Pino Daniele: "In concerto con la Nazionale del suono napoletano"


  (14 settembre 2013)

I concerti partenopei con De Sio, Sastri, Nccp, Eugenio Bennato, Senese, Gragnaniello, De Piscopo & Co

 

Una storia, «tutta n’ata storia», che continua. Pinotto ci ha preso gusto, l’idea del concerto grosso di fine anno gli piace, dopo la sei giorni di tutto esaurito dell’anno scorso eccolo bissare l’operazione al Palapartenope, 28 e 29 dicembre le prime date annunciate, pronte ad essere moltiplicate in base alla risposta del pubblico. Stesso spirito, stesso titolo «Napul’è – Tutta n’ata storia», stessa superband ritrovata: Tony Esposito, Tullio De Piscopo, James Senese, Joe Amoruso e Rino Zurzolo, al fianco dei suoi attuali collaboratori. Ci sarà anche Enzo Gragnaniello, con cui divise le scuole elementari ma non aveva mai condiviso un palco prima del dicembre 2012. «E non basta, sotto Natale mi piacciono le tradizioni, mi piace anche inventarmene di nuove, impaginarle ogni anno in maniera eguale e diversa», spiega Daniele.                                                                                                                                                Ovvero?
«Ho esteso l’invito ad altri protagonisti di quel movimento musicale, culturale, politico, partito da Napoli negli anni Settanta. I giornali lo chiamarono neapolitan power, e la definizione funzionò, ma scimmiottare il black power non ci permise di avere davvero potere, siamo rimasti sempre alla periferia dell’impero, nonostante la creatività, gli exploit, il successo. Io ruberei una definizione cara alla scena inglese, quella di progressive, di musica che sa unire tradizioni e modernità, suoni colti e popolari, rock e folk, canzone di ieri e canzone del futuro».
A Napoli il progressive ebbe una stagione importante con gruppi come gli Osanna, il Balletto di Bronzo, il Cervello…
«E proprio gli Osanna sono tra i primi ospiti confermati dei concertoni napoletani. Il prog veniva dall’Inghilterra, ma la band seppe aggiungere spezie partenopee originali».
Continuiamo con la lista delle presenze a sorpresa: dopo gli Osanna chi ci sarà?
«Jenny Sorrenti: la sorella di Alan mosse i suoi primi passi in quei formidabili primi anni Sessanta. Bellissima, in minigonna, fu la prima vera cantautrice napoletana. Prima c’erano solo le cantanti dei festivàl».
Tu suonasti nel suo primo album da solista, senza i Saint Just, «Suspiro», del 1976.
«Oggi le collaborazioni devono essere concordate dai manager, vengono usate per motivi pubblicitari: allora eravamo dei ragazzi con la chitarra che si incontravano in uno studio di registrazione perché vivevano insieme una Napoli che voleva cambiare, che sembrava cambiare».
Chi altri si muoveva in quella scia?
«Roberto De Simone, naturalmente: fu lui a mettere insieme la Nuova Compagnia di Canto Popolare, a ricordarci che oltre alle melodie d’autore la nostra tradizione vantava un suo folk. E Eduardo De Filippo subito fu al fianco del maestro e del gruppo: anche la Nccp sarà con noi al tenda, e anche Eugenio Bennato, che lasciò il gruppo nel 1976 per fondare i Musica Nova. Da cui uscì Teresa De Sio: ci sarà anche lei, ne sono davvero orgoglioso».
Cast ricco, mi ci ficco.
«E ci sarà Lina Sastri, che con la Nuova Compagnia mosse i suoi primi passi: cantò la mia ”Ajere” nella colonna sonora di ”Mi manda Picone” di Nanni Loy, magari faremo proprio quella insieme, ma voglio chiederle anche di fare qualcosa di teatrale, perché voglio allargare la formula dello show, portare con me scrittori, attori, registi, artisti, scultori… Quello del progressive napoletano è il contingente di chi con l’arte e la cultura ha fatto davvero tanto perché Napoli progredisse».
Sarà una maratona con tutti questi protagonisti.
«E non è finita, Senese porterà con sé Napoli Centrale e Raiz gli Almamegretta. Il resto devo ancora costruirlo, aspetto risposte a qualche altro invito fatto, vediamo chi sarà disponibile, vorrei davvero allargare lo spettro dei partecipanti anche oltre la musica».
Nessuna ricaduta al Palapartenope del successo romano del progetto «Sinfonico»?
«Non mettiamo troppa carne a cuocere, esibirmi con l’orchestra è stato magnifico, mi piacerebbe fare un bis nella mia città, ma è meglio aspettare il 2014».

 

di Federico Vacalebre

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Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 14/09/2013, in Collaborazioni, Concerti, Interviste, Musica, Napoli, Notizie, Spettacoli, Tour con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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