Archivi Blog

Pino è: concertone con i suoi «friends» al San Paolo

    (08 giugno 2017)

Sul palco gli artisti che hanno collaborato con lui italiani e internazionali

 

 

Ora è ufficiale, l’annuncio l’ha dato Carlo Conti, in diretta su Raiuno dall’Arena di Verona, durante i «Wind music award»: lo stadio San Paolo ospiterà il concertone-tributo a Pino Daniele nel giugno 2018. Immaginato da Ferdinando Salzano, manager del Nero a Metà all’indomani della sua scomparsa il 4 gennaio 2015, il memorial era stato più volte rimandato per problemi organizzativi, ma anche di asse ereditario, che ora sembrano risolti. Tanto che ieri la notizia è stata ribadita dalle pagine social della Pino Daniele Trust onlus, la fondazione gestita da Alex Daniele, figlio e personal manager del cantautore, che, senza aggiungere altre notizie, ha pubblicato una prima grafica dell’evento, che si intitolerà «Pino è». Tre silhouette disegnate del musicista che, da sinistra verso destra, viene ritratto in un viaggio a ritroso nel tempo, citando celebri scatti fotografici, sempre armato di chitarra: un’immagine recentissima, con i capelli corti, una ben più zazzeruta con la Paradis degli anni Novanta, una del periodo d’oro con il supergruppo verace, con i capelli scuri tenuti da una fascia.

Numerosissimi, condivisioni e commenti sul web testimoniano l’attesa per l’evento, con i più che vorrebbero conoscere data e cast. Salzano, Daniele junior e i loro collaboratori al momento preferiscono non dire di più, e nomi non escono nemmeno dal Comune e dal Calcio Napoli, a cui gli organizzatori si sono rivolti sin dal primo momento, ottenendo disponibilità e collaborazione. De Magistris è pronto a spendersi in prima persona per la riuscita dell’omaggio, in sintonia con le operazioni pinodanieliane messe in campo finora dal Comune.

La filosofia di fondo dello show dovrebbe essere quella di evitare passerelle alla Festivalbar di una volta: sul palco dovrebbero esserci quei colleghi che in vita hanno collaborato con il suonautore, un elenco lunghissimo, che potrebbe essere esteso anche ai suoi «friends» internazionali, da Noa a Pat Metheny e – e qui il sogno si fa davvero mega – Eric Clapton. In primis, Salzano sta sondando la disponibilità degli artisti della sua scuderia, la Friends and Partners: Francesco De Gregori, Zucchero, Renato Zero, Biagio Antonacci, Fiorella Mannoia, Francesco Renga, Mario Biondi. Proprio a Verona, dove Salzano ha dato l’avvio all’operazione, potrebbe aver sondato le disponibilità di altri artisti che sono stati partner di Pino, come Loredana Bertè, Giorgia, Eros Ramazzotti. Jovanotti, Claudio Baglioni, Gino Paoli, Laura Pausini, addirittura Vasco Rossi, oltre alla banda del suo supergruppo orfano di Rino Zurzolo (Senese, De Piscopo, Esposito e Amoruso) e ai nipotini napoletani (Clementino, Raiz, Rocco Hunt, i 99 Posse) potrebbero essere coinvolti. Come anche una grande orchestra e, si era mormorato in passato, un’orchestra di ragazzi dei quartieri a rischio partenopei. L’operazione, infatti, dovrebbe prevedere anche ricadute sociali e benefiche.

Intanto, le sezioni jazz e pop rock del Premio Nazionale delle Arti sono state intitolate al lazzaro felice e la Pino Daniele Trust onlus pagherà le borse di studio ai vincitori: le fasi finali jazzistiche si terranno il 16 e 17 giugno al conservatorio Verdi di Milano, quelle pop rock il 24 giugno al Teatro Romano di Benevento. Perché «Pino è», come dimostra giorno dopo giorno anche il moltiplicarsi di tributi in suo onore, di cover band che rilanciano il suo repertorio, di progetti documentari, teatrali, televisivi, editoriali.

 

di Federico Vacalebre

Annunci

"Qualcosa arriverà", libro e film su Pino Daniele

Giorgio Verdelli firma entrambi i progetti: il primo, insieme al figlio del musicista, Alessandro. Il documentario prodotto da Raicinema sarà pronto in primavera

 

«Voglio ‘o mare / ‘e quatto ‘a notte miezzo ‘o pane» … I più innamorati del canzoniere di Pino Daniele avranno subito riconosciuto questi versi appassionati. L’incipit di “Qualcosa arriverà”, già nella colonna sonora del film “Le vie del Signore sono finite” di Massimo Troisi . Così s’intitola pure il libro in gran parte fotografico edito da Rizzoli e firmato da Giorgio Verdelli e dal figlio e personal manager Alessandro Daniele (cui tocca la prefazione), in collaborazione con la Pino Daniele Trust onlus.

Si ricompone la coppia che ha lavorato alla realizzazione di “Pino Daniele Alive”, l’esposizione museale al secondo piano del “Mamt” in piazza Municipio. Questa volta, anziché raccogliere le chitarre del musicista, i documenti privati, gli oggetti di camerino e le strumentazioni dello studio di registrazione, Verdelli e Alex hanno cooperato per completare questo primo viaggio visivo nell’emisfero di Pino. “Qualcosa arriverà” è strutturato in quattro capitoli – “Vogl’essere chi vogl’io”, alludendo a “Je so’ pazz’”; “Il feeling è sicuro”, evocando “A testa in giù”, dall’album/epifania “Nero a metà”; “Da Nord a Sud del mondo” e “Io ci sarò ad alzare il vento” – e una “Cronologia musicale” per epilogo, con l’art direction di Sergio Pappalettera, supervisore anche dello spazio “Alive”.

Cuore del volume è un concetto che l’autore di “A me me piace ‘o blues” e “Alleria” ha costantemente avuto quale faro: «L’emozione è l’unica cosa che vale la pena di comunicare agli altri: qualunque sia il prezzo. Quel momento che succede tra noi che suoniamo e il pubblico che ascolta è un momento magico». Proposito che va riverberandosi pagina dopo pagina anche nei testi emozionali di alcuni amici di lusso: Tullio De Piscopo, James Senese, Rino Zurzolo e Tony Esposito; Peppe Lanzetta e Jovanotti, Al Di Meola e Chick Corea. Ancora, Gianni Minà, Enzo Gragnaniello ed Enzo Decaro, Dorina Giangrande (prima moglie di Pino) e Clementino, Renzo Arbore e Roberto Saviano; Peppe e Toni Servillo, Ferdinando Salzano e Stefano Di Battista, Pasquale Scialò, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Fabio Massimo Colasanti.

Tanti di questi musicisti saranno ritratti nel documentario “Qualcosa arriverà” (il titolo è provvisorio: alla direzione della fotografia Francesca Amitrano, al montaggio Giogiò Franchini) che Verdelli stesso – coproduce RaiCinema con il riconoscimento d’interesse culturale del Mibact – sta girando in città. Parecchi gli istanti goliardici, come accaduto giorni fa al Bar dell’Epoca (per tutti, da “Peppe Spritz”) in piazza Bellini, quando ai tavolini si sono accomodati Senese e Decaro.

«Si tratta di un film che nasce dal libro – anticipa Verdelli – e che sarà pronto prima della primavera. Al massimo entro il 19 marzo 2017, giorno del compleanno di Pino. Giriamo in città ancora alcuni giorni poi andremo a Londra, Roma, Milano, Venezia, Torino, New York intervistando via via Phil Manzanera dei Roxy Music, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Stefano Bollani, Peppe Lanzetta, Maurizio de Giovanni e altri. Né il libro né il film sono progetti biografici. L’idea, in entrambi i casi, è di raccontare una storia speciale».

 

 

di Gianni Valentino

"PINO DANIELE. QUALCOSA ARRIVERÀ" (Rizzoli), a cura di Giorgio Verdelli e Alessandro Daniele, da oggi disponibile in libreria.

 

 

Rai2 ripropone Unici “Tu dimmi quando – Pino Daniele”

 

Mercoledì 3 giugno, a mezzanotte, Rai 2 ripropone la puntata di UniciTu dimmi quando – Pino Daniele” (con l’aggiunta di ulteriori contributi inediti). Il programma, raccontato dall’autore Giorgio Verdelli, ha riscontrato ottimi consensi anche su Rai Replay e sui social network. Inoltre, una sintesi del programma è stata proposta lo scorso 19 maggio a Napoli per la manifestazione “Maggio dei monumenti” dedicata a Pino Daniele.

Pino Daniele è stato soprattutto espressione di una peculiare relazione col territorio, in un rapporto “intimo” con Napoli, un’intimità che non gli ha impedito di diventare artista internazionale e una sorta di “guru” di quella musica dell’anima che oggi si definisce glocal. Ma Pino Daniele ha una importanza che va molto aldilà della valenza musicale delle sue canzoni. L’artista, insieme ai tanti musicisti che hanno collaborato con lui e hanno creato un suono unico, ha significato una Napoli diversa, antichissima e moderna insieme, in cui gli spiriti della “Bella ’mbriana” e quelli del pallone andavano a braccetto col blues, Pulcinella, la tamurriata ed il funky.

Le sue canzoni, oggi più che mai fanno da guida, conducono, alla stregua di “genius loci”, in tanti percorsi all’interno della città e dei “mondi” raccontati: il mondo di un ragazzo che non si accontentava della “tazzulella ‘e cafè” perché aveva un’urgenza di raccontarsi dentro quella che per sempre è rimasta “Terra Mia”.

Nel programma importanti contributi di amici e collaboratori del cantautore partenopeo: da James Senese a Tullio De Piscopo, Toni Esposito, Rino Zurzolo, Joe Amoruso, Gigi De Rienzo, Ernesto Vitolo sino ad Enzo Avitabile, Rocco Hunt e Clementino.

Spicca un’intervista esclusiva ad Edoardo Bennato, che ricorderà le origini musicali di Pino Daniele, con cui ha condiviso anche alcuni musicisti. Ed ancora Roberto De Simone, fondatore della Nuova Compagnia di Canto Popolare, il regista ed autore Mario Martone, lo scrittore Maurizio De Giovanni oltre ad un particolare omaggio realizzato da Tony e Peppe Servillo.

Enzo Gragnaniello tornerà nella scuola elementare che frequentava con Pino Daniele e ritroverà il registro di classe. Dalla scuola al vicino Bar Battelli, dove Gragnaniello faceva il garzone e di cui si parla nel brano “Na Tazzulella ‘E Cafe’”.

Altro luogo molto amato dal cantautore è la Pizzeria del Gallo, nel rione Sanità di Napoli: in questo locale Pino Daniele ha scritto, appuntandole sui tovaglioli, le prime canzoni. Lo ricorderanno Rosario Jermano, il primo a suonare con il musicista, Peppe Lanzetta e Gino Giglio. Non mancheranno filmati inediti, come quello del ‘92 ad Umbria Jazz dove nel backstage arriva anche Massimo Troisi o una festa privata dei primi anni ’90 con l’artista che suona la celebre “Tu dimmi quando” ed una cover di Jimy Hendrix. Ancora Ciro Ferrara ci mostra il filmato della festa a casa sua con Pino che suona “Je so Pazzo” e Maradona che balla con gli altri calciatori del Napoli. Altri momenti inediti saranno raccontati da Gianni Guarracino (della prima band di Daniele) e dal leader degli Osanna, Lino Vairetti, che nel 1975 si occupava anche di fotografia e realizzò alcuni scatti per l’esordio discografico di Pino Daniele. Alcune di quelle foto esclusive saranno mostrate nel corso dello speciale “Unici”. Anche i produttore cinematografici Gaetano Daniele e Claudio Bonivento ricorderanno l’artista. Non mancheranno provini rarissimi, che faranno ascoltare la versione embrionale di “Napule è” e ricordi del fratello Nello Daniele, di Gianni Minà, Eros Ramazzotti, Jovanotti, Ornella Muti e Renzo Arbore.

“Unici” è un programma scritto e diretto da Giorgio Verdelli con la collaborazione di Annalisa Manduca, Umberto Santoro e Silvia Fiorani.

Pino Daniele, concerto a Roma 2014 di "Nero a metà" tour: la Neapolitan Power torna a vivere

 

I Grandi non hanno bisogno di presentazioni.
I Grandi non hanno bisogno di fare rumore, di praticare arti circensi sul palco durante un concerto per attirare l’attenzione.
Basta che i Grandi accennino un solo passo sul palco e la festa è pronta a cominciare.

Questo è quello che succede a Pino Daniele quando varca la soglia del proscenio e ringrazia per applausi, urla e sorrisi.
Ieri sera al Palalottomatica di Roma, il cantautore napoletano ha riportato i suoi fan indietro di trent’anni proponendo i brani della sua carriera degli anni ’80.

Stessa formazione del tempo (James Senese al sax, Agostino Marangolo alla batteria, Gigi De Rienzo al basso, Rosario Jermano alle percussioni, Ernesto Vitolo al piano. Ospiti speciali Tullio De Piscopo alla batteria, Rino Zurzolo al contrabbasso, Tony Esposito alle percussioni. Elisabetta Serio ha domato le tastiere e il piano), stesso sound e stessa consapevolezza di donare musica buona come sempre.
“Nero a metà” è il tour nostalgico – ma non in senso negativo – di Daniele che, a quasi 60 anni, rimane un’icona della musica italiana. Ne hanno avuta la certezza i fan che lo hanno accolto a braccia aperte, dai giovani ai diversamente giovani.

Quello che abbiamo ascoltato ieri sera non sono state solo le parole di un poeta (anche se dir questo non è poco), ma musica, quella che fanno i veri Musicisti che conoscono come le loro tasche metrica, ritmo, attacchi e stacchi. Basta un battito di bacchette, un riff di chitarra, un soffio accennato al sax che i brividi non stentano affatto ad arrivare.

“Nero a metà” è la storia del blues napoletano, la vivace essenza del rock, la melodia acustica, il funky perseverante, una commistione di generi che in Pino Daniele convivono come anime gemelle fatte l’uno per l’altra.
“Quanno chiove”, “O’ scarrafone”, “ Na tazzulella e cafè”, sino a “Napule è”, “Resta cù mmè”, “Io per lei”, “Nun me scuccià”, “A me me piace o blues”, “Je so pazz”, ogni canzone è un’emozione. “Nero a metà” resta uno di quei concerti che bisogna vedere almeno una volta nella vita per ricordarsi cos’è la musica, cos’è l’arte. Ed ogni tanto non fa male.

Come ama ribadire “non so buon” a parlare, Daniele parla con la musica, ha un rispetto ancestrale dei ruoli che la spocchia di certi musicisti di oggi hanno scordato.

Tony Esposito, Tullio De Piscopo, James Senese, poi, sono animali da palcoscenico e in questi casi l’età non conta, il talento rimane fulgidamente attaccato alla pelle di cotanti artisti come un veleno che nemmeno l’antidoto più potente riesce a debellare via.

 

 

di Antonella Dilorenzo

Storia ed emozioni con Pino Daniele

   (30 dicembre 2013)

Quattro ore di spettacolare concerto al Palapartenope per il cantautore e i suoi numerosi ospiti musicali

 

“Nun te fa fottere a memoria, Napule è tutta n’ata storia”: nelle parole del “pazzariello” (“o capitano“ Angelo Picone) che si fa largo tra il pubblico è racchiusa l’essenza dell’evento che Pino Daniele ha allestito al Palapartenope per 5 serate (sono ancora disponibili biglietti per il 4 e 5 gennaio).
Era nato lo scorso anno come una sorta di “Pino Daniele and friends”, viaggio attraverso la memoria della esaltante carriera del nostro “Musicante”, ma da questa seconda edizione si è trasformato nella esaltazione e celebrazione di Napoli, della nostra città che, unica al mondo, ha saputo partorire negli ultimi 50 anni, un numero così elevato di artisti, creativi e musicisti. Non c’è bisogno di andare troppo indietro con la memoria, alle canzoni che hanno esportato la nostra città in ogni angolo del mondo; non c’è bisogno di scomodare i “Padri” della nostra musica (Bovio, E.A. Mario. Murolo e Carosone per esempio) basta solo riunire gli artisti degli ultimi 50 anni per affermare la superiorità artistica e culturale della nostra genìa, l’inimitabile velocità di pensiero dei napoletani (come ha affermato Maradona nella sua ultima intervista televisiva), l’inconfondibile cifra artistica della nostra città.

Il Palapartenope è esaurito e, grazie alle nuove capriate in acciaio, è anche aumentata la sua capienza (ufficialmente 3.500 posti a sedere, ma crediamo che ci fossero almeno mille spettatori in più). Chi meglio della “Nuova compagnia di canto popolare“ poteva aprire la serata con una acclamatissima versione di “Tammurriata nera”, la voce di Fausta Vetere è inimitabile, il coinvolgimento è totale e quando Pino Daniele li raggiunge sul palco per una toccante versione di “Terra mia” il coro del pubblico è toccante ed emozionante.

Con Tullio De Piscopo e Rino Zurzolo attacca con “Je so pazzo” e poi “Che soddisfazione” (cassa rullante e spazzole); si alternano sul palco con Gigi De Rienzo ed Antonio Onorato e insieme a Lina Sastri dedicano all’indimenticato e indimenticabile Massimo Troisi “O ssaje comme fà ‘o core“ (tra recitato e cantato) per poi riproporre “Assaje” che Pino scrisse per l’attrice in occasione del film “Mi manda Picone”. Cambia la scena e sul palco si materializzano Tony Esposito, la sua band e Clementino che regala alcune strofe di “Animals”, poi arriva una coinvolgente rilettura di “Kalimba de luna” prima di vedere di nuovo sul palco Pino Daniele insieme a Jenny Sorrenti («ho iniziato come suo chitarrista») che propongono una particolare versione di “Voglio di più”; James Senese e i Napoli Centrale interpretano “Acquaiò l’acqua è fresca”, poi insieme alla chitarra di Pino rielaborano “Viecchie, mugliere, muorte e creature” e infine i due storici amici da soli emozionano la platea con “Chi tene o mare”.

Altro gruppo storico della nostra città sono gli Osanna di Lino Vairetti che prima assaltano la platea con “L‘uomo” e poi insieme al “padrone di casa“ si tuffano in una potente e coinvolgente versione de “ll mare”. Per Tullio De Piscopo il Palapartenope ha un occhio particolare. “Andamento lento” diventa un coro imponente e quando insieme agli ‘A67 propongono una versione rappata di “Stop Bajon” con l’ovazione finale è quasi scontata; poi arriva Eugenio Bennato che interpreta alla sua maniera “Lazzari felici” mentre Pino Daniele aggiunge la sua chitarra al coinvolgente “Ritmo di contrabbando“ del “musicologo flegreo“.

Agostino Marangolo, Ernesto Vitolo, James Senese e Rosario Jermano sono il nucleo storico dei primi due dischi dell’uomo in blues e a loro è riservato il segmento più corposo del concerto quello che piopaie “E so cuntent e stà”, “Musica musica”, “A me me piace o blues” e “Quann chiove”. Li raggiunge sul palco Teresa De Sio che insieme a Pino ripropone “Voglia e turnà” prima di inventarsi una versione durissima di “Aumm Aumm” con un violino metal che ha stupito tuti i presenti. Con Joe Amoruso e il coro del pubblico esegue “Quando“, poi per la prima volta si esibisce con suo fratello Nello sulle note di “Je sto vicino a te”; con Toni Cercola, Corrado e Marco Sfogli (Nccp) riprende “Appucundria”; con Enzo Gragnaniello canta “Cu‘mme”, assumendo l’eredità vocale di Roberto Murolo, e poi lascia il palco al suo compagno delle elementari insieme a Raiz e gli Almamegretta eseguono “‘Na bella vita” e “Sanacore”.

Il finale offre alcuni degli interventi più inaspettati: Clementino e Pino Daniele offrono la più bella versione finora ascoltata di “O vient” (la hit del rapper nolano); la super band (Zurzolo, Amoruso, De Piscopo, Esposito)  interpreta ‘”O scarrafone”, che nelle loro mani acquista una caratura fin qui nascosta, mentre per completare la serata si aggiungono Raiz e Clementino che insieme a loro inventano una versione freestyle di “Yes I know my way”. Alla fine tutti gli artisti salgono sul palco per l’unico bis, l’immancabile “Napule è” con l’intero Palapartenope in piedi a tributare la meritatissima standing ovation dopo quasi quattro ore ininterrotte di musica, storia ed emozioni.

 

di Gigi Avolio

La notte dei Lazzari felici, il trionfo di Daniele & Co

  (29 dicembre 2013)

Un concerto grosso che segue il filo rosso della nuova canzone napoletana, dagli anni ’70 alla generazione rap

 

Lazzari felici, musicanti senza permesso, uomini in blues, in folk, in (prog) rock, in jazz, in soul. Combattenti e reduci che non hanno mai messo via le armi, pardon gli strumenti, e suonano ancora come dio comanda. Musica marìola che «s’arrobba ‘a vita e sona sapenno ca è fernuta». Nostalgia canaglia: come non confessarla quando, dopo l’entrata in scena del pazzariello e dopo che la Nccp arringa la folla del Palapartenope con la sua «Tammurriata nera», Pino Daniele, padre padrone della cinque serate di «Napul’è – Tutta n’ata storia», divide con Fausta Vetere il canto di «Terra mia»: «Comm’è triste, comm’è amaro/ assettarse pe’ guardà tutt’e ccose/ tutt’è parole ca niente pònno fa’/ Si m’accido ie agg’jettato chellu ppoco ’e libertà/ ca sta’ terra, chesta gente ’nu juorno m’adda da’». Questa terra e questa gente sanno di essere stati traditi non una, ma mille volte: la Campania Felix è diventata prima Gomorra e oggi Terra dei Fuochi. «Terra mia, terra mia/ tu si’ chiena ’e libbertà/ terra mia, terra mia/ i mo’ sento ’a libbertà». Pasquale Ruocco ci ricordato quante bugie che dicono le canzoni, ma a volte è bello consegnarsi a quelle bugie, a volte ricarica l’anima e il cuore e le pile. E la libertà, se è davvero partecipazione gaberiana, è qui, con gli artisti sotto la tenda del circo: perplessi, confusi e felici. Non sembra vero nemmeno a loro, di essere tutti qui, insieme: al mucchio selvaggio della prima edizione, dicembre 2012, se ne sono aggiunti ancora degli altri, qualcuno non era mai salito su di un palco con l’altro, qualcuno ha messo da parte antichi rancori, qualcuno non nasconde i lucciconi agli occhi.
L’elenco è infinito ci sono i compagni del supergruppo ritrovato (James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Tullio De Piscopo), Teresa De Sio, Lina Sastri, Clementino, Eugenio Bennato, gli Almamegretta con Raiz, Enzo Gragnaniello, Jenny Sorrenti, gli Osanna, gli ’A67. E strumentisti del calibro di Tony Cercola, Antonio Onorato, Ernesto Vitolo, Agostino Marangolo, il coordinatore Gigi De Rienzo, Rosario Jermano, Elisabetta Serio. C’è persino un abbraccio in famiglia, con Pino e Nello Daniele uniti dalle note di «Je sto vicino a te»: un’altra prima volta in assoluto.
Il canzoniere (trentasette-trentotto pezzi in scaletta) è da mille e una notte, insieme a quello del Nero a metà («I so pazzo», «A me me piace ’o blues», una deliziosa «Appocundria» cesellata anche dalle chitarre di Corrado e Marco Sfogli, «’O scarrafone») ci sono i successi personali dei suoi amici/ospiti, e poi i duetti, gli incroci, le sorprese, le session, i cambi di formazione, i momenti acustici, le esplosioni elettriche, in finale torrido e funkyssimo. L’album di famiglia scorre inesorabile, mettendo da parte quanto già regalato l’anno scorso: si trattava di un esperimento che piacerebbe considerare ora come nuova tradizione, magari solo per il piacere di vedere la De Sio e Daniele insieme tra «Quanno chiove» e «Voglia è turnà». i commoventi duetti di “Cu”mme” con Gragnaniello e “‘O vient'” con Clementino.
Il Pino della nuova Napoli sa farsi comprimario, gioca a entrare ed uscire dai brani dei colleghi, si gode le loro riletture del suo repertorio, riduce ed allarga la sua band, scatena la sua chitarra tra toni latini, gipsy, arabi, blues, rock, jazz, delicati, potenti, veraci, internazionali. Con Lina Sastri ricorda i tempi di «Assaje» e Massimo Troisi («’O ssaje comme fa’ ’o core»), a Eugenio Bennato chiede «Ritmo di contrabbando» ed una chitarra battente per il cammino dolente di tutti i «Lazzari felici».
E fa male, ma è anche balsamo sulle ferite, pensare alle promesse tradite, agli ideali perduti con i capelli, agli amori andati, accompagnati negli anni da queste canzoni, da questi artisti, dal loro prendersi e perdersi, dal loro unirsi e dividersi, farsi movimento, ma non riuscire mai, come tale, a imporre davvero una superiorità artistica altrimenti ineludibile. «Chi tene ’o mare, ossaje, nun tene niente», soffia James nel suo sassofono. «Il mare», lo ricordano gli Osanna, «sta sempe lla’/ tutto spuorco chino ’e munnezza/ e nisciuno ’o vo’ guarda». Gli uomini che, come diceva quel brano, hanno avuto «la tessera del partito» si guardano intorno, hanno portato con sé figli che «quel» partito non sanno nemmeno che cosa sia. È anche per loro, forse, che ripetono, come in un coro verdiano a bocca chiusa: «Lasciatelo parlare, ha tante cose da dire/ ha capito che la lotta non deve finire/ sta alzando le mani verso il sole/ in cerca di calore». Ma il passato è futuro che cambia tempo e ritmo, come «Andamento lento» che De Piscopo consegna al crossover degli ’A67; come «Yes I know (my way)» e «Rosso napoletano» di Tony Esposito che si vestono del rap di Clementino; come «Na bella vita», il reggae messo in piedi dagli Almamegretta e Enzo Gragnaniello. La lunga notte dei lazzari felici è un assalto al cielo del suono newpolitano: anarchico, irrisolto, clamorosamente emozionante. Il calore è ghiaccio bollente, qui, stanotte: «Napule è – Tutta n’ata storia». Sarà anche retorica, ma certe storie non si possono raccontare diversamente, come nel bis finale corale che riprende “Napule è”.
Dopo i primi due tutto esaurito, si replica stasera, poi il 4 e il 5 gennaio.

 

di Federico Vacalebre

La festa di Pino Daniele & Friends, trionfo al Palapartenope

Apre la Nuova Compagnia di Canto Popolare con “Tammurriata nera”, il cantautore appare sul palco alle 21.43 e attacca “Terra mia”. Decine di musicisti in scena ed emozionanti duetti: 39 canzoni per tre ore di concerto

 

Il pubblico di Napoli lo attendeva da un anno. I tre sold out al Palapartenope sui cinque concerti previsti (il 28, 29 e 30 dicembre e 4 e 5 gennaio) sono una prova. Pino Daniele incanta per tre ore il pubblico della la sua città che, tra fedelissimi e neofiti occupa ogni poltrona disponibile, tra spalti e platea.
Per lo show inaugurale, si contano quasi quattromila persone, di tutte le età: vengono da tutta la Campania, ma anche da Puglia, Lucana, Lazio. L’occasione, del resto è ghiotta: più che ad un semplice concerto, stanno ad assistere ad un “Pino Daniele & Friends”, amici di vecchia data e nuovi, che sul palco duettano col padrone di casa.
Non manca nessuno: Joe Amoruso, Eugenio Bennato, Tullio De Piscopo, Teresa De Sio, Tony Esposito, Enzo Gragnaniello, Lina Sastri, James Senese, Rino Zurzolo, A67, Almamegretta e Clementino. Sono annunciati uno per uno, dall’orchestrina di Angelo Picone, che alle 21.30 apre ufficialmente il concerto. Mezz’ora di ritardo sulla tabella di marcia, poiché proprio i fan, arrivati in gran numero, hanno rallentato l’ingresso al Palapartenope. Qualcuno si è presentato già nel primo pomeriggio, per assistere al primo sound check. La coda iniziava addirittura dal cinema Med, tagliando trasversalmente viale dei Giochi del Mediterraneo e rallentando il traffico. Le persone in attesa sono state incanalate dagli agenti della polizia municipale, senza tensioni ed eccessivi ingorghi.
Finalmente è tutto pronto: la folla saluta ogni ospite con un boato da stadio e attende impaziente il suo beniamino. Si accendono i tre maxischermi dalla forma ondulata alle spalle del palcoscenico e il sipario si apre con la Nuova Compagnia di Canto Popolare che esegue “Tammurriata nera”.
Poi, alle 21.43, finalmente arriva lui, Pino Daniele, accolto da un lungo applauso, sulle note di “Terra mia”. La sua scaletta prevede 39 brani, alcuni molto rari in un live, come “Il mare”, del 1979 (che eseguirà con gli Osanna). Un vero e proprio concerto omaggio ai fan di tutte le età. Inizia il primo set: sul palco salgono Tullio De Piscopo e Rino Zurzolo per “Je so pazzo” ed “Che soddisfazione”. È poi la volta di una prima chicca, assieme a Lina Sastri. L’artista intona infatti con Pino “O ssaje come fa ‘o core”, una poesia di Massimo Troisi, accompagnata da Gigi De Rienzo al basso e Antonio Onorato alla chitarra.
Non c’è un attimo di pausa. Immediatamente dopo arrivano Tony Esposito alle percussioni ed Elisabetta Serio alle tastiere. Pino sale e scende dal palco per introdurre i suoi compagni di musica. Parla poco, ma con calore: “Era da anni che desideravo condividere con voi questo concerto speciale, con gli amici di una vita”. Qualcuno dalle file centrali grida “Pino grazie di esistere!”, mentre parte l’intro di “Assaje”. Esposito esegue anche il suo evergreen “Calimba de luna”, accompagnandosi con una speciale chitarra elettrica, che sulla cassa armonica ha anche un bonghetto.
E, dopo un primo freestyle con Clementino, il nuovo che avanza, è la volta di Jenny Sorrenti. “Tanti anni fa – incomincia Pino – Quando iniziai a viaggiare con la mia chitarra, chiesi ad una giovane cantante di poterla seguire. Ora è qui, ed è un piacere suonare con lei stasera”. Le luci si fanno soffuse per “Voglio di più”. Segue “Nessuno è più forte di chi non ha nulla”.
Siamo quasi a metà concerto. Un nuovo scossone scuote il Palapartenope quando si presenta James Senese con i Napoli Centrale. Canta “Acquaiò l’acqua è fresca” (fuori scaletta) e duetta con Pino “Viecchie, mugliere, muorte ‘e criature” e “Chi tene ‘o mare”.
È poi il momento del “prog” degli Osanna di Lino Vairetti. Il suono di “Bourée” dei Jethro Tull dà il la a “L’uomo”, per poi passare al “Il mare”. Torna poi sul palco in gilet rosso Tullio De Piscopo per uno “stand alone” con “Andamento lento” e un duetto, immediatamente successivo, con gli “A67”.
E, dopo il segmento con Eugenio Bennato (“Lazzari felici” e “Ritmo di contrabbando”) inizia una sessione speciale (quella che gran parte del pubblico dirà di aver apprezzato di più a fine concerto). Sul palco convergono James Senese, Agostino Marangolo, Rosario Jermano alle percussioni, ed Ernesto Vitolo. La formazione esegue “Musica musica” e “A me me piace ‘o blues” . Gli spettatori non resistono: cantano, ballano sul posto, qualcuno sotto il palco si alza per esultare (il concerto è rigorosamente seduti). E quando parte “Quanno chiove” si commuove e segue la melodia dalla prima all’ultima parola. Sull’ultima strofa sale sul palco Teresa De Sio, che canta “Voglia ‘e turnà”.
L’ultima parte del concerto inizia sulle note di “Quando”. Al piano c’è Joe Amoruso. Le sorprese non sono finite:  “Siamo a un momento importante – dice Pino – Sta per venire una persona molto importante per me, con cui non ho mai eseguito un brano”. E sul palco sale suo fratello, il più piccolo della famiglia, Nello Daniele, per eseguire “Je sto vicino a te”.
Iniziano gli ultimi set: Corrado e Marco Sfogli alla chitarra, Tony Cercola alle percussioni partono con “Appocundria”, segue Enzo Gragnaniello con “Cu ‘mme” e gli Almamegretta con “‘O buono e o malamente”. Ritorna un emozionato Clementino sul palco per duettare con “Zio Pino” la sua hit “‘O viento”. Il rapper, molto amato soprattutto dai teenager e non solo, regge molto bene il palco, anche se a fine esibizione confessa di “star ancora tremando”, dopo un’esibizione del genere.
Manca solo un brano, quello del bis. Il pubblico lo richiede a gran voce ed è accontentato. Tutti gli artisti invitati tornano sul palco: il finale, ad effetto, è tutto a squarciagola, con quattromila voci che eseguono “Napule è”.

 

di Paolo De Luca

"Napule è" Daniele & friends: i duetti, le sorprese, le collaborazioni

 (28 dicembre 2013)

 

Si inizia con un pazzariello e la Nccp per “Terra mia”. Gran finale corale per “Tutta n’ata storia”

Non c’è niente di eccezionale, forse, in un gruppo di musicanti e lazzari felici che si ritrova sopra lo stesso palco, eppure stasera, e domani, e dopodomani, e poi ancora il 4 e il 5 gennaio, al Palapartenope, ci sarà più d’uno spettatore commosso di fronte al mucchio selvaggio di «Napul’è – Tutta n’ata storia», nuovo rito di fine anno, concertone di Pino Daniele & Friends, mucchio selvaggio del neapolitan power di ieri e di oggi: in scena con il Nero a metà e con il suo ritrovato supergruppo (James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Tullio De Piscopo) la Nccp, Teresa De Sio, Lina Sastri, Clementino, Eugenio Bennato, gli Almamegretta con Raiz, Enzo Gragnaniello, Jenny Sorrenti, gli Osanna. Ed, ancora, Toni Cercola, Antonio Onorato, Ernesto Vitolo, Agostino Marangolo, Gigi De Rienzo, Nello Daniele, Rosario Jermano, Elisabetta Serio, gli ’A67. Un pazzariello aprirà la serata attraversando il rinnovato Palapartenope, poi, come vuole la storia (quella piccola, delle canzoni, quella grande, delle emozioni che accompagnano le canzoni), sarà la Nuova Compagnia di Canto Popolare a rompere il ghiaccio. La scaletta è top secret e le prove continueranno tutt’oggi, ma, a segnare ulteriormente il filo rosso che unisce radici ed ali, tradizioni e futuro, sarà «Tammurriata nera» ad aprire la serata, riportandoci nel crogiuolo di metà anni Settanta, quando Napoli riconquistò la centralità che le spetta da sempre nella scena musica italiana, e non solo, tra revival folk e nuova canzone. «Terra mia», che l’ensemble di Fausta Vetere dividerà con l’autore, sarà il primo di una lunga serie di colpi di teatro, di brividi caldi, di incroci, di jam session, di suoni nati e cresciuti lontani da qualsiasi calcolo di convenienza.
Lina Sastri, che pure passò per le fila della Nccp, ad esempio duetterà con l’Uomo in blues quella «Assaje» che lui le prestò per lanciarla nella colonna sonora di «Mi manda Picone», e poi, «’O ssaje comme fa’ ’o core», omaggio un po’ cantato e un po’ recitato a Troisi.
Teresa De Sio («anche io ho esordito nel mio primo lp con un suo pezzo, ”Nanninella”, ma non mi sono mai esibita con lui») avrà il supergruppo a disposizione per rileggere alla sua maniera «Quanno chiove» e poi troverà Pino al suo fianco al microfono per «Voglia ’e turnà». Eugenio Bennato, che con la De Sio visse gli inizi di Musica Nova, userà la chitarra battente per fare sua «Lazzari felici» e poi ospiterà la sei corde del padrone di casa in «Ritmo di contrabbando». Il supergruppo, pronto a comporsi e scomporsi, vedrà De Piscopo (per lui anche una versione rap’n’rock di «Stop bajon» con gli ’A67) usare un rullante come una gran cassa, Senese soffiare nel suo sax le suggestioni antiche di «’Io so’ cuntento ’e sta»). Gli Almamegretta ritroveranno Gragnaniello per il reggae di «’Na bella vita» prima di scatenarsi sulla tammurriata reloaded di «Sanacore». E poi ci sarà il rap di Clementino, i tamburi di Esposito, la voce ancora cristallina della Sorrenti, il prog rock degli Osanna, l’abbraccio in famiglia tra i fratelli Daniele sulle note di «Ie sto vicino a te» e…. tant’altro ancora.
«Non è un congresso di reduci, ma una festa della musica, della nuova canzone napoletana», spiega il Pino di una Napoli che, nonostante tutto, resiste, e che inviterà tutti sul palco per il finale corale di «Napule è» e «Tutta n’ata storia».

 

di Federico Vacalebre

DOMANI AL VIA AL TEATRO PALA PARTENOPE DI NAPOLI “NAPULE È – TUTTA N’ATA STORIA”! 5 serate-evento con la band storica e oltre 20 special guest!

LE PRIME TRE DATE SONO SOLD OUT!
ULTIMI BIGLIETTI DISPONIBILI PER LE DATE DEL 4 E 5 GENNAIO

Prevendite online su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali

 

Domani al via al Teatro Pala Partenope di Napoli NAPULE È – TUTTA N’ATA STORIA”, 5 serate-evento dedicate al progressive napoletano, con cui PINO DANIELE, dopo il grande successo dello scorso anno, tornerà a suonare nella sua città. Le prime tre date, domani, domenica e lunedì, hanno fatto registrare il SOLD OUT! Sono ancora disponibili gli ultimi biglietti per le date del 4 e 5 gennaio (online su www.ticketone.it e nei punti vendita e nella prevendite abituali di Go2 e Ticketone – per informazioni: www.fepgroup.it).

Una storia musicale e non solo, raccontata da PINO DANIELE insieme agli artisti che hanno reso grande il progressive napoletano e ai giovani artisti che oggi ne proseguono il cammino. Una scaletta pensata unicamente per il pubblico della sua città, accompagnato dalla sua band storicacomposta dai grandi musicisti napoletani con cui ha collaborato nel corso della sua lunga carriera: James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Tullio De Piscopo.

Questi gli amici e colleghi che l’artista inviterà sul palco per una nuova serie di indimenticabili serate di “NAPULE È – TUTTA N’ATA STORIA”(prodotto e organizzato da 55AVE Entertainment e F&P Group in collaborazione con Radio Italia, la radio ufficiale dell’evento – per info:www.fepgroup.it): Almamegretta, Clementino, Enzo Gragnaniello, Eugenio Bennato, Jenny Sorrenti, Lina Sastri, Napoli Centrale, Nccp, Osanna, Teresa De Sio, ed ancora Toni Cercola, Antonio Onorato, Ernesto Vitolo, Agostino Marangolo, Gigi De Rienzo, Nello Daniele, Rosario Jermano, Elisabetta Serio, ‘A67 e tanti altri. Uno spettacolo corale, ricco di sorprese ed emozioni uniche!

“NAPULE È – TUTTA N’ATA STORIA” sarà un regalo alla città di Napoli, ma anche un evento imperdibile per tutti gli amanti del rock-blues dal sapore mediterraneo, un “marchio di fabbrica” che PINO DANIELE è riuscito ad esportare in tutto il mondo e a far apprezzare da grandi artisti internazionali, come Eric Clapton, Wayne Shorter, Pat Metheny e tanti altri.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: