«È il nostro ritorno alle radici»


 (23 dicembre 2012)

GRAGNANIELLO COMMENTA LA “REUNION” ORGANIZZATA DA PINO DANIELE

 

Fu un periodo di grande fermento culturale, il passaggio dagli anni ‘70 agli anni ‘80, vide un manipolo di musicisti napoletani conquistare l’Italia e l’Europa in nome del “Neapolitan Power”, una band di “terroni” riempire San Siro come i Rolling Stones e prima dei Vasco dei Ligabue o di chiunque poi abbia suonato in quello stadio. Poi qualcosa andò storto, ognuno prese la sua strada e quella potenza che sviluppavano insieme si diluì nei differenti percorsi artistici. Si sono ritrovati nel 2008 e ora, in attesa che a gennaio venga pubblicato il cd dvd live “Tutta n’ata storia” (che ripercorre quel magico concerto in piazza del Plebiscito), Pino Daniele, Tullio De Piscopo, James Senese, Rino Zurzolo, Joe Amoroso, Tony Esposito più gli ospiti Enzo Avitabile ed Enzo Gragnaniello, racconteranno dal vivo la loro storia musicale in sei concerti (28- 29-30 dicembre “sold out”; 4 (“sold out”), 5 e 6 gennaio che faranno tornare indietro nel tempo il pubblico del Palapartenope. Abbiamo incontrato singolarmente i protagonisti di quel sogno in una sorta di interviste parallele. oggi parliamo con Enzo Gragnaniello, che non ha fatto parte di quel progetto musicale ma che essendo coetaneo e compagno di scuola di Pino, negli stessi anni portava avanti un percorso parallelo che gli ha regalato grandissimi successi ed indimenticabili ed emozionanti collaborazioni (Murolo, Mia Martini, Bocelli, Vanoni oltre a tutti i musicisti della band di Pino).

Da musicista, da napoletano, da compagno di scuola: sono passati più di 30 anni che effetto fa ritrovare quella storica band riunita?
«È un ritorno alle radici, è un progetto di Pino che potrebbe diventare un evento annuale, anche per riportare la nostra cultura primordiale ai giovani che sono stati distratti da tante mode vuote».
Ognuno la racconta a modo suo: secondo te cosa li portò alla separazione?
«Non stiamo parlando di musicisti normali, ma di virtuosi e talentuosi dello strumento: quella band aveva un’alchimia perfetta, era un sistema solare, tanti pianeti che ruotavano intorno a Pino. Avendo talento, ed essendo giovani, ogni pianeta voleva
anche splendere come il sole, e troppi soli s’appicciano…».
“Neapolitan Power”: cosa avevate in più rispetto agli altri artisti che erano famosi negli anni ‘80?
«Non si tratta di avere qualcosa in più, semplicemente avevamo cose da dire interessanti per tutti».
Dove sarebbe arrivata quella band se fosse rimasta unita?
«E ‘na manera, o e n’ata, fossero sempe arrivate, erano troppo forti: sarebbero diventati una band internazionale, avevano un’alchimia magica».
Un aneddoto che ricordi di quegli anni?
«Ricordo le elementari con Pino, io venivo da una famiglia poverissima, ed un Natale Pino mi regalò il suo Babbo Natale di cioccolato che io non avevo ricevuto: mi era quasi
passato di mente, me lo ha ricordato l’altro giorno Pino mentre provavamo a Roma e mi sono emozionato».
Questi concerti sono un evento unico o potrebbe esserci un futuro comune?
«Oggi sono tutti più maturi, hanno tutti coscienza ed equilibrio, come un mare calmo di cui si può vedere il fondo: Pino ha chiesto a tutti di partecipare a questo evento e credo
che lui voglia dare un seguito a questi concerti».
Vedi nel panorama napoletano un artista o un gruppo che in qualche maniera ha dei legami con il “Neapolitan Power”?
«Purtroppo bisogna essere di quell’epoca per avere quel suono, i giovani di oggi sono cresciuti con la tecnologia e non hanno quelle radici».

 

di Gigi Avolio

Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 16/01/2013, in Collaborazioni, Concerti, Discografia, Interviste, Musica, Napoli, Notizie, Spettacoli, Tour con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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