Pino Daniele: videoreportage dal nuovo tour del cantante napoletano


 

“Forza Pino, cacciacci ‘sto blues!”, l’esclamazione colorita e piena di entusiasmo di uno spettatore restituisce il senso della serata: una platea stracolma che lascia partire “applausi a scena aperta” sin dal primo brano (Terra mia), tributando il giusto onore ad uno dei grandi interpreti del blues partenopeo, Pino Daniele.

Presso la cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma l’artista si è esibito nello spettacolo “Sinfonico a metà” (tutte le date del tour qui:https://pinodaniele.wordpress.com/tour/), ovvero 50 elementi della Roma Sinfonietta diretta da Gianluca Podio hanno accompagnato il bluesman in un percorso da brivido attraverso quasi 40 anni di repertorio. Immancabili al suo fianco i membri della band che lo seguono durante i tour: Rino Zurzolo (contrabbasso), Daniele Bonaviri (chitarra classica), Elisabetta Serio (pianoforte) e Alfredo Golino (batteria).
L’affetto del pubblico per Daniele è palpabile e quando dal palco partono le note dei classici che hanno contribuito a dipingere il bellissimo affresco della Napoli degli anni ‘80/’90, tutti cantano in coro ipnotizzati da questa figura semplice eppure imponente che canta il blues del Mediterraneo con la stessa intensità e lo stesso sottile dolore negli occhi dei grandi vecchi del blues americano del Delta del Mississippi (Quando, Napule è, Quanno chiove, Resta resta cu mme).

In fondo generi musicali antichi e popolari come il folk e il blues – nonostante le dovute differenze – si sviluppano in tutto il mondo occidentale attraverso gli stessi temi e le stesse movenze ritmiche: nostalgia di casa, sopraffazione, orgoglio e rinuncia, un lamento amaro antico come l’uomo (esemplari in tal senso i versi di una sua celebre canzone: “Napule è na carta sporca/ E nisciuno se ne mporta/ E ognuno aspetta a sciorta”).

Chissà cosa penserà (e proverà) Pino Daniele vendendo la “sua” città soffocata dall’immondizia, sepolta sotto i calcinacci di splendidi palazzi antichi, arsa dai fuochi ignoranti che uccidono il progresso, mentre nell’aria serpeggia più la rassegnazione che un sentimento di rivalsa.

Forse una canzone non la salverà, ma di sicuro ci ricorda quanto sia stata, e possa essere, grande.

 

Video

(Per vedere il videoreportage, vai all’articolo originale)

 

di Barbara Tomasino e Sergio Proto

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Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 19/07/2014, in Concerti, Musica, Napoli, Recensione, Spettacoli, Tour con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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