Pino Daniele, mi sento l’erede di Carosone


 

Riedizione Nero a metà è come vecchia foto da mettere in mostra

ROMA, 18 GIU – Un nuovo-vecchio disco appena uscito, un doppio tour – uno in acustico e l’altro con orchestra sinfonica -, un concerto evento all’Arena di Verona il 1 settembre: l’estate di Pino Daniele si annuncia ricca e impegnativa. Il primo passaggio è stata la pubblicazione, a 34 anni di distanza dalla prima uscita, della versione rimasterizzata di Nero a Metà (per Universal Music), lo storico terzo album del cantautore napoletano del 1980. Un disco che è stato premiato ai Music Awards per aver segnato una svolta nella musica italiana e che Rolling Stones Italia inserisce nella classifica dei migliori 100 album di sempre. “Nero a metà è come una vecchia foto, da tirar fuori e mettere in mostra – racconta all’ANSA Pino Daniele -. Quel disco ha rappresentato la fusione di diverse culture e in questo senso ha cambiato la musica. Un po’ come Carosone con la musica napoletana. Io ho continuato la sua opera. Queste canzoni hanno vissuto attraverso le generazioni. Come Tenco o Battisti che continuano a vivere nella storia di questo Paese”.
   La Special Extended Edition, oltre ai 12 brani contenuti nell’album originale, propone due inediti scartati all’epoca e rimasti nel cassetto e nove brani in versioni alternative e demo. Un’operazione che il musicista si augura possa allargarsi anche ad altre realtà che hanno cambiato la musica italiana. “E’ una testimonianza di quello che è stata la discografia italiana.
    Oggi quel mondo è finito, non esiste più. Con il digitale è venuto meno l’interesse per ‘l’oggetto disco’. Forse si tornerà come una volta a suonare opere in teatro, si ritornerà a commissionare messe. Perché il mercato è in crisi, ma non la musica, che c’è sempre stata ed è parte della storia del mondo”.
    Per rendere omaggio a Nero a Metà e ripercorrere i brani più belli della sua carriera, Pino Daniele sarà in tour per tutta l’estate. In una versione acustica (“Acustico”) e in una versione con orchestra sinfonica (“Sinfonico a metà”). “E’ la scelta di un musicista che vuole proporre quello che sa fare, e niente di diverso: suonare – dice ancora l’artista -. Proporre due versioni diverse del tour dipende dal fatto che in alcuni luoghi il budget per portare un’orchestra è alto. Ma le opportunità nella musica non sono tante e per fare cose belle bisogna adattarsi”. La chiusura, però, sarà con il botto: un concerto-evento all’Arena di Verona, il 1 settembre, per il quale, oltre all’Orchestra, Pino Daniele ha chiamato a raccolta la formazione originale del 1980, con James Senese, Gigi De Rienzo, Agostino Marangolo, Ernesto Vitolo, Rosario Jermano e Tony Cercola. Sul palco saliranno anche alcuni amici: Elisa (“un’artista con il senso della sintesi della musica. Sa cosa vuole fare e come”), Mario Biondi (“un grandissimo cantante e grande conoscitore di soul e jazz”), Fiorella Mannoia (“la signora della musica italiana”), Emma (“la nuova generazione che si affaccia alla musica”).

 

di Claudia Fascia

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Informazioni su Giorgio

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II / "PinoDanielomane" / appassionato di musica, qualsiasi genere essa sia

Pubblicato il 18/06/2014, in Collaborazioni, Concerti, Discografia, Interviste, Musica, Notizie, Spettacoli, Tour con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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