Pino Daniele: «Non sarà un live nostalgico»


 (21 dicembre 2012)

IL CANTAUTORE PRESENTA LE SEI DATE DI “TUTTA N’ATA STORIA” IN PROGRAMMA AL PALAPARTENOPE

Fu un periodo di grande fermento culturale, il passaggio dagli anni ‘70 agli anni ‘80, vide un manipolo di musicisti napoletani conquistare l’Italia e l’Europa in nome del “Neapolitan Power”, una band di “terroni” riempire San Siro come i Rolling Stones e prima dei Vasco dei Ligabue o di chiunque poi abbia suonato in quello stadio. Poi qualcosa andò storto, ognuno prese la sua strada e quella potenza che sviluppavano insieme si diluì nei differenti percorsi artistici. Si sono ritrovati nel 2008 e ora, in attesa che a gennaio venga pubblicato il cd dvd live “Tutta n’ata storia” (che ripercorre quel magico concerto in piazza del Plebiscito), Pino Daniele, Tullio De Piscopo, James Senese, Rino Zurzolo, Joe Amoroso, Tony Esposito più gli ospiti Enzo Avitabile ed Enzo Gragnaniello, racconteranno dal vivo la loro storia musicale in sei concerti (28-29-30 dicembre sold out; 4 (“sold out”), 5 e 6 gennaio che faranno tornare indietro nel tempo il pubblico del Palapartenope. Abbiamo incontrato singolarmente i protagonisti di quel sogno in una sorta di interviste parallele. Oggi è la volta del grande protagonista, Pino Daniele, il “Nero a metà”, il “Musicante”: un artista che ormai non ha bisogno di presentazioni ma che continua ad avvertire la voglia e la necessità di “parlare” ed essere vicino al suo pubblico.

«Non è assolutamente un evento nostalgico – precisa Pino Daniele – è una proposta musicale per mostrare il percorso musicale di Napoli degli ultimi 30-40 anni, che è diverso dalla canzone napoletana, per questo si chiama “Tutta n’ata storia” perché siamo artisti venuti dopo la canzone napoletana. Non ci aspettavamo una risposta simile, infatti nella seconda parte allargherò gli inviti anche ad altri artisti: la gente vuole le cose vere, c’è bisogno di emozione, con artisti che hanno cose da dire e hanno una storia. Le mie canzoni e gli artisti come Tullio, James, Enzo, Rino, Joe hanno una credibilità e una storia che gli permette di proporre cose nuove, diverse dalla canzone classica napoletana».
Sono passati più di 30 anni che effetto fa ritrovarsi di nuovo tutti insieme?
«Oggi ha un effetto più significativo, perché in tanti anni si è venuta a verificare la conferma di una realtà che negli anni ‘70-’80 diventò in Italia e anche in Europa un fatto di costume, questa realtà ha continuato a rivivere attraverso le generazioni, queste canzoni sono rimaste nell’aria e perché non riproporle come un appuntamento fisso ogni anno? Anche per la città, in un momento che Napoli ha bisogno di turismo, di affluenza di pubblico e visibilità: non deve essere un concerto di Pino Daniele, ma un concerto di artisti che mi hanno aiutato dall’inizio e di nuove proposte che si riuniscono.
Non solo a Napoli hanno acquistato i biglietti, in molti verranno da altre regioni, è la testimonianza che la città vive attraverso un certo tipo di musica e di eventi, perché non farlo diventare un appuntamento per la città».
Ognuno la racconta a modo suo, cosa vi portò alla separazione?
«Avevamo voglia di fare esperienze personali, volevamo creare la propria entità, trovare la realizzazione di se stessi e confrontarci con altri artisti».
“Neapolitan Power”: cosa avevate in più rispetto agli altri artisti che erano famosi negli anni ‘80?
«Avevamo la ricerca abbinata alle radici forti che sono venute fuori attraverso le cose che ci piacevano: il rock, il blues, il jazz. Il vero successo lo abbiamo avuto, lo abbiamo
raggiunto tutti, non abbiamo bisogno di dimostrare niente a nessuno: questi sei concerti sono semplicemente la verifica di chi ci vuole bene veramente e sottolineo il ci vuole bene, perché questo non è l’evento di un singolo artista, ma è tutto un fatto, è “Tutta n’ata storia”, un treno che cammina ed e targato “Napoli city”».
Dove sarebbe arrivata quella band se fosse rimasta unita?
«Anche se non siamo rimasti sempre insieme, le canzoni di quegli anni sono diventate un classico che ha superato i tempi e i confini, questo è il più grande successo che potevamo avere. Sono le canzoni ma anche il modo di fare le canzoni, non è il suonare in sè per sé, ma è il modo in cui facciamo la musica. Credo che questa band debba riunirsi ogni tanto per fare delle cose, perché tra noi siamo molto legati, faccio un esempio tra gli altri: con Rino non “mi sono mai allascato”, anche seguendo percorsi diversi. È una cosa strana che succede a tutti noi e mi piace ogni tanto rimettere tutto insieme e trovare quelle emozioni, è una cosa che mi appartiene. Si cerca di andare avanti e creare delle cose, potranno piacere o meno, ma non c’è nessun tipo di ambizione, solo una grande proposta e la voglia di fare musica».
Un aneddoto che ricordi di quegli anni?
«E come faccio, ce ne sono tanti di ricordi. Mi ricordo i viaggi col bus, Senese era il capobanda mi ricordo gli scherzi che io James e Tullio facevamo agli altri, mi ricordo che Rino e Joe che erano i più piccoli spesso erano un po’ le vittime. Joe è sempre stato un geniaccio e lo è anche adesso… Mi ricordo di Enzo Gragnaniello alle elementari, io l’ho conosciuto prima di tutti, avevamo 6 anni. Mi ricordo le prove giù alle Fontanelle da Enzo Cierro che era un grande artista che purtroppo non c’è più. Sono talmente tante le storie che si potrebbe scrivere un libro».
Secondo te questi concerti sono un evento unico o potrebbe esserci un futuro comune?
«Abbiamo visto come si muovono le cose anche all’estero, stiamo cercando di far diventare questo raduno un appuntamento annuale. James e Tullio, ma anche tutti gli altri, nonostante l’età hanno un entusiasmo fantastico, la stessa passione di ieri ed è una cosa che non ha prezzo: ho conosciuto tantissimi musicisti, ma raramente ho trovato quell’entusiasmo e quella passione. Sicuramente ci potrebbe essere qualche incidente di percorso, qualcuno che s’appicica cu n’ato, ma sono screzi che si superano. L’altro giorno provavamo io Rino e Joe e ci siamo emozionati provando i pezzi di allora: io proverò a farlo diventare un appuntamento fisso e poi chissà che pur mantenendo e rispettando i nostri percorsi non si possa anche creare delle nuove cose. I miei percorsi attuali mi portano in Europa e in America e mi piacerebbe portare anche questo tipo di spettacolo».
Il 22 gennaio esce “Tutta n’ata storia” il cd-dvd del concerto inpiazza del Plebiscito nel 2008…
«Ho recuperato quelle registrazioni e le abbiamo messe a punto, anche per testimoniare le cose che abbiamo fatto, per rivalutare e spingere questo che potrebbe diventare un appuntamento fisso. Nel cd ci sono anche due brani che ho realizzato con Phil Palmer e tantissime altre partecipazioni».
Ma non solo, da poco ha aperto il reparto dell’opedale pediatrico Pausilipon ristrutturato grazie al concerto del 2011 con Eric Clapton…
«Anche questo è un percorso che non abbandonerò, cercherò di organizzare altri eventi simili, però queste non sono cose da pubblicizzare, va pubblicizzata l’importanza di aiutare le persone che soffrono e se la musica può farlo ben venga».
Erri De Luca difendeva Napoli dalla classifica che vede la nostra città penultima, ma i napoletani lo hanno attaccato…
«Oggi si attacca tutto, tutto è discutibile, anche il nostro concerto. L’importante è fare qualcosa, qualcosa per migliorare se stessi e il rapporto con la vita e con la città: c’è una crisi di identità in Italia e nel mondo, non solo a Napoli. Il popolo ha sempre attaccato il re, lo hanno fatto con Diego Armando Maradona, con me e anche con Eduardo De Filippo, che reputo il più grande genio della nostra cultura: l’importante è esserci, l’importante è fare qualcosa per Napoli e i napoletani veri in fondo al cuore sanno chi è che dà e fa qualcosa per la città».

 

di Gigi Avolio

Advertisements

Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 17/01/2013, in Collaborazioni, Concerti, Discografia, Interviste, Musica, Napoli, Notizie, Spettacoli, Tour con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: