Pino Daniele "Il mio blues con Clapton"


 MUSICA

“Dal vivo insieme per beneficenza. La musica deve anche far pensare"

 

Pino DanieleForse io sono di vecchia generazione, ma per me i musicisti hanno una funzione vitale e sociale, non solo di intrattenimento: trasmettono cultura, sentimento, emozioni, ecco perché abbiamo pensato di fare questa cosa». Così Pino Daniele racconta i motivi che lo porteranno a incrociare la chitarra con quella di Eric Clapton il 24 giugno allo stadio di Cava De’ Tirreni (prevendite già partite nei circuiti Ticketone, Go2, Greenticket e nei punti LisTicket). L’incasso andrà in beneficenza, per l’acquisto di una Tac destinata a un centro di oncologia pediatrica di Napoli, il che rende il concerto ancora più speciale. Non è la prima volta che l’artista napoletano suona dal vivo con «slow hand»: «L’anno scorso sono stato invitato da Clapton al Crossroad guitar festival a Chicago, per raccogliere fondi per la sua comunità contro l’alcolismo, e mi sembrava bello cercare di aiutare in piccola parte anche la mia terra».

Come funzionerà lo show?
«Suoneremo pezzi insieme, anche se non sappiamo ancora quali, e confesso che sono un po’ preoccupato: suonare con un uno del suo calibro senza fare molte prove mette apprensione».

Cosa rappresenta Clapton per un musicista?
«Era ed è uno dei miei miti, è la storia della chitarra e del rock. Clapton, insieme a Jimi Hendrix e a Jeff Beck, hanno creato quel movimento rock e quel modo di suonare, e io sono un chitarrista… Da parte mia cerco di portare il blues, che ci appartiene e che è la matrice della musica moderna. L’idea del concerto è nata proprio dal fatto che la musica può avere un riscontro diverso: in Italia mancano iniziative musicali con fini sociali e c’è invece molta confusione fra tv, musica, concerti e intrattenimento. I giovani invece hanno bisogno di sapere cosa può essere un concerto rock».

Sta lavorando a nuove canzoni, a un nuovo disco?

«Sto preparando un po’ di cose, ma non so quando uscirà il disco. Posso dire che ci sarà molto blues e che comunque non ho abbandonato le mie radici, né la combinazione di diversi generi che mi consente di spaziare musicalmente».

Secondo lei quali sono gli artisti italiani degni di nota.
«I Negramaro sono interessanti perché comunicano un concetto. Lo stesso Ligabue mi piace e poi, fra le nuove realtà, Elisa, Morgan. Invece c’è ‘sta mania di inventarsi qualcosa, ‘sta paura di esser vecchi… io più mi si metallizza il capello e più mi avvicino al rock».

La scriverebbe oggi una canzone sul momento che sta vivendo l’Italia?

«Non sono più un artista che viene fuori dalla denuncia sociale come un tempo. Bisogna però insistere nel fare musica che faccia pensare e discutere, ed è quello che voglio fare con Clapton. Si può essere fighi con le idee, qui sembra che si viva solo per mettersi in mostra un quarto d’ora».

 

di Franco Giubilei

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Informazioni su Giorgio

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II / "PinoDanielomane" / appassionato di musica, qualsiasi genere essa sia

Pubblicato il 31/03/2011 su Collaborazioni, Concerti, Interviste, Musica, Napoli, Notizie, Spettacoli, Tour. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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