: se nel disco del 2007 le sonorità erano molto vicine al jazz di un certo tipo, alla fusion, con un occhio rivolto ai ritmi latini e alla bossanova, e la modernità stava tutta nell’accuratissima scelta dei suoni, in questo ultimo lavoro, e di conseguenza nel tour, l’artista ha scelto esplicitamente di creare un rock dal sapore italiano, ma molto molto vicino a certe scelte ritmiche, timbriche e compositive in voga proprio in questi anni negli Stati Uniti presso i gruppi più all’avanguardia.

L’organico è ridotto all’osso, ma come si dice: pochi ma buoni. Il concerto inizia con Quando, accompagnata al pianoforte dal direttore Gianluca Podio e dal contrabasso di Rino Zurzolo, artista di spicco del panorama napoletano dal tempo dei Napoli Centrale; ancora una volta rivive il grande esperimento di una musica con un’anima partenopea che si fonde ora con le sonorità più aggressive del rock contemporaneo, ora con il jazz o i ritmi latini, il tutto anche grazie all’ apporto di un eccellente batterista come Paco Sery. Una musica che scalda il cuore trasporta gli ascoltatori sognanti dalle note di Napule è al ritmo indiavolato di Dimentica, passando per una bellissima versione di Mareluna e l’imperdibile ‘O scarrafone, ma non manca chi osserva che la formazione è un po’ scarna e non guasterebbe una seconda chitarra o qualche fiato. La verità è che proprio questa sonorità minimale è quella cercata da Daniele, riscontrabile in ognuno dei sei brani di quest’anno che vedono tra l’altro il passaggio dai suoni più dolci e, se vogliamo, jazzistici della Paul Red Smith, al timbro più aggressivo delle chitarre Suhr, impiegate anche nello scorso tour. Una scelta che può non piacere ad alcuni affezionati del sassofono di James Senese, che magari rimpiangono il concerto dell’anno passato alla reggia di Venaria con i vecchi amici, ma è comunque importante sottolineare che l’evoluzione di un musicista è sintomo di una personalità creativa, che non esita a mettersi in gioco con nuove soluzioni; se poi la novità è capace di coinvolgere il pubblico senza dargli tregua, tenerlo incollato al sedile per due ore che diventano due minuti, l’esperimento può dirsi riuscito.

Il concerto raggiunge il suo apice con una classicissima come Amore senza fine, resa quasi irriconoscibile dall’introduzione a base di percussioni e un arrangiamento che lascia seza parole. Chiudono il concerto Je so’ pazzo, accompagnata soltanto dal contrabbasso del vecchio amico Rino Zurzolo, e Anima, seguita, come un saluto, dal lungo assolo di Pino Daniele, che si presenta ora come uno dei chitarristi di punta nel panorama italiano, con la sua impostazione tipicamente jazzistica che strizza l’occhio al rock nei suoni e nei fraseggi, dove si ritrova un po’ di Carlos Santana, un po’ di Pat Metheny e molta, molta personalità.

 

 

di Eugenio Goria

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Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 07/12/2009 su Concerti, Musica, Spettacoli, Tour. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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