Pino Daniele a Ravello "Riscopro me stesso"


Stasera l’esibizione del cantante nello stupendo scenario di Villa Rufolo

 

“PINO sta riscoprendo se stesso e il gusto di reinterpretare la sua musica. È come se non appartenesse neanche più a lui”. Rino Zurzolo sintetizza così la nuova stagione di Pino Daniele, che stasera, domenica 6 luglio, alle 21.45, apre al Belvedere di Villa Rufolo la sua tournée estiva. La notizia cattiva per i fan dell’artista è che i 729 biglietti sono esauriti da oltre un mese. “Li abbiamo messi in vendita il 31 maggio. Dopo 24 ore c’era il sold out”, dicono alla biglietteria del Ravello Festival. L’estate del cantautore è una sorta di cavalcata nella memoria, divisa in due capitoli – “Acustico” e “Sinfonico a metà” – e con un finale celebrativo il primo settembre all’Arena di Verona per rieseguire uno dei suoi capolavori, “Nero a metà”, con ospiti e amici.
Ravello ospita la première di “Acustico”, un recital intimistico in quintetto che offrirà alcuni dei suoi brani migliori in una versione inedita. Ad accompagnarlo in questo viaggio sono Rino Zurzolo al contrabbasso, Daniele Bonaviri alla chitarra classica, Elisabetta Serio al pianoforte e Alfredo Golino alla batteria. La stessa formazione si esibirà con i 50 elementi dell’orchestra sinfonica “Roma Sinfonietta” diretta da Gianluca Podio nel progetto “Sinfonico a metà”, il cui debutto è fissato l’11 luglio alla Reggia di Caserta.

Le due date campane segnano l’avvio di una stagione nel segno del ricordo e della rilettura artistica, come se Pino Daniele volesse mettere a fuoco la propria storia, passarla al microscopio e riproporla al pubblico.
Per niente facile e soprattutto non allineato da sempre, il musicista sembra in una fase di passaggio. Archiviati gli anni del grande successo commerciale, tende ad asciugare, a sottrarre, a sintetizzare. “A mio parere Pino cerca l’essenza. Sta provando a rafforzare il suo linguaggio “, dice Zurzolo, da anni al suo fianco. “È molto più rilassato degli anni Settanta”, gli fa eco il tastierista Ernesto Vitolo, tra i protagonisti di “Nero a metà”, che si esibirà con lui a Verona.
Il cuore di questo progetto sono le canzoni, quelle di oltre 30 anni fa. “Ormai sono standard, classici  –  continua Zurzolo -Avevano un linguaggio nuovo, al di là delle mode, quando sono stati composti. Reinterpretarle oggi dà lo stesso effetto di quando Keith Jarrett ripropone le composizioni di Jerome Kern e Cole Porter”.

La scaletta del debutto a Ravello è definita. Due mesi di prove romane sono serviti a scegliere i brani, ad affinare la sintonia tra i musicisti. Daniele vorrebbe che il recital fosse una sorpresa, ma qualche indiscrezione trapela. Non dovrebbero mancare classici come “Terra mia”, “Napule è”, “Alleria”, “Quanno Chiove”, “Je sò pazzo” e “Yes I Know My Way”. Con il quintetto il cantautore punterà sull’improvvisazione. Nella lunga preparazione del tour si è concentrato sugli arrangiamenti e sulla “purezza delle note”, sia nel modo di cantare che nel suonare la chitarra.

“Acustico” e “Sinfonico a metà” si presentano come una cerniera tra il passato e il futuro, un necessario collegamento che mescola amarcord, nostalgia, voglia di non dimenticare. Dentro le sue canzoni c’è un po’ della storia di questa città: un precipitato di speranze, rabbia, voglia di riscatto. Rappresentano un archivio delle nostre emozioni. Grazie alla forza della sua storia Daniele ha potuto, da qualche anno a questa parte, rimettere insieme i tasselli di un suono napoletano “nobile” che da Roberto Murolo arriva fino a Clementino e ai Cò Sang, passando per il progressive e per la canzone d’autore.
La sua centralità è indubbia, indiscussa come la leadership. Perfino il difficile carattere sembra sia stato limato dal tempo. Ha fatto pace con gli amici con cui aveva litigato in tempi lontani, ha teso la mano a colleghi meno noti e fortunati, ha provato negli ultimi tre anni a mettere in uno stesso contenitore (i concerti natalizi al Palapartenope) il suono migliore della sua Napoli. Un piccolo miracolo partenopeo. Magari senza i guizzi di un tempo. Ma con una nuova consapevolezza di sé. Diventare intramontabile è un privilegio concesso a pochi.

 

di Alfredo D’Agnese

Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 06/07/2014, in Concerti, Musica, Napoli, Notizie, Spettacoli, Tour con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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