Pino Daniele ferma il tempo e rieccoci a Conegliano al 1980 di Nero a Metà


PINO, rieccoti qui. Ti avevamo lasciato sul lungomare di LIGNANO SABBIADORO il 7 agosto di quest’anno in un apprezzato concerto gratuito scivolato via con classe. Ora ti ritroviamo a CONEGLIANO dove, con una ideale macchina del tempo, ritorniamo indietro al 1980 quando facesti uscire quel NERO A META’ che sdoganò completamente la lingua partenopea (non stiamo a fare pretestuose distinzioni tra lingue e dialetti per l’amor di Dio), sino allora prigioniera di FUNICULI’ FUNICULA’ e di E TU VOLEV’A PIZZA C’A PUMMAROLA ‘N COPPA. Tu hai il merito di aver fatto approdare il napoletano in territori blues, rock, con contaminazioni jazz e, perché no, talvolta pure funky, dimostrandoti anche capace di capolavori melodici.

Nel preconcerto abbiamo indugiato ad ammirare la strumentazione a bordo palco, rendendoci conto tra l’altro che lo sforzo nella produzione di questo tour rievocativo non ha lasciato nulla al caso. Ed ecco il via al concerto, con una ventina buona di minuti di ritardo, per agevolare l’accesso di un pubblico in parte non arrivato per tempo. Ecco che escono i leoni, tutti i musicisti di allora: la base formata da PINO DANIELE (voce e chitarre), ERNESTO VITOLO (tastiere), GIGI DE RIENZO (basso), AGOSTINO MARANGOLO (batteria) e ROSARIO JERMANO (percussioni). E in più i preziosi regali di TULLIO DE PISCOPO (batteria), RINO ZURZOLO (contrabbasso), ELISABETTA SERIO (tastiere), JAMES SENESE (sax).

Il concerto riproporrà, nell’arco di due ore e venti minuti, una esecuzione non calligrafica (i brani sono mescolati e non in ordine esatto di pubblicazione sull’album originale) di tutte e 12 le tracce di NERO A META’, con l’aggiunta di nientemeno che 17 brani aggiuntivi. Una summa vera e propria della produzione di PINO DANIELE, dal TERRA MIA d’esordio che è del 1977.

Maxischermo, per proiettare qualche filmato ragionevolmente essenziale, ma soprattutto per inquadrare dettagli dei musicisti a beneficio degli spettatori più lontani. Ottimo l’impianto e la regia luci con qualche incertezza sonora all’inizio con il solito sottodimensionamento vocale e strumenti troppo in primo piano. Difetto prontamente rimediato.

Il tempo pare essersi bloccato. PINO DANIELE è incanutito ma sfodera il solito carisma e una padronanza chitarristica di spessore. TULLIO DE PISCOPO è il solito funambolico leone, JAMES SENESE spunta fuori a metà concerto sulle note della struggente CHI TENE ‘O MARE e incolla letteralmente gli spettatori alle poltroncine con le stilettate del suo sax. Molto bravi tutti gli altri con una comparsata di MARIO BIONDI che esegue un duetto con PINO (JE SO’ PAZZO) per poi proporre la sua recente SHINE ON (da SUN, album del 2013).

Insomma, per farla breve un concerto che lascia il segno per noi storici fan di PINO. I miracoli, si sa, accadono assai di rado, ma un concerto che ferma il tempo non è cosa da poco.

 

di Alberto di Caporiacco

Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 10/12/2014, in Collaborazioni, Concerti, Discografia, Musica, Napoli, Recensione, Spettacoli, Tour con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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