«La Fondazione c’è, il museo è pronto»


       (4 novembre 2015)

Il figlio Alessandro annuncia: all’ex Hotel Londra un’installazione permanente sulla sua storia

 

 

E venne il momento della Fondazione Pino Daniele. Suo figlio Alessandro, che ha lavorato per lui e con lui fino all’ultimo, ha deciso che «l’opera di mio padre andasse difesa e promossa, studiata e tutelata ma, soprattutto, che quello che lui ha avuto dalla vita, e dalla musica, potesse essere dato ad altri ragazzi». E «ragazzi» gestiranno la Fondazione: «Il logo è nato da un’idea condivisa con i miei quattro fratelli, preso entreranno ufficialmente Cristina e Sara, per Sofia e Francesco dobbiamo aspettare che diventino maggiorenni. Mi piace immaginare che generazioni di Daniele possano mettere il loro lavoro in questa scommessa».

La scommessa parte con l’imminente pubblicazione di «Tracce perdute», ma non si ferma alla cura del catalogo discografico ed editoriale, anzi. Qualcuno parla di un megaevento in luglio al San Paolo, ma Alessandro resta abbottonato: «Posso ammettere solo che il mio sogno è di ricordare papà con un concerto grosso», ma dove, quando e con chi resta per adesso top secret. Certa, invece, è l’apertura nel 2016 di un’installazione permanente dedicata all’artista nel Museo della Pace che la Fondazione Mediterraneo sta preparando nell’ex Hotel Londra, in piazza del Municipio: «L’architetto Capasso ci ha messo a disposizione un piano intero, sette stanze, il progetto è nato con Pino, era entusiasta della possibilità di raccontarsi e di raccontare la sua musica, purtroppo il racconto è affidato a noi, ma raccogliendo le sue idee e raccomandazioni: ci teneva, ad esempio, alla sua passione per i madrigali e Gesualdo Da Venosa, sarebbe soddisfatto di come abbiamo affrontato l’argomento».

«Pino Daniele alive» il titolo: «Nulla di museale, anche se di museo si tratta visto che abbiamo la prenotazione delle sale per 99 anni. Scommettiamo sulla tecnologia interattiva, su megaschermi touch screen, sul video mapping. Grazie a un ologramma vedremo Pino suonare nel suo studio: lo stiamo ricostruendo in maniera accurata, con la stessa tappezzeria. Dentro ci metterò le sue chitarre, i suoi amplificatori». Ci sarà spazio per i suoi musicisti, le sue collaborazioni eccellenti, i suoi tour, le sue contaminazione etniche, tanti filmati, tutto «pensato per un pubblico italiano, ma anche straniero».

L’allestimento è a cura di Sergio Pappalettera, grafico dietro tante copertine del Nero a metà. Inaugurazione in marzo, «magari il 19 che era il giorno del suo compleanno ed onomastico». Oppure prima, se dovesse essere confermata la presenza del presidente Mattarella il 16 febbraio richiamato dalla complessità del progetto del Museo della Pace, caro anche in Vaticano. Nello shop si potrebbero vendere prodotti non rintracciabili altrove, prodotti appositamente, come un dvd sul Daniele madrigalista, o il live del concertone napoletano «Tutta n’ata storia».

Poi c’è l’idea di provvedere a borse di studio, cinque probabilmente per il primo anno, destinate ai migliori studenti dei conservatori italiani, «ma magari anche a chi al conservatorio non ci arriva, nonostante il talento, per motivi economici». Ma in pentola bollono tante cose: un libro illustrato, un docufilm, la ripresa della collaborazione con la onlus che si occupa di bambini ammalati di tumore a cui andarono i proventi dell’evento con Clapton.

Il senso della Fondazione? «Molti descrivono papà come un orso, un uomo difficile. Per me era un padre che amava la famiglia, che non sopportava di non averci tutti la domenica a tavola, che cucinava per noi e lavava anche i piatti. Che, appena finiva uno show, doveva telefonare a Franceschino o a Sofia, non voleva sentissero la sua mancanza. Spero che la Fondazione sia la sua famiglia: non penso solo a noi cinque fratelli, a tutti i suoi cari, ma anche a tutti quelli avvicinati dalle sue canzoni, alla comunità definita dalla sua musica».

 

 

di Federico Vacalebre

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Informazioni su GiO

Studente di Informatica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, PinoDanielomane e appassionato di Musica, grafica e di fotografia.

Pubblicato il 21/11/2015, in Chitarra, Concerti, Interviste, Museo, Musica, Napoli, Notizie con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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