«Suono per la Terra poi potrò abbandonare le major»


 

Sul «Corriere della Sera»: L’artista a Roma per la Giornata mondiale dedicata al pianeta. «Voglio sentirmi libero, farò un cd da solo»

133703 Pino Daniele, il blues che profuma di Mediterraneo. E Rokia Traorè, cantante malese che fonde jazz e tradizione africana. Sarà la loro musica, assieme ai dischi di Claudio Coccoluto, a fare da colonna sonora al concerto gratuito per la Giornata mondiale della Terra.

Appuntamento al Circo Massimo di Roma il 22 aprile oppure con la diretta sui 17 canali di Nat Geo Music in Europa e Asia (da noi 710 di Sky). «Sono sempre stato attento alle sorti del pianeta e dell’ambiente — dice il cantautore —. Questa occasione permette di mandare un messaggio importante a molte persone e mi dà l’opportunità di fare una cosa speciale. Per questo ho invitato musicisti speciali da tutto il mondo: quando stai assieme e fai musica, la torre di Babele delle lingue si perde».

Sul palco con Pino ci saranno Gianluca Podio, da anni con lui alle tastiere, Omar Akim alla batteria (Weather Report, Sting, Miles Davis), Matthew Garrison al basso (Pat Metheny, Herbie Hancock), Mino Cinelu (Weather Report, Sting) e Mel Collins (King Crimson, Rolling Stones, Clapton) al sax.

Il tema della Giornata della Terra è la biodiversità, in modo particolare negli oceani.
«Ho sempre scritto canzoni sul mare e più in generale sulle forze naturali» sottolinea Daniele.

E nella vita di ogni giorno che fa?
«Insegno ai miei figli un modo di comportarsi che sia rispettoso. E quando non sono in giro per lavoro mi piace stare in campagna: ti fa scoprire l’importanza della natura, del cibo naturale».

Ambiente e Napoli richiamano alla mente lo scandalo spazzatura. Come vanno le cose?
«Ho fatto anche un concerto per la raccolta differenziata col supporto del ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, ma stiamo ancora nel casino. Sembra impossibile, ma ogni anno è peggio. Le forze politiche devono smettere di litigare fra di loro e trovare una soluzione».

Il «peggio di così» lo ripete quando si tocca l’argomento Sanremo.
«Di quest’anno non ricordo una canzone. È tutto ridotto a un palinsesto tv in cui non c’è nulla di musicale. Tutto figlio dell’audience che spinge a fare soldi a tutti i costi».

Il rapporto musica-televisione sembra monopolizzato dai talent show. Che ne pensa?
« Sono stato ospite ad "Amici" dove ho suonato facendo quello che faccio normalmente, senza adattarmi alla trasmissione, che comunque è ben fatta. Però in giro non ho visto gente che può arrivare ai livelli di Francesco De Gregori, Ivano Fossati o, per parlare di una generazione successiva, Samuele Bersani. Ci sono solo talenti da competizione in tv, ma l’Italia musicale non ha prospettive».

Il prossimo progetto è un disco di suoi brani rock del passato che sta riadattando in chiave blues. Sarà l’ultimo per una major discografica…
«Il prossimo album lo farò da solo. Voglio sentirmi libero. E magari registrerò quel disco strumentale che da tempo penso di realizzare».

 

 

di Andrea Laffranchi

Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 07/04/2010 su Collaborazioni, Concerti, Discografia, Interviste, Musica, Napoli, Notizie, Spettacoli, TV. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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