"A 57 anni non faccio musica per cellulari"


Pino Daniele pubblica per la prima volta da indipendente il nuovo album "La Grande Madre"

Pino Daniele si è staccato dalla major Sony ed è diventato indipendente con il cd "La grande madre" (pubblicato da Blue Drag e distribuito da Indipendente/Mente), anticipato dal singolo "Melodramma". "Non importa se le radio non trasmettono il brano – spiega -. Ho fatto un lavoro valido e in libertà. Ho 57 anni, non mi metto a fare canzoni per cellulari". Il cantautore parte in tour dal 24 marzo con una scaletta di 30 canzoni.

"La grande madre" restituisce un cantautore più gioioso nell’approccio alla musica quasi come fosse un bambino, entusiasmo che francamente si era perso negli ultimi album. Notevoli la parte strumentale di “The Lady Of My Heart” e “Wonderful Tonight” non a caso cover di Eric Clapton, uno dei brani migliori. Pino attraversa il melodramma (già nel singolo "Melodramma"), ma anche il blues, venature rock e il jazz che ama da sempre. Finalmente il ritorno alle atmosfere delle lingua napolatana con "O Frà". Meno convincenti “Niente è Come Prima” e "La Grande Madre" perché non si comprende bene dove vogliano arrivare. “Searching For The Water Of Life” è dedicato a Save the Children, a supporto della campagna Every One contro la mortalità infantile. "La grande madre" è un album di buona fattura con un ricco booklet di testi, fotografie e persino spartiti musicali. Un regalo ma anche un segno di rispetto non solo per i fan ma anche per l’artista stesso che viene valorizzato non solo dal contenuto ma anche dalla forma del prodotto.

Perché la volontà di far tutto da solo sia nella produzione che nella distribuzione del disco?
La strada indipendente consente di realizzare prodotti artistici di spessore. Maggiore libertà nella proposta nei brani a prescindere dai vincoli ‘radiofonici’. Ho lanciato come singolo ‘Melodramma’ e non mi interessa se le radio lo diffondono. So comunque che a Linus piace molto, Radio Capital lo mette e il proprietario di Rds è come fosse un fratello ma non gli ho chiesto nulla. Ho 57 anni e ho fatto una trentina di album, non mi metto certo a fare canzoncine da cellulare.
C’è dell’astio nei confronti dell’ultima etichetta discografica?
Ho lavorato tantissimi anni con Sony ma ultimamente non credevano molto in me. Dovevo pubblicare un album "Acustic Jam" ma a loro non interessava nulla: ‘Se vuoi pubblicarlo fallo ma non ti appoggiamo’. Così ho deciso di rivolgermi altrove. Oggi sono il presidente della mia etichetta discografica e voglio puntare sull’unico artista che ho (ride, ndr).
Tra i brani c’è una collaborazione con Eric Clapton, "Wonderful Tonight", com’è nata?
Abbiamo fatto un concerto assieme e poi abbiamo parlato di musica. Aveva questa canzone bellissima e ci abbiamo lavorato. Non riuscivo a cantarla in inglese e gli ho proposto di inserire delle frasi in italiano, era molto divertito e ha accettato quest’ultima versione del suo brano.
Cosa lega tutte e undici le canzoni di "La grande madre"?
Il concetto del viaggio. Il fatto di continuare un percorso cambiando sì delle cose ma non snaturandosi. La musica è un modo per comunicare.
E’ cambiata la musica in questi anni?
Moltissimo. Ai miei tempi si ascoltavano dei fatti di cronaca e si scriveva su quanto stava accadendo. Oggi le cose sono cambiate perché c’è tanto smarrimento. Ci sono stati cambiamenti drastici nei media, nello spettacolo e certi valori ormai non ci sono più. Anche se sono pessimista di natura sono e devo essere fiducioso per il futuro. Anche per mia figlia che ha quindici anni e canta…
Tua figlia ti farà concorrenza?
Non lo so però vedo che ha un approccio diverso rispetto a quando avevo la sua età. Oggi c’è Internet, la condivisione immediata di musica e ci sono anche i talent show la cui logica è quella della gara e dell’essere uno migliore dell’altro. Noi badavamo più al contenuto.
Cosa dovranno aspettarsi i tuoi fan dal tour?
Nel tour racconto la mia storia e lo faccio mettendo in scaletta più brani possibili, circa una trentina. Per quelli più famosi farò un medley. Comunque la maggior parte delle canzoni saranno in napoletano. Non faremo uno show americano anche perché non so ballare (ride, ndr). Per le tappe in America, Parigi e Londra ho pensato ad un’altra scaletta con più brani in inglese come ad esempio "The Desert in My Head" che ho cantato con Noa.

 

di Andrea Conti

Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 22/03/2012, in Concerti, Discografia, Interviste, Musica, Napoli, Notizie, Recensione, Spettacoli, Tour con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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