Archivi Blog

Pino Daniele: «L’Italia è un caos, ci vorranno 50 anni per riprenderci»

         12 novembre 2014

La nuova tappa di Conegliano del suo “Nero a Metà tour” «Torno al 1980, ma non è nostalgia. Questione d’identità»

 

Non è nostalgia, a sentire lui. «È un andare a cercarsi». Come fare una visita al te più giovane. «Questione d’identità», spiega Pino Daniele. «Molti musicisti raggiungono il passato, si riuniscono dopo essersi sciolti. Sa qual è la verità? Nessuno riesce a rinunciare al suono. Chi nasce musico, morirà musico. Fosse l’ultima cosa da fare».

Scomodiamo Pino per il piacere di ascoltarlo, e questo è naturale, e per un suo inatteso avvicinamento al Friuli. Una tappa del Nero a Metà tour finirà a Conegliano, il 6 dicembre. Volevamo dirvelo, è una novità.

Il progetto, almeno per chi ama il Daniele (grande) dell’altro secolo, è un recupero di sonorità uniche, rimaste laggiù, ma destinate comunque a viaggiare. Oggi basta un clic da qualche parte e ritrovi il mondo che cerchi. Sarà un palco zeppo di gente uscita dagli anni Ottanta: Tullio De Piscopo e James Senese. Eh, mica due qualunque. Magari bravi, ma qualunque. No, usciti e rientrati nella storia, loro. Buon per noi.

«Non è stato particolarmente strano puntare la sveglia ventiquattro anni indietro – racconta – sono comunque pezzi che suono sempre. Ai concerti è naturale sfogliare l’album, succede anche quando me ne sto a casa. Ogni tanto impugno la chitarra… So guardare avanti, anzi, non farlo sarebbe una decisa frenata, uno stare fermo. Non possiamo permettercelo».

Così, facendo due conti, il mestiere assicura longevità, a meno di brusche cadute anzitempo. Non sono pochi i geni bruciati da alcol e droga. Tenendo i diavoli distanti, però, la passione allunga la vita. «I Rolling Stones hanno settant’anni e sembrano ragazzini. Una citazione soltanto per non divagare, ma di esempi ce ne sarebbero eccome. Confidiamo nella cabala, dài».

Torniamo a Nero a Metà. Disco da avere. Vi manca? Ahia. Provvedere subito. Lato A: I say i’ sto ccà, Musica musica, Quanno chiove, Puozze passà nu guaio, Voglio di più, Appocundria. Lato B: A me me piace ’o blues, E so cuntento ’e sta’, Nun me scoccià, Alleria, A testa in giù, Sotto ’o sole. Un prodotto con posizione granitica al 17 posto tra i cento mitici secondo i gusti della rivista Rolling Stone. Fu il terzo sfornato, dopo Terra mia, 1977, e Pino Daniele, 1978. Vogliamo dimenticarci dei due che seguirono Nero a Metà? Vai mò e Bella m’briana.

Facciamo un salto immaginario a Napoli. Qual è il racconto di oggi, Pino? «È una città complicata, come lo sono le grandi metropoli del terzo millennio inchiodate da un flusso irrefrenabile di razze. Dobbiamo imparare a convivere. Io mi sento un figlio d’Annibale, in fondo. Anche voi del Nord Est, però, con i confini liberi… un viavai intenso». Ognuno ha i suoi agili passaggi, l’importante è poi saper gestire al meglio la situazione.

«Guardi, ci vorranno cinquant’anni, se bastano, per riprenderci. È un gran casino questo Paese». Vogliamo aggiungere al marasma purtroppo attivo la piaga delle mafie? «Partiamo dal concetto che non sono invincibili, lo dice Saviano. Pensiamo di vincere la battaglia, altrimenti la perdi sul serio. Il guaio è: la criminalità organizzata si è talmente mescolata alle istituzioni che è difficile riconoscerla».

 

 

di Gian Paolo Polesini

Pino Daniele in tour: «Voglia del mio passato»

Pino Daniele ospite a “Il Messaggero”

Pino non ci pensa, non vuole pensarci proprio, ma i sessant’anni, un’età che sembra appartenere ormai a tutto il cantautorato nazionale, stanno per arrivare anche per lui. L’appuntamento è per il 19 marzo prossimo: «Ma non farò feste pubbliche, questo è sicuro», proclama. Poi ci scherza su: «Si, sono in scia alla carriera dei Pooh. Loro sono davanti di dieci anni io sono dietro».

Personaggio schivo, Pino Daniele non ha mai amato la luce abbagliante dei riflettori e tanto meno oggi, in una fase della sua vita in cui si è sganciato definitivamente dal ruolo di idolo nazionalpopolare della nostra pop music (e lo è stato, fra i primi a riempire gli stadi in epoca in cui non era consuetudine).
E, per segnare ulteriormente questo suo distacco dal cerimoniale pubblico, eccolo tuffarsi all’indietro recuperando un gioiello della sua carriera, quel Nero a metà (terzo album della sua discografia) dove c’è buona parte della sua estetica musicale con pezzi miliari come A me me piace ‘o blues. «L’ho fatto per l’esigenza di ritornare a una sonorità che avevo cercato negli anni 70 e 80, quando ogni artista aveva un’identità sonora, non come oggi dove tutto si è massificato», ci racconta facendo visita al Messaggero. E, con quel sound, Pino ritrova anche gli amici (mai perduti) di un tempo da James Senese a Agostino Marangolo, a Tullio De Piscopo a Gigi De Rienzo.
Pino, ma è un ritorno al passato puro e semplice?
«Più che un recupero di quegli anni è la voglia di ritrovare quel clima. Erano tempi in cui c’era l’opportunità di fare musica. E oggi questa possibilità manca clamorosamente. E poi c’è la voglia di far conoscere quel l’atmosfera a quelli che non hanno mai visto i nostri concerti allora».
Pino, nel frattempo, bolle in pentola l’idea anche di un disco di canzoni nuove?
«Si, sto lavorando a un nuovo album. Che, come al solito, sarà ricerca attorno alla musica etnica».
Non sente la voglia di scrivere nuovi pezzi che possano sfondare, come è successo in passato con canzoni, per esempio scritte in italiano, come “Io per lei” o “Che male c’è”?
“Non ci penso proprio. Anzi, la regola è non pensare a quello che scrivi, non mettersi a tavolino a dire adesso compongo una bella canzone. Musica e parole devono essere una cosa istintiva, devono uscire naturalmente. Per me suonare è come mangiare. E non posso farne a meno».
Quanto può stare senza suonare?
«Ma puoi stare più di due giorni senza mangiare? Suonare fa parte di me. E’ un modo di vivere, una disciplina, è il mio modo di comunicare con gli altri».
Pare di capire che, come sta succedendo da tempo nei concerti, anche nel prossimo disco ci sarà molto spazio per gli strumenti.
«L’improvvisazione è un momento magico della musica, specie oggi dove tutto è catalogato e tutto è scontato».
E’ un eredità della sua passione per la musica nera e per il jazz?
«Non c’è dubbio, le radici sono lì».
Anche quelle dei chitarristi che sono stati i suoi riferimenti?
«Sono tanti. Da Eric Clapton col suo modo di suonare blues, allo stile spagnolo di Paco De Lucia, al jazz di John McLaughlin. Il jazz, il suono latino, e quello mediterraneo sono il mio pane».
E la canzone napoletana?
«Sono grandi melodie, non è detto che un giorno non possa fare un disco di un certo tipo di quelle canzoni».
Sta dicendo che ci ha pensato?
«Sì, ho pensato magari di fare un album solo strumentale. A casa ogni tanto me le suono quelle canzoni e mi fa piacere, fanno parte della mia vita. Certo ci sono le cose fatte da Roberto Murolo che è difficile eguagliare».
Con Nero a metà Pino ha debuttato quest’estate a Verona, in una serata speciale. Ora riprende quel concerto con una serie di date invernali. La prima è a Conegliano, il 6 dicembre, poi Bari, Roma (il 13 al Palalottomatica), Napoli (16 e 17), Milano il 22.
«Sarà un concerto denso, una parte acustica e una elettrica e oltre a Nero a metà racconterò anche altri momenti della mia carriera», anticipa.

di Marco Molendini

Pino Daniele presenta in diretta il tour “NERO A METÀ”

       (05 novembre 2014)

 

Oggi Pino Daniele è stato ospite di Paola “Funky” Gallo nell’Auditorium di Radio Italia e ha parlato in diretta del suo tourNero a metà”, di cui Radio Italia è radio ufficiale.

Prendendo spunto da un’imitazione del cantante fatta dal nostro Mauro Marino, l’intervista è iniziata con una domanda semiseria: “Credo che tu sia una delle voci della musica italiana più imitate, tu ti diverti?” e Pino è stato volentieri al gioco: “A volte me la faccio anche da solo l’imitazione, mi diverto”. E l’imitazione se l’è fatta per davvero, in diretta!

Entrando nel vivo dell’argomento tour, invece, Paola ha chiesto a Pino un commento sull’ultimo live che ha tenuto all’Arena di Verona lo scorso settembre e che è stato trasmesso in diretta da Radio Italia, con ospiti come Francesco Renga, Emma, Elisa, Fiorella Mannoia e Mario Biondi: “E’ stato un bel concerto. Non ricordo altri cantanti in lingua (dico in lingua perché io ho cantato in napoletano) all’Arena di Verona. Io ho iniziato la mia carriera proprio lì e ci tenevo a fare questo concerto con una panoramica di tutto quello che ho fatto, oltre ai brani dell’album ‘Nero a metà’. Il risultato ci è piaciuto e abbiamo deciso di ripetere”. Infatti dal concerto è nato un tour che partirà ufficialmente l’11 dicembre al Pala Florio di Bari, dopo la data Zero del 6 dicembre a Conegliano (TV), e proseguirà il 13 al Palalottomatica di Roma, il 16 e il 17 al Pala Partenope di Napoli e il 22 al Mediolanum Forum di Assago (MI): “Gli ospiti non sono ancora annunciati, ma lo scopo principale è quello di rimanere fedele al tipo di suono che ho usato in ‘Nero a metà’ e posso anticiparvi che il concerto sarà diviso in due parti: una acustica e una elettrica”. La ricercatezza nel suono è un aspetto che da sempre caratterizza la produzione di Pino Daniele: “Con il passare degli anni l’ansia di cercare un determinato suono forse si perde un po’, ma non bisogna perdere la spontaneità. I miei live sono una specie di jam session e c’è molta improvvisazione, quindi ogni concerto è diverso dall’altro”.

L’attenzione si è spostata inevitabilmente sull’argomento suono e Paola ha chiesto al cantautore se ama assistere anche a concerti solo strumentali: “Qualche volta ci vado, solo quando mi interessa veramente. Ma deve essere una cosa particolare altrimenti mi viene voglia di suonare. Una volta andai a sentire un collega e mi ha chiamato subito sul palco”. E durante la sua carriera Pino Daniele il palco l’ha condiviso con artisti internazionali di altissimo profilo, come il chitarrista Pat Metheny: “Per me è fondamentale lavorare con musicisti di un certo calibro perché con loro puoi imparare molto e confrontarti. Ogni musicista si rifà alla propria cultura e gli italiani hanno un proprio approccio: una cosa è fare un genere e un’altra cosa è farne un’imitazione. Io cerco sempre di partire da quello che è il mio background, dalla musica della mia terra, poi c’è un codice universale che è la musica stessa e che ti permette di dialogare con altri artisti. Io continuo la ricerca come musicista anche se faccio il cantante”. A questo proposito, Pino Daniele ha ricordato insieme a Paola le sue svariate collaborazioni con altri artisti italiani: “Ho prodotto un disco di Giorgia bellissimo di cui sono molto fiero, ho scritto un pezzo per Fiorella Mannoia, ho cantato con Irene Grandi e con J Ax. Ho collaborato con molti cantanti italiani perché non mi do limiti”.

Come in tutte le dirette di Radio Italia, i fan hanno interagito con Pino Daniele da casa attraverso i social network e gli sms. Il primo commento che è saltato all’occhio è in napoletano verace: “Si Gruoss!” e il cantautore ironizza: “Pensavo proprio questa cosa mentre suonavo con Eric Clapton”. Un ascoltatore ha scritto di apprezzare molto le canzoni di Pino e gli ha chiesto se ne ha già pensate di nuove: “Sto scrivendo delle canzoni e quando sarò pronto farò un nuovo lavoro. Non posso dare anticipazioni perché non so nemmeno io cosa ci sarà nell’album. Io non penso a nulla, io suono e basta. E non penso nemmeno ai social, preferisco incontrare le persone per strada con un rapporto più umano e diretto”. Un’altra domanda da casa riguarda una possibile nuova collaborazione con Emma e il cantautore non lo esclude: “Penso proprio che ci sarà. A me fa sempre piacere incontrarla: le piace molto la mia musica, ha molta grinta e un grosso talento”.

Nel tour Nero a metà, di cui Radio Italia è radio ufficiale, Pino Daniele presenterà i brani dell’omonimo disco cult pubblicato nel 1980 e sarà accompagnato proprio da quei musicisti che hanno suonato in quell’album. Sul palco ci saranno anche il percussionista Tullio De Piscopo e il sassofonista James Senese. E’ un evento attesissimo e sarebbe quasi scontato inciderne una testimonianza in CD o DVD, ma anche su questo tema Pino va contro corrente: “Non credo uscirà un DVD, non registriamo niente. Suoniamo solo per il gusto di suonare, non ci sono scopi discografici. I concerti saranno momenti particolari e ognuno sarà diverso dall’altro. E’ un po’ come nel jazz: noi abbiamo delle canzoni e ogni sera ci improvvisiamo sopra. Questa cosa non si può decidere a tavolino, si fa solo così come viene”. L’unico modo per vedere e sentire quello che succederà sul palco è quindi andare a uno dei concerti del tour: il primo appuntamento utile è la data Zero, in programma sabato 6 dicembre alla Zoppas Arena di Conegliano.

 

 

Intervista di Paola “Funky” Gallo

Pino Daniele: «Sogno un mio festival»

«Quando c’era Bassolino, in città tanti progetti e artisti
Ora invece…»

«Mi piacerebbe realizzare un Festival del Mediterraneo, una 2 o 3 giorni di musica, da fare al porto di Napoli, dove coinvolgere artisti che rappresentino la Spagna, il Portogallo, il Nord Africa… Intanto a metà dicembre (il 16 e il 17) sarò in concerto col mio Nero a metà Tour al Palapartenope». Dove quest’anno non si farà il suo concertone con gli amici di sempre, «Tutta ‘n’ata storia Friends». Ma tutto ciò era già stato abbondantemente annunciato.

Del progetto nel porto ne ha già discusso con le istituzioni cittadine?
«Non ancora, ne ho parlato con l’ammiraglio Felice Angrisano, che guida il Comando Generale delle Capitanerie di Porto d’Italia. Lui è di Torre Annunziata, è una persona in gamba e mi ha assicurato il suo appoggio. Con il Comune e la Regine. No, quest’anno non ci ho ancora provato. Quando c’era Bassolino avevo rapporti con le istituzioni napoletane. Antonio aveva grandi idee, coinvolgeva in diversi progetti artisti napoletani che avevano dato lustro alla città. Ora…».

Quindi ora niente progetti sociali?
«Grazie anche alle istituzioni di allora, in passato ho suonato all’istituto penitenziario minorile di Nisida, e poi al carcere di Poggioreale: simili esperienze mi piacerebbe rifarle, ma da allora è più difficile rapportarsi con le nuove (istituzioni) che ho provato anche a coinvolgere per il mio progetto “Tutta ‘n’ata storia Friends”, ma senza ottenere grandi risultati».

Tentar non nuoce mai.
«Infatti. Questo non vuol dire che “Tutta ‘n’ata storia Friends” non si faccia più. Ritornerò comunque a Natale del 2015 con nuove idee. Le istituzioni? Rilancio con un nuovo invito all’amministrazione cittadina. Mi piacerebbe discutere con loro della mia idea seriale di Festival del Mediterraneo. Inteso come mare, non più cimitero d’acqua per sfortunati esuli, ma culla di civiltà. Siamo tutti figli di questo mare».

Che gli ha fatto vincere pure un premio, come simbolo del Mediterraneo.
«Sono orgoglioso di aver ricevuto il Premio Mediterraneo Arte e Creatività 2014. Il mio prossimo disco al quale mi dedicherò finito il tour, sarà incentrato proprio sulle musiche del Mediterraneo. Sul quale affacciano tanti Paesi che risentono in modo particolare della crisi. Non solo Napoli, quindi soffre del malaffare, delle infrastrutture che mancano, del traffico, delle lungaggini burocratiche, della delinquenza, delle scuole ed degli ospedali che non funzionano, della disoccupazione. Ovunque c’è crisi e tutto è fermo…».

Tornando alla due giorni di dicembre al Palapartenope, il cantautore sarà accompagnato dalla band originale del 1980, composta da James Senese, Gigi De Rienzo, Agostino Marangolo, Ernesto Vitolo, Rosario Jermano, mentre il set acustico vedrà Rino Zurzolo, Elisabetta Serio e la partecipazione di Tullio De Piscopo. Ovvero tutti i «friends».

 

di Carmine Aymone

Pino Daniele: "A sessant’anni ancora nero a metà"

Il cantautore in concerto al Palapartenope il 16 e il 17 dicembre

 

MUSICANTE senza tempo, Pino Daniele sarà in concerto il 16 e il 17 dicembre al Palapartenope nell’ambito del tour “Nero a metà”, che prende il titolo dal suo leggendario album del 1980 (biglietti da 35 a 70 euro). In scaletta soprattutto i classici dell’epoca, eseguiti dal cantautore prima con un trio acustico (Tullio De Piscopo alle percussioni, Rino Zurzolo al contrabbasso, Elisabetta Serio al piano) e poi dalla band originale di “Nero a metà” (James Senese al sax, Gigi De Rienzo al basso, Agostino Marangolo alla batteria, Ernesto Vitolo al piano e Rosario Jermano alle percussioni). Più un ospite a sorpresa. “Il primo settembre  –  racconta il cantautore  –  abbiamo fatto un concerto all’Arena di Verona: doveva essere un evento unico, ma il pubblico ha reagito con un entusiasmo incredibile, cosa che francamente non mi aspettavo. Così abbiamo deciso di partire per un tour. Volevo riportare alla luce una sonorità differente, quella dei primi anni Ottanta, in un momento in cui tutto è un po’ massificato, anche in senso musicale. Un suono a cui molti oggi fanno riferimento. Non perché la musica di ieri sia migliore di quella di oggi, ma perché allora lo spirito era diverso”.

In che senso, Daniele, lo spirito di quegli anni era diverso?
“Allora si era più concentrati più sull’abilità dei musicisti, sulla loro personalità. Quelli della mia generazione sono cresciuti così e non possono cambiare. Anche se “Nero a metà” quest’anno è stato ristampato in edizione speciale, direi che non si tratta di un’operazione meramente discografica: quanti dischi possiamo vendere, alla fine? È più importante rivalutare l’identità dei musicisti in un’epoca come questa, fatta di suoni tutti uguali, senza personalità”.

Vuol dire che un tempo i musicisti erano più amati, più rispettati anche come persone?
“Sì, pensiamo a gente come Eric Clapton o Santana, oppure a Battiato e alla Pfm, solo per fare qualche nome. Erano uno diverso dall’altro e la musica era un modo per esprimere la loro personalità “.

Non si può parlare di nostalgia?
“No, questo modo di vivere la musica ha sempre fatto parte della mia vita, non appartiene al passato. L’unica differenza è che allora avevo 25 anni e ora ne ho 60”.

Li compie a marzo. Festeggiamenti in programma?
“Soltanto privati, nessuna celebrazione, non le ho mai amate. Ma nel 2015 uscirà il mio nuovo album di inediti, ho già dei pezzi pronti”.

Da molti anni non vive a Napoli, ma non ha mai troncato i rapporti con la sua città: ne ha seguito gli ultimi eventi politici e culturali?
“Sì e no, non sono uno che ama schierarsi. Vedo però quello che succede: quando uno dà fastidio e cerca di cambiare le cose, provano a toglierlo di mezzo, magari appigliandosi a degli errori che può aver fatto in buona fede, a fin di bene”.

Allude ovviamente a de Magistris, alla sua sospensione e al suo reintegro….
“Secondo me lo stavano aspettando come si dice in fondo al vico. Ma non credo che abbia fatto cose scorrette, chissà a chi ha dato fastidio, a chi era destinata quella poltrona”.

E ha seguito le celebrazioni per il trentennale della morte di Eduardo?
“Finalmente si è tornato a parlarne, era ora. Ma forse si dovrebbe fare un’operazione diversa. Non soltanto ricordarlo ma farlo studiare nelle scuole: è sconcertante che molti giovani non lo conoscano. Il teatro è come la letteratura, va studiato, altrimenti se ne perde la memoria”.

Lei non sembra avere questo problema, viene seguito da gente di ogni età…
“La canzone è diversa, ha un’altra immediatezza. Alcune canzoni sono arte, poesia, e quelle restano. È anzi il tempo a rivelarne il valore. Altre sono legate al costume del momento e non sono destinate a durare”.

E a proposito di artisti che restano. I concerti napoletani di fine anno sono per tradizione i più seguiti, anche i più rappresentativi. Quest’anno toccano a lei, il 16 e il 17 dicembre, e a Nino D’Angelo, il 27.
Intramontabili?
“No, per carità, guai a pensare che esistiamo soltanto noi. Un altro grande della nostra generazione è Enzo Gragnaniello, un vero poeta. Poi ci sono i più giovani, Clementino, Rocco Hunt. Tutti degnissimi artisti di questa città”.

 

di Antonio Tricomi

PINO DANIELE: a dicembre 6 grandi date esclusive per il concerto di "NERO A META’"

Dopo il successo del concerto-evento del 1° settembre all’Arena di Verona

6 GRANDI DATE ESCLUSIVE PER IL CONCERTO DI “NERO A METÀ

6 Dicembre CONEGLIANO (Treviso) – NUOVA DATA!

11 Dicembre BARI | 13 Dicembre ROMA | 16 e 17 Dicembre NAPOLI | 22 Dicembre MILANO

IL TOUR CON I MUSICISTI ORIGINALI DELLO STORICO ALBUM DEL 1980

E LA PARTECIPAZIONE DI Tullio De Piscopo E Di James Senese

PIU’ UN OSPITE SPECIALE PER OGNI CONCERTO

Dopo il grande successo del concerto-evento dello scorso 1° settembre all’Arena di Verona, PINO DANIELE tornerà con 6 date esclusive di “NERO A METÀ”: 6 dicembre a CONEGLIANO (TV – Zoppas Arena), l’11 dicembre a BARI (Pala Florio), il 13 dicembre a ROMA (Palalottomatica), il 16 e il 17 dicembre a NAPOLI (PalaPartenope), il 22 dicembre a MILANO (Mediolanum Forum- Assago). In questi nuovi appuntamenti, che vedranno la partecipazione di un ospite speciale per ogni concerto, PINO DANIELE sarà accompagnato dalla band originale del 1980, composta da James Senese (sax), Gigi De Rienzo (basso), Agostino Marangolo (batteria), Ernesto Vitolo (piano), Rosario Jermano (percussioni),  mentre l’Acoustic Set vedrà sul palco Rino Zurzolo (contrabbasso), Elisabetta Serio (piano) e la partecipazione di Tullio De Piscopo.

Blues, rock, jazz, sonorità acustiche, e l’immancabile tradizione napoletana: questi gli ingredienti che PINO DANIELE porterà sul palco nelle 5 date di “NERO A METÀ”. Un grande spettacolo sulle note dell’omonimo storico terzo album di Pino, dove protagoniste saranno le canzoni più belle dell’artista, da “Quanno chiove”, al brano che dichiara la sua passione di sempre, “A me me piace ‘o blues”, da “I Say I’ Sto Ccà” a “Nun me scuccià”: grandi classici che all’epoca definirono un nuovo stile musicale e che ancora oggi risultano di sorprendente freschezza.

I biglietti per le date di “NERO A METÀ”, prodotto e organizzato da 55AVE Entertainment e F&P Group (in collaborazione con Radio Italia, la radio ufficiale del tour), sono disponibili online su www.ticketone.it, nei punti vendita e nelle prevendite abituali (per info biglietti: www.fepgroup.it).

Nero a Metà (1980) è l’album della consacrazione per Pino Daniele, simbolo di quel sound inconfondibile, diventato suo marchio di fabbrica in Italia e all’estero. Le melodie, la fusione tra tradizione partenopea, blues, rock e jazz hanno reso questo disco un pilastro della musica italiana, tanto che ancora oggi è nella classifica Rolling Stone Italia dei “100 album più belli di sempre” ed è stato premiato ai Music Awards 2014 come uno degli album che hanno lasciato un segno nella storia della musica italiana. Per celebrarlo, l’album è stato pubblicato da Universal Music Italia in una nuova edizione rimasterizzata “NERO A METÀ” Special Extended Edition, disponibile anche in doppio vinile da 180 grammi in edizione limitata e numerata in 1.000 esemplari. Il primo Lp contiene la versione rimasterizzata dell’album originale mentre il secondo Lp contiene i due preziosi brani inediti (“Tira A Carretta” e lo strumentale “Hotel Regina”) e i nove brani in versioni alternative e demo tratti dalle registrazioni originali, già contenuti nell’edizione in cd.

Quest’anno PINO DANIELE ha ricevuto il “Premio Mediterraneo Arte e Creatività 2014”, considerato tra i più importanti al mondo, per aver coniugato contaminazioni culturali e musicali, identificando nella cultura mediterranea quel mix di sound e di passione che costituiscono la base fondamentale della sua arte.

Milano, 3 novembre 2014

Ufficio Stampa Pino Daniele: Parole & Dintorni (Resp. Riccardo Vitanza | Rif. Anna Pompa)

Ufficio Promozione F&P Group: Francesco Colombo – Francesco Negroni

PINO DANIELE: a grande richiesta 5 date esclusive per “NERO A METÀ”

Dopo il successo del concerto-evento del 1 settembre all’Arena di Verona

A GRANDE RICHIESTA 5 DATE ESCLUSIVE PER “NERO A METÀ

11 Dicembre BARI | 13 Dicembre ROMA  | 16 e 17 Dicembre NAPOLI | 22 Dicembre MILANO

LIVE CON LA BAND ORIGINALE DEL 1980

E LA PARTECIPAZIONE DI TULLIO DE PISCOPO E DI JAMES SENESE

PIÙ UN OSPITE SPECIALE PER OGNI CONCERTO

Dopo il grande successo del concerto-evento dello scorso 1 settembre all’Arena di Verona, a grande richiesta PINO DANIELE tornerà con 5 date esclusive di “NERO A METÀ”: l’11 dicembre a BARI (Pala Florio), il 13 dicembre a ROMA (Palalottomatica), il 16 e il 17 dicembre a NAPOLI (PalaPartenope), il 22 dicembre a MILANO (Mediolanum Forum- Assago). In questi nuovi appuntamenti, che vedranno la partecipazione di un ospite speciale per ogni concerto, PINO DANIELE sarà accompagnato dalla band originale del 1980, composta da James Senese (sax), Gigi De Rienzo (basso), Agostino Marangolo (batteria), Ernesto Vitolo (piano), Rosario Jermano (percussioni),  mentre l’Acoustic Set vedrà sul palco Rino Zurzolo (contrabbasso), Elisabetta Serio (piano) e la partecipazione di Tullio De Piscopo.

Blues, rock, jazz, sonorità acustiche, e l’immancabile tradizione napoletana: questi gli ingredienti che PINO DANIELE porterà sul palco nelle 5 date di “NERO A METÀ”. Un grande spettacolo sulle note dell’omonimo storico terzo album di Pino, dove protagoniste saranno le canzoni più belle dell’artista, da “Quanno chiove”, al brano che dichiara la sua passione di sempre, “A me me piace ‘o blues”, da “I Say I’ Sto Ccà” a “Nun me scuccià”: grandi classici che all’epoca definirono un nuovo stile musicale e che ancora oggi risultano di sorprendente freschezza.

I biglietti per le date di “NERO A METÀ”, prodotto e organizzato da 55AVE Entertainment e F&P Group (in collaborazione con Radio Italia, la radio ufficiale del tour), sono disponibili online su www.ticketone.it, nei punti vendita e nelle prevendite abituali (per info biglietti: www.fepgroup.it).

Nero a Metà (1980) è l’album della consacrazione per Pino Daniele, simbolo di quel sound inconfondibile, diventato suo marchio di fabbrica in Italia e all’estero, ed è ancora oggi nella classifica Rolling Stone Italia dei “100 album più belli di sempre”. Per celebrarlo l’album è stato pubblicato da Universal Music Italia in una nuova edizione rimasterizzata “NERO A METÀ” Special Extended Edition, disponibile anche in doppio vinile da 180 grammi in edizione limitata e numerata in 1.000 esemplari. Il primo Lp conterrà la versione rimasterizzata dell’album originale mentre il secondo Lp conterrà i due preziosi brani inediti (“Tira A Carretta” e lo strumentale “Hotel Regina”) e i nove brani in versioni alternative e demo tratti dalle registrazioni originali, già contenuti nell’edizione in cd.

Milano, 13 ottobre 2014

Ufficio Stampa Pino Daniele: Parole & Dintorni (Resp. Riccardo Vitanza | Rif. Anna Pompa)

Ufficio Promozione F&P Group: Francesco Colombo – Francesco Negroni

Pino Daniele: standing ovation all’Arena di Verona

   02 settembre 2014

Il concerto evento con le canzoni di Nero a metà

La standing ovation dei diecimila spettatori dell’Arena di Verona ha salutato ieri il finale del concerto di Pino Daniele, visibilmente emozionato e soddisfatto per una serata magica. La riproposizione di Nero a metà con il gruppo originale dell’epoca, il sontuoso accompagnamento sinfonico dell’orchestra Roma Sinfonietta e i riusciti duetti con Mario Biondi, Elisa, Emma, Francesco Renga e Fiorella Mannoia sono stati gli ingredienti di un’esibizione che il Mascalzone Latino non dimenticherà facilmente.

Unico assente, tra gli ospiti previsti, è stato Massimo Ranieri, che ha cancellato all’ultimo momento la sua partecipazione per un problema personale, ma il cantattore dovrebbe recuperare in una delle prossime cinque date del concerto-evento. Chi ieri non era presente all’Arena di Verona, infatti, potrà rifarsi nel tour invernale di Nero a metà, che farà tappa l’11 dicembre a Bari, il 13 dicembre a Roma, il 16 e il 17 dicembre nella sua Napoli, per concludersi il 22 dicembre a Milano. L’evento, trasmesso in diretta su Radio Italia, si è aperto con Terra mia, resa ancora più suggestiva dall’arrangiamento sinfonico. 

Il primo duetto della serata è stato quello con Elisa, per la prima volta insieme sullo stesso palco, anche se dall’affiatamento in Quando non si direbbe. Dopo è il momento di Francesco Renga, che interpreta con Pino ed Elisa Voglio di più e solo con il cantautore napoletano Musica musica. Fiorella Mannoia, definita da Daniele “mezza napoletana”, regala grandi emozioni con Senza te e E so cuntento e sta. L’ospite più applaudita, merito anche delle sue onnipresenti fan, è stata Emma Marrone, grintosa e ironica come non mai in  Je so’ pazzo e Nun me scoccià. Mario Biondi ha già collaborato diverse volte con Pino e si sente, sia in Sotto ‘o sole che nell’iconica A me me piace o’ blues, dove il vocalist ha potuto sfruttare al meglio la sua prodigiosa voce black. Il pubblico applaude ripetutamente, anche se qualcuno avrebbe preferito qualche duetto di meno. Sulla scaletta, invece, nulla da dire, con tutti i brani di Nero a metà, riproposti dalla formazione originale del 1980: James Senese al sax, Gigi De Rienzo al basso, Agostino Marangolo alla batteria, Ernesto Vitolo al pianoforte e alle tastiere, Rosario Jermano e Tony Cercola alle percussioni. “Quando lo registrammo –ha detto Pino-non pensavamo ai soldi, alle serate, a cosa sarebbe successo dopo. Non avremmo mai immaginato un exploit così”. Senese ha cantato Puozze passà nu guaglio ed è stato simpaticamente “bersaglio” di Daniele quando,a proposito dei tanti anni passati dall’uscita dell’album, ha detto: “Tutti abbiamo oggi i capelli bianchi, tranne Senese che resta uguale”. Finale da brividi, con tutti i cantanti e i musicisti sul palco a interpretare Napule è e Yes I know my way, due inni che sembrano scritti apposta per salutare il pubblico. Il concerto di Nero a metà non è stato solo una celebrazione di un album storico, ma una grande festa in musica che, se fatta bene come in questo caso, non invecchia mai.

 

di Gabriele Antonucci

Pino Daniele show all’Arena di Verona

 

Lei è napoletano? Emigrante? Chissà, ci fosse statoTroisi forse avrebbe scherzato così con il suo amico Pino, ricordando il dottore tedesco di Ricomincio da tre. Ma Pino Daniele, 60 anni il prossimo Marzo, è uno che, come il Gaetano del film, viaggia pe’ cunoscere e far conoscere la sua musica, ritmo napoletano ma universale.
E così l’Arena di Verona, scenario magico e suggestivo, è diventata la casa di un concerto evento nato per celebrare Nero a metà, disco simbolo del cantautore partenopeo, considerato da Rolling Stones Italia tra i 100 album più belli di sempre. Una serata speciale impreziosita da duetti vecchi e nuovi, daFiorella Mannoia a Emma, da Mario Biondi a Elisa, passando per Francesco Renga, introdotto da Pino con una frase che sa di politica, di critica sociale: “Lui è bresciano, ama la mia musica e io la sua, a dimostrazione che non esistono barriere”. Il riferimento è alla spaccatura tra nord e sud, ai cori di discriminazione che si sentono negli stadi italiani, al sentimento di divisione che immobilizza l’Italia e la fa scivolare sempre più indietro.
Il concerto si apre con Terra mia e l’accompagnamento dell’orchestra Roma Sinfonietta: “Comme è triste e comme è amaro sta assettato ‘a guardà” canta Pino, oggi come trent’anni fa. Elisa è il primo ospite ad entrare in scena suQuando, intramontabile dichiarazione d’amore scritta per Pensavo fosse amore invece era un calesse. Poi arrivaViento ‘e terra, prima di lasciare spazio al Daniele moderno, quello delle canzoni d’amore: Pigro, Sara, Occhi chesanno parlare, Io per lei, Mareluna e tante altre. Sul palco con il Nero a metà sale Fiorella Mannoia, saluta il pubblico e lo “avverte” delle mancate prove a causa di un ritardo aereo, ma quando insieme intonano Senza ‘e te il pubblico si scioglie in un applauso scrosciante, premio a due artisti raffinati. Emma è la star più giovane, canta con Pino Jeso’ pazzo e Nun me scuccià, pezzi più adatti alla sua carica. Mario Biondi incrocia la sua voce graffiante con quella dell’amico napoletano ed il risultato è una splendida versione di Sotto ‘o sole, prima di una esplosiva ‘A me me piace‘o blues. Elisa e Renga tornano insieme per cantere Voglio di più, la Mannoia bissa con E so’ cuntento ‘e sta.Quanno chiove è un capolavoro senza tempo, Puozze passà nu guaio vive di rabbia insieme alla voce del mitico James Senese.
L’Arena apprezza e vorrebbe fermare il tempo: Alleria e Appocundria sono due sentimenti contrapposti ma paradossalmente vicini. Nel finale gli artisti si riuniscono tutti insieme per cantare Napule è, prima di lasciare spazio all’attore principale, che chiude la serata con una fantastica Yes I know my way insieme alla band di Nero a metà: Agostino Marangolo alla batteria, James Senese al sax, Rosario Jermano e Tony Cercola alle percussioni, Gigi De Rienzo al basso, Ernesto Vitolo alle tastiere. Con loro ci sono anche l’amico di sempre Rino Zurzolo al basso, Alfredo Golino alla batteria e le new entry Daniele Bonaviri alla chitarra e Elisabetta Serio al piano.
Gli applausi si sprecano, la standing ovation è meritata. Pino Daniele conferma la capacità di proporre spettacoli musicali sempre nuovi, anche se le canzoni hanno trent’anni e passa. A Verona non c’è solo Napoli, ma l’Italia intera è corsa all’Arena per assistere all’evento. Non emigranti, ma forse si. Perché è un vero peccato che un orgoglio della città non possa avere nella sua terra la possibilità di un evento del genere e debba accontentarsi dei pochi posti del Palapartenope, l’unica location in grado di regalare Pino ai suoi concittadini. E’ un dettaglio, anzi no.

 

 

di Pierpaolo Orefice

Pino Daniele, tre concerti in uno all’Arena di Verona per celebrare Nero a metà

Pino Daniele è tornato all’Arena di Verona per celebrare Nero a metà. Grande serata con ospiti speciali. La recensione del concerto del 1 settembre 2014.

Tre concerti in uno. Con l’orchestra, con l’ultima band e con il gruppo di un tempo. Si tratta del resto di una serata celebrativa per festeggiare Nero a metà, uno degli album più rappresentativi di Pino Daniele, che segnò uno spartiacque nella musica italiana. Un disco che coniugava tradizione napoletana, blues e musica nera e cantautorato italiano. E per festeggiare quell’opera (e un po’ anche se stesso) l’artista napoletano ha voluto fare le cose al meglio: location delle grandi occasioni, non uno ma ben cinque colleghi ospiti sul palco e tutti gli amici di una vita ad accompagnarlo, da Gigi De Rienzo a James Senese. Dopo la breve intro orchestrale si parte con Terra mia, «uno dei primi brani che ho scritto». Tutta la prima parte è un best of con tutto il meglio della sua carriera. Già sul secondo pezzo esce Elisa per duettare con grande complicità sulle note di Quando. La prima ora scalda il pubblico dell’Arena di Verona con i classici più amati, che molti cantano dalla prima all’ultima nota.

Pigro è una delle vette della serata, con Pino alla chitarra classica e un arrangiamento con tutta l’orchestra Roma Sinfonietta che dona un’atmosfera eterea e magica a un brano che già di suo trascina i cuori degli spettatori. È poi la volta di Sara non piangere, che il pubblico riconosce immediatamente grazie all’intro di chitarra. Stesso esito per Resta resta cu’ mme, che scatena un applauso tale da far pensare di essere in Piazza del Plebiscito a Napoli e non in un’Arena di Verona fredda in quanto a clima, ma scaldata dalla presenza di 10mila persone. Tocca a una cara amica del cantautore accompagnarlo sulle note di Senza ‘e te: Fiorella Mannoia regala il duetto forse più intenso della serata, merito certo della complicità nata nel tour 2002 che i due avevano fatto insieme anche a Ron e Francesco De Gregori. Ma sono tutte le collaborazioni della serata a funzionare, trasformandosi spesso in vere e proprie jam session voce-strumenti-orchestra. Ed Emma è un’altra grande sorpresa con un Je so pazzo molto graffiata, che se da una parte perde il tono originale, assume una chiave più soul. Chiudono la prima parte di serata Io per lei e Anima, applauditissime dal pubblico.

È il momento di Nero a metà, che viene suonato integralmente con un ordine di canzoni solo lievemente mutato. Pino chiama gli amici di un tempo Gigi De Rienzo (basso), Agostino Marangolo (batteria), Ernesto Vitolo (piano e tastiere), Rosario Jermano (percussioni) e Tony Cercola (bongos). L’ultimo a uscire sul palco è James Senese, al quale è riservato un vero tripudio. Il cantautore napoletano chiama poi Mario Biondi per Sotto ‘o sole, canzone che in realtà chiudeva l’album ma che in questa occasione è perfetta per aprire la celebrazione. Subito dopo tocca a I say i’ sto ccà, talmente perfetta tra la voce di Pino e il sax di Senese che l’Arena si trasforma in uno stadio tributando ovazioni e cori al cantante. Da qui in poi la celebrazione si trasforma in festa e gioia. Esce Francesco Renga per Musica musica, poi è ancora Pino a prendersi la scena per Quanno chiove ePuozze passa’ nu guaio, prima che di nuovo Renga ed Elisa lo accompagnino insieme per Voglio di più. E dopo le delicate Appocundria e Alleria è di nuovo magia con Mannoia su E so’ cuntento ‘e stà’, prima della chiusura con A testa in giù, Nun me scoccià’ con Emma e A me me piace ‘o blues con Mario Biondi. Il pubblico è in delirio e Pino decide di non finire così. Mancano ancora un paio di capolavori.

I bis si aprono sulle note di una Napule è corale cantata con gli ospiti della serata, mentre la chiusura finale è lasciata a Yes I Know My Way, con le due band fuse insieme per dare un senso definitivoalla serata, tra i fasti del passato e un presente che ha ancora molto da dire. Sono passati più di vent’anni da quando ho ascoltato Pino Daniele per la prima volta. È stato il primo artista che ho visto dal vivo. Era un concerto nell’ambito di Umbria Jazz e io mi addormentai dopo poche canzoni sul pratone del festival in mezzo a migliaia di altre persone. Avevo sette anni. Al mio risveglio a fine esibizione mio fratello maggiore mi stava bonariamente insultando perché mi ero perso tutto il meglio. Credo, questa sera, di essermi ripreso quel meglio con gli interessi. Perché comunque fosse realmente andata allora, difficilmente posso immaginare due ore e mezzo di musica più intense di questa celebrazione di Nero a metà all’Arena di Verona. Per chi se lo fosse perso, Pino si ripeterà a dicembre a Bari, Roma, Napoli e Milano.

 

di Alvise Losi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: