Pino Daniele torna a Napoli al PalaButanGas con la nuova band


 

  articolo del 08/12/2009

L’«Electric jam tour» sta girando l’Italia da marzo, con puntate anche New York e a Toronto, ma solo stasera trova approdo a «quasi Napoli». Sarà infatti il Palabutangas di Monterusciello, Pozzuoli, ad accogliere il concerto di Pino Daniele, che si presenta con una band rinnovata pensando «alle prossime date internazionali», spiega il mascalzone latino, che il 19 si esibirà anche al Pala Mangano di Scafati: «Con me, insieme all’insostituibile apporto di Gianluca Podio al pianoforte e alle tastiere, torna Rino Zurzolo, eterno amico e complice, mentre alla batteria c’è Paco Sery, batterista della Costa d’Avorio naturalizzato francese che ho scoperto alla corte di Joe Zawinul. La scaletta è, più o meno, quella di tutto il tour, anche se suonando a Napoli, anzi a quasi Napoli, ci può sempre scappare qualche sorpresa. Certo che il problema degli spazi per la musica nella mia città è rimasto lo stesso di quando io iniziavo a suonare negli anni Settanta e per vedere i grandi rocker e jazzisti americani bisognava trovare un passaggio e andare a Roma».
Per il nero a metà l’importante, ora più che mai, è suonare, suonare, suonare: «A quasi 55 anni mi guardo attorno e non ritrovo più il mio mondo: artistico, politico, umano. Ma non mi fermo, mi godo la famiglia, la musica, gli amici. Prendo la chitarra e mi ritrovo, con lei esorcizzo questi tempi sbandati. Le mie soddisfazioni me le sono prese: ho canzoni, dischi, concerti, incontri importanti alle spalle e non ho intenzione di vivere nel passato, ma nemmeno di inseguire un futuro che non riesco ancora a immaginare. Album nuovi? Aspetto. Sanremo? Mi hanno invitato, ma non è chiaro che cosa dovrei fare, magari rileggere un successo della storia del Festival, oppure… sto alla finestra, cerco di capire che cosa succede, se ne vale la pena. Quando sono stato all’Apollo theatre, un tempio della black music, ho avuto la conferma di come il mio sound dalle radici partenopee possa contribuire a dare un’immagine diversa della canzone italiana. Io mi diverto così, a New York ho ritrovato Mino Cinelu, in fondo assomiglio a quei jazzisti che possono cambiare muisicisti ad ogni concerto: chi suona gode a improvvisare, a scoprire ogni sera come una melodia e un tema possano cambiare pelle».
Ma i fan, forse, rimpiangono ancora l’uomo in blues di «Nun me scuccià»: «In scaletta c’è anche quel periodo, come c’è ”Napule è” con le cose fatte dopo. Questo sono io, oggi, come diceva qualcuno».

 

 

di Federico Vacalebre

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Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 09/12/2009 su Concerti, Interviste, Musica, Napoli, Notizie, Spettacoli, Tour. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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