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Pino Daniele: “Tutta n’ata Storia – Vai Mò – Live in Napoli”. La Recensione

 (21 gennaio 2013)

“Tutta n’ata Storia – Vai mò – Live in Napoli” rappresenta il concerto celebrativo dei 30 anni di carriera di Pino Daniele svoltosi nel mese di Luglio 2008 (la sera dell’8 Luglio per esser precisi) che vide all’epoca riunito tutto lo storico supergruppo sul palco montato in Piazza del Plebiscito, anticipato dalla raccolta “Ricomincio da 30″ (tra i grandi classici e ri-arrangiamenti) con alcune special guest sul palco e due brani inediti:Avion Travel, Giorgia e Irene Grandi (ma anche Chiara Civello, Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio che quella sera fu fischiato duramente dal pubblico presente). Presentato ieri in conferenza stampa a Roma, il CD/DVD “Tutta n’ata Storia – Vai mò – Live in Napoli” sarà distribuito a partire da Martedì 22 Gennaio 2013 da Sony Music per l’etichetta Blue Drag (che festeggia così il secondo lavoro ufficiale dopo “La Grande Madre” uscito nel Marzo 2012). Un preludio ai 6 concerti celebrativi “Tutta n’ata Storia – Live in Napoli” svoltisi a ridosso tra Dicembre 2012 e Gennaio 2013, al Palapartenope, dapprima una scommessa poi una garanzia da sold-out (20.000 biglietti venduti nell’arco delle 6 serate): Enzo Gragnaniello, Tullio De Piscopo, James Senese, Tony Esposito, Joe Amoruso e Rino Zurzolo gli amici di sempre che hanno accompagnato Pino Daniele sul palco cui si aggiungono Ernesto Vitolo, Gigi De Rienzo, Rosario Jermano, Gianluca Podio, Valentina Crimaldi, Elisabetta Serio e Raiz. Alcuni di questi (De Piscopo, Esposito, Senese, Amoruso, Zurzolo, Vitolo, De Rienzo, Podio e poi ancora Agostino Marangolo, Alfredo Golino, Mathhew Garrison, Juan Carlos Abelo e Fabio Massimo Colasanti) erano presenti sul palco montato in Piazza del Plebiscito quell’8 Luglio 2008, evento accolto a gran voce dai partecipanti (a supporto di ciò, il filmato di circa 20 minuti presente nel DVD) ma che esula da qualsivoglia operazione nostalgica.

L’idea

Dato il successo riscontrato, l’evento è stato proposto come incontro annuale ma nel frattempo un’altra notizia passa in risalto: il 12 Luglio 2013 Pino Daniele & Friends torneranno in Piazza del Plebiscito con il concerto/evento “Napule è – Tutta n’ata Storia” (biglietti in prevendita a partire da oggi, Sabato 19 Gennaio). L’idea è precisa: abolito il concetto di operazione nostalgica, rappresenta il punto di partenza per un nuovo inizio, un richiamo alle origini, un ponte verso il futuro, la necessità di unione e collaborazione, un invito rivolto a tutti nel riconoscere le proprie origini (soprattutto oggi che si parla tanto di globalizzazione). Il concerto/evento sarà trasmesso in diretta Tv (la formula ha bisogno ancora di studio e perfezionamento) e sarà prodotto in collaborazione con Bibi Ballandi. Tra gli ospiti ci sarà anche Enzo Avitabile (grande assente durante le 6 date al Palapartenope) e altri vecchi amici.

Tracklist & artists

Sia il CD che il DVD contengono 12 tracce (ridotte al minimo rispetto la scaletta intera proposta durante il concerto) ma la scelta è stata ponderata: ha intenzione – dichiara Pino Daniele in conferenza stampa – di pubblicare alcune raccolte con del materiale ancora inedito: nel frattempo studia una nuova forma di concerto che proporrà (forse) in futuro. Nel CD sono presenti due inediti “Non si torna indietro” e “Another Dimension” prodotti con Phil Palmer feat. Lucy Jules, Steve Ferrone e Michael Fèat mentre nel DVD (che presenta la stessa tracklist del CD sono presenti (oltre le immagini riprese nel bakcstage, un video di circa 20 minuti) due bonus track video “Io per Lei” e “Yes I Know My Way” brano di chiusura del concerto che vide sul palco la band al completo con i due batteristi Tullio De Piscopo e Alfredo Golino cui si aggiunge Agostino Marangolo ripreso con la tamorra tra le mani).

Gli artisti che parteciparano al concerto sono (in ordine sparso): Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Agostino Marangolo, Alfredo Golino, James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Ernesto Vitolo, Gigi De Rienzo, Matthew Garrison, Gianluca Podio, Juan Carlos Abelo, Fabio Massimo Colasanti; le special guest Avion Travel, Giorgia e Irene Grandi (tagliati i duetti con Chiara Civello, Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio).

Pino Daniele – Tutta n’ata Storia – Vai Mò – Live in Napoli – Artwork

Tracklist CD

  1. A Testa in Giù
  2. Quanno Chiove
  3. A Me me Piace ‘o Blues
  4. Terra Mia (feat. Avion Travel)
  5. Yes I Know My Way
  6. Ma Che Ho
  7. Io Vivo come Te
  8. Chi Tene ‘O Mare
  9. Anema ‘e Core
  10.  Dubbi non Ho
  11. Se Mi Vuoi (feat. Irene Grandi)
  12. Vento di Passione (feat. Giorgia)
  13. Non si Torna Indietro
  14. Another Dimension

Tracklist DVD

  1. A Testa in Giù
  2. Quanno Chiove
  3. A Me me Piace ‘o Blues
  4. Terra Mia (feat. Avion Travel)
  5. Yes I Know My Way
  6. Ma Che Ho
  7. Io Vivo come Te
  8. Chi Tene ‘O Mare
  9. Anema ‘e Core
  10. Dubbi non Ho
  11. Se Mi Vuoi (feat. Irene Grandi)
  12. Vento di Passione (feat. Giorgia)
  13. Io per Lei
  14. Yes I Know My Way (finale with all bands)

Il corpus dell’opera

La prima cosa che risalta all’orecchio è un certo senso di incompletezza: saranno anche tagliati i duetti per inserirli in una probabile pubblicazione postuma, si, ma 12 tracce complessive per celebrare un concerto/evento di circa tre ore risulta un pò ridotto all’osso. D’altro canto, trattandosi di una registrazione live, si apprezza in pieno tutta la bravura tecnica e l’audacia di esecuzione dei musicisti, nomi di spicco del panorama musicale italiano: innovatori, precursori, talenti, un patrimonio inestimabile. Le canzoni presenti nella tracklist sono per lo più suonati da Tullio De Piscopo alla batteria (fatto salvo i premi tre brani “A Testa in Giù”, “Quanno Chiove” e “A Me me Piace ‘o Blues”suonati da Agostino Marangolo) mentre risalta all’orecchio il secondo inedito “Another Dimension”: una ballata con infusi prettamente blues con il testo che mischia il dialetto con la lingua inglese; di facile ascolto che non stanca per nulla. Il DVD bisogna assaporarselo con calma ma la prima cosa che risalta all’occhio è la partecipazione del pubblico: i sorrisi stampati sul volto delle persone, un’energia che si riflette anche tramite lo schermo. Oltre al video che racchiude le immagini del backstage (dagli interventi dei partecipanti alle dichiarazioni dei protagonisti) merita particolare attenzione l’ultima traccia “Yes I Know My way” suonata con la band al completo: il momento di massima enfasi del concerto.

di Angelo Moraca

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Pino Daniele: «Fiero di non essere come Vasco e Ligabue»

 

Non sarà una delle migliori estati, nel senso che la crisi si fa sentire anche nel mondo dei concerti, ma Pino Daniele ha più di un motivo per sentirsi libero e leggero.
Da tempo si è svincolato dagli obblighi della popstar e ha scelto la via del musicista che si diverte a suonare per suonare. Ed è con questo spirito che quest’estate si è messo in viaggio con una superband che conta sulle tastiere di Rachel Z, che già lavora con lui da qualche anno; sulla presenza, anche lui alle tastiere, di Gianluca Podio, da tempo direttore artistico delle band di Pino; sul basso di Solomon Dorzey; e sulla batteria di un virtuoso dello strumento come Omar Hakim, uno che nella sua carriera ha lavorato con Miles Davis e gli Weather report. Naturalmente, a completare l’organico c’è la sua chitarra di leader.

Stasera la comitiva fa tappa allo Stadio del Baseball di Nettuno con un concerto che lascia grande spazio ai talenti dei suoi interpreti durante due ore di musica in cui c’è l’occasione di ascoltare i pezzi traino che fanno parte dell’ultimo cd del cantautore napoletano, La grande madre, dal brano che dà il titolo al disco (la grande madre di cui si parla è l’Africa).

Da Melodramma, una ballad che cerca di tenere insieme i suoni della chitarra con la tradizione del bel canto, alla rivisitazione di Wonderful tonight dell’amico Eric Clapton, tradotta in italiano dallo stesso Daniele. «L’idea è nata nei camerini di Cava dei Tirreni prima del concerto che abbiamo fatto insieme l’ estate scorsa ha raccontato Pino . La cosa buffa è che a lui il pezzo non piace, si scoccia di suonarlo. Gli ho detto io di farlo. Poi visto che in inglese non mi veniva bene ho scritto le parole in italiano». Infine, Searching for the water of life, dedicato all’associazione internazionale Save the children.

Ma fra i trenta titoli in programma c’è anche un ampio ricorso a quello splendido repertorio sedimentato in trentacinque anni di carriera, tanti quanti ne sono passati dal folgorante debutto discografico del 1977 con Terra mia, passando da Napul’è a Che male c’è, a Je so’ pazzo, a A me me piace ’o blues, a Io per lei, a Yes I know my way, eccetera, eccetera. Il tutto con lo spirito del musicista più che da cantautore. Dice: «Mi sento un chitarrista che canta, non posso fare dischi alla David Guetta, non mi interessa scrivere canzoni che siano adatte alla radio».

Lo stesso spirito anima La grande madre, tributo alla musica che lo ha formato e che ha amato per tutta la vita e che si muove in un territorio fertile dove si incrociano, jazz, blues, pop, latin, rock.

Si tratta, infatti, di un album della libertà, anche perché finalmente realizzato in proprio, svincolato da contratti con le major. «Basta continua Daniele farsi approvare i dischi da qualche testa pelata della discografia».

E’ la sua linea. L’album l’ha impostato su un sound riconoscibile, che non concede nulla all’apparato extra musicale. E che, sempre più spesso, accompagna le esibizioni concertistiche del mondo rock: «Uto Ughi mica si mette a dire barzellette: suona e basta», rivendica oggi Pino, che ci tiene a specificare di «non essere fenomeno di costume come Vasco e Liga» o, almeno, di non esserlo più.

E, anzi, addirittura proclama: «Non faccio parte del mondo dello spettacolo, forse ne facevo parte vent’anni fa, ma oggi mi sento spesso un pesce fuor d’acqua».

 

di Marco Molendini

(Martedì 14 Agosto 2012)

Pino Daniele e John Turturro, conversazione americana

L’incontro all’Apollo Theater di New York tra il cantautore partenopeo e il regista

 

All’Apollo Theater di Harlem, l’altra sera, non poteva mancare John Turturro venuto ad ascoltare il suo «nuovo» amico. Nei suoi concerti americani (sold out) Pino Daniele è stato accompagnato da musicisti internazionali di altissimo livello come Omar Hakim alla batteria, Rachel Z al piano, Gianluca Podio alle tastiere, Solomon Dorsey al basso. Tra i brani del suo repertorio Pino Daniele ha eseguito «A me me piace o blues», «Yes I know my way» e una versione molto blues di «Je so pazzo». Applausi anche per il suo nuovo brano «Melodramma». E non poteva mancare «Napule è», che sigla anche il finale del film «Passione» di John Turturro. La clip del docufilm dedicato alla canzone napoletana è stata mostrata nella sala gremita della Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University, per presentare il tour del cantautore, qualche giorno fa. Dopo la proiezione le luci si riaccendono e sul palco ecco John Turturro e Pino Daniele. Per «Passione» John Turturro — ricorda Stefano Albertini, direttore della Casa Zerilli Marimò e moderatore dell’evento— decise di usare «Napule è», eppure i due artisti non si erano mai incontrati prima di questa conversazione amichevole qui a New York. «‘‘Napule è’’ è stato uno dei miei primi lavori—ricorda Daniele—ma dopo tanti anni provo la stessa emozione ogni volta che la eseguo». Si scusa per il suo inglese (che pure è ottimo): «lo riconosco è un po’ brookolino!». Risata generale. «É bello che John abbia usato la mia canzone, abbiamo idee in comune su Napoli e sulla sua cultura». «Mio padre proveniva dalla Puglia, da Giovinazzo—interviene Turturro—mentre mia madre era siciliana e la prima volta che ho ascoltato una canzone di Pino Daniele è stato sul set del film ‘‘La tregua’’ di Francesco Rosi, tratto dal libro di Primo Levi ed eravamo in Ucraina». Risate in sala, Pino Daniele chiarisce: «Immaginate che la canzone ‘‘’O sole mio’’ fu scritta nel porto di Odessa da Eduardo di Capua!». Poi si passa ai ricordi degli inizi e Pino Daniele: «Ho cominciato con la mia chitarra, con il folk, ascoltando le vecchie canzoni e provando a trovare nuovi stimoli. Sono nato nel periodo di Elvis Presley, del rock and roll e del blues. Mi ricordo che suonavamo nei locali vicino al porto, dove gli americani ascoltavano la loro musica. Siamo cresciuti con la musica internazionale, ma attingendo da musica classica e da un patrimonio tradizionale. Se pensate che uno dei più antichi conservatori è quello di Napoli, a San Pietro a Majella! È importante conservare, il mondo ha bisogno della cultura, fare sempre qualcosa di nuovo ma mai dimenticare le proprie radici». «Melodramma », il brano contenuto nel suo ultimo lavoro, ne è un esempio: «È una speciale fusione tra parole, lirica e musica; prima dell’opera i poeti hanno scritto liriche per la musica. Il melodramma precedeva l’opera. Questa canzone è stata un pretesto per usare alcune vecchie melodie. Per sperimentare ». Massimo Gallotta, produttore e organizzatore del tour americano di Pino Daniele chiede quanto sia stato difficile diventare indipendente dopo tanti anni: «Il mercato è cambiato, bisogna rischiare, credo che John Turturro possa spiegare che con la passione vai avanti». «C’è qualche artista con il quale ti piacerebbe suonare?» chiede Albertini. «Non lo puoi decidere, per esempio John ed io ci siamo incontrati poco fa per la prima volta ed ora stiamo facendo un buon lavoro, deve succedere qualcosa tra le persone». Come è successo con Eric Clapton di cui Pino Daniele reinterpreta «Wonderful Tonight». «Lui mi ha invitato a Chicago a suonare, e poi ho ricambiato l’invito e abbiamo duettato per un concerto di beneficenza a Cava de’ Tirreni. Lui si è divertito molto. Eric Clapton è prima un grande uomo, poi un grande musicista. É stato facile per me entrare in sintonia con lui». E il passaggio dal napoletano all’italiano? «Passare dalla lingua napoletana all’italiano per me è stata un’evoluzione naturale, quando ho cominciato a suonare noi parlavamo in napoletano ma usavamo parole inglesi, per esempio ‘‘Yes I know my way’’ era scritta in napoletano e in inglese ». John Turturro gli chiede: «Nella tua prima band c’erano anche Enzo Avitabile e James Senese? E dove hai incontrato Enzo Avitabile? «Con Avitabile andavamo a scuola insieme—risponde Pino Daniele—avevamo quattordici anni, e a tutti e due piaceva la musica nera. Senese è un afroamericano che parla ‘‘solo’’ napoletano, somiglia ad un personaggio dei Simpson, ho visto per la prima volta Senese suonare nel lontano 1969, poi con Napoli Centrale. In quel periodo a Napoli cominciò a esibirsi una nuova generazione di musicisti. C’erano gli Osanna, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Roberto de Simone, fu allora che cominciai ad avere la mia band con Senese, Tullio de Piscopo ed altri». Poi si parla anche di Renato Carosone. «È stato un grande interprete — continua Pino Daniele — una volta lui mi chiamò e siamo stati un giorno intero a parlare di Gesualdo da Venosa, scrittore di musica barocca. Ogni generazione di musicisti ha qualcosa di buono, è importante guardare al passato, non bisogna mai dimenticare quello che altri artisti hanno realizzato prima di te. Ho interesse per la musica africana, riascolto Elvis Presley, Pavarotti, ma anche Frank Sinatra e guardo anche i nuovi artisti. I like music!». Nel nuovo lavoro ci sono chiari riferimenti all’Africa. «Non all’Africa intesa come continente, il sud dell’Italia è molto vicino all’Africa, anche nella cultura, per me ‘‘La Grande Madre’’ è il pianeta, la terra. Se vai in Sicilia, a Marsala, a Catania, a Napoli, Ischia, Amalfi, senti lo scirocco. La Grande Madre è dunque il Mediterraneo, tutto il ritmo viene dall’Africa ». Ora però con la rete si hanno le stesse informazioni nello stesso momento, «ma è importante conservare le proprie radici. La cultura è massificata, ci sono similitudini in città come Berlino, Napoli o Londra. Cerco di attingere da una cultura che mi appartiene e non ho mai deciso di cambiare, ho seguito il mio istinto, da ‘‘Medina’’ a ‘‘Mascalzone Latino’’ sono andato dove l’istinto mi ha portato». Daniele conclude dichiarando il suo amore alla città di Napoli: «è sempre nel mio cuore, nella mia mente, per me Napoli è tutto. Ogni volta che improvviso penso alle mie radici. Per questo ho deciso di diventare indipendente, perché non puoi discutere la musica, la musica si fa e basta». Poi Pino Daniele saluta Turturro e va via facendosi spazio tra i fans venuti ad ascoltarlo, abbracciando sua figlia e sussurrando. «Questa è la mia Sara».

 

di Velia Majo

Pino Daniele Talks of New Album, U.S. Tour

This interview first appeared on the June 2012 issue of Fra Noi. Pino Daniele will perform live in New York (June 7, Apollo Theater), Boston (June 9, Berklee Performance Center) and Washington D.C. (June 10, D.C. Jazz Festival). Copies of his latest album “La Grande Madre” can be found on Amazon.com.

When it comes to music, most artists are fairly simple to categorize. In the case of Neapolitan singer-songwriter Pino Daniele, though, the task is much harder.

The 57-year-old guitar virtuoso has been pushing his unique amalgam of blues, rock, pop and melodic tunes for the past 35 years, daring to enter a musical realm that was far away from Italian standards. The gamble paid off, making Pino Daniele one of the greatest contemporary singers and musicians the Italian scene has to offer today.

Although he has been around for a long time, Daniele is now taking on a new challenge: Going solo. After more than 20 studio albums with various record labels, his latest recording, “La Grande Madre,” (The Great Mother) is the first entrepreneurial endeavor for the Neapolitan rocker, who has joined the independent label Blue Drag.

To put it in his own words, it is “the first step as an independent.”

Now that Daniele has left behind the constraints of record label demands, it seems he is in the mood to explore a more sensorial approach to music, mixing African and South American elements with jazz and giving “La Grande Madre” an incredibly funky and catchy vibe.

“For me, Africa is like a Great Mother,” he says. “Like my land and the South — all the Souths, actually. It’s like the Mediterranean Sea, like volcanic rock and the sound of children’s voices. It’s the hope that something good is on the horizon.”

“La Grande Madre” comes with 11 new original songs, enriched by a cover version of Eric Clapton’s “Wonderful Tonight.”

“I had the pleasure to meet Clapton in 2010, when he invited me to participate in the Crossroads Guitar Festival in Chicago. It was a great experience and I got to know him better. I sent him my version of his song a while ago and he said he loved it.” The song follows the original Clapton melody, to which Daniele has added his own Italian lyrics.

After the album’s release at the beginning of the year, Pino Daniele’s schedule quickly filled up with tour dates. After starting in Cesena on March 24, Daniele and his band of extraordinary musicians toured Italy’s major cities, with sold-out crowds in huge venues like Naples’ Pala Partenope and Rome’s Parco della Musica. (Two separate shows were held in both cities to accommodate the large number of Daniele’s fans.)

“I was really happy to see people’s positive reaction,” says Daniele. “I was a little worried at first, given you’re on your own and have a smaller budget when you promote these shows as an independent. But people have come to expect a great musical show and they are confident it will be good. I try not to disappoint them.”

Given how well ticket sales have been going in the United States, it seems Daniele fans on this side of the Atlantic Ocean are anxious to take part in the great show. The singer will open his three-day North American tour with a performance at New York’s historic Apollo Theater on June 7, followed by a concert at Boston’s Berklee Performance Center on June 9. The last leg of the short but intense trip will see the artist stop by Washington D.C.’s Jazz Festival on June 10.

“The United States are a fascinating country,” says Daniele. “I’m really happy to be able to play in the country from which so many of the musicians I grew up with are from. It’s quite inspiring.”

Traces of American influences are everywhere in Daniele’s music. From the smooth guitar-playing style to the blues and funky tones of some of his greatest hits, the artist is quite unique in Italy, where many of his contemporaries have preferred to stick to a more traditional and often easier path of Italian pop rock canons. His slightly high-pitched voice is delivered with a wide range of tonalities that captivate the listener, just like in his latest single “Melodramma,” where it seems to trail off into a horizon made of pure emotions. “Poets and artists have always taught us to love all the simple, natural and essential things. For this album I trusted my instinct, which took me on a journey to look for the Great Mother.”

In a way, the new album is Daniele’s answer to an increasingly fast-paced world, where despite the over-connectedness of a Facebook reality, we seem to be drifting away from the pleasing comfort of simple relationships.

“This album is almost like an attempt to take some time off from a society that is falling into self-destruction,” says Daniele. “Look at the musical industry, for example. It is growingly harder to express yourself artistically. When I started in the ’70s, music was a way of getting together and sharing an experience. Nowadays it is much more attached to the entertainment side of business. It’s not all bad, though. Sure, we sell fewer albums than we used to, but I think the people who still buy the albums appreciate the music more. I used to tour so that people could buy my album. Now tours are to prove yourself to those who bought the album and decided you’re worth the concert ticket.”

Throughout the years, Pino Daniele has made sure his concerts are worth every penny. He always surrounds himself with top musicians, like drummer Steve Gadd, pianist Chris Stainton and sax player Mel Collins.

“The live show is very important to me,” says Daniele. “It’s fundamental to play with the best, because you want to deliver something excellent. I think live performances are more important today than they were once, so it puts the artists on the spot. For me it’s great. It’s not as good for those who don’t have much to say.” Daniele, on the contrary, has quite a bit to say, and he’ll prove it once again as he comes to the East Coast this summer.

 

di Nicola Orichuia

«A me me piace o blues»

Pino Daniele sabato a Bologna con il suo tour:«È il mio modo di proporre le cose con l’anima»

Il mondo (il suo, ma che potrebbe essere anche il nostro) riassunto e rinchiuso magicamente in poche parole, in una frase aforistica, scivola fuori da ogni suo testo. E ti spalanca l’orecchio della fantasia, trascinandoti dentro tutte le sue canzoni. Lentamente. È questa la forza (diciamo una delle) di Pino Daniele. Dall’arpeggio di una chitarra acustica (in questo caso il sound riverberato di una Larrivée artigianale) che introduce magari la promessa d’amore di I Still Love You, track che chiude il suo ultimo disco «La Grande Madre» (edizioni Blue Drag) fino al tiro sculettante di un (e peschiamo a caso fra i tanti suoi piccoli capolavori) A me me piace o blues, Pino Daniele è l’impressionista di un mondo quotidiano («Io faccio una vita come tutti gli altri, niente di speciale», vuole specificare. «In fondo è quella che racconto»), che sa descrivere mirabilmente. In un modo che è solo s-u-o. Che mischia melodie da occhi umidi nelle ballad, dove la musica diventa il luogo dei pensieri struggenti, e refrain da fare invece i salti sulla sedia nei pezzi up ed elettrici. Con testi da una evocativi, lontani, di un romanticismo antico e cullante e dall’altra di sana «rabbia». Solare. Graffiante.
Pino Daniele sarà sabato al Manzoni (ore 21) per una tappa del suo «La Grande Madre Tour», con un formidabile e affiatato gruppo formato da Rachel Z (pianoforte), Gianluca Podio (tastiere e archi), Solomon Dorsey (basso), Omar Hakim (batteria).
Lei nella vita è nostalgico come alcune sue canzoni?
«Sì, ma nemmeno troppo».
Quanto conta il passato, il suo passato musicale intendo, nella sua vita. Si guarda spesso indietro?
«Il passato è importante per capire chi sei, cosa hai fatto. Sono nato musicalmente in un periodo storico che è stato un momento artistico molto fertile. Penso a Guccini, Battiato, Fossati…»
E il futuro?
«Il futuro per me è la voglia di cambiarsi, rinnovarsi, rimanendo nel fondo dell’anima coerenti però con se stessi».
Di cosa va fiero Pino Daniele?
«Del mio rigore, del modo serio e rispettoso che ho di proporre la musica». E la musica cos’è per lei? «Un codice per arrivare agli altri».
Quali sono le cose che stimolano maggiormente il suo immaginario? Lei è un cantore del mare, spessissimo presente nei suoi testi.
«Il mare, certo, ma non solo. Aggiungerei anche lo sguardo positivo su tutte quelle che sono le avversità della vita».
È un ottimista?
«Non sempre. Essere pessimisti a volte aiuta a trovare la via giusta. Pensi al peggio per arrivare al meglio».
Qual è la canzone con la quale Pino Daniele si identifica maggiormente?
«Senza dubbio Napule è. È la canzone dedicata alla mia città».
A proposito della sua città, Walter Benjamin la paragonava a una spugna che assorbe tutte le culture e che le ritrasforma in qualcosa di nuovo, di originale. Quali sono state le culture che lei ha assorbito?
«Prima di tutto la musica angloamericana degli anni Settanta, poi la musica barocca del 500 e del 600 e le canzoni napoletane. A proposito del mare che lei citava, è stato proprio il mare a portare a Napoli la musica araba, quella spagnola, a rendere Napoli quello che è, nel bene e nel male».
Qualche nome di classici?
«Gesualdo da Venosa, Pergolesi, Paolo Francesco Tosti… e tra i classici ci metto anche le canzoni napoletane del 600. Forse in un’altra vita ho vissuto proprio in quel periodo, facendo magari il pizzaiolo (risata, ndr)».
C’è una parola che compare spesso nelle sue canzoni: blues. E compare anche come struttura sulla quale costruisce a volte i suoi brani.
«È vero, la struttura del blues la usiamo anche perché improvvisiamo molto. Ogni concerto è diverso dagli altri».
Per lei, strutture e musica a parte, cos’è il blues?
«Un modo di proporre le cose con l’anima».
In cosa crede lei soprattutto?
«Nella disciplina della musica. La musica è tutta la mia vita e spero di poterla continuare a fare fino al mio ultimo respiro».
Ci sono luoghi particolari dove le vengono le idee per le sue canzoni?
«Mi faccia pensare… No, direi di no».
I tempi della sua scrittura come sono?
«Dipendono dal mio stato d’animo. Posso passare mesi senza scrivere nulla e poi lavorare febbrilmente. È un po’ come vivere alla giornata. Vado spesso a braccio».
Tagli, cultura… domanda d’obbligo insomma.
«Il sistema non aiuta la musica. Ci dovrebbero essere più possibilità di suonare e di imparare per i giovani. Devono poter capire che si può ancora fare i musicisti. Devono crederci. Abbiamo bisogno di cultura. Dalla cultura dipende la serenità e la pace di un popolo».

 

di Helmut Failoni

«Un musicista che suona lo devi far suonare!»

La grande madre è un progetto libero dalle logiche commerciali delle major

RadioItalia.itPino Daniele è l’artista con cui Radio Italia SoloMusicaItaliana è nata: nel 1982 il suo secondo album venne riprodotto a ciclo continuo per le prove tecniche di trasmissione dell’emittente e nel 2000, quando la radio si trasferì da Milano a Cologno Monzese, fu ancora un brano del cantautore ad inaugurare la programmazione in diretta dalla nuova sede. Anche per questo motivo, non poteva mancare all’appuntamento con le interviste di Mario Volanti in occasione dei 30 anni di Radio Italia.

Pino Daniele ha iniziato la sua carriera nel pieno degli anni ’70, quando «la musica era vista come impegno sociale, fenomeno di aggregazione e mezzo di cambiamento. Eravamo tutti figli della Beat Generation, ogni città aveva la sua scuola: Milano, Genova, Roma… a Napoli eravamo un gruppo di amici musicisti che a volte suonavano insieme e poi si organizzavano anche da soli. C’erano molte opportunità per un ragazzo che voleva suonare ed aveva qualcosa da dire. Siamo stati molto fortunati, perché si poteva guadagnare e vivere facendo il musicista ed il mercato era pronto ad investire su nuovi talenti, oggi è diverso».

La popolarità arrivò con la gavetta: «Il mio primo disco non vendette nulla, con il secondo, che conteneva Je so’ pazzo, si è smosso qualcosa e con il terzo è arrivato il successo» e ben presto il cantautore napoletano diventò un maestro di contaminazioni musicali apprezzato dal pubblico internazionale, ma soprattutto dai più grandi artisti del pianeta: «Ho imparato moltissimo da tutti i musicisti con cui ho calcato il palco, ho avuto la fortuna di incontrare Pat Metheny, Al Laurence Di Meola, Gato Barbieri e Wayne Shorter, tutti grandi uomini che hanno una vita straordinaria e comunicano grande serenità e voglia di capire quello che ci circonda, ma uno dei momenti più belli è stato l’anno scorso con Eric Clapton a Cava de’ Tirreni».

Quest’anno Pino ha deciso di rendersi indipendente dalle case discografiche e produrre da solo l’album La grande madre: «Più che “disco” lo chiamerei “progetto” perché, oltre al CD, contiene spartiti, materiale cartaceo con appunti musicali, riflessioni scritte e la mia biografia. Volevo fare qualcosa di particolare ed importante per quelli che mi seguono ed ascoltano la mia musica, ma soprattutto per me; anche prima facevo quello che volevo ma dovevo sempre fare i conti con le major e col mercato».

Mario Volanti ha sottolineato come la voce di Pino Daniele sia unica e sia rimasta tale nonostante il passare degli anni e lui s’è detto d’accordo: «Avverto qualche minimo cambiamento, ma la mia voce resta quella anche ad una certa età… i capelli no! Ma ho visto B. B. King suonare divinamente a 88 anni, se non mi cacciate io resto con voi ancora qualche anno».

Pino Daniele parteciperà al live che Radio Italia regalerà ai suoi ascoltatori il 14 maggio in Piazza del Duomo a Milano per il suo 30esimo compleanno: «Il live per me è tutto. Noi avevamo solo la musica per comunicare, le nuove generazioni comunicano con strumenti diversi ma, anche oggi, nei live gli artisti continuano a comunicare. Un musicista che suona lo devi far suonare!».

 

Radio Italia per Corriere.it

Pino Daniele conquista le vette delle classifiche con “La Grande Madre”, il suo nuovo album di inediti

IL NUOVO ALBUM DI INEDITI LA GRANDE MADRE

AI VERTICI DELLE CLASSIFICHE DEI DISCHI PIÙ VENDUTI

LA GRANDE MADRE”, il nuovo disco di inediti di PINO DANIELE (pubblicato da Blue Drag e distribuito da Indipendente/Mente), entra direttamente al vertice delle classifiche dei dischi più venduti della settimana, diffuse oggi da GfK Retail and Technology Italia.

LA GRANDE MADREè infatti al 2° posto (dietro a Lucio Dalla) della
classifica dei dischi Fimi/GfK Retail and Technology e al 1° posto della
classifica dei dischi GfK Retail and Technology/PMI-Indipendenti
.

Anticipato in radio dal brano “Melodramma”, “LA GRANDE MADREsi
compone di 11 brani inediti con testi e musiche di
PINO DANIELE (ad
eccezione di “Searching For The Water Of Life”, il cui testo è stato scritto da Kathleen Hagen) a cui si aggiunge la cover di “Wonderful Tonight” di Eric Clapton (con testo tradotto in italiano dallo stesso Pino). Il brano “Searching For The Water
Of Life”
è dedicato a Save the Children, a supporto della campagna Every One per dire basta alla mortalità infantile (www.savethechildren.it).

Alla realizzazione del disco hanno collaborato musicisti internazionali del calibro di Steve Gadd (batteria),Chris Stainton (piano e hammond), Mel Collins (saxofono), Omar Hakim (batteria), Rachel Z (piano), Willie Weeks (basso), Gianluca Podio (tastiere e archi), Solomon Dorsey (basso) e Mino Cinelu (percussioni).

Ecco le prossime date del tour in Italia e all’estero: Roma
(Auditorium Parco della Musica – 6 e 15 aprile), Firenze (Teatro Verdi – 19 aprile), Padova (Gran Teatro Geox– 21 aprile), Mantova (Gran Teatro Pala Bam – 24
aprile), Reggio Emilia (Teatro Romolo Valli – 3 maggio), Bologna (Teatro Manzoni – 5 maggio), Torino (Teatro Colosseo – 7 maggio), Bergamo (Teatro Creberg – 10 maggio), Milano (Teatro Degli Arcimboldi – 13 e 25 maggio), Zurigo (Kongress Haus,
Svizzera – 16 maggio), Brescia (Teatro di Brescia – 20 maggio), Ginevra (Theatre du Leman, Svizzera – 22 maggio), Lugano (Palazzo dei Congressi, Svizzera – 26 maggio), Genova (Teatro Carlo Felice – 28 maggio),New York (Apollo Theatre, USA – 7
giugno), Boston (Berklee Performance Center, USA – 9 giugno) e Washington
(DC Jazz Festival, USA – 10 giugno).

 

Fonte: Comunicato Stampa Parole & Dintorni

I nuovi Avitabile e Daniele due artisti, una svolta

Nei cd "Black Tarantella" e "La grande madre" collaborazioni illustri, suggestioni etniche e omaggi al melodramma

Insieme hanno cominciato. E insieme hanno raggiunto, ciascuno seguendo la sua strada, una posizione di autorevolezza nel panorama musicale italiano. Enzo Avitabile e Pino Daniele sono nati a due set¬timane di distanza uno dall’altro (hanno entrambi appena compiuto 57 anni) e da oggi sono insieme nei negozi con i loro nuovi lavori discografici, "Black Tarantella" per Avitabile e "La grande madre" per Daniele.


Due dischi di svolta, per più d’un motivo. In cui i due ex compagni di gioventù incrociano ancora una volta le loro strade. Daniele canta con Avitabile "È ancora tiempo", il brano d’apertura di "Black Tarantella". E un’email di Avitabile a Daniele viene riprodotta nel corposo booklet di "La grande madre". Scambio di segnali tra vecchi amici.

Ma l’intero "Black Tarantella" è segnato dall’idea dell’incontro tra musicisti. Oltre a ospitare Daniele, Avitabile duetta anche con altri colleghi, alcuni dei quali vere e proprie star. Ma non si tratta di una mera parata di celebrità. È come se ogni volta Avitabile entrasse nel mondo del partner e intanto lo facesse entrare nel suo, condividendo stile e ispirazione.

Con Francesco Guccini scrive e canta "Gerardo nuvola ‘e povere": due dialetti, il napoletano e l’emiliano, per la storia di un emigrato morto sul lavoro. Stessa cosa con Franco Battiato: qui il secondo idioma è ovviamente il siciliano, per evocare i cieli e l’innocenza dell’adolescenza.

Pur non essendo mai stato un musicista rock in senso stretto, è comunque a quel linguaggio che Avitabile un po’ si avvicina duettando con le icone del rock David Crosby e Bob Geldof, mixando questa volta il napoletano con l’inglese. Altri partner sono i concittadini Raiz e Co’ Sang. E, meno sorprendentemente, i musicisti "etnici" Idir, Daby Touré ed Enrique Morente, recentemente scomparso. Accompagnato da Mauro Pagani alla mandola e al bouzouki, Avitabile riprende anche il suo antico hit "Soul Express".

Con "La grande madre", il suo primo album a essere prodotto e distribuito in maniera indipendente, Pino Daniele intende offrire al suo pubblico qualcosa in più di un semplice disco: al cd vero e proprio si accompagna un booklet di un’ottantina di pagine con testi e spartiti, un’introduzione dello stesso artista e una sua biografia: tutto in italiano e in inglese. Molto ricco il comparto fotografico: Pino dagli anni Settanta a oggi, più alcune suggestioni "americane" e "africane", tra metropoli e natura.

Eppure niente potrebbe essere più "italiano" del brano d’apertura "Melodramma", in cui Daniele prova a concentrare nei pochi minuti di una canzone i temi e l’andamento per l’appunto di un melodramma. Ci prova e ci riesce, dando vita a uno dei suoi brani più originali. In scaletta anche una versione italiana di "Wonderful Tonight" di Eric Clapton e "Searching for the Water of Life", in inglese, a sostegno della Fondazione "Save the Children".

 

di Antonio Tricomi

‘La Grande Madre’: il disco che segna il ritorno di Pino Daniele

 

"Per me la Grande Madre è il sangue misto della musica, il cordone ombelicale che ci lega ai quattro elementi del pianete, è il codice per entrare a far parte della rinascita ed il rinnovamento dello spirito ogni qual volta le note cercano di comunicare" [Pino Daniele]

Foto di Monica Mazzei

Dodici tracce, per un Cd che annuncia il ritorno sulla scena musicale di Pino Daniele in grande stile. Un disco in cui lui filtra le sensazioni date dai sensi con la musica: attraverso la musica sentiamo il calore del fuoco e sentiamo l’acqua scorrere sull’epidermide, come lui stesso spiega….
In tutti i migliori negozi di dischi dal 20 Marzo, "La grande madre" rimanda alla raffinata fusione musicale cui Pino ci aveva abituati; pur aggiungendo una nuova sperimentazione, che negli ultimi anni ha dimostrato di saper palleggiare bene quanto la musica etnica e napoletana: si parla di "Melodramma", un’emozionante e sorprendente brano sul genere della romanza, che ha preceduto quale singolo l’album intero, presentato dalle radio già a partire dal 2 Marzo.
Molte le collaborazioni ed i musicisti eccellenti che hanno contribuito, da Omar Hakim, a Steve Gadd, passando per Mel Collins e molti altri.
L’album esce per l’etichetta indipendente "Blue Drag" in collaborazione con "Indipendente-mente"; produzione nella quale lo stesso Daniele con la propria famiglia, ha investito le proprie risorse finanziarie.
Scelta dovuta non solo al coraggio, ma anche alla voglia di fare realmente ciò che si desidera nel profondo.
E Pino Daniele lo fa non deludendo il suo pubblico affezionato e anzi, conquistandone sempre di nuovo.
All’interno del Cd, la cover in versione italiana, musicata dal cantautore partenopeo, di "Wonderful Tonight" di Eric Clapton, con il quale è nata una bella amicizia e una fortunata collaborazione.
Tutto ciò è l’incipit che da il là ad un magnifico tour, comprendente 30 canzoni scelte (anche se la scaletta potrà variare), che toccherà tutta Italia, la nostra Svizzera (tre date previste) e persino gli Stati Uniti, a dimostrazione che Pino Daniele si riconferma artista completo dalle vesti internazionali.
Forse, senza che ci ne si renda del tutto conto, uno dei "mostri sacri" italiani nel panorama musicale mondiale.
Una bella conquista e soddisfazione, per un artista che già negli anni ’80 aveva iniziato "amicizie musicali" importanti come quella con i Simple Minds e Bob Marley: di quest’ultimo, ancora agli inizi del suo successo, ebbe l’onore gradito di aprire il concerto a San Siro proprio in quell’anno. Del resto, colui che cerca sempre di reinventarsi e di creare un linguaggio nuovo, finisce per abbracciare tante strade diverse.
E Pino ha presentato tutto questo lavoro (il Cd contiene anche un bellissimo reportage fotografico e una biografia), alla conferenza stampa tenutasi a Milano il 19 Marzo scorso. Di grande simpatia, loquacità e disponibilità, si è raccontato per quasi un’ora ai giornalisti, spiegando il suo "viaggio", rappresentato anche nella foto in copertina, come è cambiata la sua vita e come è cambiata la musica; ma, cosa più importante, come i suoi valori per lui restino un caposaldo che conferisce la base dei suoi lavori come anche la strada sicura e irrinunciabile, in tutte le cose della vita.

Buon ascolto!

 

di Monica Mazzei

La nuova sfida di Pino Daniele: Addio major, investo su di me

 

A volte per restare se stessi l’ unico modo è cambiare tutto. E così Pino Daniele si è messo in proprio per mantenersi coerente alla sua musica – quel misto di rock e blues in salsa napoletana che lo ha reso celebre – e ai suoi valori, «che non vedo più in circolazione in Italia, e penso a come viene sminuita la musica, ma pure pittura, letteratura, teatro, cinema». Inevitabile mollare le major: «Una bellissima strada per chi può permettersela. Ero stufo di litigare con dirigenti che non capivano di musica e venivano da settori commerciali. Electric jam doveva aveva un seguito, Acoustic jam: la Sony non l’ ha mai fatto uscire perché non avrebbe venduto». E così ha aperto un’ etichetta, la Blue Drag, che ha prodotto La grande madre, il suo nuovo album: «Il presidente sono io e quindi nell’ artista Pino Daniele ci credo», ride. Ma appunto cambia solo la casa discografica. Per il resto il tempo passa (57 anni, compiuti ieri) ma è il solito Daniele, «un chitarrista che canta», come si definisce, uno che «ha voglia di sperimentare, che ha dentro di sé l’ America, il rock, il jazz di stile newyorkese, il blues con le sonorità anni Settanta e Ottanta, che scrive in napoletano, italiano o inglese. Anche se ora ho un po’ di paura a usare il dialetto, per paura del confronto col passato». Di certo sarà parecchio in napoletano il tour che parte il 24 da Cesena e toccherà anche Roma (6 e 15 aprile), Firenze (19), Bologna (5 maggio) e Milano (13 e 25 maggio) per poi decollare verso Europa e Usa. Uno spirito internazionale che non è una novità in Pino, e che nel disco è riaffermato dalla cover di Wonderful tonight, del suo amico Eric Clapton. Ma non è solo questione artistica: «In Italia mi capita spesso di sentirmi pesce fuor d’ acqua, non mi ritrovo in molti cambiamenti dei media e dello spettacolo. Non posso pensare di cominciare a scrivere musica per i telefonini o per le radio: non so neanche chi programmerà il mio singolo Melodramma ». Ovviamente non tutto va male. A chi gli chiede che regalo di compleanno vorrebbe Daniele risponde: «Beh, una parte si è già avverata con l’ arrivo del governo Monti. L’ altra parte è la speranza che resti in carica per un pezzo. Sono fiducioso, pur non facendo nomi, è chiaro a chi si riferisce quando dice che «i cambiamenti politici degli ultimi anni non hanno aiutato la cultura, dominano solo le regole dell’ audience e dello share». Solo una canzone di La grande madre (che il produttore-autore-interprete ha voluto accompagnato da un corposissimo libretto con foto e spartiti) non è scritta da Daniele: ha il testo di Kathleen Hagen Searching for the water of life, donato alla onlus Save The Children a sostegno della campagna Every One contro la mortalità infantile.

 

di Luigi Bolognini

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