«Insieme saremmo stati una band mondiale»


(22 dicembre 2012)

JAMES SENESE TRA I PROTAGONISTI DELLA “REUNION” ORGANIZZATA DA PINO DANIELE AL “PALAPARTENOPE”

Fu un periodo di grande fermento culturale, il passaggio dagli anni ‘70 agli anni ‘80, vide un manipolo di musicisti napoletani conquistare l’Italia e l’Europa in nome del “Neapolitan Power”, una band di “terroni” riempire San Siro come i Rolling Stones e prima dei Vasco dei Ligabue o di chiunque poi abbia suonato in quello stadio. Poi qualcosa andò storto, ognuno prese la sua strada e quella potenza che sviluppavano insieme si diluì nei differenti percorsi artistici. Si sono ritrovati nel 2008 e ora, in attesa che a gennaio venga pubblicato il cd-dvd live “Tutta n’ata storia” (che ripercorre quel magico concerto in piazza del Plebiscito), Pino Daniele, Tullio De Piscopo, James Senese, Rino Zurzolo, Joe Amoroso, Tony Esposito più gli ospiti Enzo Avitabile ed Enzo Gragnaniello, racconteranno dal vivo la loro storia musicale in sei concerti (28-29-30 dicembre sold out; 4 (“sold out”), 5 e 6 gennaio che faranno tornare indietro nel tempo il pubblico del Palapartenope. Abbiamo incontrato singolarmente i protagonisti di quel sogno in una sorta di interviste parallele. Oggi incontriamo James Senese, il musicista che già c’era prima di Pino, il crocevia che poi ha fatto incontrare le strade di tutti e che anche dopo ha continuato a mantenere rapporti personali e musicali con tutti, senza mai perdere di vista il suo percorso, non ultimo la partecipazione al fortunatissimo film-concerto “Passione”.

Sono passati più di 30 anni: che effetto fa ritrovarsi di nuovo tutti insieme?
«In fondo non ci siamo mai persi, siamo come una moglie e un marito, basta uno sguardo per capirsi e ritrovare lo stesso entusiasmo della prima volta».
Ognuno la racconta a modo suo: cosa vi portò alla separazione?
«Non ci siamo sciolti perché non eravamo una band, ognuno di noi aveva già i suoi progetti ma c’era
abnegazione l’uno per l’altro: furono questioni economiche, dovute al manager di allora, ma non ci sono mai state gelosie o litigi».
“Neapolitan Power”: cosa avevate in più rispetto agli altri artisti che erano famosi negli anni ‘80?
«Venivamo tutti da Napoli avevamo una passione e un’abnegazione enorme, non c’erano invidie e soprattutto cantavamo in napoletano che è una vera lingua compresa un po’ ovunque come l’inglese».
Dove sarebbe arrivata quella band se fosse rimasta unita?
«Sono sicuro che eravamo, e siamo, fortissimi: ancora oggi siamo conosciuti e apprezzati anche all’estero, se fossimo rimasti insieme saremmo l’unica band italiana famosa nel
mondo».
Un aneddoto che ricordi di quegli anni?
«Ce ne sono tantissimi, però mi ricordo quando feci comprare un cannocchiale a Pino che già allora non vedeva bene».
Questi concerti sono un evento unico o potrebbe esserci un futuro comune?
«Come ti dicevo prima non ci siamo mai persi, dopo lunghe assenze ci siamo sempre ritrovati, per cui credo che prima o poi ci saranno ancora dei progetti che ci vedranno uniti».
Vedi nel panorama napoletano un artista o un gruppo che in qualche maniera ha dei legami con il “Neapolitan Power”?
«No, ci vogliono 50 anni prima che possa nascere un’altra generazione come quella che si incontrò alla fine degli anni ‘70».
I tuoi progetti personali?
«È stato un anno formidabile con il mio ultimo disco “È fernuto ‘o tiempo” e con il film-concerto “Passione”: io non mi sono fermato mai in tanti anni, sto già lavorando ad un nuovo disco».

di Gigi Avolio

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Informazioni su Giorgio

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II / "PinoDanielomane" / appassionato di musica, qualsiasi genere essa sia

Pubblicato il 14/02/2013, in Collaborazioni, Concerti, Discografia, Interviste, Musica, Napoli, Radio, Recensione, Spettacoli, Tour con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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