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Anche Pino Daniele per Capodanno Rai1

Conducono Insinna e Frassica. Ospiti Al Bano e Patty Bravo

 

 

(ANSA) – ROMA, 29 DIC – Sarà Pino Daniele, assieme a Patty Pravo e Al Bano, uno dei protagonisti della trasmissione del Capodanno di Rai1 ‘L’Anno che verrà’, che sarà trasmessa in diretta da Courmayeur, in Valle d’Aosta. La serata sarà condotta da Flavio Insinna e da Nino Frassica. Tra gli ospiti musicali è annunciata anche la cantante valdostana Naïf Herin. La trasmissione sarà presentata in conferenza stampa domani, alle 12.30, al Jardin de l’Ange di Courmayeur.

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Pino Daniele chiude il Nero a metà tour a Milano con Mario Biondi

Sul palco la band originale del 1980. Più di trent’anni dopo Pino Daniele riporta le canzoni di quello splendido album dal vivo. Ieri sera è stato l’ultimo concerto del tour: ecco le foto esclusive del musicista partenopeo e degli ospiti della serata

 

Si è chiuso ieri sera al Mediolanum Forum di Assago il “Nero a metà” tour di Pino Daniele, un’occasione unica per riascoltare le splendide canzoni di uno degli album più belli della discografia italiana, ancora oggi nella classifica dei “100 album più belli di sempre” di Rolling Stone Italia. Sul palco la band originale del 1980, composta da James Senese (sax), Gigi De Rienzo (basso), Agostino Marangolo (batteria), Ernesto Vitolo (piano), Rosario Jermano (percussioni) e, nel set acustico, Rino Zurzolo (contrabbasso), Elisabetta Serio (piano) e Tullio De Piscopo.

Un pubblico numerosissimo ha accolto l’artista partenopeo e la sua band per uno dei concerti italiani più belli del 2014. Sonorità geograficamente nate lontano da Milano, ma vicine agli spettatori presenti. «Il sound che portiamo sul palco» ha raccontato il musicista in una recente intervista «nasce direttamente da Napoli: anche se ora vivo a Roma, la mia città la porto sempre dentro, è inevitabile, il blues e la malinconia mediterranea vengono sempre fuori. Non escludo di scrivere un altro disco nel mio dialetto».
Un pubblico per gran parte, ma non solo, originario di Napoli e lo si capisce fin dall’attesa del concerto che trasforma il palazzetto in un piccolo stadio con l’orecchio teso verso gli ultimi momenti della finale della Supercoppa italiana di calcio.

Ospite speciale della serata milanese un amico di Pino Daniele, ovvero il cantante siciliano Mario Biondi, conosciuto per il suo timbro vocale inconfondibile per il quale è stato ribattezzato il Barry White italiano. Con lui «Je so’ pazzo» riacquista una nuova veste e una nuova interpretazione, tre le note bassissime di Biondi e il falsetto di Pino.
Grande chiusura per un tour meraviglioso, di quelli da non dimenticare.

 

 

di Pier Luigi Balzarini

Pino Daniele lunedì al Forum: «Sono ancora Nero a metà»

L’artista napoletano chiude il suo tour a Milano

 

Marchio di fabbrica di un sound a metà tra il blues dei neri americani e la musica popolare napoletana, «Nero a metà» è il simbolo della mescolanza, del meticciato sociale, culturale, artistico, ma soprattutto umano, di Pino Daniele. Il terzo disco del «mascalzone latino», dopo l’esordio genuino di «Terra mia» e la conferma dell’album omonimo del ‘79, quello di «Je so’ pazzo», ha dato il titolo al tour che termina lunedì 22 dicembre al Forum di Assago. «In questo live – spiega Pino Daniele – c’è tutta la mia storia musicale e verrà messa in evidenza l’identità dei suoni che hanno caratterizzato il mio percorso artistico. Il tour di “Nero a metà” è un tuffo nel suono vintage, in quella stagione ribattezzata “Neapolitan Power”, in cui ci ispiravano da un lato al black power, dall’altro alle nostre radici, per proclamare un’originalità artistica che paga ancora oggi».

In quest’ultima del tour, che avrà come guest star l’amico fraterno Mario Biondi (che duetta con lui in «A me me piace ‘o blues»), ci sarà la band originale del 1980 al completo, con James Senese al sax, Gigi De Rienzo al basso, Agostino Marangolo alla batteria, Ernesto Vitolo al piano, Rosario Jermano alle percussioni, mentre il set acustico vedrà sul palco Rino Zurzolo al contrabbasso, Elisabetta Serio al piano e Tullio De Piscopo alla batteria. «Io e gli altri musicisti ospiti – continua il 59enne cantautore napoletano – ci alterneremo sul palco e daremo vita a tante suggestioni. Dal rock al blues, dal funk al jazz, dalle sonorità latine a quelle più acustiche: racconteremo il disco, che suoneremo integralmente, e l’atmosfera magica del periodo in cui è stato scritto. Una dichiarazione di identità, una sorta di passaporto culturale, lontano anni luce da qualsiasi operazione nostalgica». Al centro dell’evento c’è la seconda vita di un disco appassionato, che ha fatto conoscere Daniele al grande pubblico, e un ritorno al blues partenopeo per non tradire le proprie radici musicali: «Il sound che portiamo sul palco nasce direttamente da Napoli: anche se ora vivo a Roma, la mia città la porto sempre dentro, è inevitabile, il blues e la malinconia mediterranea vengono sempre fuori. Non escludo di scrivere un altro disco nel mio dialetto».

 

 

di Paolo Carnevale

Sarà MARIO BIONDI, lo Special Guest lunedì 22 dicembre al Mediolanum Forum di ASSAGO-MILANO per l’ultima data di “NERO A METÀ”

 

Lunedì 22 dicembre PINO DANIELE sarà in concerto al Mediolanum Forum di Assago-Milano (via G. Di Vittorio, 6 – ore 21.00) per l’ultima data di “NERO A METÀ”. Ospite della serata sarà l’amico e collega Mario Biondi, con cui il cantautore napoletano ha duettato sul palco dell’Arena di Verona durante il concerto-evento dello scorso 1° settembre.

“NERO A METÀ” è un grande spettacolo dove saranno protagoniste tutte le canzoni contenute nell’omonimo terzo album di Pino del 1980, grandi successi da “Quanno chiove“, “Alleria“, “Voglio di Più“, “Nun me scuccià” al brano che dichiara la sua passione di sempre “A me me piace ‘o blues”.

Insieme all’artista la band composta dai musicisti che parteciparono alle registrazioni dello storico album: Gigi De Rienzo (basso), Agostino Marangolo (batteria), Ernesto Vitolo (piano, tastiere ed organo) e Rosario Jermano (percussioni).
…E non solo!

“NERO A METÀ” è un identità di suono ed in questi concerti ci sarà tutta la storia musicale di Pino grazie anche alle partecipazioni straordinarie di Tullio De Piscopo alla batteria e di James Senese al sax; tra Blues, rock, jazz, sonorità acustiche e l’immancabile tradizione napoletana, sul palco anche gli amici Rino Zurzolo (contrabbasso) ed Elisabetta Serio (piano).

I biglietti per “NERO A METÀ”, prodotto e organizzato da 55AVE Entertainment e F&P Group (in collaborazione con Radio Italia, la radio ufficiale del tour), sono disponibili online su www.ticketone.it, nei punti vendita e nelle prevendite abituali (per info biglietti: www.fepgroup.it).

Nero a Metà (1980) è l’album della consacrazione per Pino Daniele, simbolo di quel sound inconfondibile, diventato suo marchio di fabbrica in Italia e all’estero. Le melodie, la fusione tra tradizione partenopea, blues, rock e jazz hanno reso questo disco un pilastro della musica italiana, tanto che ancora oggi è nella classifica Rolling Stone Italia dei “100 album più belli di sempre” ed è stato premiato ai Music Awards 2014 come uno degli album che hanno lasciato un segno nella storia della musica italiana. Per celebrarlo, l’album è stato pubblicato da Universal Music Italia in una nuova edizione rimasterizzata “NERO A METÀ” Special Extended Edition, disponibile anche in doppio vinile da 180 grammi in edizione limitata e numerata in 1.000 esemplari. Il primo Lp contiene la versione rimasterizzata dell’album originale mentre il secondo Lp contiene i due preziosi brani inediti (“Tira A Carretta” e lo strumentale “Hotel Regina”) e i nove brani in versioni alternative e demo tratti dalle registrazioni originali, già contenuti nell’edizione in cd.

Pino Daniele, Tullio De Piscopo, James Senese mix esplosivo e scoppia la festa della musica

 

© Egidio Magnani

Sono passati 34 anni, dall’uscita del suo album ‘Nero a metà’ ma le sue canzoni ci appaiano evergreen perché la sua musica e i suoi testi sono ancora oggi attuali.

Stiamo parlando di Pino Daniele che dopo il concerto evento all’arena di Verona, è salito sul palco al Pala Florio di Bari, portando con sé la sua musica. Un concerto dove si traspira e si mescolano con armonia canti e usanze popolari napoletani, ma anche il sound mediterraneo, che si sposa e spazia con equilibrio tra i generi musicali del rock, del blues del funky e del jazz.

Propendetemene l’anima nera del cantautore napoletano emerge in questo concerto che ha preferito dare un’impronta più jazzistica ai suoi brani.

E’ proprio Pino Daniele prima di iniziare il concerto spiega che questo percorso per lui non è altro che un viaggio con un gruppo di amici iniziato tanti anni fa. Musicisti che per il loro piacere hanno sperimentato nuovi suoni e canzoni e che oggi vogliono condividerli e riviverli anche a noi.

Quindi con la sua immancabile chitarra inizia a intonare “A testa in giù” per poi “I say ‘i sto ccà” “ a me me piace ‘o blues”, “voglio di più”, brani del suo terzo album d’esordio ‘Nero a metà’ album che descrive la sua maturazione artistica e affermazione in campo nazionale.

Ad accompagnarlo sul palco una band di tutto rispetto, molti dei quali i suoi amici/musicisti/viaggiatori da Gigi De Rienzo al basso, Ernesto Vitolo alle tastiere e rhodes, Agostino Marangolo alla batteria, Rosario Jermano alle percussioni. Al piano Elisabetta Serio.

L’acoustic music è stata affidata a Rino Zurzolo al contrabasso per avvicendarsi con altri due amici da Tullio De Piscopo che con le sue bacchette è riuscito a far scuotere il Pala Florio come la musica appassionata del suono del sax di James Senese.

Fa l’ingresso sul palco la salentina Alessandra Amoroso che insieme a Pino in unplugged cantano “Quando” e “Vento di passione”.

E’ un crescendo il concerto di Pino Daniele dove gli spettatori gridavano i brani che volevano ascoltare e che non sono stati disattesi.

Infatti non poteva mancare “na tazzulella ‘e caffè”, “I got the blues”, “Je so pazzo”, “Che Dio ti benedica”, “e so cuntento’e sta”, “quanno chiove”, “nun me scuccia”, “o scaraffone”, “Yes I kown my way”, per terminare con “Napule è”.

27 brani che ci parlano di Napoli e delle sue incoerenze, ma che ci parlano dell’amore di Pino Daniele per la sua città e per la sua musica senza tempo.

 

 

di Anna deMarzo

Pino Daniele dopo 34 anni è ancora Nero a Metà

 
Il concerto barese di Pino Daniele ha regalato due ore di vera musica. Di vera classe e genio artistico. Una dote rarissima in un mondo musicale dominato da giovani cantanti promossi dai talent show che poco donano alla musica vera. Il 34esimo anniversario di Nero a Metà non poteva essere festeggiato che con i suoi grandi protagonisti.

 

Pino Daniele, l’album Nero a Metà. Uno degli artisti più geniali della musica italiana con un album che è una pietra miliare della musica internazionale sul palco del Palaflorio di Bari. Cosa si può dire su un artista che di cui si è già detto tutto? Di un artista che ha suonato con gente del calibro di Pat Metheny, Chick Corea, Eric Clapton, Bob Berg, Yellow Jacket, Vinnie Colaiuta e chi più ne ha più ne metta? Solo un aggettivo per lui: immenso. Sicuramente la nostalgia della composizione di un album di così rara bellezza è una componente di non poco conto. Ma come si fa a non amare un album che, tutt’ora geniale, è un mix tra blues, jazz, soul e melodico napolitano? Aggiungiamoci una band composta da Gigi De Rienzo e Rino Zurzolo al basso e contrabbasso, Agostino Marangolo e Tullio De Piscopo alla batteria, Ernesto Vitolo ed Elisabetta Serio alle tastiere, Rosario Jermano alle percussioni e James Senese al sax e la magia è completa.

Pino Daniele, nella serata barese, non ha semplicemente suonato. Ha incredibilmente dipinto la musica. Ha vestito la musica del suo abito più bello. Suonando ha detto: “La musica italiana è viva e non si trova certo nei talent show!” E come dargli torto! La serata passa da Appocundria a Vento di Passione, da Yes I Know My Way a Voglio di Più, da Alleria a Nun me Scuccià, con un’agevolezza senza tempo. Non sono note quelle che escono dalle casse del palco. Sono veri e propri brividi di piacere. Potrebbe essere facile tacciare questa recensione di esasperazione delle definizioni. Ma farlo significherebbe non comprendere fino in fondo la rivoluzione musicale che l’artista partenopeo ha portato in Italia dalla fine degli anni ’70. Pino Daniele ha preso il difficile sound del jazz e del nostalgico blues, il ballabile groove del funk e l’ha legato alla musica popolare napoletana. Dire che Pino Daniele non sia un genio assoluto significherebbe negare anche il solo titolo dell’album che festeggia i 34 anni di vita. Nero a Metà è, infatti, un chiaro richiamo al padre del Neapolitan Power: Mario Musella.

Il concerto barese è stato tutto questo turbinio di emozioni conclusesi con il bis di Napul’è (non poteva essere altrimenti) e con la ripresa di A me me piace o blues e l’improvvisazione di tutti gli artisti presenti. Luci accese a giorno, spettatori in piedi, sorriso stampato sul volto di Pino e un grande, ideale, abbraccio che la super band partenopea ha regalato al pubblico barese. Un pubblico in visibilio che, almeno per due ore, si è trovato in un mondo fuori dal tempo fatto di classe, arte, genio, amore e…magia.

 

di Andrea Dammacco

Pino Daniele a Bari, un pittore della musica che supera il tempo e diventa mito

 

Fotografia di Dario Fazio

Scrivere del concerto che Pino Daniele ha tenuto a Bari lo scorso giovedì 11 dicembre potrebbe essere quasi un banale esercizio giornalistico perché sul grande cantautore e musicista partenopeo è stato detto di tutto e tutto potrebbe riassumersi in un sintetico ma efficace “Immenso”.

Invece ha senso raccontare le tante sfumature di emozioni provate dal pubblico che ha letteralmente inzeppato il Palaflorio di Bari.

Pino Daniele si è esibito in compagnia dei suoi amici di sempre: Tullio De Piscopo (batteria), James Senese (sax), Rino Zurzolo (contrabbasso), Elisabetta Serio (piano), Gigi De Rienzo (basso), Agostino Marangolo (batteria), Ernesto Vitolo (piano, tastiere ed organo) e Rosario Jermano (percussioni). Musicisti assolutamente d.o.c. che hanno fatto la musica italiana ed in particolar modo quella di Pino Daniele.

“Nero a Meta”, il titolo del tour, è l’album che ha consacrato Pino Daniele nel lontano 1980 ed è stato il disco che ha accompagnato intere generazioni di appassionati di musica di qualità. Giovani di ieri e di oggi, insieme, hanno gremito l’ampio Palazzetto dello Sport di Bari ipnotizzati dall’originalissimo sound del musicista napoletano, che uno dopo l’altro ha snocciolato tutti i suoi più grandi successi: “Quanno chiove“, “Alleria“, “Voglio di Più“, “Nun me scuccià”,  “A me me piace ‘o blues” e tante altre, fino alla quanto mai attuale “Jé so pazzo” dove il pubblico a potuto liberare il suo personalissimo e catartico “Nun ce scassate ‘o cazzo”.

Pino Daniele non ha semplicemente suonato e cantato, ha dipinto quadri musicali con la sua voce e la sua chitarra. Pitture, ora a tinte forti, ora vagamente acquerellate che riescono sempre a raccontare storie di terre, di uomini, di mare, di profondi sentimenti e amori consumati. La lirica di Pino Daniele ha indossato il suo vestito più bello rendendosi capace di scavare nel cuore dello spettatore per donargli una personale e profonda carezza vitale.

Pino Daniele ha suonato e cantato con l’energia di un giovane affamato di musica e il carisma di un artista che è la musica fatta persona. E’ un musicista rubato al tempo, che sfida il tempo e lo vince assoggettando a sé mode e tendenze musicali che non possono far altro che infrangersi sul suo mito. In quest’ottica va letta la poco incisiva partecipazione di un’ancora acerba Alessandra Amorosoche ha provato a interpretare una canzone troppo caratterizzata come “Quando”. Non è facile cimentarsi in un brano come questo che da solo è una sceneggiatura e che incarna un altro mito italiano senza tempo, Massimo Troisi, il grandissimo attore partenopeo scomparso prematuramente nel 1994. L’Amoruso che canta un genere musicale troppo diverso è risultata alla fine della sua performance decisamente fuori contesto e quasi posticcia, ma è brava e si rifarà.

Il finale è stato nel segno di “Napul’è” e non poteva essere diversamente perché Pino Daniele, profondamente innamorato della sua città, non finirà mai di ringraziarla per avergli donato quello spirito poetico e quella sensibilità musicale che solo Napoli possiede.

Alla fine del concerto si sono accese le luci a giorno. Gli spettatori in visibilio hanno concesso un interminabile applauso; un’ondeggiare di mani e di braccia, di corpi e di cuori che sembravano uno sciame di api intorno alla sua regina. Pino Daniele ha allargato le braccia in un simbolico abbraccio, stringendo a se un pubblico fantastico, quello che a Bari, sia pure per due ore, ha superato il tempo e ha navigato in estasi nella storia della canzone italiana. Questa è la magia della musica.

 

 

di Antonio Curci

Pino Daniele torna a Bari ed è subito blues

“Nero a metà tour” al Palaflorio. C’erano Senese, De Piscopo e la Amoroso

 

Pino e i suoi amici. Gli amici di vecchia data, tutti sul palco del Palaflorio di Bari per ricordare il meglio del blues e dei vecchi successi di Pino Daniele, alcuni di questi arrangiati in chiave moderna.
E’ un revival che parte dagli anni ’80 e di quell’immarcescibile album “Nero a metà” che Daniele ha voluto riprendere in un tour cominciato a settembre all’Arena di Verona.
Si comincia con “A testa in giù”. Quindi è la volta di “I say I’ sto ccà”, accompagnato sempre dal contrabbasso di Rino Zurzolo.
E per proseguire con l’elenco degli amici di sempre, quelli che hanno dato vita a “Nero a metà”, ci sono anche Gigi De Rienzo (al basso), Agostino Marangolo (batteria), Ernesto Vitolo (piano), Rosario Jermano (percussioni) e la partecipazione di Elisabetta Serio al piano.
Procede per gradi l’artista napoletano. Ce li fa conoscere uno dopo l’altro gli amici di sempre, i compagni di strada di quella melodia nata sotto il Vesuvio.
Prima però, l’ospite d’eccezione della serata: Alessandra Amoroso che accompagna Pino Daniele nella melodica “Quando” e in “Vento di passione” (brano famoso per il duetto Daniele-Giorgia).
E poi lo spazio è tutto per loro. Altri amici, che definire speciali per il percorso musicale di Pino Daniele è la cosa più giusta: un eccezionale James Senese al sax, anche lui nel progetto di “Nero a metà”. Il napoletano che si definisce “Afro-partenopeo”, regala pezzi di jazz che sembrano portarti a “New Orleans”. Sentite “Chi tene o’ mare” e resterete lÏ a pensare.
E che dire di un altro amico come l'”indiavolato” Tullio De Piscopo alla batteria.
Vengono fuori ricordi e magie musicali che con “Je so’ pazz” e il ritmo vertiginoso di “Che dio ti benedica”, solleticano le corde vocali di un Palaflorio pieno.
Si va avanti per più di due ore ripescando nei ricordi musicali che solo Pino Daniele ha saputo regalare in oltre 30 anni di carriera. “Ci sono canzoni che dopo molti anni – dice – ti accorgi che sono davvero molto attuali”.
Ed è sempre avvolgente, armonico, il suo fare di chitarra. Gli assoli di Pino Daniele sono inebrianti. Il pubblico ricambia con ovazioni da stadio quando lo sente intonare “Amici come prima”, “Resta Resta cu’ mmè” o “Io per lei”.
Finale caldo: De Piscopo continua a martellare sulla batteria. Daniele attacca con “’’O Scarrafone”. Tutti insieme a chiudere per il bis con una travolgente “Yes I Know my way”. Era il 1981.

 

 

di Gian Vito Cafaro

Pino Daniele è ancora un “nero a metà”

Torna la superband degli anni ’80
Con il cantautore partenopeo ieri sul palco del Palaflorio De Piscopo e Senese. Ospite della serata Alessandra Amoroso

 

Portatore sano di napoletanità, Pino Daniele irrompe sul palco del Palaflorio di Bari, imbracciando la sua chitarra e intonando A testa in giù.

«Nero a metà è la storia di un gruppo di amici e musicisti che viaggiavano insieme e facevano musica. Ancora adesso il viaggio continua, e vogliamo far rivivere questo suono con voi». Così il cantautore napoletano introduce il concerto Nero a metà che prende il nome dallo storico album del 1980, ricordato attraverso le successive tre canzoni (I say i’ sto ccà, A me me piace ‘o blues e l’”ancora attuale” Voglio di più).
Le luci si spengono. Un fascio di luce illumina il centro palco dove Pino Daniele (da solo con la sua chitarra acustica) interpreta Resta resta cu’mme e Amici come prima.

Il cantautore prosegue con Appocundria e Alleria, per poi introdurre Rino Zurzolo al contrabbasso ed eseguire insieme Sulo pe’ parlà. Special guest della serata è Alessandra Amoroso, accolta dal caloroso applauso del pubblico. Insieme alla cantante salentina, Pino Daniele duetta sulle note di Quando e Vento di passione, quest’ultima canzone riproposta con sonorità latine.

Con le entrate in scena del batterista Tullio De Piscopo e del sassofonista James Senese, si ricompone la superband degli anni ’80. Insieme eseguono senza sosta ‘Na tazzulella ‘e cafè, I got the blues, Je so’ pazzo, Chi tene ‘o mare e Che Dio ti benedica (conclusa con l’intro di Narcisista in azione).

Lasciando un attimo la chitarra, Pino Daniele si veste da semplice interprete vocale, proponendo una new version riarrangiata di Sotto ‘o sole. Il sound mai abbandonato di Nero a metà rivive nei brani seguenti: E so’ cuntento ‘e stà, Quanno chiove, Musica musica, Nun me scoccià e Puozze passà nu guaio.

La carriera dell’artista partenopeo è ripercorsa con successi senza tempo come Io per lei, Tutta nata storia, ‘O scarrafone e la travolgente Yes I know my way.

La serata si conclude con l’emozionante Napule è e con il pubblico in visibilio, mentre Pino Daniele e la sua band si congedano con il ritornello di A me me piace ‘o blues: «E sono mo, sono mo, sono mo».

 

 

 

di Giovanni Boccuzzi

I rapper CLEMENTINO e ROCCO HUNT Special Guest il 16 e il 17 dicembre al Pala Partenope per “NERO A METÀ”

 

Dopo il successo del concerto-evento dello scorso 1° settembre all’Arena di Verona, il 16 e il 17 dicembre PINO DANIELE ritornerà nella sua Napoli per un doppio concerto al Pala Partenope (Via Barbagallo 115 – ore 21.00) con “NERO A METÀ”. Ospiti delle due serate i rapper Clementino e Rocco Hunt.

“NERO A METÀ” è un grande spettacolo dove saranno protagoniste tutte le canzoni contenute nell’omonimo terzo album di Pino del 1980, grandi successi da “Quanno chiove“, “Alleria“, “Voglio di Più“, “Nun me scuccià” al brano che dichiara la sua passione di sempre “A me me piace ‘o blues”.

Insieme all’artista la band composta dai musicisti che parteciparono alle registrazioni dello storico album: Gigi De Rienzo (basso), Agostino Marangolo (batteria), Ernesto Vitolo (piano, tastiere ed organo) e Rosario Jermano (percussioni).

…E non solo!

“NERO A METÀ” è un’identità di suono ed in questi concerti ci sarà tutta la storia musicale di Pino grazie anche alle partecipazioni straordinarie di Tullio De Piscopo alla batteria e di James Senese al sax; tra Blues, rock, jazz, sonorità acustiche e l’immancabile tradizione napoletana, sul palco anche gli amici Rino Zurzolo (contrabbasso) ed Elisabetta Serio (piano).

I biglietti per le date di “NERO A METÀ”, prodotto e organizzato da 55AVE Entertainment e F&P Group (in collaborazione con Radio Italia, la radio ufficiale del tour), sono disponibili online su www.ticketone.it, nei punti vendita e nelle prevendite abituali (per info biglietti: www.fepgroup.it). La data di Conegliano di “NERO A METÀ” è organizzata da AMC EVENTI E COMUNICAZIONE e ENTERPRISE 8.

Nero a Metà (1980) è l’album della consacrazione per Pino Daniele, simbolo di quel sound inconfondibile, diventato suo marchio di fabbrica in Italia e all’estero. Le melodie, la fusione tra tradizione partenopea, blues, rock e jazz hanno reso questo disco un pilastro della musica italiana, tanto che ancora oggi è nella classifica Rolling Stone Italia dei “100 album più belli di sempre” ed è stato premiato ai Music Awards 2014 come uno degli album che hanno lasciato un segno nella storia della musica italiana. Per celebrarlo, l’album è stato pubblicato da Universal Music Italiain una nuova edizione rimasterizzata “NERO A METÀ” Special Extended Edition, disponibile anche in doppio vinile da 180 grammi in edizione limitata e numerata in 1.000 esemplari. Il primo Lp contiene la versione rimasterizzata dell’album originale mentre il secondo Lp contiene i due preziosi brani inediti (“Tira A Carretta” e lo strumentale “Hotel Regina”) e i nove brani in versioni alternative e demo tratti dalle registrazioni originali, già contenuti nell’edizione in cd.

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