Storia ed emozioni con Pino Daniele


   (30 dicembre 2013)

Quattro ore di spettacolare concerto al Palapartenope per il cantautore e i suoi numerosi ospiti musicali

 

“Nun te fa fottere a memoria, Napule è tutta n’ata storia”: nelle parole del “pazzariello” (“o capitano“ Angelo Picone) che si fa largo tra il pubblico è racchiusa l’essenza dell’evento che Pino Daniele ha allestito al Palapartenope per 5 serate (sono ancora disponibili biglietti per il 4 e 5 gennaio).
Era nato lo scorso anno come una sorta di “Pino Daniele and friends”, viaggio attraverso la memoria della esaltante carriera del nostro “Musicante”, ma da questa seconda edizione si è trasformato nella esaltazione e celebrazione di Napoli, della nostra città che, unica al mondo, ha saputo partorire negli ultimi 50 anni, un numero così elevato di artisti, creativi e musicisti. Non c’è bisogno di andare troppo indietro con la memoria, alle canzoni che hanno esportato la nostra città in ogni angolo del mondo; non c’è bisogno di scomodare i “Padri” della nostra musica (Bovio, E.A. Mario. Murolo e Carosone per esempio) basta solo riunire gli artisti degli ultimi 50 anni per affermare la superiorità artistica e culturale della nostra genìa, l’inimitabile velocità di pensiero dei napoletani (come ha affermato Maradona nella sua ultima intervista televisiva), l’inconfondibile cifra artistica della nostra città.

Il Palapartenope è esaurito e, grazie alle nuove capriate in acciaio, è anche aumentata la sua capienza (ufficialmente 3.500 posti a sedere, ma crediamo che ci fossero almeno mille spettatori in più). Chi meglio della “Nuova compagnia di canto popolare“ poteva aprire la serata con una acclamatissima versione di “Tammurriata nera”, la voce di Fausta Vetere è inimitabile, il coinvolgimento è totale e quando Pino Daniele li raggiunge sul palco per una toccante versione di “Terra mia” il coro del pubblico è toccante ed emozionante.

Con Tullio De Piscopo e Rino Zurzolo attacca con “Je so pazzo” e poi “Che soddisfazione” (cassa rullante e spazzole); si alternano sul palco con Gigi De Rienzo ed Antonio Onorato e insieme a Lina Sastri dedicano all’indimenticato e indimenticabile Massimo Troisi “O ssaje comme fà ‘o core“ (tra recitato e cantato) per poi riproporre “Assaje” che Pino scrisse per l’attrice in occasione del film “Mi manda Picone”. Cambia la scena e sul palco si materializzano Tony Esposito, la sua band e Clementino che regala alcune strofe di “Animals”, poi arriva una coinvolgente rilettura di “Kalimba de luna” prima di vedere di nuovo sul palco Pino Daniele insieme a Jenny Sorrenti («ho iniziato come suo chitarrista») che propongono una particolare versione di “Voglio di più”; James Senese e i Napoli Centrale interpretano “Acquaiò l’acqua è fresca”, poi insieme alla chitarra di Pino rielaborano “Viecchie, mugliere, muorte e creature” e infine i due storici amici da soli emozionano la platea con “Chi tene o mare”.

Altro gruppo storico della nostra città sono gli Osanna di Lino Vairetti che prima assaltano la platea con “L‘uomo” e poi insieme al “padrone di casa“ si tuffano in una potente e coinvolgente versione de “ll mare”. Per Tullio De Piscopo il Palapartenope ha un occhio particolare. “Andamento lento” diventa un coro imponente e quando insieme agli ‘A67 propongono una versione rappata di “Stop Bajon” con l’ovazione finale è quasi scontata; poi arriva Eugenio Bennato che interpreta alla sua maniera “Lazzari felici” mentre Pino Daniele aggiunge la sua chitarra al coinvolgente “Ritmo di contrabbando“ del “musicologo flegreo“.

Agostino Marangolo, Ernesto Vitolo, James Senese e Rosario Jermano sono il nucleo storico dei primi due dischi dell’uomo in blues e a loro è riservato il segmento più corposo del concerto quello che piopaie “E so cuntent e stà”, “Musica musica”, “A me me piace o blues” e “Quann chiove”. Li raggiunge sul palco Teresa De Sio che insieme a Pino ripropone “Voglia e turnà” prima di inventarsi una versione durissima di “Aumm Aumm” con un violino metal che ha stupito tuti i presenti. Con Joe Amoruso e il coro del pubblico esegue “Quando“, poi per la prima volta si esibisce con suo fratello Nello sulle note di “Je sto vicino a te”; con Toni Cercola, Corrado e Marco Sfogli (Nccp) riprende “Appucundria”; con Enzo Gragnaniello canta “Cu‘mme”, assumendo l’eredità vocale di Roberto Murolo, e poi lascia il palco al suo compagno delle elementari insieme a Raiz e gli Almamegretta eseguono “‘Na bella vita” e “Sanacore”.

Il finale offre alcuni degli interventi più inaspettati: Clementino e Pino Daniele offrono la più bella versione finora ascoltata di “O vient” (la hit del rapper nolano); la super band (Zurzolo, Amoruso, De Piscopo, Esposito)  interpreta ‘”O scarrafone”, che nelle loro mani acquista una caratura fin qui nascosta, mentre per completare la serata si aggiungono Raiz e Clementino che insieme a loro inventano una versione freestyle di “Yes I know my way”. Alla fine tutti gli artisti salgono sul palco per l’unico bis, l’immancabile “Napule è” con l’intero Palapartenope in piedi a tributare la meritatissima standing ovation dopo quasi quattro ore ininterrotte di musica, storia ed emozioni.

 

di Gigi Avolio

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Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 24/01/2014, in Collaborazioni, Concerti, Musica, Napoli, Recensione, Spettacoli, Tour con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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