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Pino, quelle note inedite dedicate a Eduardo

   (12 novembre 2017)

 

Alessandro Daniele racconta «Quando», il cofanetto con sei cd e il docufilm di Verdelli: rarità e grandi successi.

 

Con l’approssimarsi del Natale, l’industria discografica italiana ricorda di essere ancora un’industria e tira fuori prodotti pensati per il pubblico che, solo in questo periodo, frequenta i superstiti negozi di musica. Un pubblico adulto, dai gusti diversi rispetto a quello giovanilista che riempie ormai l’hit parade di rapper e talent boy/girl. Un pubblico spesso nostalgico, affamato – anche se una sola volta all’anno, anche se magari solo per farne regalo – di «novità» degli artisti con cui è cresciuto. Con le ristampe (espanse, si intende) di Bennato («Burattino senza fili»), Dalla («Com’è profondo il mare») e Sorrenti («Figli delle stelle»), con le rimasterizzazioni di Battisti e De André, con il megabox guccianiano live, con il Conte antologico, esce l’1 dicembre «Quando», nuovo cofanetto antologico di Pino Daniele, dedicato alla produzione del periodo Warner 1981/1999: 95 brani in 6 cd, un libro illustratissimo di 72 pagine e il dvd di «Pino Daniele – Il tempo resterà», docufilm di Giorgio Verdelli che continua il suo percorso dopo l’anteprima al San Carlo, l’uscita nelle sale e la messa in onda in Rai.
Dietro il lavoro di «Quando» – dalla rimasterizzazione alla scelta degli inediti trovati negli archivi della casa discografica al corredo fotografico e di memorabilia – c’è Alex Daniele, figlio d’arte e da tempo personal manager del padre: «Ho iniziato a lavorare con lui per caso, nel 2000, mai avrei pensato che diventasse il mio mestiere, era una cosa naturale per me dargli una mano, avevo il privilegio in famiglia di essere quello che poteva stare più tempo con lui», ricorda ora, seduto nell’ufficio che divise con papà. Quando, il 4 gennaio 2015, il Nero a Metà è morto a lui il mondo in testa è caduto non uno, ma due volte. Discretamente, restando sempre dietro le quinte, ha aspettato che il tempo rimarginasse quanto, e come, poteva le ferite, poi ha avviato il lavoro della onlus che porta il nome di Pino, firmando prodotti e iniziative di qualità e, soprattutto, rivolgendosi ai più giovani: «Anche questo cofanetto, pur ghiotto per i collezionisti per le chicche che contiene, si rivolge soprattutto a chi non conosce mio padre, a chi magari l’ha sentito solo nominare», racconta Alex. «Ora devo fare tutto da solo, senza lui, anche per lui. Credo gli piacerebbe questo lavoro, che lo presenta nel migliore dei modi: la rimasterizzazione ha fornito un nuovo suono, più brillante, recuperando frequenze all’epoca malauguratamente tagliate, la selezioni dei brani tiene insieme i pezzi più famosi con quelli che lui amava di più. E i provini, i demo, le versioni alternative permettono di guardare dal vicino il processo creativo. Nei conservatori, dove abbiamo attivato delle borse di studio, magari gradiranno gli spartiti per chitarra o la base studio, originale, i ragazzi potrebbero essere avvicinati, magari dai genitori, ad un artista che ha ancora tanto da dire, non lo dico perché nelle mie vene scorre il suo sangue, ma per la sua modernità, da ex scugnizzo napoletano arrivato a suonare con Eric Clapton, Wayne Shorter, Pat Metheny, Chick Corea».

 

Il percorso inizia con un capolavoro assoluto come «Vai mo’» e termina con «Come un gelato all’equatore», forse l’album più discusso, di sicuro quello più pop, dell’intera discografia
danieliana, passando per classicissimi come «Bella ‘mbriana», «Sciò live», «Schizzichea with love», «Mascalzone latino», «Un uomo in blues», «Sotto ‘o sole» (l’album di «Quando», da cui il titolo
dell’operazione). Tra le chicche per i completisti danieliani ci sono i due remix di «Yes I know my way», quello di «Keep on movin’», di «Ferryboat», di «’O scarrafone», usciti in edizione limitata e destinati ai dj, ma soprattutto le versioni in spagnolo di «’O scarrafone» («El nino feo») e «Gente distratta» («Gente corriente»): «Papà era all’apice del successo e dell’entusiasmo quando il suo cuore lo tradì per la prima volta. L’operazione lo costrinse a rallentare, a rinunciare lungo al palcoscenico, la sua dimensione preferita, e lo fece vivere fino alla fine con una spada di damocle sulla testa», ricorda Daniele junior: «Quei brani furono un assaggio per il mercato iberico, Pino ne seguì da vicino la traduzione, l’immagine dello scarrafone non aveva senso per gli spagnoli, il bambino brutto della traduzione era la cosa più vicina al detto popolare napoletano, ne rendeva almeno il senso.
Negli archivi ci sono anche le versioni iberiche di “Per lei”e“Bambina”, ma erano poco più che dei provini, chissà, un giorno vedranno la luce anche loro, vendicando quell’operazione discografica mai completata per l’impossibilità di sottoporre mio padre a un tour in Spagna, magari dopo una lunga promozione».

Intanto, nel sesto dischetto (ma esiste anche la versione economica in 3 cd), dedicato alle
rarità, tra versioni alternative di pezzi che conosciamo bene, spicca una strana «Se mi vuoi»: «Il pezzo divenne “Dimmi dove sei” per Giorgia, mio padre riutilizzò il titolo per un duetto con Irene Grandi. Capitava spesso che da un brano ne nascessero due, come dimostra anche qualche altro esempio contenuto nel box». E che di chicche in arrivo possano essercene ancora altre lo dimostra «Per te»: «Era in un disco strumentale, con quartetto d’archi, che si sarebbe dovuto intitolare “Guitar solo per te”, dedicato a Eduardo De Filippo, che Pino stimava moltissimo. Purtroppo per i discografici era poco commerciale, loro volevano il singolo, l’hit parade… A mio padre questo meccanismo andava stretto, ma era il suo lavoro, c’erano i contratti… Magari un giorno riusciremo a fare uscire l’album intero, e poi a suonarlo con una giovane orchestra quartetto d’archi», conclude Alex, sorridendo finalmente: «A lui sarebbe piaciuto».

 

di Federico Vacalebre

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Da oggi è in pre-order "QUANDO", il cofanetto di Warner Music, in uscita l’1 dicembre.

DA OGGI IN PRE-ORDER

IN USCITA L’1 DICEMBRE

Il cofanetto del percorso artistico di Pino Daniele dal 1981 al 1999

6CD con 95 brani rimasterizzati dai nastri originali

14 provini, demo e versioni alternative mai pubblicati!

LIBRO di 72 PAGINE + il DVD del Film documentario:

“PINO DANIELE – IL TEMPO RESTERA’”

 

Un documento straordinario

curato dal PINO DANIELE TRUST ONLUS per  Warner Music Italy

Disponibile anche in versione Light Box Edition su 3 CD

 

Da oggi è in pre-order al link https://lnk.to/PinoDanieleQuando, “QUANDO”, il cofanetto di Warner Music, in uscita l’1 dicembre, che racchiude il meglio del repertorio di PINO DANIELE, pubblicato dal 1981 al 1999, documentandone il percorso artistico in un libro di 72 pagine, 95 brani rimasterizzati dai nastri originali e il DVD del film documentario “IL TEMPO RESTERÀ”.

QUANDO è un documento straordinario, il libro di 72 pagine racchiude testi, foto, commenti, rarità, memorabilia e approfondimenti sul percorso artistico di Pino Daniele, esplorato nello spazio temporale di questo progetto; sono presenti inoltre delle trascrizioni musicali per permettere di studiare lo stile chitarristico di Pino e fare pratica sullo strumento con l’ausilio delle basi musicali originali messe a disposizione in questo cofanetto

Le tracce audio incluse in “QUANDO” sono state recuperate dai nastri analogici e digitali originali dei 15 Album di Pino Daniele pubblicati da Warner Music, tra i quali: “VaiMo’-1981“, “Bella ‘Mbriana -1982″ passando da “Non Calpestare i Fiori Nel Deserto – 1995“, “Dimmi Cosa Succede sulla Terra – 1997″ e tanti altri. Quello messo in atto è stato un nuovo e accurato lavoro di rimasterizzazione che ha donato nuova vita sonora a brani incisi più di 30 anni fa, migliorandone il suono senza stravolgerne l’essenza.

Gli archivi Warner arricchiscono questo cofanetto anche con demo, provini e versioni alternative mai pubblicati, versioni in spagnolo, special club remix, dj edition e instrumental mix dell’epoca.

Oltre a 6 CD audio e un libro, “QUANDO” include il DVD del film “PINO DANIELE – IL TEMPO RESTERÀ”, scritto e diretto da Giorgio Verdelli, che ha ottenuto grande successo di critica e pubblico, proiettato per 3 giorni in oltre 270 sale cinematografiche italiane, con oltre 60.000 spettatori, posizionandosi sempre secondo al boxoffice.

“QUANDO” assume una funzione documentaristica grazie alla collaborazione tra Warner Music e l’Ente no profit Pino Daniele Trust Onlus che ha ideato e curato la realizzazione di questo cofanetto, con il proposito di tenere vivo il ricordo di Pino Daniele, diffondere le sue opere, incentivarne gli studi e permetterne una comprensione sempre più vasta, soprattutto alle nuove generazioni.

 


“QUANDO” è disponibile in due versioni:

BOX DELUXE EDITION

DVD del film “PINO DANIELE – IL TEMPO RESTERÀ”, 6 CD (5 cd con 95 brani rimasterizzati dai nastri originali ed 1 cd di rarità, provini, demo e versioni alternative) + LIBRO di 72 pagine (con foto, commenti di Pino, spartiti musicali per studi di chitarra, analisi del testo e tanto altro…)

BOX LIGHT EDITION

3 CD con 55 brani rimasterizzati dai nastri originali


 

Milano, 10 novembre 2017

Ufficio stampa: Parole & Dintorni (Valentina Aiuto)

Promozione Radio/Tv: Warner Music Italy

 

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“QUANDO”, introduzione di Alex Daniele

 

PINO DANIELE – QUANDO

1981-1999: è lo spazio temporale esplorato da questo cofanetto/documento: il meglio del repertorio di Pino Daniele disponibile nel catalogo Warner Music ed il dvd “Il tempo resterà”, documentario che racconta quasi 40 anni di storia, suoni, parole, versi e foto, attraverso il materiale, spesso inedito, recuperato in occasione dell’allestimento permanente del Museo “Pino Daniele Alive”, uno straordinario primato di Napoli nel cuore della città, realizzato dall’ente no profit Pino Daniele Trust Onlus che firma anche questo volume, fedele al senso di doveroso rigore nel testimoniare la vita artistica e le peculiarità di una leggenda della musica italiana, con l’auspicio di trasmetterle alle nuove generazioni come chiavi di lettura e d’ispirazione per i suoni, le canzoni e quant’altro vorranno creare.

“Tu il tempo non me lo dai, tu ci devi entrare nel tempo, che già esiste,

noi andremo via ed il tempo resterà”

(Pino Daniele)

 

“QUANDO” non poteva che essere il titolo giusto per questo documento;

oltre ad essere il nome di uno dei brani più famosi di mio Padre, la parola racchiude molteplici nozioni linguistiche strettamente connesse al tempo.

Il primo capitolo di quasto viaggio è raccolto nel CD.1 Tutta N’ata Storia“, quella dedicata alla creazione di una moderna tradizione napoletana, fuori dai confini del folklore oltre che a quelli geografici, quella del Neapolitan Power e di una generazione che si riconosceva nelle canzoni di Pino e ne condivideva il suo personale sogno americano: “Non voglio andare in America, voglio costruire la mia America nel posto in cui sono nato” (Dichiarazione di Pino al Festival del Varadero di Cuba nel 1984).

La grande energia del cantautore trovava la sua massima espressione dal vivo, già le tournée tra il 1982-1984 vedevano sul suo palco artisti partenopei al fianco di colleghi inglesi, statunitensi, argentini e brasiliani. Il metodo di lavoro che interpreta la “musica come sentimento” è al centro dei brani live che compongono il CD.2 Sciò“, che, naturalmente, suona anche come “Show”!

“I’ m’arreseco sulo si vale ‘a pena ‘e tenta’” – it: “io mi prendo il rischio solo se vale la pena di tentare” lo cantava in “Yes I Know My Way” nel 1981 e gli anni a seguire gli daranno ragione; tradizione, sentimento e mescolanza di culture caratterizzeranno la discografia sperimentale degli anni tra 1985-1988, riassunti nel CD.3 Bluejeans e Tradizione, nuove sonorità a confronto con il suo personale linguaggio, che però proviene dalla tradizione.

La produzione discografica 1989-1993 è stata selezionata e raccolta nel CD.4, il titolo Davanti al Mare ne racchiude i molteplici punti di vista e metaforici: dal segno di appartenenza alla cultura mediterranea ad un senso figurato di riflessione e creatività, in un tempo che porta i segni di una dolorosa lontananza dalla scena live per problemi di salute, ma ne segna anche i frutti con la nascita di grandi successi.

Mio padre fa parte di un generazione che considerava la musica un mezzo per esprime socialità e conseguentemente motivo di aggregazione; non è stato semplice per lui mantenere l’equilibrio nel coordinare il suo essere un artista con le esigenze del mercato, ma di sicuro ci è riuscito, come dimostrano alcuni successi del CD.5 Un Mondo Nuovo.

Ci sono casi in cui i dischi sembrano completati dai provini che ne raccontano la genesi: affiancare un’opera alla sua “minuta” ci fa sentire come presenti al momento della creazione. Demo e provini raccontano suoni e versi come un work in progress, svelano lo sviluppo di una storia in divenire. Ascoltare una nuova idea musicale di Pino, solo sotto sua richiesta, era un momento da affrontare in punta di piedi, quasi sempre l’ascolto era dal vivo con voce e chitarra e la sua apparente necessità di confronto era una concessione a tempo determinato, lì incontravi la fragilità dell’artista: tra la ricerca di soluzioni armoniche e melodiche potevi cogliere le tracce della sua storia e vivere in tempo reale la bellezza dell’intuizione provenire dalla sua anima. I demo forse conservano intatte queste emozioni, sentimenti profondi che spesso restano sepolti sotto i bit delle classifiche discografiche e dei suoi cliché. Il CD.6 Tracks” è una finestra su un paesaggio sconfinato dove le imperfezioni sono i colori più belli della fotografia.

Buon ascolto,

Alex Daniele

Presidente

PINO DANIELE TRUST ONLUS

 

 

Il tempo è un contenitore ricco di tracce, possiamo scegliere cosa cercare o guardarci dentro per scoprire da dove proveniamo e trovare la nostra strada; il nostro personale intuito è la prima direzione da seguire.

 

Questo progetto è dedicato a Francesco, il più piccolo dei miei fratelli.

"QUANDO", il cofanetto di Warner Music che racchiude il meglio del repertorio pubblicato dal 1981 al 1999 e il DVD del film documentario "IL TEMPO RESTERÀ".

6CD con 95 brani rimasterizzati dai nastri originali

14 provini, demo e versioni alternative mai pubblicati!

LIBRO di 72 PAGINE + il DVD del Film documentario:

“PINO DANIELE – IL TEMPO RESTERA’”

 

Un documento straordinario

curato dal PINO DANIELE TRUST ONLUS per  Warner Music Italy

Disponibile anche in versione Light Box Edition su 3 CD

 

Esce venerdì 1 dicembre “QUANDO” il cofanetto di Warner Music che racchiude il meglio del repertorio di PINO DANIELE, pubblicato dal 1981 al 1999, e il DVD del film documentario “IL TEMPO RESTERÀ”.

Le tracce audio incluse in “QUANDO” sono state recuperate dai nastri analogici e digitali originali dei 15 Album di Pino Daniele pubblicati da Warner Music, tra i quali: “VaiMo’-1981“, “Bella ‘Mbriana -1983″ passando da “Non Calpestare i Fiori Nel Deserto – 1995“, “Dimmi Cosa Succede sulla Terra – 1997″ e tanti altri. Quello messo in atto è stato un nuovo e accurato lavoro di rimasterizzazione che ha donato nuova vita sonora a brani incisi più di 30 anni fa, migliorandone il suono senza stravolgerne l’essenza.

Gli archivi Warner arricchiscono questo cofanetto anche con demo, provini e versioni alternative mai pubblicati, versioni in spagnolo, special club remix, dj edition e instrumental mix dell’epoca.

Il LIBRO di 72 pagine racchiude testi, foto, commenti, rarità, memorabilia e approfondimenti sul percorso artistico di Pino Daniele, esplorato nello spazio temporale di questo progetto; sono presenti inoltre delle trascrizioni musicali per permettere di studiare lo stile chitarristico di Pino e fare pratica sullo strumento con l’ausilio delle basi musicali originali messe a disposizione in questo cofanetto.

QUANDO è un documento straordinario che, oltre a 6 CD audio e un libro, include il DVD del film “PINO DANIELE – IL TEMPO RESTERÀ”, scritto e diretto da Giorgio Verdelli, che ha ottenuto grande successo di critica e pubblico, proiettato per 3 giorni in oltre 270 sale cinematografiche italiane, con oltre 60.000 spettatori, posizionandosi sempre secondo al boxoffice.

L’Ente no profit Pino Daniele Trust Onlus ha ideato e curato per Warner Music la realizzazione di questo cofanetto.


“QUANDO” è disponibile in due versioni:

BOX DELUXE EDITION

DVD del film “PINO DANIELE – IL TEMPO RESTERÀ”, 6 CD (5 cd con 95 brani rimasterizzati dai nastri originali ed 1 cd di rarità, provini, demo e versioni alternative) + LIBRO di 72 pagine (con foto, commenti di Pino, spartiti musicali per studi di chitarra, analisi del testo e tanto altro…)

BOX LIGHT EDITION

3 CD con 55 brani rimasterizzati dai nastri originali


 

Milano, 3 novembre 2017

Ufficio stampa: Parole & Dintorni (Valentina Aiuto)

Promozione Radio/Tv: Warner Music Italy

“Tracce Di Libertà”, la recensione di Blogfoolk

 

 

E’ passato poco meno di un anno dalla prematura scomparsa di Pino Daniele ed in questi mesi sono state diverse le iniziative volte a celebrare la sua musica, a partire dallo splendido disco dal vivo postumo “Nero A Metà Live. Il Concerto”, passando per l’istituzione della Fondazione voluta dai suoi familiari, fino alla nascente mostra permanente che vedrà la luce all’interno del Mamt di Napoli. In questo contesto si inserisce anche la pubblicazione del cofanetto “Tracce di Libertà”, che raccoglie i primi tre dischi di Pino Daniele “Terra Mia” del 1977, “Pino Daniele” del 1979 e “Nero a Metà” del 1980, proposti in due versioni una Deluxe Edition contenente tre cd, e una Super Deluxe Edition dedicata ai completisti, che raccoglie in sei dischi il work in progress di ogni album con i relativi demo e brani inediti (tra cui “Napule se scet’ sotto ‘o sole”, “Mannaggia ‘a morte”, “Stappi-stopotà”, “Figliemo è nu buono guaglione”, “Na voglia ‘e jastemmà” ed un brano strumentale senza titolo). Riascoltare in sequenza questi tre splendidi album è l’occasione per fare un salto indietro nel tempo, e ripercorrere un momento straordinario non solo della vita artistica di Pino Daniele ma anche della scena musicale Napoletana. Torniamo indietro, dunque, al 1977. E’ in quell’anno che, mentre la storia d’Italia viene segnata in modo indelebile dalle Brigate Rosse, dalla strategia della tensione e dagli scontri in piazza, un giovane cantautore napoletano di belle speranze si affaccia al mercato discografico con “Terra Mia”. E’ Pino Daniele ed alle spalle ha una solida esperienza maturata con il gruppo jazz-rock Batracomiomachia al fianco di Enzo Avitabile, ha suonato come bassista nei Napoli Centrale di James Senese, e come chitarrista nel disco solista di Mario Musella e in “Suspiro” dei Sain Just di Jenny Sorrenti, ma soprattutto solo un anno prima ha rinunciato a partecipare al concorso per assistente di volo dell’Alitalia, preferendo un provino con la casa discografica che avrebbe stampato il suo primo disco. 

“Terra Mia” ha preso vita a Roma nello Studio Quattro Uno di proprietà di Claudio Mattone, e complici di quel giovane cantautore è il meglio della scena musicale di Napoli, Rino Zurzolo al basso, Ernesto Vitolo alle tastiere, Rosario Jermano alla batteria e alle percussioni, ed Enzo Avitabile ai fiati. Nell’intreccio tra la tradizione musicale napoletana con il jazz, il blues e il funk d’oltreoceano è racchiusa tutta l’esplosività del Neapolitan Power, un sound in nuce già presente nei dischi degli Showmen e dei Napoli Centrale ma che Pino Daniele esalta con il suo background musicale impastato nei dischi di Elvis Presley e di Eric Clapton. Nonostante il successo di “Napule è” e “Na Tazzulella ‘e Cafè”, subito segnalatesi tra i brani più gettonati di “Alto Gradimento”, il disco vende poche migliaia di copie, ma quell’album lascia un segno indelebile. “Terra Mia” è, infatti, un’ istantanea sonora che ritrae Napoli in tutta la sua complessità, nelle sue contraddizioni, nelle sue ferite, raccontando le storie e le inquietudini della sua gente. Tutto ciò emerge in brani come le struggenti “Napule è”, “Terra Mia” e “Cammina Cammina”, le pungenti “’Na Tazzulella ‘e cafè” e “Ce stà chi ce pensa”, o ancora in “Suonno D’Ajere”, “Che Calore” e “Fortunato” che riascoltate oggi conservano intatta tutta la loro poesia. A fornirci però il quadro completo della vulcanica ispirazione che animava Pino Daniele è l’ascolto dei demo inediti di “Terra Mia”, “Che Calore” e “Chi Po Dicere” e la versione alternativa di “Saglie, Saglie”, quattro esempi importanti di quale fu l’approccio alla registrazione del suo disco di debutto, una ricerca musicale a tutto tondo da Napoli agli States. Il secondo disco “Pino Daniele” del 1979 ci presenta il cantautore napoletano in piena fase di maturazione artistica, sempre più cosciente dei suoi mezzi e senza dubbio forte della stessa squadra di musicisti che lo aveva accompagnato nel primo disco e poi anche sul palco. In studio il disco prende vita in modo quasi naturale, e nell’ispirazione di Pino Daniele la lava del Vusuvio comincia a farsi bagnare con maggior decisione dalle acque del Mississippi. 

 

Solo in apparenza è però un disco di transizione perché nei suoi solchi sono racchiusi brani straordinari come la canzone d’amore “Je Sto Vicino A Te”, la splendida “Chi Tene ‘o Mare”, e “Je so’ pazzo” che diventerà negl’anni uno dei suoi brani più famosi, allo stesso modo non mancano vere perle come il ritratto “Donna Cuncetta”, la malinconica “Putesse Essere Allero. Anche in questo caso illuminanti sono i brani inediti posti a corredo del disco come i bozzetti iniziali di “Basta ‘na jurnate e sole” e “Chillo è nu buono guaglione”, che ci conducono nel cuore del processo creativo di Pino Daniele e del suo gruppo. La forza prorompente del songwriter napoletano esplode con forza in “Nero a Metà” del 1980, del quale nel 2014 è stata pubblicata una splendida “Special Expanded Edition”, che affiancava al disco originale, rimasterizzato per l’occasione, due inediti e i demo di sette brani. Nei solchi di “Nero A Metà” è racchiuso un sound dal feeling unico ed irripetibile in Italia che emerge con forza travolgente nell’iniziale “I Say I’ Sto Ccà”, permea il manifesto artistico “Musica Musica”, e brilla nella canzone d’amore “Quanno Chiove” in cui spicca il sax di James Senese. Il disco però riserva momenti esaltanti come il blues viscerale “Puozze Passà Nu Guaio” e il crescendo dell’introspettiva “Voglio Di Più”, in cui il cantautore napoletano si racconta tra problemi esistenziali e le sue aspirazioni di musicista e trova il suo vertice prima nella tessitura melodica di “Appocundria” in cui brilla alle congas Karl Potter e poi nel funky di “A Me Me Piace ‘O Blues”. Seguono l’altra splendida canzone d’amore “E So’ Cuntento ‘e Stà’”, l’ irresistibile blues di “Nun Me Scoccià”, e la pura poesia jazzy di “Alleria”, per giungere al finale con la superba “A Testa In Giù” e i ritmi latin di “Sotto ‘o sole”. Rispetto alla Special Expanded Edition da cui provengono “Hotel Regina” e “Tira ‘a carretta” , “Tracce di Libertà” ci regala ancora un inedito, la struggente “Na Voglia ‘e Jastemmà”. Dopo questi primi tre dischi la carriera di Pino Daniele si è evoluta in modo multiforme, seguendo il sentiero tracciato dalla sua curiosità musicale, dando vita da altri dischi eccellenti e ad una serie di fortunate collaborazioni internazionali sempre più prestigiose. Ad arricchire il cofanetto è un corposo booklet con le fotografie inedite di Guido Harari, e Lino Vairetti, e una serie di aneddoti, testi biografici e curiosità. “Tracce di libertà” è, dunque, un documento sonoro preziosissimo perché cristallizza in un unicum l’evoluzione sonora del Neapolitan Power, ed il momento più alto della carriera artistica del cantautore napoletano. 

 

 

di Salvatore Esposito

Pino Daniele, il primo cofanetto è realizzato dal figlio Alessandro: "Fedele a se stesso"

   (26 Dicembre 2015)

Si intitola “Tracce di libertà” la raccolta con i tre album cardine di Daniele e tre cd di rarità. A realizzarlo, a un anno dalla morte, il figlio Alessandro: “Era giusto lasciare tutto così com’era stato registrato, con i rumori della casa, i clacson delle auto in strada, il respiro della città”

 

 

Alessandro Daniele, figlio di Pino Daniele, ha una difficile eredità da gestire. E’ lui che ha realizzato il primo cofanetto, a un anno dalla morte del padre, con il quale iniziare un lungo percorso di valorizzazione del catalogo del grande musicista napoletano. Il cofanetto, intitolato Tracce di libertà, contiene Terra mia, Pino Daniele e Nero a metà ma soprattutto 3 cd con demo, provini, versioni alternative e 6 brani inediti e un libro di 60 pagine con foto inedite, aneddoti, curiosità e testi biografici. Un album live era già uscito, ma per Alessandro questo è un nuovo inizio “Il disco live era nato da una necessità contrattuale, questo è invece il primo progetto nato davvero dopo la morte di mio padre. Volevo ripartire dall’inizio, riproporre i primi tre album di Pino ma anche, soprattutto, cose registrate prima, provini, nastri che aveva conservato Rosario Iermano, bobine a due o quattro tracce. Abbiamo pensato che queste registrazioni avrebbero dato davvero senso al progetto”.

 

Molte sono registrazioni quasi amatoriali…
“Secondo me era giusto lasciare tutto così com’era stato registrato, non mettere le mani su niente, mi piaceva l’idea di lasciare tutto nella versione originale, sia le registrazioni casalinghe, con i rumori della casa, i clacson delle auto in strada, il respiro della città. Ascoltandoli sembra di essere lì insieme a Pino. E poi quelli fatti con la casa discografica. L’idea era quella di mettere nel cofanetto delle tracce di vita, una finestra su questo ragazzo che amava la musica e che viveva di musica, le sue prove prima di arrivare alla realizzazione dei primi dischi. Credo che si capisca molto di lui ascoltando queste registrazioni”.

Sembra di avere tra le mani delle foto scattate all’epoca.
“Si, credo che ci sia molto altro oltre la musica in quelle registrazioni, ci sono le amicizie, la tribù dei musicisti con cui viveva, le cose che amava, e soprattutto i suoi sogni di ragazzo. Spero che chi ascolta queste cose, soprattutto i più giovani, possa trovare una fonte d’ispirazione per un proprio linguaggio musicale. Come faceva lui, che ascoltava Coltrane, la Nccp, i Blind Faith, per trovare la sua voce, la sua musica. C’è tutto quello che viveva all’epoca, poi qualche curiosità, come Donna Cuncetta registrata con un giocattolo comprato all’autogrill, e tanti brani conosciuti registrati in maniera diversa. Brani che raccontano la sua ricerca, il modo in cui è arrivato a realizzare i suoi primi dischi”.

Riscoprire il passato di suo padre è anche un modo per guardare avanti?
“Ovviamente è così, sperando che il meglio debba ancora venire. Guardando indietro puoi trovare la strada giusta per andare avanti, ascoltare le cose del passato per trovare cose giuste per oggi. La cosa bella di tutto questo lavoro è che alla fine mio padre è sempre stato fedele a se stesso, anche rischiando di sbagliare, provando costantemente cose diverse. E credo che questa sia la cosa che si scopre ascoltando queste registrazioni”.

 

 

di Ernesto Assante

«Le canzoni secondo mio padre Pino»

LA LETTERA | Alessandro Daniele e il cofanetto con i vecchi provini

 

È una grande responsabilità mettere le mani sul patrimonio musicale lasciato da mio padre, soprattutto su quello inedito. Quando la Universal Music mi ha proposto di realizzare il cofanetto appena arrivato nei negozi «Tracce di libertà» che raccoglie i suoi primi tre album scavando tra provini, rarità e versioni alternative a quelle ufficiali, il buon senso mi ha spinto fin da subito a non voler toccare le tracce audio, se non per il semplice lavoro di missaggio… ma in seguito mi è venuta l’idea di non toccarle proprio!

Infatti ho lasciato completamente integre le registrazioni ed i provini, dall’inizio alla fine di ogni brano… così facendo si svelano i rumori della sala di registrazione… dagli annunci vocali dell’inizio dei brani al nastro che si riavvolge alla fine della registrazione, fino alle battute tra Pino ed i musicisti. Personalmente trovo magici i provini fatti in casa. In sottofondo si sente il respiro della città, dal traffico alle voci dei passanti in mezzo alla strada, è tutto molto vero, caldo, ed è un vero e proprio documento audio. Papà mi disse «ogni album è lo specchio di me steso, un insieme di tutte le esperienze vissute fino a quel momento»… ma anche l’occasione ed il veicolo per parlare di te e dei tuoi stati d’animo. Ricordo che Pasolini diceva che il primo modo di  comunicare con gli altri è essere se stessi, ed ho sempre ritrovato questa verità in tutti gli album di mio padre… anche se principalmente per lui il suo codice per comunicare è sempre stata la musica.

«Tracce di libertà» è un vero percorso emozionale reso possibile grazie ai ricordi delle persone che hanno partecipato alla creazione di quello che è stato: uno è l’amico di sempre Rosario Jermano (che fin dall’inizio credette in Pino spingendolo a realizzare i primi provini) e dall’altra parte mia madre Dorina (all’epoca fidanzata di mio padre ed anche corista nel primo album); hanno conservato con cura i nastri, le foto ed i ricordi…senza i quali questo progetto non sarebbe stato possibile.

«Tracce di libertà» è tracce di vita, ma senza entrare troppo nella vita privata… perchè quella è «tutta n’ata storia!». Il mio sogno è che le attività in nome della memoria artistica di mio padre trovino la stessa continuità anche nel cambio generazione tramite i miei fratelli più piccoli e la Fondazione Pino Daniele Trust Onlus.

 

di Alessandro Daniele

Sei canzoni a sorpresa dagli archivi di Daniele

      (4 novembre 2015)

I primi tre album ristampati in un prezioso box

 

È il lavoro che tutti i danieliani duri e puri hanno sognato per decenni, ma anche quello di cui avrebbero fatto volentieri a meno, visto che vede la luce solo perché Pinotto non c’è più. «Tracce di libertà», nei negozi il 4 dicembre, è un viaggio al termine del primo Pino Daniele: raccoglie i suoi primi tre album, li smonta mostrandone il dietro le quinte in una sequenza di provini casalinghi e versioni alternative, li completa con sei inediti di cui mai prima si era parlato, rimasti nei cassetti del cantautore, e tirati fuori dal figlio Alessandro, che è stato suo road manager ed ora ne cura le memoria con la Fondazione Pino Daniele il cui primo atto è proprio questo «percorso emozionale che racconta un ragazzo a cui piaceva il blues, ma anche la sua città, i suoi anni Settanta, insieme formidabili e controversi, i suoi compagni di viaggio».

Alex ha lavorato al progetto nello studio che fu del padre, cercando di fare i conti con la sua scomparsa improvvisa: «Prima mi sono chiuso nel dolore», spiega con il pudore di chi preferirebbe sempre restare dietro le quinte, «e nel silenzio, in me stesso, insomma. Poi ho sentito l’enorme onda dell’affetto che circonda papà come artista e come uomo». Non riesce a parlarne al passato, Alessandro: «Non è passato, io lo sento presente, è qui». E, di sicuro, è dentro «Tracce di libertà», che arriverà nei negozi, fisici e virtuali, in triplice versione: super deluxe, con sei cd e un libretto di 60 pagine con testi, foto, curiosità e i sei inediti; deluxe, con tre cd, booklet e un inedito; digitale con gli stessi contenuti audio di quella deluxe.

«Terra mia» (1977), «Pino Daniele» (1979) e «Nero a metà» (1980) sono dischi epocali, continuano la tradizione della canzone napoletana rivoluzionandola, portano la rabbia e la voglia di rivoluzione in testi fino a quel momento condannati a parlare d’amore melenso, ritrovano un dialetto antico che sa farsi modernissimo, tengono insieme le radici e le ali, la veracità e il sogno blues rock americano, la tradizione e la contemporaneità. Il cofanetto ce li consegna com’erano, poi li «raddoppia»: come già era successo con la versione extended di «Nero a metà», ultimo progetto discografico pubblicato in vita dall’Uomo in blues.

«Terra mia», l’lp d’esordio, diventa così un work in progress, una macchina del tempo che ci porta a casa di Rosario Jermano, percussionista, primo complice e poi amico di una vita, dove le canzoni venivano fermate su un nastro, spesso una normalissima cassetta. Alex ha trattato quei materiali con amore e rispetto, lasciando gli errori, le battute, i fruscii. Il demo di «Chi po’ dicere» apre il tutto con versi che oggi hanno un altro senso: «Chi po’ dicere / ca sto’ mrenno/ Chi po’ dicere ca so’ cuntento/ Chi po’ dicere/ ca sto’ sbaglianno». «Terra mia», il brano, è la prima di tante tracce di libertà: è nuda, scabrosa, emozionante. «Saglie, saglie» conosce più vestiti, anche uno che prova a tradurla in italiano, «Ma che puzza dint’‘a stu vico» è l’abbozzo da cui nascerà «Ce sta chi ce penza».

Poi arrivano le sorprese, i primissimi brani scritti dal 1973 in poi. «Napule se scet’ sotto ‘o sole» registrata in un deposito a corso Malta, probabilmente è antecedente a «Napule è», potrebbe essere un primo tentativo di raccontare una città insieme immobile e in movimento, di grande bellezza e di grande bruttezza, catata dai poeti e stuprata dai politici: «A vecchia ca venne ‘e castagne/ se more ‘e friddo e nun dice niente/ con poche sorde nun c’a fa». A Napoli si vive sotto il sole, si muore sotto il sole: la ballata è cantautorale e folk, ingenua, solo una chitarra, un flauto, dei tamburi. «Mannaggia ‘a morte» è appena uno stralcio, desimoniano, non a caso arriva da una registrazione di una messinscena all’ormai mitico Teatro Instabile, con Gianni Battelli al violino.

Il libretto correda tutto con pagine delle agende personali che il musicista teneva in quegli anni, di testimonianze spesso minime, tenere. Dorina Giangrande, futura prima moglie del cantautore, compare sulla scena per caso: accompagna una corista in studio, è l’unica ad avere la macchina a disposizione.

Con «Pino Daniele» il lavoro di lima delle composizioni si rivela persino più nettamente. Non ci sono solo arrangiamenti diversi, non ci sono solo vestiti provati ma non usati su una melodia all’inizio spoglia: «Je so’ pazzo», ad esempio, la conosciamo a memoria, ma nella prima versione, invece di dire «ed oggi voglio parlare», cantava «ed oggi voglio sparare», dando un contesto alla canzone più aderente agli anni di piombo, amplificando la rabbia del nuovo Masaniello che scandalizzava i  benpensanti con una parolaccia censurata da radio e classifiche. «Basta ‘na jurnata ‘e sole», invece, era di partenza «Basta ‘na giurnata ‘e sole» ed aveva un intarsio chitarristico in stile flamenco scomparso nella session definitiva. «Donna Cuncetta» nelle note autografe di Pino si intitolava «’Onna Cunce’» e all’ascolto sorprende  con un diverso intermezzo strumentale, come un contrappunto. «Il mare» inizia con un’osservazione: «Vabbè, suona come i Cream». Alla fine di «Je sto vicino a te» l’autore commenta: «Vabbè ci stanno le felle, ma che ce ne fotte». «Stappi-stopotà», il terzo inedito, è un divertissement ritmico che ricorda all’inizio la celeberrima «Can’t find my home» dei Blindth Faith. «Figliemo è nu buono guaglione» è il quarto: jazz mediterraneo tra Nccp e Weather Report, un duetto tra una voce femminile, una chitarra lisergica, la chicca più inattesa.

A «Tira ‘a carretta» e «Hotel Regina» che arricchivano la versione extended di «Nero a metà», Alessandro Daniele ha aggiunto, per l’occasione, altri due brani mai ascoltati prima: uno strumentale senza titolo, delicato, insinuante, e «Voglia ‘e bestemmia’», che ha movenze brasiliane e sa – come si diceva in quegli anni – che il personale è politico: «Tu dicive nun da’ retta/ nun ce penza’/ da ‘na mano a tutte cose/ e circa e campa’/ E si me guardo attuorno/ je nun vache niente/ so’ na pezza ‘mmane ‘a gente/ che me gira e avota comme vo’/ E ‘na voglia e jastemma’/ ca chianu chianu se ne va/ e cchiù ‘ncazzato me fa». Nel take in studio diventa più rock, c’è un sassofono (più probabilmente di Avitabile che di Senese), ma non finisce lo stesso nell’album, destinata ad essere scoperta solo ora.

Come queste «Tracce di libertà» che sarà doce e ammaro e inevitabile seguire con amore e rimpianto. «Le ho raccolte proprio per questo», conclude il figlio del Mascalzone latino, «mi piacerebbe che presentassero mio padre alle nuove generazioni, che parlassero del musicista oltre che del cantautore. Le sue canzoni viaggiano da sole, ai suoi dischi non posso aggiungere niente, se non, come in questo caso, delle occasioni per entrarci dentro meglio, più in profondità» 

 

di Federico Vacalebre

 


L’IDEA

Ogni disco in versione extended

«Mio padre per ogni disco lasciava da parte uno o due pezzi, e non sempre perché erano scarti: spesso succedeva che non lo ritenesse adatto a quel disco, che lo immaginasse estraneo per sonorità in quel dato progetto»: Alex Daniele racconta che, dopo «Tracce di libertà», tutta la discografia del cantautore scomparso il 4 gennaio scorso potrebbe tornare in circolazione in versione extended, con provini, outtakes e gli inediti tanto invocati dai collezionisti e dai fans più accaniti. Si parla anche di un’edizione integrale di tutta la sua opera, «ma bisogna mettere d’accordo diverse case discografiche». Vedremo».

 

di Federico Vacalebre

Pino Daniele racconta il «Nero a metà»

Il cantautore napoletano sabato a Conegliano riproporrà i disco del 1980. Mario Biondi ospite d’onore. «Voglio riportare sul palco un suono che non c’è più»

 

«Volevamo tornare a quel suono, a quelle canzoni con cui siamo riusciti a rompere le barriere tra Nord e Sud. Con la musica si riesce a fare quello che con altri mezzi sembra impossibile ». Pino Daniele spiega così la genesi della tournée legata al suo disco del 1980 «Nero a metà » che, dopo la data speciale all’Arena di Verona a fine agosto, ripartirà sabato dalla Zoppas Arena di Conegliano (Treviso, ore 21.30, ).

 

È stato il live in Arena che l’ha convinta a portare in tournée «Nero a metà»?

«Cantare in napoletano all’Arena di Verona è stato fantastico. È vero che ci aspettavamo un buon riscontro di vendite, ma ci ha veramente sorpreso quanto il pubblico fosse caldo e appassionato. Da lì abbiamo pensato che potessimo tenere alcuni concerti in giro per l’Italia ».

 

Il concerto in Arena diventerà un album live?

«Ho fatto tanti di quei dischi che penso non abbia molto più senso registrare concerti. Ora sto lavorando su materiale inedito e spero che un nuovo disco possa uscire il prossimo anno. Credo sarà un album acustico».

 

Che concerto sarà quello di Conegliano?

«L’idea è quella di riportare sul palco un suono che non c’è più, legato al disco “Nero a metà”. Per questo ho chiamato quei musicisti che con me hanno condiviso quel percorso: ci sarà la band storica con cui ho registrato l’album nel 1980 e altri amici come Tullio De Piscopo alla batteria e James Senese al sax».

 

Ci saranno ospiti diversi per ogni data, a Conegliano chi vedremo?

«Ci sarà l’amico Mario Biondi e magari qualche ospite che preferisco non annunciare in anticipo».

 

«Nero a metà» è stato ripubblicato con inediti, demo e versioni alternative. Riprendendo in mano quel materiale, c’è qualcosa che l’ha sorpresa?

«Certe cose le avevo proprio rimosse. Ascoltandole con un orecchio maturo ho scoperto che avevamo scartato alcune idee interessanti, così mi è piaciuta l’idea di portare alla vita qualcosa che non aveva mai visto la luce. È stato bello realizzare un doppio Lp come questo».

 

Quanto è stato importante «Nero a metà» per la sua musica?

«Per me è stato importantissimo. In quel periodo non capivo quale sarebbe stato il percorso che stavo intraprendendo, ma è iniziato tutto da lì, con “Nero a metà” abbiamo dato vita a canzoni napoletane e moderne al tempo stesso».

Quando ha capito che questo disco era diventato un classico?

«L’ho capito molto dopo. Quando ho visto gli approfondimenti di Rolling Stone e quando il disco è andato bene anche all’estero. Con “Nero a metà” avevo voluto calcare la mano sulla cultura nera, africana, sul blues, unito al nostro modo di essere mediterranei».

 

C’è una canzone su tutte a cui è particolarmente legato?

«Ognuna ha avuto una vita propria e ha saputo brillare di luce propria. Quella alla quale sono più affezionato è “Appocundria”, che è più vicina alle cose che faccio oggi e contiene già una melodia spagnoleggiante».

 

 

di Francesco Verni

Pino Daniele & Friends, serata speciale in Arena

Verona s’infiamma per il concerto del cantante napoletano. Sul palco con lui Elisa, Mannoia, Emma

Inizia alle 21.15 in punto accolta dall’ovazione di un anfiteatro folto di pubblico, caldo ed entusiasta. È la «serata speciale» di Pino Daniele che lunedì sera ha acceso l’Arena di Verona in una notte serena, tiepida e illuminata dalla luna, una rara eccezione nell’estate autunnale di quest’anno. Che sia una serata speciale, come più volte ricorda Pino Daniele, lo si è capito dalle prime note, quelle di «Terra mia», «il primo brano che ho scritto», ha spiegato l’autore. Quelle di «Quando» con la presenza, accanto alla band, dell’orchestra sinfonica Roma Sinfonietta diretta da Gianluca Podio, si fanno ancora più struggenti nel duetto con Elisa.

Elisa è solo una delle ospiti di una serata intitolata all’album del 1980 «Nero a metà», una serata che rappresenta il bilancio di una carriera artistica, dove la carica innovativa del blues italiano di Pino dei tempi di «Nero a metà», si ritrova in quel giocare con i ritmi con cui le canzoni memorabili del napoletano vengono rilanciate, latino americani, jazz, reggae e via dicendo. Un gioco che quando entra in scena la storica band del 1980 con James Senese, salutato dagli applausi incontenibili del pubblico, si fa veramente magico. Canta la canzone per Sara, la figlia che, racconta il chitarrista napoletano, «quando ho suonato qui aveva due anni, e che ora ne ha diciotto e sta in mezzo al pubblico», e poi tornano i duetti con quelli che Pino Daniele definisce i suoi amici più che gli ospiti: Fiorella Mannoia (che approdata in Arena dopo un ritardo dell’aereo confessa di non aver provato) che esalta la poesia di «Senza ‘e te», poi Emma («artista che amo molto perché è pazza come me”», che fa esplodere «Je so pazzo». «Sotto ‘o sole» esce dal confronto di due voci così diverse, quella unica di Pino Daniele e quella profonda di Mario Biondi che omaggia così colui che considera il suo maestro. E infine Francesco Renga che reinterpreta a suo modo «Musica musica», e cantare «la musica è tutto quello che ho», dà il senso a tutta la serata con il suo emozionante sguardo evocativo. Poi è tutto un inanellare di perle, da «I say i’ sto ccà» a «Quanno chiove» e «A me me piace ‘o blues», finché gli amici non si ritrovano tutti sul palco per intonare «Napul’è», certo non molto provata ma di sicuro molto sentita. E con «Yes I know my way» si chiude una serata che più che speciale è stata indimenticabile.

 

di Camilla Bertoni

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