«Non posso suonare il blues di fronte a maestà Clapton»


Pino Daniele inizia le prove per l’appuntamento di Cava de’ Tirreni.

La scaletta, da “Quando” a “Cocaine” da “Crossroads” a “Napule è” e un gran botto finale insieme

Pino DanieleEric ClaptonUn tempo si era definito così: «Sono un cantante di blues/ che non si ferma per niente al mondo/ porto i miei anni nei jeans/ e qualche volta ho toccato il fondo». Ma ora mette da parte la sua anima di uomo in blues, assoli compresi: «E che faccio, mi metto a suonare il blues di fronte al suo dio bianco, Eric Clapton»? È un Pino Daniele raggiante quello che si prepara a iniziare le prove per il concerto-evento del 24 giugno allo stadio Simonetta Lamberti di Cava dei Tirreni, oltre 13.000 biglietti già venduti, un successo in quest’estate di crisi in cui persino i Coldplay se ne sono andati dall’Italia con le pive nel sacco. Allora, Pinotto, che concerto vedremo? «Un concerto all’antica, di buone vibrazioni, come si diceva una volta. Un concerto che a me piacerebbe anche da spettatore, sai che roba quando nella notte di Cava si alzeranno le note della chitarra di Slowhand alle prese con ”Cocaine” e con ”Crossroads”?». Una o due band sul palco? «Una: Steve Gadd alla batteria, più i claptoniani Chris Stainton alle tastiere e Willie Weecks al basso e i danieliani Gianluca Podio al pianoforte e le tastiere e Mel Collins, un ritorno graditissimo, al sassofono». Parliamo di repertorio, allora: cosa farete? Che concerto ci aspetta? «Allora, io rinuncio per pudore a fare il bluesman e rimango mascalzone latino, musicante mediterraneo e lazzaro felice: è quello che interessa nella mia musica a Eric, che pure sa come io sia cresciuto ascoltando lui ed altri divini come Jeff Beck, Jimmy Page e Jimi Hendrix. Inizierò io con un set di cose mie, ci saranno dentro le emozioni di ”Quando” e ”Napule è”, poi lascerò il palco a Clapton, e poi il gran botto finale, quando…». Quando unirete le vostre chitarre per fare? «Non lo so, Eric arriverà qui il 21 o il 22, proveremo e vedremo cosa ci viene meglio. Gli ho detto: ”Maestro voglio solo che tu stia bene, che ti diverta”». Maestro? «In italiano, come le parole che contano nel mondo della musica. E come lo vuoi chiamare, altrimenti? Clapton è straordinario, ha accettato il mio invito, non certo soltanto per rendermi il favore di aver partecipato l’estate scorsa al suo ”Crossroads festival”: il favore l’aveva fatto lui a me, e l’ha rifatto ora, per amicizia e stima, ma soprattutto per la finalità benefica. Lui fa un sacco di eventi benefici, noi italiani siamo un po’ diffidenti, ma è importante. Con l’incasso di questo show aiuteremo l’assistenza clinica dei bambini malati di cancro del centro di oncologia pediatrica del Pausilipon di Napoli, ma sosterremo e finanzieremo anche altre attività, sempre in Campania, sostebute dall’associazione Open Onlus. C’è un Sud che resiste, che lotta a fianco di chi soffre. È il mio Sud. C’è una Napoli che vuole rialzare la testa, è la mia Napule ’e mille culore». A proposito, messaggi per il neosindaco De Magistris? «Sofia Loren gli ha già chiesto di ”fare pulizia”, fisicamente, ma anche metaforicamente. Io ho una richiesta di quelle che non possono essere nel programma dei suoi primi cento giorni, quante cose più importanti avrà da fare, ma che pure contano per la nostra città, se non vuole smettere di essere capitale di cultura. Vorrei che il sindaco pensasse che io sono felice di suonare a Cava, di portarci Clapton e le migliaia di italiani che, da tante regioni, arriveranno nello stadio. Ma che saremmo tutti più felici se Napoli potesse ospitarci la prossima volta, se la musica avesse una casa, magari più case, sia all’aperto che al chiuso. E, più in generale, se si pensasse che c’è bisogno di una politica culturale che valorizzi l’altissima alfabetizzazione musicale partenopea. La musica è volano culturale, ma anche lavoro, contrasta Gomorra come i finti valori ammannitici dalla televisione delle smutandate e dei violenti griffati. In fondo, se c’è un bel segnale che viene dall’ottima prevendita del nostro concerto, sta tutta qui: se sei credibile, se quando metti le mano sulla chitarra hai qualcosa da dire e la sai dire… beh non c’è moda o hit del momento che tenga, la gente starà sotto il palco ad emozionarsi con te».

 

di Federico Vacalebre

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Informazioni su Giorgio

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II / "PinoDanielomane" / appassionato di musica, qualsiasi genere essa sia

Pubblicato il 17/06/2011, in Collaborazioni, Concerti, Interviste, Musica, Napoli, Notizie, Spettacoli, Tour con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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