Piazza Plebiscito, addio ai grandi concerti


   (30 maggio 2013)
Ecco il decreto della Soprintendenza. Cancellati Pino Daniele e Mark Knopfler. Ma il Comune darà battaglia

 

Appena 12 mila metri quadrati per accogliere gli eventi. Per il resto solo vincoli: altezza massima per le strutture, venti metri. E davanti alla basilica di San Francesco una zona di rispetto integrale: e cioè un’area destinata esclusivamente alle persone.

Sono solo alcune direttive contenute nel decreto firmato dal firmato dal soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici di Napoli Giorgio Cozzolino, in possesso di “Repubblica”, e portate a conoscenza del Comune. Che è pronto a dare battaglia e a impugnare davanti il Tar il provvedimento.

Dunque, piazza Plebiscito chiude ai grandi eventi internazionali, gratuiti e a pagamento, siano musicali, teatrali, sportivi. E pure militari o gastronomici o religiosi. Piazza off limits, vincoli controfirmati anche dal direttore regionale dei Beni culturali della Campania Gregorio Angelini.
La decisione paventata nei giorni precedenti il live di Bruce Springsteen impone lo stop forzato a ogni appuntamento che abbia un valore e un appeal extracittadino. I primi a farne le spese, adesso, saranno Pino Daniele e Mark Knopfler. Il primo avrebbe dovuto esibirsi il 12 luglio, ma già un paio di settimane fa ha preferito invertire la marcia in direzione Foro italico di Roma; l’ex leader dei Dire Straits, invece, in calendario il 14 luglio, suonerà all’Arena Flegrea.

La trasformazione della piazza impedisce che si possano svolgere appuntamenti che nel tempo hanno radunato davanti Palazzo Reale migliaia di cittadini e turisti. Feste per il Capodanno, cerimonie calcistiche e sportive in genere, raduni sociali, concerti di star italiane e mondiali, tanto del pop-rock quanto della musica “colta”.

Per citarne qualcuno: Nino D’Angelo per il Capodanno 1996, quando c’era la Montagna di sale di Paladino; Lucio Dalla per il “Concerto Telecom” (1997); Claudio Baglioni per la “Notte bianca” (2005). Manu Chao (2001) e Elton John per la Piedigrotta (2009); Sting (2006) e Santana (2004) per “Cornetto Free Music”. I Red Hot Chili Peppers per il Festivalbar (2002), The Roots per “CocaCola Live Mtv” (2003); l’étoile Roberto Bolle e il direttore d’orchestra Zubin Mehta (entrambi nell’estate 2008), con il pubblico interamente seduto. Spesso questi eventi hanno anche goduto di dirette e differite televisive.

Oggi il decreto sancisce che il solo spazio destinato ad accogliere “manifestazioni ed eventi temporanei di carattere politico, religioso, militare, ricreativo, culturale e di spettacolo”, può misurare solo 12 mila metri quadrati. Ed è quello compreso nel perimetro che si estende, in forma rettangolare come illustra il grafico in pagina, tra la prefettura, Palazzo Reale, Palazzo Salerno e la basilica di San Francesco.

“Su quest’area, ogni struttura amovibile, quali le torri sceniche, non deve superare in altezza 20 metri lineari, in modo da lasciar libera da ogni tipo di interferenza una idonea fascia al fine di garantire la visuale dei monumenti”, recita il decreto. Sempre in questo spazio, detto “per occupazione di suolo temporaneo”, andranno installati il palcoscenico, il backstage, la zona riservata ad autoveicoli e tir per il trasporto delle merci, dei materiali e delle scenografie, i camerini, i bagni chimici, gli uffici tecnici, di produzione e quelli per gli operai specializzati.

Nell’emiciclo antistante le scalinate della Basilica, invece, e fino alle due statue equestri, potranno sostare soltanto spettatori. Mai più nessun genere di allestimento. Contemporaneamente, “sono perentoriamente escluse tutte le iniziative a carattere commerciale e pubblicitario, per evidente contrasto con l’uso storico e pubblico della piazza”.

Ancora: “Non si ritiene possano essere accolte le osservazioni del Comune considerato che un incremento della superficie delle zone da allestire comporterebbe un peso fisico in termini di eccessivo pubblico e/o di vere strutture, che anche se temporaneamente impatterebbero con il decoro della piazza e non permetterebbero la lettura prospettica degli scorci più storicamente riconosciuti dell’intero sito”.

Rispetto al passato, il decreto firmato dal soprintendente stabilisce, di fatto, anche i limiti per eventuali installazioni d’arte contemporanea, che proprio in piazza Plebiscito hanno avuto un set privilegiato. Valgano da esempio appena tre fra i tanti interventi estetici: “Taratantara” di Anish Kapoor, “Progressions in square” di Sol Lewitt e “Spiriti di madreperla” di Rebecca Horn.

 

 

di Gianni Valentino

Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 30/05/2013, in Musica, Napoli, Notizie, Spettacoli, Tour con tag , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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