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PREMIO NAZIONALE DELLE ARTI: proclamati i vincitori delle sezioni JAZZ e POP ROCK, dedicate per la prima volta a PINO DANIELE

PROCLAMATI I VINCITORI DELLE SEZIONI JAZZ E POP ROCK

DEDICATE PER LA PRIMA VOLTA A PINO DANIELE

 

 

Sono stati proclamati i vincitori del concorso per le sezioni JAZZ e POP ROCK della dodicesima edizione del “PREMIO NAZIONALE DELLE ARTI”, quest’anno dedicate al musicista PINO DANIELE. Il concorso è promosso, ogni anno, dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca “Direzione Generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore”.

Lo scorso 17 giugno, presso la prestigiosa Sala Verdi della sede del Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di MILANO, è stato proclamato il vincitore della categoria JAZZ. Ad aggiudicarsi il primo premio è stato il duo proveniente dal Conservatorio di Pescara formato da EMANUELA DI BENEDETTO (voce) e GIULIO GENTILE (piano), che hanno conquistato tutta la giuria. Molto particolare e suggestiva è stata la loro versione del brano di Pino Daniele “Tempo Di Cambiare“. Ai due giovani è stata assegnata la Borsa di Studio messa a disposizione dal PINO DANIELE TRUST ONLUS, in collaborazione con SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

Inoltre, sono stati assegnati premi speciali come “MIGLIOR CHITARRISTA” a SARTORI DAVIDE del Conservatorio di Milano, “MIGLIOR BASSISTA” a KIRILOVA VICTORIA del Conservatorio di Milano, “MIGLIOR SOLISTA” a PARISSI MATTIA (piano) del Conservatorio dell’Aquila. MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA come “MIGLIOR TROMBETTISTA” a GIUSTINI FRANCESCO del Conservatorio di Rovigo.

A presentare la serata è stato Nick The Nightfly di RADIO MONTE CARLO, radio partner della finale Jazz.

Lo scorso sabato, 24 giugno, invece, si è tenuta la finale per la sezione POP ROCK presso la suggestiva cornice del Teatro Romano di BENEVENTO. Vincitore assoluto è il gruppo proveniente dal Conservatorio di TRENTO, con il brano originale “La Tua Storia“, formato da DIONISI ANDREA (batteria), ABATTI MATTEO (voce e chitarra), VALLE MATTEO (basso) e CASTELLINI MANUEL (chitarra elettrica). La Band si è aggiudicata anche la borsa di studio offerta dal PINO DANIELE TRUST ONLUS, in collaborazione con SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

Inoltre, sono stati assegnati premi speciali come “MIGLIOR CHITARRISTA” a MATTEO TROIANO del Conservatorio di Pescara, “MIGLIOR BASSISTA” a EUGENIO FIORILLO del Conservatorio di Benevento, “MIGLIOR PERFORMER VOCALE” a MARTA ASCARI del Conservatorio di Rovigo.

A presentare la serata è stata Ida Di Martino di RADIO KISS KISS Italia, partner della finale Pop Rock promossa dal Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento.

«La disciplina nello studio della musica è stata per Pino una costante – dichiara Alessandro Daniele, Presidente del PINO DANIELE TRUST ONLUS – oggi attraverso il Pino Daniele Trust Onlus, e grazie alla collaborazione e alla sensibilità del MIUR/AFAM, è possibile trasferire alle nuove generazioni quei valori e quelle peculiarità di Pino che attraverso la propria identità culturale ne ha fatto lo snodo di un processo aperto al cambiamento, un esempio di ricerca e contaminazione che tradotto in musica ha rappresentato per i musicisti una rivoluzione epocale. Il settore musicale del Premio Nazionale delle Arti nel segno di Pino rappresenta una moneta di scambio di libera circolazione. Tenere viva la sua opera aiuterà le nuove generazioni a recuperare quel senso di bellezza e di rispetto per tutti i popoli del mondo».

Il sostegno, le borse di studio istituite per i vincitori delle due sezioni e l’impegno dedicato a questa iniziativa sono un’ulteriore conferma dell’attenzione del PINO DANIELE TRUST ONLUS nei confronti dei giovani talenti.

Il PINO DANIELE TRUST ONLUS è l’Ente no profit per le iniziative culturali e musicali in nome di Pino Daniele: la missione è quella di valorizzare il grande patrimonio artistico e umano che ha lasciato, promuovendo iniziative di interesse culturale in ambito musicale, lo studio della musica e della sua contaminazione nelle culture del pianeta.

 

 

www.pinodanieletrustonlus.org

Milano, 26 giugno 2017

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Pino è: concertone con i suoi «friends» al San Paolo

    (08 giugno 2017)

Sul palco gli artisti che hanno collaborato con lui italiani e internazionali

 

 

Ora è ufficiale, l’annuncio l’ha dato Carlo Conti, in diretta su Raiuno dall’Arena di Verona, durante i «Wind music award»: lo stadio San Paolo ospiterà il concertone-tributo a Pino Daniele nel giugno 2018. Immaginato da Ferdinando Salzano, manager del Nero a Metà all’indomani della sua scomparsa il 4 gennaio 2015, il memorial era stato più volte rimandato per problemi organizzativi, ma anche di asse ereditario, che ora sembrano risolti. Tanto che ieri la notizia è stata ribadita dalle pagine social della Pino Daniele Trust onlus, la fondazione gestita da Alex Daniele, figlio e personal manager del cantautore, che, senza aggiungere altre notizie, ha pubblicato una prima grafica dell’evento, che si intitolerà «Pino è». Tre silhouette disegnate del musicista che, da sinistra verso destra, viene ritratto in un viaggio a ritroso nel tempo, citando celebri scatti fotografici, sempre armato di chitarra: un’immagine recentissima, con i capelli corti, una ben più zazzeruta con la Paradis degli anni Novanta, una del periodo d’oro con il supergruppo verace, con i capelli scuri tenuti da una fascia.

Numerosissimi, condivisioni e commenti sul web testimoniano l’attesa per l’evento, con i più che vorrebbero conoscere data e cast. Salzano, Daniele junior e i loro collaboratori al momento preferiscono non dire di più, e nomi non escono nemmeno dal Comune e dal Calcio Napoli, a cui gli organizzatori si sono rivolti sin dal primo momento, ottenendo disponibilità e collaborazione. De Magistris è pronto a spendersi in prima persona per la riuscita dell’omaggio, in sintonia con le operazioni pinodanieliane messe in campo finora dal Comune.

La filosofia di fondo dello show dovrebbe essere quella di evitare passerelle alla Festivalbar di una volta: sul palco dovrebbero esserci quei colleghi che in vita hanno collaborato con il suonautore, un elenco lunghissimo, che potrebbe essere esteso anche ai suoi «friends» internazionali, da Noa a Pat Metheny e – e qui il sogno si fa davvero mega – Eric Clapton. In primis, Salzano sta sondando la disponibilità degli artisti della sua scuderia, la Friends and Partners: Francesco De Gregori, Zucchero, Renato Zero, Biagio Antonacci, Fiorella Mannoia, Francesco Renga, Mario Biondi. Proprio a Verona, dove Salzano ha dato l’avvio all’operazione, potrebbe aver sondato le disponibilità di altri artisti che sono stati partner di Pino, come Loredana Bertè, Giorgia, Eros Ramazzotti. Jovanotti, Claudio Baglioni, Gino Paoli, Laura Pausini, addirittura Vasco Rossi, oltre alla banda del suo supergruppo orfano di Rino Zurzolo (Senese, De Piscopo, Esposito e Amoruso) e ai nipotini napoletani (Clementino, Raiz, Rocco Hunt, i 99 Posse) potrebbero essere coinvolti. Come anche una grande orchestra e, si era mormorato in passato, un’orchestra di ragazzi dei quartieri a rischio partenopei. L’operazione, infatti, dovrebbe prevedere anche ricadute sociali e benefiche.

Intanto, le sezioni jazz e pop rock del Premio Nazionale delle Arti sono state intitolate al lazzaro felice e la Pino Daniele Trust onlus pagherà le borse di studio ai vincitori: le fasi finali jazzistiche si terranno il 16 e 17 giugno al conservatorio Verdi di Milano, quelle pop rock il 24 giugno al Teatro Romano di Benevento. Perché «Pino è», come dimostra giorno dopo giorno anche il moltiplicarsi di tributi in suo onore, di cover band che rilanciano il suo repertorio, di progetti documentari, teatrali, televisivi, editoriali.

 

di Federico Vacalebre

Dedicate per la prima volta a PINO DANIELE le SEZIONI JAZZ e POP ROCK del “PREMIO NAZIONALE DELLE ARTI”

Dedicate per la prima volta a

PINO DANIELE

le SEZIONI JAZZ e POP ROCK del PREMIO NAZIONALE DELLE ARTI

CONCORSO PER LA SEZIONE JAZZ

16 e 17 giugno nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano

CONCORSO PER LA SEZIONE POP ROCK

24 giugno al Teatro Romano di Benevento

 

 

 

Il “PREMIO NAZIONALE DELLE ARTI”, giunto alla sua dodicesima edizione, quest’anno dedica al musicista PINO DANIELE le sezioni JAZZ e POP ROCK! Il concorso è promosso, ogni anno, dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca “Direzione Generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore”.

Per il concorso della sezione JAZZ l’appuntamento è il 16 giugno per la semifinale e il 17 giugno per la finale, presso la prestigiosa Sala Verdi della sede del Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di MILANO (via Conservatorio 12). Al vincitore del Premio Nazionale delle Arti sezione JAZZ verranno assegnati una borsa di studio offerta dal Pino Daniele Trust Onlus, in collaborazione con SIAE, Società Italiana degli Autori ed Editori, e un concerto, presso il Conservatorio di Milano, all’interno della stagione “I suoni del Conservatorio 2017/2018”.

Inoltre, tra tutti i musicisti che avranno partecipato alla semifinale e alla Prova Finale saranno assegnati dei premi speciali quali “Miglior chitarrista”, “Miglior bassista” e “Miglior solista (strumentista o cantante)”, ai quali verranno offerti strumenti musicali dal Pino Daniele Trust Onlus in collaborazione con Mogar Music distributore italiano dei marchi Ibanez, Zoom e IK Multimedia e dalla Galli Strings produttore di corde Galli. Per maggiori informazioni: www.consmilano.it

Il 24 giugno nella suggestiva cornice del Teatro Romano di BENEVENTO si terrà invece il concorso per la sezione POP ROCK promosso dal Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento. Al vincitore del Premio Nazionale delle Arti sezione POP ROCK verranno assegnati una borsa di studio offerta dal Pino Daniele Trust Onlus, in collaborazione con SIAE, Società Italiana degli Autori ed Editori, e la possibilità di incidere i brani presentati avvalendosi dello studio di registrazione del Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento.

Inoltre saranno assegnati i due premi speciali come “Miglior chitarrista” e “Miglior interprete vocale”, ai quali verranno offerti strumenti musicali dal Pino Daniele Trust Onlus in collaborazione con Mogar Music distributore italiano dei marchi Ibanez, Zoom e IK Multimedia e dalla Galli Strings produttore di corde Galli. Per maggiori informazioni: www.conservatorio.bn.it

Il sostegno e l’impegno dedicati a questa iniziativa sono un’ulteriore conferma dell’attenzione del Pino Daniele Trust Onlus nei confronti dei giovani talenti.

Il PINO DANIELE TRUST ONLUS è l’Ente no profit per le iniziative culturali e musicali in nome di Pino Daniele: la missione è quella di valorizzare il grande patrimonio artistico e umano che ha lasciato, promuovendo iniziative di interesse culturale in ambito musicale, lo studio della musica e della sua contaminazione nelle culture del pianeta.

www.pinodanieletrustonlus.org

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Milano, 22 maggio 2017

Ufficio Stampa Pino Daniele Trust Onlus: Parole & Dintorni (Sara Bricchi – sara@paroleedintorni.it)

Ufficio Stampa Conservatorio di Milano: Raffaella Valsecchi ufficiostampa@consmilano.it

Ufficio Stampa Conservatorio di Benevento: Augusto Ozella info@augustoozzella.com – Rossella Vendemia rossella.vendemia@gmail.com

«Pino Daniele. Qualcosa resterà»: presentazione in anteprima del film

 

 

Ci sono due o tre scene almeno che mozzano il fiato in «Pino Daniele. Qualcosa resterà» il docufilm di Giorgio Verdelli che sarà presentato in anteprima domenica sera al San Carlo. C’è  il Nero a Metà che, nella penombra di casa sua, fa ascoltare per la prima volta a Massimo Troisi un abbozzo di «Quando». Ci sono rarissime immagini del concerto grossissimo del 19 settembre 1981 in piazza del Plebiscito con un saluto finale («Io esisto grazie a voi, ciao guagliù») e poi il racconto dell’amico Peppe Lanzetta che lo trova dopo, solitario in un pulmino («Pe’ ma li hai visti quanti erano?»).  

C’è il Lazzaro Felice dal barbiere che spiega che cosa vuol dire fare «addove». E poi, tra qualche contributo un po’ troppo televisivo e apparizioni live dei marziani Eric Clapton e Pat Metheny, trovate narrative più o meno originali (le riprese del supergruppo in bus stancano), live storici e riprese mai viste, c’è un bel pezzo della carriera del cantautore napoletano che ha cambiato la canzone napoletana, e italiana, unendo radici e ali, melodia e ritmo, mandolini e blues elettrico, Partenope e Chicago.

Tantissime le presenze importanti, qualche assenza è inevitabile e poi ci sarà tempo di raccontare altre storie pinodanieliane in futuro. Per ora, non perdete l’uscita del film nelle sale, solo dal 20 al 22. O meglio: perdetela se non amate Pino Daniele.

 

di Federico Vacalebre

Pino Daniele | Il Tempo Resterà – IL FILM, dal 20 al 22 marzo al cinema

Sudovest Produzioni, Rai Cinema e Nexo Digital
presentano

PINO DANIELE
Il Tempo Resterà
IL FILM

solo il 20, 21 e 22 marzo
il docu-film dedicato all’artista
al cinema!

 

Foto di Luciano Viti

 

A due anni di distanza dalla scomparsa del musicista, arriva nei cinema italiani Pino Daniele – Il Tempo Resterà, un viaggio attraverso la musica, i concerti e la vita del grande artista partenopeo con una straordinaria serie di immagini – molte delle quali mai mostrate finora -, testimonianze e performance musicali. Il docu-film, diretto da Giorgio Verdelli, è una produzione Sudovest con Rai Cinema e sarà distribuito da Nexo Digital solo il 20, 21 e 22 marzo come evento cinematografico pensato per offrire ai fan di Pino Daniele l’opportunità di ritrovarne su grande schermo la musica e il percorso artistico dagli anni ’70 agli ultimi concerti.
Molto del materiale utilizzato per comporre Pino Daniele – Il Tempo Resterà è assolutamente inedito ed è stato selezionato appositamente dal regista Giorgio Verdelli attraverso una lunga e paziente ricerca. Patrimonio prezioso che ha permesso che la voce narrante del film fosse quella dello stesso Pino Daniele, supportato dal contributo di Claudio Amendola. Molte sono le testimonianze e le presenze di artisti e amici di Pino Daniele.
Pino Daniele – Il Tempo Resterà è stato riconosciuto come film di interesse culturale nazionale e indicato come Progetto Speciale dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo.
Il film sarà presentato in anteprima al Teatro San Carlo di Napoli il 19 marzo, giorno del compleanno di Pino Daniele, con il supporto della Regione Campania. Le riprese a Napoli sono state realizzate grazie alla collaborazione del Comune di Napoli.

Al teatro San Carlo il 19 marzo film inedito su Pino Daniele

Al Lirico un docufilm inedito di Giorgio Verdelli sulla sua carriera

 

 

Un eroe tira l’altro: dopo Maradona, Pino. Il San Carlo non si ferma alla celebrazione dell’ex Pibe de oro e al trentennale dello scudetto, ma va avanti a ritmo serrato nella vena “pop”, se così si può dire. Sempre nel rispetto del cartellone della lirica e sinfonica, il 19 marzo – giorno del compleanno del cantante – al Massimo (il 20 al Verdi di Salerno e in seguito anche a Scampia, che è stato uno dei set) sarà proiettato il film sul percorso artistico di Pino Daniele a due anni dalla sua scomparsa. Titolo provvisorio “Vai mo’” (ma l’ultima decisione spetta a Raicinema e alla distribuzione): sarà un docufilm di un’ora e quaranta minuti, con la regia di Giorgio Verdelli, autore televisivo che ha firmato “Unici”, il programma di Rai 2 che ha registrato il maggior numero di download nel 2015.

Un cercatore d’oro infaticabile ed entusiasta, Verdelli, che sa accontentare più pubblici. Con intelligenza e capacità di mediazione è riuscito in un’impresa difficile: mettere insieme tutti gli eredi aventi diritto del cantante scomparso, i 5 figli, Alessandro e Cristina, con la prima moglie, Dorina Giangrande, e Sara, Sofia e Francesco, figli della la seconda, Fabiola Sciabbarrasi. È stata proprio Fabiola, con i ragazzi, a dare il consenso per il montaggio del raro materiale inedito ritrovato nell’archivio di Pino Daniele nel docufilm di Verdelli. Il film, prodotto come progetto di interesse culturale con il sostegno del Mibact, vedrà la compartecipazione della Siae e delle società editoriali delle opere di Daniele.

“Non è la sua biografia. Quella l’ho già fatta in una puntata di “Unici”, mandata in onda tre volte dalla Rai – spiega il regista – Sarà la storia di un percorso artistico ricostruito per la prima volta raccontata da lui in prima persona e da molti personaggi, anche inaspettati”. Per esempio, ci sarà una foto di Pino Daniele mentre mangia una pasta “choux” con Diego Maradona. Interviste, immagini e filmati tratti da quella miniera delle Teche Rai. E tra i compagni di percorso, artisti noti come Pat Metheny ma anche collaborazioni di cui non si sapeva niente, delle quali si è scoperto ripescando i video girati in sala prove. Quindi le sorprese non mancheranno. La voce narrante sarà Claudio Amendola, marito di Francesca Neri, attrice dei film di Troisi: un filo che unisce tutto nella sala di incisione dove Pino Daniele ha lavorato ininterrottamente negli ultimi 15 anni, con la fotografia di una giovane direttrice, Francesca Amitrano, e il mix del fonico di fiducia di Daniele.

“Pino – conclude Verdelli – è patrimonio di Napoli, ma anche del resto d’Italia e dell’Europa”. Ieri il sopralluogo al San Carlo. Dopo la proiezione, alla quale parteciperà il ministro Franceschini, uscirà in tutt’Italia nelle sale e passerà in tv, per diventare poi un dvd.

 

 

di Stella Cervasio

«Per Pino un docufilm e una festa al San Carlo»

Dopo il libro sul padre Alex Daniele prepara con Giorgio Verdelli un documentario che conterrà le immagini del live con Clapton

 

Eric Clapton  e Pino Daniele

 

Alex Daniele è abituato a lavorare dietro le quinte, chi lo conosce da ragazzino lo ha visto crescere senza mai cercare di mettersi in mostra. La repentina e drammatica scomparsa del padre il 4 gennaio 2015, l’essersi trovato in prima linea nel gestirne la memoria, l’eredità artistica e la fondazione a lui intitolata, non l’hanno cambiato. È davvero eccezionale che abbia accettato l’invito della Rizzoli di un minitour prenatalizio per lanciare Qualcosa arriverà, il bel libro, non solo fotografico, curato con Giorgio Verdelli «per raccontare ai giovani papà chi era, ma anche da dove veniva, da quale città, da quali anni, da quale fermento», spiega lui: «Non potevo dire di no, mi nasconderò dietro gli amici che ho invitato»: domani, a Napoli, alle 18 alla Feltrinelli di piazza dei Martiri, dovrebbero ad esempio esserci Tony Esposito e Rino Zurzolo, «pronti a completare il mio racconto, a ribadire le parole che abbiamo messo dentro al volume insieme agli scatti di grandi fotografi».

Dopo il libro, Alex, dopo l’inaugurazione dello spazio dedicato al Nero a metà al Museo della pace in piazza del Plebiscito a Napoli, sono ormai molte le iniziative messe a punto con la Fondazione Pino Daniele Trust Onlus.
«È vero, sono appena uscito da una riunione al Miur dove abbiamo definito il nostro contributo al Premio Nazionale delle Arti che, nelle sezioni pop-rock e jazz, ora porterà il nome di mio padre. Quello pop rock lo consegneremo al conservatorio Nicola Sala di Benevento, dove insegnano Gianluca Podio e Rino Zurzolo, quello jazz al Verdi di Milano, mettendo a disposizione borse di studio, ma anche chitarre, set di corde, strumentazioni plug-in per il canto… Pino ha sempre scommesso sui giovani, questa credo che sia una strada giusta per usare il suo nome».

Questo accadrà nel 2017, quando nei conservatori italiani dovrebbe farsi notare anche un’altra novità.
«È vero, stiamo lavorando a un libro di metodo, a qualcosa che possa parlare dell’approccio al canto e alla chitarra di un artista che il conservatorio non l’aveva potuto frequentare, che si è fatto da solo, ma senza mai smettere di studiare, fino all’ultimo momento, oserei dire. Negli ultimi anni la passione per la chitarra classica, per lo strumento usato senza plettro, per lo stile flamenco l’aveva anzi fatto applicare persino più del solito».

Poi c’è il fronte «sociale».
«Dove abbiamo ribadito una scelta fatta da Pino in persona, prima in occasione del concerto del 24 giugno 2011 a Cava dei Tirreni con Eric Clapton e poi del tour Sinfonico: essere a fianco dei bambini ammalati di cancro, delle famiglie che li assistono. Così abbiamo rinnovato la collaborazione con la Open Onlus campana, mettendo a disposizione fondi per la ricerca sotto forma di borse di studio per ricercatori e di stage formativi all’estero: qui si tratta doppiamente di scommettere sui giovani e sul futuro: quello dei piccoli pazienti, ma anche dei medici e degli scienziati che verranno».

Hai nominato Eric Clapton. Manolenta ha dato il suo Ok all’utilizzo delle riprese dello storico show con Pino per il documentario a cui stai lavorando con Verdelli, titolo provvisorio lo stesso del libro e della canzone scritta per la colonna sonora di «Le vie del signore sono finite».
«Sì, con la generosità di sempre il dio della chitarra ci ha detto che possiamo usare quello che vogliamo, come anche Pat Metheny. Gli introiti del docufilm, che ha alle spalle il Mibact e Cinecittà Luce, come già quelli del libro, serviranno ad alimentare ulteriormente le iniziative della Fondazione».

Si parla di un’anteprima al San Carlo il 19 marzo, giorno in cui Pino avrebbe compiuto 62 anni.
«Ci stiamo provando, vediamo quando finiremo le riprese e il montaggio, vogliamo consegnare un ritratto sincero, verace, non agiografico di un artista che merita di essere raccontato».

A Napoli avete girato nel centro storico, ma anche in piazza del Plebiscito, intervistando i componenti dello storico supergruppo: James Senese, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Rino Zurzolo, Joe Amoruso… Che cos’altro dobbiamo aspettarci?
«Pino Daniele, senza fronzoli, senza gossip, raccontato da chi ha suonato con lui, dalla sua famiglia, da chi gli ha voluto bene».

 

 

di Federico Vacalebre

"Qualcosa arriverà", libro e film su Pino Daniele

Giorgio Verdelli firma entrambi i progetti: il primo, insieme al figlio del musicista, Alessandro. Il documentario prodotto da Raicinema sarà pronto in primavera

 

«Voglio ‘o mare / ‘e quatto ‘a notte miezzo ‘o pane» … I più innamorati del canzoniere di Pino Daniele avranno subito riconosciuto questi versi appassionati. L’incipit di “Qualcosa arriverà”, già nella colonna sonora del film “Le vie del Signore sono finite” di Massimo Troisi . Così s’intitola pure il libro in gran parte fotografico edito da Rizzoli e firmato da Giorgio Verdelli e dal figlio e personal manager Alessandro Daniele (cui tocca la prefazione), in collaborazione con la Pino Daniele Trust onlus.

Si ricompone la coppia che ha lavorato alla realizzazione di “Pino Daniele Alive”, l’esposizione museale al secondo piano del “Mamt” in piazza Municipio. Questa volta, anziché raccogliere le chitarre del musicista, i documenti privati, gli oggetti di camerino e le strumentazioni dello studio di registrazione, Verdelli e Alex hanno cooperato per completare questo primo viaggio visivo nell’emisfero di Pino. “Qualcosa arriverà” è strutturato in quattro capitoli – “Vogl’essere chi vogl’io”, alludendo a “Je so’ pazz’”; “Il feeling è sicuro”, evocando “A testa in giù”, dall’album/epifania “Nero a metà”; “Da Nord a Sud del mondo” e “Io ci sarò ad alzare il vento” – e una “Cronologia musicale” per epilogo, con l’art direction di Sergio Pappalettera, supervisore anche dello spazio “Alive”.

Cuore del volume è un concetto che l’autore di “A me me piace ‘o blues” e “Alleria” ha costantemente avuto quale faro: «L’emozione è l’unica cosa che vale la pena di comunicare agli altri: qualunque sia il prezzo. Quel momento che succede tra noi che suoniamo e il pubblico che ascolta è un momento magico». Proposito che va riverberandosi pagina dopo pagina anche nei testi emozionali di alcuni amici di lusso: Tullio De Piscopo, James Senese, Rino Zurzolo e Tony Esposito; Peppe Lanzetta e Jovanotti, Al Di Meola e Chick Corea. Ancora, Gianni Minà, Enzo Gragnaniello ed Enzo Decaro, Dorina Giangrande (prima moglie di Pino) e Clementino, Renzo Arbore e Roberto Saviano; Peppe e Toni Servillo, Ferdinando Salzano e Stefano Di Battista, Pasquale Scialò, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Fabio Massimo Colasanti.

Tanti di questi musicisti saranno ritratti nel documentario “Qualcosa arriverà” (il titolo è provvisorio: alla direzione della fotografia Francesca Amitrano, al montaggio Giogiò Franchini) che Verdelli stesso – coproduce RaiCinema con il riconoscimento d’interesse culturale del Mibact – sta girando in città. Parecchi gli istanti goliardici, come accaduto giorni fa al Bar dell’Epoca (per tutti, da “Peppe Spritz”) in piazza Bellini, quando ai tavolini si sono accomodati Senese e Decaro.

«Si tratta di un film che nasce dal libro – anticipa Verdelli – e che sarà pronto prima della primavera. Al massimo entro il 19 marzo 2017, giorno del compleanno di Pino. Giriamo in città ancora alcuni giorni poi andremo a Londra, Roma, Milano, Venezia, Torino, New York intervistando via via Phil Manzanera dei Roxy Music, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Stefano Bollani, Peppe Lanzetta, Maurizio de Giovanni e altri. Né il libro né il film sono progetti biografici. L’idea, in entrambi i casi, è di raccontare una storia speciale».

 

 

di Gianni Valentino

"PINO DANIELE. QUALCOSA ARRIVERÀ" (Rizzoli), a cura di Giorgio Verdelli e Alessandro Daniele, da oggi disponibile in libreria.

 

 

PINO DANIELE ALIVE, percorso per raccontare “emozionalmente” la vita artistica e la musica di Pino Daniele

PINO DANIELE ALIVE

Un percorso per raccontare “emozionalmente”

la vita artistica e la musica di PINO DANIELE

all’interno del MUSEO DELLA PACE – MAMT di NAPOLI

 

 

Ha da poco aperto al pubblico il MUSEO DELLA PACE – MAMT di Napoli (via Depretis, 130): tra i dodici percorsi emozionali presenti, di grande interesse èPINO DANIELE ALIVE”, omaggio al grande artista e musicista napoletano.

A Pino Daniele è infatti dedicato un intero piano del Museo della Pace – MAMT, dove si rivivono i momenti più significativi ed emozionali della sua vita artistica e della sua musica.

Il percorso di “Pino Daniele Alive”, a cura di “PINO DANIELE TRUST ONLUS”, è frutto di un’intesa tra l’indimenticabile “mascalzone latino” e il Presidente della Fondazione Mediterraneo Michele Capasso.

La musica di Pino Daniele è come un viaggio. Lo è stata per lui e lo è per tutti coloro che, visitando le stanze del museo, ne possono seguire le tracce. È un itinerario, a volte facile a volte meno, lungo il quale si incrociano ampie strade e piccoli sentieri, o piazze dalle quali proseguire nelle direzioni più diverse. Perché Pino Daniele è stato molte cose ed è stato anche molte persone: il ragazzo del blues e la “hit” da classifica, il performer ineguagliabile e a volte scontroso, con l’ironia del napoletano verace e l’orecchio finissimo dell’artista globale. Pino Daniele era soprattutto un musicista, cantante per caso e superstar per incidente di percorso, lui si considerava un “chitarrista che canta”.  Soprattutto negli ultimi anni, il suo è stato un percorso molto interiore, di ricerca e costruzione della “forma canzone”. Forse anche per questo, per questa intimità, la sua musica è più attuale che mai: non è solo la colonna sonora di un’epoca, ma conserva intatta la capacità di raccontare e di regalare emozioni.

La sua musica diede a Napoli la certezza di essere migliore di quel che appariva, e aprì tragitti sino ad allora solo sognati, verso un mondo nuovo fatto di note ma anche di terra: “Terra Mia”, naturalmente, ma anche Africa, e un’America vissuta nei solchi dei vinili come nelle pieghe dei jeans. È il mondo in cui si può accedere attraverso video, foto, reperti, strumenti: tutto ciò che in qualche modo è stato e continua ad essere “il mondo di Pino”.

Un percorso dedicato a lui, quindi. Anzi, un viaggio. Perché questo è stata la sua musica. Così afferma Giorgio Verdelli, che ha curato i testi ed i video di “Pino Daniele Alive”. Verdelli è inoltre altro autore e regista di “Unici”, che con la puntata dedicata a Pino Daniele ha ricevuto un grande riscontro di critica e pubblico. “Unici”, con tutto il suo repertorio sottotitolato anche in inglese, rappresenta uno dei percorsi tematici di Pino Daniele che Rai2, insieme a Rai Teche, hanno voluto rappresentare nel miglior modo possibile per il grande valore culturale dell’iniziativa.

La direzione artistica di “Pino Daniele Alive” è invece affidata a Sergio Pappalettera e allo Studio Prodesign (Luca Belli, Daris Diego Del Ciello, Georgia Finardi, Giulia Miggiano). La struttura del Museo della Pace – MAMT ha reso possibile isolare pezzi della vita del grande musicista, ridisegnando un percorso che a partire dai grandi show live riscopre le contaminazioni e l’immaginario meno noto dell’artista restituendo poi al fruitore una visione completa. Attraverso video (alcuni inediti, altri riscoperti), fotografie, parole (le sue soprattutto), oggetti e, ovviamente, le tantissime chitarre di Pino, gli spazi del MAMT si vestono del colore delle sue anime, dalla luce bianca di Napoli al blu dei diavoli del blues, fino al buio della sala di registrazione in cui la musica si ferma sui nastri.

Il MUSEO DELLA PACE – MAMT (Mediterraneo, Arte, Architettura, Archeologia, Ambiente, Musica, Migrazioni, Tradizioni, Turismo) è uno spazio creato dalla FONDAZIONE MEDITERRANEO, da oltre 25 anni impegnata per il dialogo e la pace nel Mediterraneo e nel Mondo.

Il progetto nasce nel 1997, quando il presidente Michele Capasso fa appello agli oltre 2000 rappresentanti di 36 Paesi riuniti a Napoli dalla Fondazione Mediterraneo sulla necessità di dare alla pace un simbolo: venne scelto allora  il “TOTEM DELLA PACE” dello scultore MARIO MOLINARI e richiesto uno spazio dove raccontare una storia diversa da quella che ci viene proposta quotidianamente dai media (terrorismo, migranti che muoiono, corruzione, povertà, guerre) fatta di ciò che ci unisce nel bello: ambiente, architettura, tradizioni, cultura, artigianato, arte, creatività, musica, tradizioni, ecc.

È possibile vedere un filmato sul museo al seguente link: https://youtu.be/_9VZPkst0mY

È possibile visitare il Museo della Pace – MAMT, previa prenotazione telefonica al numero 340 8062908 o via email info@mamt.it, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19 – sabato dalle 10 alle 13.

 

 

 

Napoli, 7 luglio 2016

Ufficio Stampa Museo della Pace – MAMT: Parole & Dintorni (Sara Bricchi)

Museo della Pace – Fondazione Mediterraneo: Ester Pedicini (340 8062908 – info@fondazionemediterraneo.org)

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