Pino Daniele: i botti sono un oltraggio come i sacchetti


 

Il cardinal Sepe dice che è peccato, ma anche a lui piacciono i fuochi pirotecnici, la tradizione di festeggiare con «i botti» la fine dell’anno. La fine di un anno così particolare per i napoletani, anche se io lo dico da lontano, per quanto Roma sia vicina , meriterebbe un falò catartico, un fuoco capace di esorcizzare i nostri problemi, di purificare le strade dalla munnezze come le nostre anime e i nostri pensieri neri.
Non ho mai visto conciata peggio di così la città che ho tanto cantato e che tanto canterò, che tanto mi ha dato, a partire dai natali, e tanto mi ha tolto. Dire ai napoletani, come agli italiani tutti, che festeggiare l’anno nuovo vuol dire anche essere responsabili e civili è scontato.
Come dire che è meglio gridare di gioia per un gol di Cavani che di terrore per una di quelle stupide bombe che porta il suo nome: non è un omaggio a un campione, ma un oltraggio. Ricordo la mitica bomba Maradona: Diego regalava gioia e poesia e batticuori, qualche volta al massimo ha dissipato il suo talento, non ha mai fatto male a un bambino inerme, a una mamma sorridente, a un operaio poco prudente.
Il mio appello non conta, se non pensandomi come papà di un bimbo piccolo: dicendo addio a un anno davvero orribile e cercando di rendere propizio l’arrivo di uno migliore, voglio vedere nei suoi occhi la gioia, lo stupore, la meraviglia, non certo la paura.
Non aggiungiamo munnezza ad altra munnezza, non buttiamo per strada rifiuti che ormai rischiamo di diventare il simbolo di una capitale di cultura che per ben altri motivi va ricordata. Spariamo con attenzione, qualche bengala, qualche botta legale, le stelline per i più piccoli.
Godiamoci gli spettacoli pirotecnici dove ci saranno, evitiamo di diventare una notizia del primo tg dell’anno, con quella mortificante conta dei feriti, qualche volta dei morti. Napule è a ‘a voce d”e criature, ho scritto un milione d’anni fa, e lasciamo che quelle voci salgano al cielo stanotte per cercare un domani migliore, per raccontare a chi ci governa, e parlo di tutte le istituzioni, locali e nazionali, che l’unico botto che ci serve è quello di tornare ad essere una metropoli europea, una città d’arte e cultura, una città aperta, e non una città soffocata dalla munnezza.
Buon anno a tutti i napoletani, e gli italiani, di buona volontà, quelli per cui Napoli non è ‘na carta sporca. Buon anno davvero.

 

di Pino Daniele

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Informazioni su Giorgio

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II / "PinoDanielomane" / appassionato di musica, qualsiasi genere essa sia

Pubblicato il 31/12/2010 su Napoli. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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